un blog canaglia

Zitto e mangia

in società by

Aiutatemi a capire: uno ti vende roba da mangiare dicendo che c’è dentro una cosa quando invece ce n’è un’altra, dichiara come se niente fosse che non esiste alcun “pericolo alimentare” ma contestualmente ritira il prodotto dal mercato (se non c’è alcun pericolo, che lo ritirate a fare?) e aggiunge, udite udite, che i nuovi prodotti verranno testati per assicurare che dentro ci sia effettivamente quello che c’è scritto (come se non si trattasse di una circostanza che dovrebbe essere pacifica da un pezzo).
Poi ti prendono per il culo, quando dici che nell’industria alimentare c’è qualcosina che non va; ti danno del radical chic, dicono che spacchi il capello in quattro, ti tacciano di anticonformismo a tutti i costi: salvo scoprire improvvisamente che non solo non puoi essere minimamente sicuro della qualità di quello che mangi, ma che in fondo in fondo è diventato una specie di capriccio perfino domandarti che cazzo di animale ti ritrovi nel piatto.
Scegliere quello che si mangia, direte voi, è un lusso che molti non possono permettersi: ma a me corre l’obbligo di rilevare che il vero lusso, forse, è pretendere di mangiare ravioli -per restare nell’esempio- un giorno sì e un giorno no; riternere normale l’abitudine di consumare quotidianamente pasti che appena qualche decennio fa sarebbero stati riservati alle feste; partecipare senza colpo ferire all’andazzo di una società ipernutrita, che pur di continuare ad ingozzarsi ben oltre il necessario si rassegna a consumare a manetta cibo industriale sul quale sta perdendo qualsiasi controllo.
Perché per darla a tutti, questa opulenza, e per dargliela a prezzi accettabili, sono costretti a metterla insieme così: non potendo violare l’aritmetica, evidentemente, che imporrebbe ben altri costi -e quindi altri prezzi- nel caso in cui si decidesse di fare le cose come si deve.
Come dite? A voi va bene così? Volete fare il cenone di Natale tutte le sere?
Perfetto.
Però non venite a lamentarvi, poi, se trovate la carne di cavallo nei ravioli; e non fiatate quando qualcuno, più o meno esplicitamente, vi dice “zitto e mangia”.
Nel caso in cui non ve ne foste accorti, è esattamente quello che stanno facendo.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

16 Comments

  1. sarebbe bene si sapesse che il sospetto , quasi certezza, è che sia carne di cavalli che correvano nelle gare, cresciuti con farmaci e cosette varie per farli rendere di più! Siccome quando smettono sono a carico del padrone…conviene rivenderli come carne da macello ( illegale). La carne equina in commercio è molto più cara della bovina… e come mai ,allora, utilizzare una carne molto più costosa per schifosissimi hamburger? Ma sopratutto : perchè non dichiararlo sulle confezioni se è carne legale!?? Non è carne legale e fa male!!!

  2. Ritirano il prodotto perché è illegale metterci dentro ingredienti non segnalati in etichetta, non perché sia pericoloso. Su tutto il resto sono d’accordo con te.

  3. E’ una presa per il culo mi pare chiaro.
    Ed è ancora più assurdo che non si veda oltre il proprio naso e ci si ostini a pensare che sono sempre gli altri il male: voglio dire, tu lo sai che quello che compri, se preparato e surgelato, non puo’ essere anche genuino o comunque non ti viene il dubbio? Ti scandalizzi solo ora e ti affretti a dire “no, io la lasagna mica me la compro surgelata”.
    Boh

  4. che sia povero cavallo, mucca, agnellino, cane, cammello,pesce,coniglio.. in questo tipo di società gli animali sono considerati mera merce. L’ingiustizia è il nostro specchio.E tutto il resto è abominio.smettere di mangiare altri esseri senzienti?

    • ci sono due categorie di vegetariani. Quelli che lo sono in quanto si ritengono superiori agli altri ‘esseri senzienti’, come li chiami tu, e quelli che si ritengono alla pari.
      Alla seconda categoria suggerisco la lettura di ‘l’evoluzione della specie’, un po’ datato, quindi meglio nella sua versione moderna ‘il gene egoista’.

      tornando in topic, da bravo snob non ho una in casa nulla che sia oltre la semplice preparazione base, il resto me lo cucino, in parte proprio perchè quanto possibile voglio sapere cosa mangio. Ovvio che se esco dall’ufficio e voglio farmi una zuppa di legumi non ho il tempo materiale di preparare un brodo vegetale da zero. Però mi incazzerei come una bestia, se scrivi A sull’etichetta dentro deve esserci A, non B, non mi interessa se è sicura, non mi interessano le supercazzole che tiri, dovrebbero tornare i buoni vecchi boicottaggi a fronte di eventi simili…

  5. Ormai se me lo chiede la gente non so più nemmeno spiegare perchè mi rifiuto di comprare i (golosissimi) prodotti Nestlè.

