Un test a tutte le coppie

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Siccome il tema delle adozioni gay è tornato di attualità grazie al dibattito televisivo tra i candidati alle primarie del centrosinistra, colgo l’occasione per togliermi dalla scarpa un sassolino che mi dà fastidio da un bel po’.
Credo, se la logica non è un’opinione, che chiunque si dichiari contrario alle adozioni da parte delle coppie omosessuali in ragione del fatto che potrebbero rendere problematica la crescita dei bambini e minare la loro psiche si debba assumere una responsabilità: quella di dichiarare pubblicamente che anche le coppie eterosessuali che intendono procreare in modo tradizionale debbano essere sottoposte ad una serie di test per stabilire se siano o non siano nelle condizioni di esercitare la funzione di genitori in modo soddisfacente.
In caso contrario, sempre in omaggio alla logica, se ne dovrebbe dedurre che chi è contrario alle adozioni gay avverte l’insopprimibile urgenza di tutelare il benessere psico-emotivo di una piccola minoranza di pargoli, e allo stesso tempo se ne strafotte allegramente di tutti gli altri. Perché, nel caso vi sia sfuggito, milioni di bambini sono stati massacrati, maltrattati, picchiati, seviziati, torturati nei modi più minuziosi e crudeli che sia dato immaginare da famiglie regolarmente composte da un uomo e una donna, il più delle volte uniti dal sacro vincolo del matrimonio.
Come dite? Fare un esame psicoattitudinale preventivo a tutte le coppie del paese è un’idea folle?
Ne convengo. E’ un’idea letteralmente delirante.
Ma ricordate che ad evocarla siete voi, con le vostre presunte premure nei confronti di chi dovesse ritrovarsi ad essere adottato da una coppia gay.
Datemi retta, inventatevene un’altra.
Lo dico per voi.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

19 Comments

  1. io sono d’accordo col fare un test (o un corso di formazione) a tutte le coppie, etero od omo che siano, perché non tutti hanno le capacità per crescere un figlio

  2. Il problema è che per le coppie etero si fanno già gli esami approfonditi, i test, le analisi del sangue, quelle dell’urina, la mammografia, per gli uomini le temute visite, il conto in banca, quante stanze ha la loro casa, il casellario giudiziario, le visite a sorpresa degli ufficiali preposti al controllo e alla verifica se sono genitori meritevoli. Intanto i bambini rimangono ad aspettare in questi Orfanotrofi, dove l’amore è solo una parola senza nessun significato. Devono ricevere le visite di genitori emozionati che non possono neanche esprimere la loro pena, né esprimere felicità, tutto deve essere asettico, le emozioni devono aspettare il rientro all’albergo. I bambini, sono e rimarranno vittime degli adulti mediocri.
    Per me l’amore che un bambino riceve non può essere racchiuso in una sola forma di famiglia o di nucleo abitativo. I bambini devono solo ricevere amore, il resto sono pretesti, il resto è solo paura.

    • Attenzione, tu parli in caso di adozioni. Capriccioli parla di figli naturali, e se il termine “naturale” non è corretto, non me ne viene un altro, figli come conseguenza di sesso.

  3. concordo con l’articolo e con Cinzia qui sopra. Da figlia adottata posso testimoniare che l’orientamento sessuale dei genitori non c’entra niente con la capacità di crescere un figlio. Per quanto mi riguarda avrei preferito crescere in una casa con genitori gay ma piena d’amore 🙂
    E per quanto assurdo, i test dovrebbero farli tutti, perché c’è gente a cui dovrebbe essere vietato aver figli!

