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Tutte le firme sono uguali, ma alcune sono meno uguali di altre

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Ci fa sapere il nostro onniscente autore Absinthe che ne’ i referendum* radicali su giustizia e carceri ne’ un’aministia o un indulto avrebbero alcun effetto sulle condizioni delle carceri italiane. Forse Absinthe non ha passato svariate serate delle sue vacanze come la sottoscritta a raccogliere quelle firme per strada (ai tavoli radicali), perche’ sembrerebbe non sapere quali fosse l’oggetto dei referendum. Tra i 12 quesiti proposti ve n’erano in particolare tre volti a migliorare la situazione carceraria: uno sulla limitazione della custodia cautelare a casi gravi; uno sull’abolizione del carcere per la coltivazione domestica, il possesso e il trasporto di quantità medie di droga e uno sull’abolizione della legge Bossi-Fini, e dunque del reato di clandestinita’ in esso contenuto.

A mio avviso questi referendum toccavano alcune tra le maggiori cause del sovreffollamento carcerario. La cosa buffa e’ che il nostro autore, dopo aver detto che i referendum radicali non avrebbero avuto alcun effetto, dice che bisognerebbe fare esattamente quello che viene proposto nei referendum stessi: depenalizzare e implementare pene alternative al carcere. Insomma, se c’e’ nel referendum non va bene, se lo dice lui si’.

A pensar bene, si potrebbe ritenere che Absinthe non creda nell’istituto referendario previsto dalla costituzione. In questo caso, su cui sono un po’ scettica, mi auguro che il nostro compare non abbia mai preso parte a nessuna delle passate consultazioni sulle quale la sinistra ha stappato lo spumante (nucleare, acqua pubblica (sic), legittimo impedimento ecc). Se invece volessimo pensar male, il nostro amico, pur partecipando a delle consultazioni referendarie in passato, e’ contrario a queste consultazioni perche’  chi raccoglieva le firme non era di suo gradimento. Viene il dubbio che ragioni secondo il “sono d’accordo su questa cosa, ma siccome le firme le raccolgono i radicali e il PDL, smetto di essere d’accordo”.  Perche’ tutte le firme (e i cittadini che le appongono) sono uguali, ma alcune sono meno uguali di altre. Forse il nostro Absinthe, invece di vaneggiare sul fatto che i referendum sarebbero delle burle perche’ le firme le hanno raccolte pure quelli del PDL per salvare Berlusconi, potrebbe chiedersi che fine hanno fatto le firme promesse e mai raccolte da una parte della sinistra (SEL e socialisti) sui diritti civili.

In fine, sarebbe interessante sapere quali dei quesiti avrebbero salvato Berlusconi, che non mi risulta essere un immigrato clandestino, un consumatore di droghe o piccolo spacciatore, un aspirante condannato all’ergastolo, un possibile detenuto (in carcere non ci andrebbe comunque per questioni di eta’) ne’ una vittima di negligenze da parte dei magistrati.

* Quando si parla in italiano il plurale di referendum e’ referendum. Per dimostrare di conoscere la seconda declinazione neutra in latino accontentiamoci della pagella del ginnasio senza torturare la nostra povera lingua. Vedi cosa dice in merito l’Accademia della Crusca.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

21 Comments

  1. Grazie per la lezione di italiano. Tornerò al liceo. Fattici un giro anche tu così magari riuscirai a comprendere il senso della frase: “Ovviamente a nessuno di loro è venuto in mente che – se fossero state raccolte firme a sufficienza – poi si sarebbe dovuto vincere la battaglia referendaria che è lunga (specie se a breve ci sono elezioni, che fanno slittare i referenda) e molto difficile, soprattutto se il buon Silvio fa la guerra fredda (come ha fatto durante la raccolta firme). Rimettersi al risultato del referendum sul punto è un rischio fortissimo che si corre sulla pelle di chi è nelle carceri: se la battaglia si perde, la legittimazione politica a modificare quelle leggi in Parlamento va a farsi friggere. Rimarremmo bloccati per anni con quelle leggi di merda.”

    Se poi mi dici che raccogliere le firme per il referendum ha lo stesso effetto di un decreto legge, quale quello che credo vada approvato, allora fatti anche un paio di ore di educazione civica.

    • I possibili effetti negativi di un referendum sono gli stessi in questo caso e in altri, anche quelli per cui in passato hai votato tu. Ma per quelli le firme le aveva raccolte SEL, e dunque andavano bene. Ma per favore.
      Sostanzialmente il rischio e’ che la gente non voti come vorremmo noi. La cosa e’ conosciuta con il nome di democrazia. Io credo nel senso di responsabilita’ degli italiani e credo che avrebbero votato nel modo giusto e che voteranno nel modo giusto per i referendum che sono passati. Mi dispiace che tu non abbia la stessa fiducia nei nostri concittadini.

      Non mi pare di aver scritto che raccogliere delle firme abbia lo stesso effetto di un decreto legge. Forse dovresti bere un po’ meno assenzio.

  2. Però da cittadino medio (e mediocre) l’impressione che quella che doveva essere una strumentalizzazione di Berlusconi da parte di Pannella si sia rivelata essere l’esatto contrario un po’ ce l’ho. Senza nulla togliere allo strumento referendario in sé, per carità.

    • Ma tu, Riccardo, nel merito cosa pensi? Cioe’, se i referendum avessero successo, saresti contento? O sei disposto a rinunciare ad abrogare leggi sbagliate solo perche’ anche Berlusconi le vuole abrogare? Chi e’ quello che si fa davvero strumentalizzare?