    Mi sta prendendo sempre più un pessimismo cosmico che mi fa invocare sto Benedetto Armageddon

  6. Il problema è, come sempre, l’ignoranza. Un palato ignorante si scontra, e spesso vince, anche contro un cervello sapiente. E così non mangiare certa mondezza si trasforma in “rinuncia”, anziché in privilegio.
    Il tizio che per primo lanciò la moda del “dei gusti non si discute” non conosceva Darwin e le sue teorie: oggi conosciamo la teoria dell’evoluzione, e sappiamo che la nostra specie si è evoluta attorno a degli alimenti, per i quali ha sviluppato un gusto innato, che la diseducazione ha portato a perdere. Possiamo discutere all’infinito se siamo programmati per mangiare sola frutta, o anche cereali, o addirittura carne e pesce, ma di sicuro, saremo tutti d’accordo, che non ci siamo selezionati per nutrirci di alimenti sintetici, né possiamo aver sviluppato un gusto innato verso di loro. Quindi, per favore, discutiamone di questi benedetti gusti.
    Basta un minimo di educazione al gusto (cosa semplicissima, altro che sommelier e chef) perché nessuno arrivi mai più a chiamare “golosissimi” i prodotti Nestlé

    • non sono sicuro di aver capito… non vedo come potrei non definire “golosissimo” il latte condensato nestlè, che a molti fa schifo, ma per me è vicino al nettare degli dei.
      Se ho smesso di mangiarlo senza rimpianti è solo perchè il cervello ha avuto il sopravvento, non davvero perchè fa schifo.

  7. Comunque non è che “uno ti vende roba da mangiare dicendo che c’è dentro una cosa quando invece ce n’è un’altra”, ma “uno ti vende una roba da mangiare dicendo che dentro c’è solo un certo qualcosa, mentre nella preparazione ce n’è finita anche dell’altra e per legge lui deve dirtelo”.

    Tutto qui. Non mi pare il caso di piazzare un casino. Tanto più che il cavallo costa più del vitello, da che mondo.

  8. La settimana scorsa ho intervistato Tim Lang, professore di Food policy al “Centre for Food Policy” della City University London. Lui ‘ste cose le dice da anni, ma effettivamente il mercato è quello e viene rimpolpato dalle masse che comprano cibo processato a basso prezzo (visto che qui il cibo “normale” costa uno sproposito, e nessuno ha tempo -e voglia, e la cultura sociale- per cucinare la sera). Poi aggiungi che in UK mangiare carne di cavallo è come mangiare carne di cane, e vedi perché giustamente stanno piazzando un casino della Madonna. Il problema è europeo, ma fin tanto che ci saranno i ravioli ad una sterlina al pacco andrà tutto bene

  9. Il problema e’ quello di riuscire ad educare il gustosin da piccini : l’ educazione alimentare dovrebbe essere obbligatoria a scuola , dalla materna . E i pediatri a loro dovrebbero spiegare alle mamme che allattare a lungo fa bene , non e’ un ” vizio” , e lo svezzamento andrebbe fatto piano piano , abituando il bimbo ai gusti nuovi lentamente . Se insegni ad un bambino a mangiare cibi sani , semplici , con gusti differenti , lui imparerà ad apprezzarli e non cercherà le lasagne buitoni. E’ una ” fatica” che paga . Oggi mio figlio di sei anni prima di cena aveva fame , mi ha chiesto del finocchio crudo. Il suo amichetto che in genere va a merendine l ‘ ha voluto anche lui , e poi ancora , e poi ancora . Il finocchio era fresco , bio, dolcissimo . Per me si inizia così

    • Mi piacerebbe moltissimo che tu avessi ragione.
      Purtroppo a Milano ci hanno provato con le mense scolastiche, e non ha funzionato: i bambini lasciavano metà del cibo sano nel piatto e tornavano a casa affamati dai genitori che li riempivano di wurstel e schifezze da hard discount.
      Bisognerebbe iniziare forse dall’educare i genitori? Meno prove del cuoco e più gare a chi cucina meglio le lenticchie?

  10. parole sante, capriccioli. ma il mondo dei sette miliardi non può funzionare che così.
    e (imho) chiunque abbia un figlio di meno di quarant’anni dovrebbe avere il buon gusto di – appunto – tacere e inghiottire.

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