un blog canaglia

Volete davvero uno Stato così?

in società by

Vediamo di spiegarci, ché la questione sarà pure delicata, ma non per questo si deve evitare di discuterne.
Dalle nostre parti è opinione diffusa che lo Stato (con la esse maiuscola) abbia il compito di “proteggere” i cittadini da se stessi: a mero titolo di esempio obbligandoli a indossare le cinture di sicurezza o il casco, adottando regimi proibizionisti sulle droghe, scoraggiando il fumo di sigaretta (anche al di là della tutela dei fumatori passivi, che è argomento diverso) e penalizzando le slot machine, che a quanto pare provocano dipendenza patologica.
Già a questo punto un numero non indifferente di individui (tra cui lo scrivente) potrebbe storcere la bocca: perché mai non dovrei poter decidere per conto mio se e come ammazzarmi, qualora desideri farlo? Voglio dire: data per scontata la mia capacità di intendere e volere saranno pure affari miei, se accetto il rischio di spaccarmi la testa sullo scooter o di riempirmi i polmoni di catrame, sbaglio?
Sbagli, dicono loro: ma lo dicono passando per due strade diverse, su cui varrà la pena di soffermarsi qualche secondo.
Sbagli, dicono alcuni, perché secondo me è giusto che lo Stato svolga nei confronti dei cittadini un ruolo di guida e di protezione, promuovendo gli stili di vita che a suo parere ritiene migliori per loro e penalizzando gli altri.
Ebbene, per quanto mi riguarda con costoro il discorso si potrebbe chiudere ancora prima di iniziarlo: io non lo voglio, uno Stato così. Non lo voglio, non lo sopporto, lo fuggo come la peste: giacché non tollero che nessuno (e tantomeno lo Stato, che in qualche modo equivale a dire tutti gli altri) si intrometta nelle mie scelte, le valuti, le giudichi e cerchi di orientarle come pare a lui. Se questa fosse l’unica eccezione, insomma, non soltanto non indosserei la cintura di sicurezza, ma farei di tale rifiuto l’oggetto di una quotidiana attività di disobbedienza civile, andandomene in giro con un cartello con su scritto “io non la metto” e costringendo i vigili urbani a verbalizzare un’infrazione al giorno, finché qualcuno non mi dà retta, inizia a fare come me e alla fine, per disperazione, cambiano la legge.
Senonché, ci sono gli anche gli altri. Quelli che ti dicono che sbagli perché la tua decisione di autodanneggiarti riguarda soltanto te stesso solo in apparenza, ma in realtà impatta anche sul prossimo: perché se sfondi il parabrezza con la testa bisognerà curarti, se ti fai di eroina occorrerà disintossicarti e se ti fai due pacchetti di Marlboro al giorno prima o poi sarai ricoverato, col non indifferente particolare che il costo di queste attività sarà a carico di tutti.
L’obiezione, in effetti, è molto più pertinente della precedente. Ma secondo me, allo stesso tempo, è scivolosissima.
Perché se si dà per buono il principio in base al quale debbono essere scoraggiati i comportamenti individuali potenzialmente suscettibili di danneggiare la collettività, principio estremamente razionale, occorrerebbe perlomeno sforzarsi di compilare l’elenco di quei comportamenti con altrettanta razionalità.
E’ ormai dimostrato, ad esempio, che mangiare schifezze fa male alla salute: come mai, se tanto mi dà tanto, lo Stato non defiscalizza le coltivazioni e gli allevamenti biologici e non carica di accise la valanga di junk food pieno zeppo di grassi idrogenati che invade i nostri supermercati? Come mai, nonostante sia noto che condurre una vita sedentaria è letale per il sistema cardiovascolare, non si obbligano le persone a fare attività fisica? Come mai, visto che sono altrettanto acclarati i danni sul sistema nervoso degli eccessivi carichi di stress, lo Stato non proibisce che si lavori quattordici ore al giorno?
Badate, non si tratta di circostanze marginali: sto parlando di roba che produce ogni anno (proprio come il fumo e gli incidenti stradali) decine di migliaia di malati, anch’essi costosissimi per la collettività, e li produce sulla scorta di scelte di vita individuali, proprio come quella di fumare o non mettere la cintura. Per non dire che mi sono limitato ai primi tre esempi che mi sono venuti in mente: credetemi, avrei potuto continuare a lungo, addentrandomi capillarmente in particolari della vita delle persone che manco ve li immaginate.
Quindi: se voi non volete pagare la mia terapia quando il fumo mi si mangerà i polmoni, perché mai dovrei tirare fuori dei soldi per curarvi se lo stomaco vi si ribellerà per le merendine di cui non potete fare a meno di ingozzarvi, o il cuore vi cederà perché non avete voglia di alzare il culo dalla poltrona, o uscirete di testa perché avete la fissazione di fare carriera?
Dice: ma che c’entra, sei il solito fabbricatore di paradossi.
Mica vero. E’ solo che non guardo, come invece succede ad alcuni, solo quello che mi fa comodo guardare. Cerco, per quanto posso, di guardare tutto, dopo averlo guardato mi permetto di indicarvelo e poi, se me lo consentite, vi domando: siete davvero sicuri, che vi piaccia uno Stato così?