  4. Cinzia, credo che nel post ci si riferisca alle coppie che vogliano avere figli procreando, non adottandoli (le coppie eterosessuali che intendono procreare in modo tradizionale) debbano fare dei test per vedere se poi effettivamente sono in grado di allevare con giudizio questi bimbi che avranno…

  5. Ciao Alessandro, normalmente apprezzo molto quello che scrivi, questa volta sono stato colpito da quella che, secondo me, è un’aggressività maggiore del solito. Provo a dire un paio di cose, cercando di restare nel solco del tipo di ragionamento che proponi.
    Fare un’esame psicoattitudinale a tutte le coppie etero del paese non è un’idea folle, è un’idea inutile, perché, fatto il test, nessuno può impedire loro di fare tutti i bambini che vogliono. Come dici tu, delirante il contrario.
    Quindi la questione è limitata all’adozione, non possiamo mettere i bambini maltrattati dai genitori naturali su questa bilancia, purtroppo o per fortuna, non so, possiamo mettere sulla bilancia un regolamento per le adozioni che trovo molto restittivo e al quale coppie omo non hanno accesso, possiamo mettere sulla bilancia i bambini maltrattati da genitori adottivi, perché troppo spesso sento dire a posteriori che sarebbe stato meglio non affidarli.

  6. Uhm. Sono d’accordo con Alessandro sul tema generale, ma a mio parere questo post non coglie molto nel segno. Come già osservato da altri commentatori, test attitudinali per le coppie che vogliono adottare esistono già da un pezzo, e meno male. Prima di dare in adozione un bimbo, è possibile valutare la capacità dei potenziali genitori ed eventualmente scegliere tra diverse coppie interessate, a tutto vantaggio del bambino. È chiaro che questa valutazione a priori non è né sensata né praticabile nel caso di una coppia che ha un figlio procreando. Il fatto che le coppie omosessuali non rientrino «naturalmente» in quest’ultima categoria (a meno di amici compiacenti dell’altro sesso, o di un uso della procreazione assistita purtroppo non contemplato dalla normativa italiana) le pone in svantaggio, e questa non è che la prima parte della risposta a chi vuole continuare a negare loro la possibilità d’adozione. La seconda è che anche le coppie omosessuali, come quelle etero, verrebbero prima attentamente valutate, e che i dati in possesso alla comunità scientifica internazionale non mostrano svantaggi per i bambini cresciuti con due genitori dello stesso sesso.

  7. Considero l’aggressività di Capriccioli assolutamente giusta, visto che è solo verbale. E’ arrivato il momento di urlare in faccia tutta la nostra rabbia a chi vuole impedire alle persone di vivere una vita piena solo perchè hanno gusti sessuali diversi da quelli della maggioranza.

  8. Premetto che da decenni, vedendo quanto accade in giro, mi piacerebbe l’imposizione di una sorta di “patente” (con tanto di corso propedeutico preventivo) per la licenza di procreazione. So che si tratta di un concetto irreale, illiberale, irrazionale. Ma – per la miseria! – molte famiglie gridano vendetta di fronte al cielo e alla terra, tanto macroscopici sono i maltrattamenti e l’ignoranza del più semplice buonsenso nei confronti dei figli!
    Ciò detto, però, questa volta non concordo affatto sul tema dell’adozione. Intanto non facciamo i razzisti: le coppie omosessuali hanno la stessa probabilità delle coppie eterosessuali di essere incapaci di allevare figli. I gay non vengono da Marte, non sono persone a parte.
    Poi i sessi sono due, anche se le forme di sessualità sono più numerose (e tutte perfettamente naturali, a scanso di equivoci).
    Nella fase di crescita dei bambini avviene un processo di imprinting dai genitori (biologici o di fatto) che condiziona per lo meno la personalità dei figli. I genitori rappresentano un modello naturale dal quale poi i bambini, crescendo, trarranno qualcosa e svilupperanno il resto. I bambini sono maschi e femmine e per conto mio devono avere a disposizione entrambi i modelli, per avere una libertà effettiva di crescita. Poi la loro sessualità si svilupperà in qualsiasi modo per mille ragioni; a volte indipendentemente o in contrasto con quella dei genitori; ma questo è un altro discorso. Per essere precisi, non dico e non voglio dire che i figli di una coppia omosessuale (in qualsiasi modo ottenuti) siano forzati a diventare omosessuali: credo che sia una fesseria. Dico però che non mi pare utile – e probabilmente è dannoso – per la formazione di una persona (non di un essere scopatore) che una bambina abbia solo due padri o un bambino abbia solo due madri. Ripeto: per la formazione della persona e della sua identità sessuale che non è solo sessualità.
    Un uomo o una donna omosessuali possono vivere felici la propria vita e la propria sessualità (sperando che la società si adegui in fretta all’accettazione di questa realtà) in quanto uomo e in quanto donna.
    Dubito che una persona dall’identità sessuale incerta o problematica, indipendentemente dal fatto che pratichi il sesso con persone dello stesso sesso o di sesso diverso, possa vivere una vita altrettanto felice.
    Non so se mi sono spiegato bene, ma credo che proprio questo sia il punto centrale della questione e il motivo della mia opinione sulle adozioni.

