un blog canaglia

Tutti uguali (pure voi)

in politica by

Vediamo un po’: il M5S dice di no a Emma Bonino al Quirinale “perché fa parte del sistema partitico” degli ultimi vent’anni.  Evidentemente è una questione di permanenza oppure il M5S non fa parte del sistema politico italiano e viene da Marte o in ultima battuta il M5S è l’unico movimento (autoproclamatosi) immune dal morbo partitocratico. Lo stesso ragionamento grillesco si applica a Romano Prodi, Massimo D’Alema, Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Mario Monti e sostanzialmente chiunque altro abbia servito le istituzioni, nel bene o nel male, negli ultimi vent’anni. Perché per i nostri duri e puri, quelli che sono stati in politica sono tutti uguali, si sa. Che poi siano quelli che hanno cercato di fare per decenni quello che il M5S vorrebbe fare oggi, più molto altro(Bonino); quelli che hanno proposto in vent’anni l’unica alternativa a Berlusconi che abbia convinto gli elettori (Prodi); quelli che hanno mandato completamente a puttane la sinistra italiana (D’Alema); quelli che hanno mandato completamente a puttane l’immagine del paese (Berlusconi); quelli che gli hanno fatto da badante nel mandare a puttane la suddetta immagine (Letta) o quelli che ci hanno salvati da un default (Monti), non importa. Naturalmente questi sono tutti giudizi miei, contestabilissimi caso per caso. Quello che non si può contestare è che non tutti i papabili al Quirinale che vengono dalla politica siano uguali. Non si capisce davvero come la partecipazione nelle istituzioni che si debba andare a garantire possa essere cosa disdicevole a prescindere.  Il considerare tutti uguali e inadatti, intestardendosi a proporre personaggi come Dario Fo e Gino Strada, vuol dire consegnare a PD e PDL la scelta del prossimo presidente. Scelta che faranno a cuor leggero senza il minimo dialogo, visto l’irragionevolezza del M5S. Complimenti. Se questo è il grande contributo che il M5S conta di dare al nostro paese, forse era meglio farne a meno.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

4 Comments

  1. visti gli strepitosi risultati ottenuti mandando in parlamento gente che si è dimostrata a dir poco spaesata in quelle stanze, è ovvio che si voglia coronare il successo proponendo come presidente della repubblica un personaggio che, in quella posizione, non saprebbe che pesci pigliare. avranno tanti difetti, questi del m5s, ma non si può dire che non siano coerenti.

  2. Perché continuare ad ostinarsi a salvare un malato terminale di cancro.
    Meglio farlo morire con dignità. C’era solo una persona in grado di continuare un discorso coerente di riforme economiche. Sono stati preferiti i comici e i puttanieri.

    Facciamoli morire in in hospice questi italiani senza accanimento terapeutico anche perchè in fondo la politica è lo specchio della società coatta e corrotta fino al midollo.

  3. Caro Felice, hai idea di cosa succede quando muore una democrazia? Ma non solo quella, anche un regno, un sultanato o qualsiasi altra forma di governo. Non sono i migliori, i più preparati i più affidabili a buttarsi nella mischia, ma al contrario tutti i farabutti che hanno solo da guadagnare nel caos. Secondo me la tua medicina è di gran lunga peggiore del male.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

La festa spenta

Oggi è il 25 aprile. Come sempre, ci sono manifestazioni e cortei
Go to Top