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

40 Comments

  1. se vabbeh… se le risorse sono infinite… ma se ti spacchi la testa perchè non hai messo la cintura e c’è solo un’anbulanza in zona può essere che per salvare te ne lasciano crepare un altro, magari stirato da un pirata della strada!
    l’obbligo di mettere le cinture non va affatto bene come esempio!

    • Infatti. Invece se vanno a prendere uno che ha il terzo attacco di cuore perché si ingozza di burro e non va in palestra, e lasciano a casa un altro, allora tutto ok.

  2. credo che un governo che fa le leggi dovrebbe guardare alle evidenze scientifiche. valutare sulla base di esse quali sono le cose che ha senso obbligare e x quali invece puntare sull’educazione, o sul fornire servizi a basso costo a tutti i cittadini. in alcuni casi questo viene fatto, in altri no. in altri invece la legge fa addirittura il contrario di quello che, sulla base dei risultati scientifici, sarebbe corretto. per questo penso che buttare tutto in un calderone, la cintura di sicurezza così come le sigarette o le droghe o il cibo biologico sia una grossa cazzata. e apre la strada agli antivaccinisti, tanto per citare una categoria a caso.

    • Mi pare un’inferenza quantomeno azzardata. Non è questione di calderone, ma di una serie di domande semplici: è lecito limitare le scelte individuali, per quanto autodistruttive, sulla scorta di un preteso compito “paternalista” dello Stato? E’ lecito farlo per una questione di costi sulla collettività? Se sì, quali comportamenti vengono sanzionati e quali no? E perché?

      • Uhm.. un articolo clonato parola per parola scritto da un antivaccinista avrebbe la stessa base logica: su questo non ci piove.

        Mi domando, ma ammetto sia solo una provocazione che mi frulla per la testa, se la “scelta individuale” fosse, chessò, lanciare sassi da un cavalcavia per hobby o il furto con scasso? A quale punto Capriccioli metti l’asticella fra “fottesega dei danni che il mio comportamento porta alla comunità” e “ah no cazzo questo è impensabile”?

        (son curioso davvero eh)

        • Rob, il post è scritto in italiano. Rileggilo, se ti va. Oppure no, fai come ti pare. E per favore non spiegarmi perché mi paragoni agli antivaccinisti. Me ne farò una ragione. Baci.

          • Guarda Alessandro, l’obiezione di Rob sui vaccini secondo me non è insensata (sul furto con scasso direi invece il paragone proprio non ci sta)
            Perché se lo Stato non deve intervenire per obbligarti a mettere le cinture di sicurezza, allora non dovrebbe nemmeno obbligare le persone a vaccinarsi.
            (che poi io sono per la vaccinazione obbligatoria, lo scrivo a scanso di equivoci)
            Quindi sulla questione in particolare la sua domanda (a quale punto metti l’asticella fra “fottesega dei danni che il mio comportamento porta alla comunità” e “ah no cazzo questo è impensabile”?) secondo me meriterebbe una risposta un po’ più articolata.