    • va che se dal computo totale dei bimbi depenni
      -ragazze madri
      -donne sole
      -coppie che divorziano col bimbo piccolo
      -padri assenti
      -maltrattamenti
      -madri tossiche
      -varie ed eventuali

      che rimane?

    • e da dove salta fuori che l’imprinting lo danno i genitori? semmai lo danno ANCHE i genitori, ma dato che nessuno vive in clausura, e che siamo in circa 7 miliardi al mondo, non mi pare che ci sia penuria di modelli a cui attingere

      aggiungerei che, purtroppo, l’imprinting maggiore ormai proviene da un elettrodomestico gestito in modo pessimo, il televisore (o meglio, la televisione, intesa come cio` che propina l’elettrodomestico suddetto)

      in definitiva, lasciate perdere anche questo argomento, non funziona spacciare pregiudizi per verita` scientifiche

    • Concordo pienamente con pinoilvicino.
      ha spiegato quello che pochi afferrano: L’importanza dell’identità e della naturale diversità, essere uomo e donna non è una discriminazione, crescere quindi con la convinzione dell’esclusione di uno dei due sessi non è garanzia di stabiltà ma mancanza .

  9. Quando sento Vendola (o il suo compagno) dire che vorrebbe dei figli … ma, molto di più, quando guardo lo sguardo di un caro amico di mia figlia, dichiaratamente gay, quando il discorso scivola su futuro di matrimonio, figli, ecc… mi viene una enorme rabbia verso i cattolici, le religioni, e tutti gli omofobi che così sfogano la loro paura di essere gay, e tutti i misogini che odiano i gay perchè si abbassano al ruolo delle donne, ecc.

  10. pinoilvicino volevo solo invitarti a riflettere che se è così grave che un bimbo figlio di genitori gay non si “riconosca” nel genitore “mancante” allora dovremmo vietare a tutte le ragazze madri ( o i ragazzi padri) di tenere i propri figli o, peggio ancora, toglierli a tutte le coppie separate ( in cui uno dei due genitori è latitante).
    la storia è piena da secoli di ottimi figli nati da ragazze madri o di, più recenti, figli di genitori separati e latitanti, o di casi simili ( pensa, per es. al figlio naturale di maradona).
    in questi casi, e anche per quanto riguarda le coppie gay, questi ruolo sono stati in passato, e saranno coperti in futuro, da nonni/e, zii/e etc…
    quello che conta è l’amore e il rispetto che si deve ad un bambino, sia esso figlio di etero, gay, divorziati, ragazze madri etc…

  11. Fammi capire, se è possibile , come è possibile, che con le coppie naturali vi sia pericolo per i pargoli, perché peggiorare la situazione accettando le adozioni per coppie gay? Non si farebbe altro che aumentare il numero dei piccoli non protetti: alle potenziali angherie, comuni con le coppie etero, si aggiungerebbero possibili e più che probabili problemi psicologi. Non ti pare?
    Sono per la piena libertà di unione legale per le coppie gay, non per le adozioni.
    Per me pinoilvicino ha ragione da vendere.
    Il problema delle ragazze madri è , a mio parere, un altro problema che nulla ha a che vedere con l’argomento di questo post.

    • problemi psicologici? E di che tipo? Puoi citare qualche studio, non teorico, a posteriori, visto che le adozioni omosessuale o di single sono già una realtà in molte nazioni?

      Se ci si basa sul ‘common sense’ di ognuno, per te un figlio di due genitori omosessuali avrà problemi psicologici, per me il figlio di due cattolici osservanti. Crescerà nella paura del castigo, in mezzo a regole ferree e anacronistiche.

      Quindi propongo di escludere i cattolici dalle adozioni.

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