un blog canaglia

Una decisione seria

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Apprendo dai giornali che domani, in quel di Assisi, il Papa lancerà un messaggio forte, fortissimo, sulla necessità che la Chiesa si spogli delle sue ricchezze. Me ne compiaccio, e lo dico -sono sincero- senza alcuna ironia.
Anzi, sono così serio che mi piacerebbe contribuire con un suggerimento.
Il pontefice sarà sicuramente a conoscenza del fatto che ogni anno più della metà dei contribuenti non esprime alcuna opzione in relazione alla destinazione dell’otto per mille della propria IRPEF: nondimeno, i loro soldi vengono comunque ripartiti tra tutti i beneficiari del contributo, nella stessa proporzione risultante dalle scelte dei contribuenti che l’hanno fatto.
Ciò equivale a dire, tanto per fare un esempio molto vicino alla realtà, che se il 90% di quelli che hanno esercitato l’opzione ha scelto come beneficiario la Chiesa Cattolica, a quest’ultima viene assegnato anche il 90% dei soldi di quelli che non hanno optato.
Ora, siccome i contribuenti che non esercitano la scelta sono la maggioranza (parliamo di circa il 60% del totale), se ne deduce che ogni anno la Chiesa incassa la maggior parte dei soldi dell’otto per mille da gente che non ha mai manifestato la minima intenzione di darglieli.
Badate: non si tratta di bruscolini. Parliamo di una cosa come 550 milioni di euro ogni anno.
Ecco, io credo che rinunciare a questi quattrini, nell’ottica in cui mi pare che Bergoglio stia lodevolmente cercando di collocarsi, sarebbe una decisione che si potrebbe definire semplicemente seria; e credo che solo dopo aver preso questa decisione seria sarà possibile ragionare sugli impieghi: perché è di tutta evidenza che incassare denaro in base a un meccanismo del genere, cioè prendersi i soldi di chi non ha mai detto di volerteli dare, rende assai poco credibile qualsiasi proposito di chiarezza e trasparenza.
Figurarsi di povertà.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

6 Comments

  1. Faccio fatica a seguirti. Una cosa è la povertà, una cosa è la provenienza dei soldi.

    Cioè, dopo la premessa di papa Francesco mi sarei sarei aspettato un’esortazione a usare tutti i soldi dell’8×1000 per opere di carità (come fanno i valdesi) e non per il mantenimento del clero.
    Sarebbe stato più logico.

    • I patti lateranensi prevedono come unica destinazione dell’8×1000 il sostentamento del clero. Una commissione dovrebbe ogni anno verificare la destinazione del contributo ed eventualemnte proporre una decurtazione. L’uso per opere aritatevoli è tecnicamente una violazione del trattato. Ma la legalità non sta di casa nè di qua nè di la del Tevere…

  2. Parliamo anche di IMU: quanti soldi si potrebbero recuperare se la Chiesa la pagasse su tutti i suoi immobili adibiti a uso commerciale?
    Come mai i pannellidi, che su questo tema fino a qualche tempo fa tanto strillavano e strepitavano, ora tacciono, profondissimamente tacciono?
    Ovviamente la domanda è retorica: sappiamo tutti molto bene che, dopo la recente svolta mistica del Dettomarco, di “certe cose” non s’ha più da parlare.
    IMU alla Chiesa? Che sarà mai?

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