      • il tuo “paradosso” io lo vedo come una strada da seguire, non come un argomento per mandare il vacca lo stato paternalista. a mio modo di vedere si dovrebbe fare una lista degli aspetti con maggiori riflessi sulla comunità (con parametri come numero di vittime, danni economici, cure ecc) e poi mettere una asticella scegliendo fino a dove intervenire. non si può prendere tutto, ovviamente. su ciò che rientra nelle aree di intervento, ogni politicante può scegliere il mix di strumenti incentivanti/disincentivanti: dal divieto, alla tassazione, alle ore di palestra obbligatorie piuttosto che sovvenzionate per gli impiegati ecc.
        (immagino già gli spacciatori di Big mac)

  3. Stavolta d’accordo su quasi tutto.
    Una possibile risposta alla frase “Perchè lo Stato non carica di accise la valanga di junk food pieno zeppo di grassi idrogenati che invade i nostri supermercati?”
    Risposta 1: perchè il junk food è funzionale al darwinismo sociale. Sei un poveraccio? E’ colpa tua! Ma noi ti diamo la possibilità di abbuffarti a basso costo di immondizia (in modo tale che poi diventerai anche un consumatore di farmaci) così che almeno la panza sia soddisfatta…
    Risposta 2: se aumento le accise sul cibo immondizia la gente probabilmente non lo comprerebbe più; ma come la mettiamo con l’indotto di coloro che ci campano? Si corre il rischio che disinvestano da noi creando tanta tanta disoccupazione…

    La vera rivoluzione non è andare in giro col cartello “io non la uso” riferito alla cintura.

    E’ pisciare sul cofano della Ferrari parcheggiata in via Montenapoleone perchè il proprietario è al 100% un farabutto, chiunque esso sia…
    E’ tirare le uova marce a Renzi, a Grillo, a Napolitano, alla Camusso, ad Alfano, a Marchionne quando osano farsi vedere in giro fintanto che finiranno di farlo…
    E’ andare da McDonald, mangiare un panino, fumanrsi una sigaretta e mettersi sedentariamente a giocare a Monopoli o a tombola sui suoi tavolini la domenica invece di andare allo stadio a regalare soldi alle società di calcio…
    E’ prendere tutti i badge per le timbrature e gettarli dentro una risonanza magnetica in funzione…
    E’ smettere di dare importanza alle persone che esercitano potere o che posseggono ricchezza come se fosse un merito loro essere arrivati li e non il semplice frutto di una esagerata dose di culo.

  4. Anche le tue considerazioni sono molto scivolose perché pretendono di essere assolute anch’esse in partenza. Se io mi faccio tre pacchetti di marlboro non è detto che schianti, magari ultranovantenne, per quelli. Nondimeno se lo faccio per decenni davanti a familiari e colleghi meno invulnerabili di me posso procurare dei disastri, abbastanza verosimilmente. Quindi mi dispiace ma il limite e il divieto a norma di legge ci vuole. Lo stesso per le attività di soccorso: siccome vanno tenute pronte al di là di chi vanno a prendere, meglio fare il possibile perché siano utilizzate per chi più se lo merita, poi non è che se non ottengo questo risultato devo far cadere il principio.

    • Meno male che uno le cose le premette TESTUALMENTE: “(anche al di là della tutela dei fumatori passivi, che è argomento diverso) “. Niente, non c’è niente da fare.

    • No scusa, Nina, quindi secondo c’è c’è una graduatoria di merito per essere soccorsi? E chi li decide i criteri? Se mi rompo un gamba sciando sono più o meno meritevole di uno che se la rompe facendo parapendio?

