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zerovirgolaquarantotto

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Qui a Londra ho un professore tedesco. Ha passato un anno in Italia quando era studente, e si ricorda delle manifestazioni radicali nei primi anni ’90. Quando c’e’ stata l’elezione del presidente della repubblica mi ha chiesto se questa volta ce la facevamo a eleggere Emma Bonino, di cui ha grande stima. Sempre a Londra, qualche tempo fa ho conosciuto un irlandese che si occupa di antiproibizionismo sulle droghe. Gli ho nominato il Partito Radicale Transnazionale e lui subito mi ha detto che lo conosce perfettamente. Poi sono andata a vedere i risultati delle elezioni regionali in Basilicata, dove i radicali correvano da soli con il simbolo della Rosa nel Pugno e il sottotitolo “Ecologisti, Laici, Democratici,Liberali, Credenti”. Questa esperienza segue di poco l’esperienza della lista “Amnistia Giustizia Libertà” alle politiche 2013. Il risultato finale quella volta fu di 64.732 voti pari allo 0,19%. a livello nazionale. Il risultato in Basilicata, dopo quasi un mese di mobilitazione della dirigenza radicale (compreso il ministro degli esteri, che evidentemente non aveva di meglio da fare che prendere armi a bagagli e andare a Potenza a far campagna elettorale) e’ stato di 1215 voti, pari allo 0.48% (con palma dell’ultimo posto tra le liste).
Quando dico al mio professore, o a chiunque altro conosca la tradizione radicale, che alle elezioni i radicali prendono lo zero virgola, rimangono molto sorpresi. Non si capacitano di come un partito la cui fama va ben oltre i confini nazionali possa fare un risultato cosi’ pessimo. Quando la questione viene posta alla dirigenza radicale, le spiegazioni sono di due tipi: 1) le elezioni in Italia non sono democratiche, dunque il REGIME ci impedisce di prendere voti; e 2) l’informazione in Italia fa scomparire i radicali, e dunque la gente non sa che ci siamo. Il tutto di solito condito da strali contro chi ha alzato bandiera bianca e all’ennesima lista ad hoc in cui si usano tutti gli aggettivi di questo mondo eccetto “radicale” e ha risposto con una pernacchia.
Per quanto  non ritenga la democrazia italiana perfetta, io non ce la faccio a dire che un partito fuori dalle stanze dei bottoni (sempre ammesso che i radicali siano un partito e che siano poi cosi’ fuori dalle stanze dei bottoni) non possa affermarsi alle elezioni. L’esperienza del M5S e’ li’ a ricordarcelo. Non credo nemmeno che i radicali non ricevano attenzione da parte dei media. Prova ne e’ che molte, troppe persone sono perfettamente al corrente delle scorribande di Marco Pannella in cui, ormai inintervistabile, perde le staffe e rompe microfoni, beve le sue urine o urla cose incomprendibili a chiunque non sia uno dei suoi badanti.
Forse sarebbe ora, da parte dei dirigenti radicali, di ammettere a loro stessi e al mondo che il motivo per cui le loro liste usa e getta non arrivano all’1% non e’ per  qualche complotto o per la persecuzione dei media. La triste verita’ e’ che se i radicali invece di inventarsi nuovi simboli e slogan esoterici ad ogni elezione, andassero a elezioni come partito radicale, senza farsi mai vedere in giro, prenderebbero piu’ voti. E quando la dirigenza di un partito organizza una campagna elettorale che fa prendere meno voti rispetto a non farla, forse sarebbe meglio che la suddetta dirigenza si dedicasse ad altre attivita’ (pesca, canasta, uncinetto?).

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

2 Comments

  1. La spiegazione 1) fa un po ridere, non ci credo che qualcuno possa seriamente addurre una giustificazione simile.
    Sulla 2) in realtà un po ci sta, ma come dici tu è molto colpa anche dei Radicali stessi che sembrano avere l’ineffabilità tra i punti di programma.

  2. Sono gli ‘effetti’ della pulizia etnica di Chianciano e della “nuova”, prestigiosa amministrazione Arconti-Bernardini.
    Meglio di loro persino la lista ‘Matera si muove’ e quella del clone di Beppe Grillo!
    Sicuramente colpa del regime, della peste e della ‘suprema cupola della mafiosità partitocratica’.

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