    • Perché il fumo in presenza di altri li danneggia, non volendo essi fumare. E’ giusto vietarlo, così come in sassi dal cavalcavia di cui a un commento precedente.

  5. dalle mie parti lo Stato deve tutelare le libertà ed i diritti “minimi” quelli fondamentali, non voglio uno Stato etico di stampo marxista che, detentore del sapere superiore, decide che cosa è bene e cosa non è bene per me.

    Stato minimo liberale, ecco lo stato ideale, non quello che si prende cura di me, non quello dell’avanguardia, dello scientismo, dell’etica, della nazione, dei lavoratori, della religione…

    lo Stato, vuoto, semplice, procedurale, leggero…è utopia?

  6. Discorso molto sensato, come al solito.
    Però a questo punto il discorso vale pure per i contributi e il tfr. Anziché trattenerli per assicurarti una buona uscita e una pensione dovrebbero darteli tutti, poi sono cazzi tuoi se hai il buon senso (e/o la possibilità) di metterli da parte in un fondo sicuro e alla fine ti ritrovi con una pensione, o se li spendi tutti (o magari li investi in un fondo pensione che fallisce) e una volta finito di lavorare non hai più un centesimo.
    Se così facendo aumentassero i poveri, o i senza tetto, poi lo Stato che dovrebbe fare? Dire “vi siete spesi tutto? cazzi vostri”?
    E se, sempre così facendo, tutti coloro i quali non sono riusciti ad assicurarsi una pensione continuassero a lavorare non garantendo sbocchi per i giovani, lo Stato che dovrebbe fare?

  7. Ci ho pensato tante volte anche io.
    All’inizio ti avrei detto che non è corretto accomunare certi comportamenti: se non ti metti la cintura/casco, facciamo un incidente e muori (ed è molto più probabile), io vado in grane molto maggiori, quindi un pò si tutela anche l’altro.
    In realtà, spostando il discorso al junk food, credo che il concetto di “realpolitik” possa essere almeno per gran parte dei casi una risposta convincente: limitare la tua libertà non mi costa nulla, limitare che ne so, gli investimenti stranieri, si

  8. Non poteva mancare il Bio (N.B. non c’è alcuna evidenza seria che mostri che sia più sano el tradizionale).

    In generale sono d’accordo con il discorso, comunque. Ci sono molte altre cose nocive.

    Ma io, a differenza tua, penso che lo stato dovrebbe obbligare a fare attività fisica (o almeno facilitarla e prevedere premi per chi la fa), impedire il junk food, imporre maggiore quantità di verdura e fibre e minore carne rossa, eccetera.

  9. Caro Alessandro, ho capito perfettamente qual è il punto, e lo condivido, ma ritengo che tu abbia scelto l’esempio sbagliato per arrivarci. È noto, infatti, che le coltivazioni biologiche hanno meno resa di quelle non biologiche dal punto di vista della produttività (in tonnellate) rispetto al consumo di suolo (in ettari). Di conseguenza esse sono economicamente meno redditizie. Mi dirai: ecco perché c’è bisogno di defiscalizzazione. OK, sono d’accordo. Resta tuttavia il fatto che, pur con la defiscalizzazione con l’agricoltura/allevamento biologici si ottengono prodotti che sono fuori standard (mai vista un’arancia biologica grossa, tonda e lucida e uguale alle altre: questi parametri, per i prodotti non biologici, costituiscono gli standard). E noi prima che persone siamo consumatori; quindi quand’anche la defiscalizzazione porti a un aumento dell’offerta di mercato e a un calo dei prezzi, non è detto che il consumatore x sia disposto a mangiarsi un’arancia bitorzoluta. Inoltre, non è detto che, a fronte di un mercato in cui l’offerta di prodotti biologici supera in numero e in convenienza economica quella di prodotti non biologici, io non possa quotidianamente sfondarmi di burro (biologico) chiarificato come se non ci fosse un domani, declinando a modo mio e secondo la mia convenienza il mio concetto di “junk food”.

    Sono maligna se anche in questo post scorgo una puntina di propaganda vegana, veh? 😉

  10. In un mondo ideale, potremmo raggiungere il nirvana dell’anarchia, ma questo è il mondo reale e ritengo che abbia senso per lo Stato intervenire dove sia più rapido, agevole (e tutto sommato poco invasivo) minimizzare il rischio. Mettere le cinture di sicurezza non ha alcun impatto sul mio stile di vita, obbligarmi a fare sport ce l’ha eccome. Quattro righe per dire che le questioni di principio *possono* prevedere dei correttivi che tengano conto del mondo reale.

  11. Guarda, ti sei risposto da solo in un commento precedente.
    Nel post ti chiedi “come mai… allora lo stato non obbliga…”? e in un commento ti rispondi: perchè “vivere diventerebbe un incubo”.

    I contro-esempi del post sono molto più impattanti del mettere le cinture, che è solo una questione di buon senso e non trasforma la vita di nessuno in incubo.

  12. come mai, se tanto mi dà tanto, lo Stato non defiscalizza le coltivazioni e gli allevamenti biologici e non carica di accise la valanga di junk food pieno zeppo di grassi idrogenati che invade i nostri supermercati?

    defiscalizzare il biologico non ha senso, perche’ dal punto alimentare non c’e’ nessuna differenza tra pomodoro biologico e pomodoro non bio. C’e’ differenza nel tipo di inquinamento: il non bio comporta piu’ sostanze chimiche, il bio date le rese piu’ scarse consuma piu’ risorse agricole (acqua suolo) per prodotto.

    Ma il secondo punto e’ pienamente centrato.
    E nella mia mente arriveremo a quello:
    le droghe sono state vietate da tempo immemore, le precazioni per sconsigliare il fumo sono efficaciemente in effetto da pochi anni (nonstante la resistenza dellelobby del tabacco).

    Per le malattie cardiovascolari la prospettiva scientifica si e’ modificata nel tempo: i grassi e il colesterolo (un solo uovo a settimana) di qualche anno fa ad una posizione piu’ anti zuccheri a rapido assorbimento (bibite gasate, etc, etc).

    Si arrivera’ non a vietare quelle ma a mettere dei bollini “Nuoce alla tua salute” come per le sigarette. Negli USA ho visto distributori in cui i prodotti sono divisi per fila con bollini per ogni fila: acqua/bollino verde (bevine quanta ne vuoi); succhi/bollino giallo (bevine con moderazione); bibite zuccherate/rosso (evita se puoi). questo all’interno di un ospedale, ma mi sembra un primo step.

    C’e’ da considerare anche che alcuni comportamenti: fumo, cibo, vita sedentaria danno un danno a lungo termine, per cui difficilmente saranno proibiti, ma scoraggiati (come con le sigarette); viceversa guidare senza cintura ti lascia storpio con alta probabilita’ in caso di incidente, con la vincita’di una pensione di invalidita’, e per questo penso venga punita in maniera piu’ drastica con una proibizione.

    ps ma l’iscrizione in palestra non da diritto ad un’esenzione fiscalein alcune parti d’Italia?

  13. A nessuno piace lo Stato etico, diciamo, ma cosa deve fare, lo Stato, semplicemente amministrare? Vie di mezzo nessuna? Quindi secondo te, Capriccioli, dovrebbe dire, be’, sapete che c’è, fate un po’ quel cazzo che vi pare, l’eroina, il metodo Stamina, suicidi con tanto di gita per depressi basta che siano maggiorenni, cannibalismo di cadaveri se consenzienti prima di crepare, commercio di organi se tra consenzienti, negozi per crack in fiale per sigarette elettroniche eccetera, eccetera.
    Basta che si sia adulti e vaccinati, anzi, anche non vaccinati, cazzi tuoi?
    Possibile che non si capisca che lo Stato si muove in un difficilissimo equilibrio tra garanzia e libertà? Non è facilissimo, farlo. Può in qualche modo permettere e gestire alcune cose, il cibo terribile, tabacco, alcol, psicofarmaci, ben sapendo il costo sociale ma non potendo farne a meno per non diventare appunto del tutto etico, ma altre non può farle passare per non diventare un semplice ufficio amministrativo gelido e indifferente, assente, basta che si paghi, con secondo me parecchie ricadute sulla società tutta, in un modo che potrebbe non piacere.

  14. L’uomo come individuo non esiste.

    Noi siamo umani solo perché viviamo insieme ad altri esseri umani, perché fin dall’infanzia interagiamo con le altre persone dando e ricevendo benefici, come istruzione, cultura, sentimenti, benessere fisico, protezione da freddo caldo, carestie e siccità…. Un neonato lasciato a se stesso, non sopravviverebbe. Allevato da animali, anziché altri umani, sarebbe ben poco umano e molto animale.

    Siamo umani solo perché ci siamo sviluppati in un contesto di relazione, in una rete di rapporti strutturati che ci plasma e ci consente di essere individui. E’ conseguente, poi, che questi esseri umani cresciuti in una rete sociale che ha premesso loro di sviluppare al massimo le loro singole potenzialità che ci piace definire umane, portino alla rete stessa il loro contributo culturale maturato individualmente, migliorando e rafforzando la rete stessa.

    Quindi è abbastanza ovvio, per me, che la rete sociale che ci permette di definirci umani (vogliamo chiamarla comunità, stato, società, famiglia) stabilisca comportamenti normativi di tutela della rete stessa, che possono passare anche attraverso la tutela dei singoli individui anche contro la loro stessa volontà. Una rete senza individui non esisterebbe e quindi vanno tutelati, ma anche gli individui senza rete sarebbero senz’altro molto diversi.

    Non è facile stabilire se una società riceve un beneficio maggiore vietando ad un motociclista di girare senza casco o lasciando esprimere al massimo l’individualità, la creatività e l’umanità di un emulo di Capitan America.

    Ma è normale che stabiliscano sempre nuovi comportamenti, individuali e collettivi, tra queste due necessità, quelle della rete sociale e quelle dei singoli individui.

    Tra le due, noi discutiamo.

    • “Quindi è abbastanza ovvio, per me, che la rete sociale che ci permette di definirci umani (vogliamo chiamarla comunità, stato, società, famiglia) stabilisca comportamenti normativi di tutela della rete stessa”

      Generalmente queste norme tendono a tutelare solo le esigenze del più forte (la maggioranza, il capo, quello ricco, la folla). Ora, come discorso ci sta perfettamente, non fosse che si tende a confondere l”utile’ con il ‘bene’. E’ utile che l’automobilista si metta la cintura, perchè visto che la sua ospedalizzazione dopo un incidente la pago pure io, ma non è ‘bene’, se vuole aumentare le proprie probabilità di farsi male affari suoi. Io posso imporre una legge basandomi sull’utilità, ma vietare l’eutanasia perchè ‘la vita va difesa’ no, qui la si sta facendo fuori dal vaso, si applicano concetti di ‘bene’ o ‘male’ su delle scelte individuali. A meno che lei non intenda come ‘tutela delle rete stessa’ il fatto che la maggioranza voglia lobotomizzare tutti costringendo a norma di legge l’accettazione di concetti di bene e male. Mettiti il burqa così ti libero in quanto donna, no adesso mettiti la minigonna così ti liberi, metti il crocefisso appeso al muro perchè abbiamo una tradizione, levati quel crocefisso dal collo perchè siamo in uno stato laico, ma porca pupazza, usare la logica invece che tifare per le proprie personalissime convinzioni no?

      • Io concordo perfettamente con Sonego, la cui sintesi è ben riassunta alla fine con “Tra le due, noi discutiamo.”, ovvero, per riprendere il tuo esempio, tra l’eutanasia per motivi “comprensibili”, “giustificabili” da una parte, e “semplici” suicidi per depressione o momentanea infelicità dal’altra.
        Come vedi, ho fatto largo uso di virgolette perché, appunto, noi discutiamo.

  15. L’obiezione circa i costi dell’assistenza sanitaria per i comportamenti dannosi legittima eccome il paternalismo di stato. Ma non può essere diversamente visto che è un sillogismo che muove da premesse paternalistiche: chi l’ha detto che lo stato deve dare assistenza sanitaria gratis per tutti? Quando si imbocca la via della schiavitù si deve avere il coraggio di guardare sin dove porta…

  16. per una volta, completamente* d’accordo.

    * eccezione per la cintura di sicurezza: la cintura non è solo uno strumento di sicurezza passiva; permette a chi la usa correttamente e la impone agli altri passeggeri di tentare il controllo del veicolo DOPO IL PRIMO IMPATTO.
    cosa che se ti trovi improvvisamente sul sedile posteriore, o con tua moglie in braccio, diventa oggettivamente più difficile.

  17. Essere obbligato a mettere le cinture di sicurezza ha un impatto decisamente minore sulla tua vita che essere obbligato a mangiare solo cibi salubri.

  18. Ho letto con attenzione sia l’articolo che i commenti. Dato che si parla di libertà individuali (e della loro eventuale limitazione), non posso fare a meno di notare che manca completamente un concetto fondamentale, che sempre dovrebbe essere associato a quello di libertà: l’informazione. Io sono veramente libero di scegliere se sono correttamente e il più completamente possibile informato, se no sono come un bambino che deve scegliere tra una mela e una pera: dal suo punto di vista è totalmente libero di fare la sua scelta, ma se non sa che c’è anche la banana…
    Per cui, libertà individuali si, oppure no (ho letto validi argomenti a sostegno di entrambe le possibilità), ma educazione sugli effetti delle scelte sempre. E questo è sempre il punto più carente, sia che riguardi lo Stato maiuscolo o le cazzatine quotidiane.

    • Quindi, anche capacità di recepire le informazioni, e quella te la fai studiando. Ora, mettiamo che una famiglia decida per una sua qualche fede e convinzione, di non far studiare i propri figli, contestando la scuola dell’obbligo, come la mettiamo? Si potrà dire allora che un minore non è in grado di scegliere, ma la famiglia può tranquillamente rispondere che chi lo dice che lo Stato è migliore di lei nell’educare il proprio figlio, che, tra l’altro, è suo e non dello Stato? Chi è lo Stato per togliere la libertà alla famiglia nel decidere sui suoi figli, nel decidere come deve vivere una famiglia?
      Lo Stato allora dirà che vuole dare al bambino la possibilità di scegliere attraverso lo studio, ma siamo sempre lì, la famiglia può rispondere che ci pensa lei a fornirlo dei mezzi, che magari ne sa più dello Stato stesso.
      Il problema qual’è? Che però quella famiglia vive nello Stato, e questo comporta diritti e doveri, altrimenti che la famiglia se ne vada pure in Patagonia a educare i propri figli come vuole, non studiare, non mettersi le cinture, mangiare foche fritte nel burro e farsi le pere.
      Naturalmente tutto è negoziabile, come già detto più su noi discutiamo caso per caso e ci formiamo e evolviamo collettivamente man mano, infatti considerare lo Stato come un’entità a sé che legifera dall’alto dei cieli è falso, fuorviante, e un po’ infantile.

  19. “Come mai, nonostante sia noto che condurre una vita sedentaria è letale per il sistema cardiovascolare, non si obbligano le persone a fare attività fisica? ”

    Lo Stato, nei limiti del tollerabile, obbliga la gente a fare attività fisica: l’ora di ginnastica esiste durante tutti i 13 anni di scuola dell’obbligo.

  20. Ma siamo sicuri che l’uso delle cinture sia correlato con una diminuzione della spesa pubblica?

    Qual’è la probabilità di sopravvivenza in caso di incidenti stradali con e senza cintura?

    Costa di piu allo stato un ferito grave o un morto?

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