      • Io sono d’accordo con te Anna, ma qual’ è stato il senso di aver offerto quella passerella a Berlusconi?
        Perchè non è stato semplicemente detto: se Berlusconi vuole votare, che voti, come tutti gli altri privati cittadini?
        In estrema sintesi: ha senso adottare strategie incomprensibili a chi non si spara 2 ore di Pannella-Bordin tutte le domeniche?

        • Se Berlusconi firma e nessuno lo sa, i suoi elettori, che nostro malgrado sono un terzo del totale, non lo sanno e non vanno a votare. Mi sembra una cosa talmente semplice che se il leader di un partito che ha un terzo dei voti firma, il comitato organizzatore ne da’ massima pubblicita’. Cosa dovevamo fare? Mettere la cosa sotto silenzio, cosi’ da non raggiungere le 500,000 firme? Mandarlo via? Non sara’ che qualcuno qui in fondo in fondo pensa che le firme di quegli schifosi del PDl sono meno degne?
          Quello che mi chiedo io non e’ perche’ Berlusconi abbia firmato, ma perche’ non lo abbia fatto anche Epifani.

          • Certo, le firme son firme.

            Poi oh, sarò malizioso io a trovare non casuale aver messo un poster con sopra Enzo Tortora vicino a Berlusconi.

          • O Gesu’, quello e’ uno dei manifesti della campagna. C’era anche ai tavoli sforniti di Berlusconi in carne ed ossa. Ma siete proprio ossessionati. Il giorni in cui Berlusconi andra’ davvero ai giardinetti con Dudu’ cosa farete? Mi andrete in depressione?

      • Tu scrivi: “La cosa buffa e’ che il nostro autore, dopo aver detto che i referendum radicali non avrebbero avuto alcun effetto, dice che bisognerebbe fare esattamente quello che viene proposto nei referendum stessi: depenalizzare e implementare pene alternative al carcere. Insomma, se c’e’ nel referendum non va bene, se lo dice lui si’”.

        Mi sembra che sia tu a mettere referendum e decreto legge sullo stesso piano.

        Sul punto sono contrario all’istituto referendario e ho spiegato perché nel mio post: per i referendum ci vuole un sacco di tempo, specie se ci saranno elezioni politiche presto, ipotesi da non scartare. In più se i referendum li avessimo persi, come credo sarebbe successo (io non ce le vedo le persone andare a votare per abolire leggi su immigrazione e tossicodipendenza), un intervento legislativo sul punto sarebbe stato – successivamente . molto improbabile.

        Quanto alle leggi che avrebbero salvato Berlusconi, quello bisognerebbe chiederlo a lui. Io non lo so e non mi interessa. I referendum sulla giustizia non mi convincevano a prescindere da lui, che tu ci creda o no. Fatto sta che è venuto, ha firmato e poi ha fatto raccogliere le firme solo per alcuni referendum. Il fatto che tu ed i tuoi compagni radicali abbiate fatto diversamente ha contato poco, perché siete tre gatti.

        • I referendum non sono legislativi, dunque naturalmente non sono come fare una nuova legge, ma sono un passo verso una nuova legge. Tu hai scritto che io avrei scritto che “raccogliere le firme per il referendum ha lo stesso effetto di un decreto legge”, RACCOGLIERE le firme. Non si legge nulla di simile nel mio post.
          Mi dispiace molto che uno strumento di democrazia per te sia ridotto a pura tattica politica. Abbiamo visioni molto diverse in merito.

          Mi stupisco che tu abbia prima di me (e prima che siano stati resipubblici) i dati sulla provenienza delle firme. Se me li fai avere, te ne sarei grata. Se non li hai, siamo a livello di discussione da bar.

          E infine, sinceramente la risposta che bisognerebbe chiedere a Berlusconi quale referendum lo avrebbe avantaggiato non e’ degna di te. Se TU dici che le firme dai noi raccolte lo aiutano, TU devi dirci in che modo. Altrimenti e’ la solita accusa buttata li’ tanto per far rumore, stile Travaglio.

        • Va bene, sarò ossessionato .

          Magari però non sono proprio da solo. Ad esempio c’è chi abbocca sempre (sempre) ad ogni “apertura” di Berlusconi, che serve solamente a lui per ridarsi una spolverata liberale, all’altro per un po’ di luce riflessa, e al partito porta meno di un niente.

      • Personalmente, sono andato in comune a firmare quei punti che immaginavo non riguardassero in un modo o nell’altro Berlusconi. Per dirne una, non ho firmato quello sulla responsabilità civile dei magistrati.
        I motivi sono essenzialmente due: in primo luogo, io stesso non ho un’idea chiara sul tema, al di là del (pa)tema berlusconiano. In concreto, non sono così sicuro di poterle definire leggi sbagliate.
        In secondo luogo, e torniamo ahimè a Berlusconi, non possiamo far veltroniamente finta che il problema non esista. Perlomeno sul piano discorsivo. Un referendum sulla magistratura finirebbe inevitabilmente per diventare uno scontro sulla figura di Berlusconi, con le polarizzazioni del caso. Non ho ritenuto giusto firmare quei punti perché, di fatto, il piano del dibattito si era già spostato dal tema in sé, sicuramente importante, al solito scontro (di civiltà?) pro o contro Berlusconi.

        • Insomma Riccardo, ti fai dire da Berlusconi cosa pensare, cosa firmare e di cosa discutere. Mi dispiace molto per te. Vivere senza pensare a Berlusconi ogni tre minuti e’ molto meglio, te l’assicuro.

          • si chiama ‘marketing’. Fare pubblicizzare a Berlusconi dei referendum sulla giustizia è come se il testimonial della nuova linea della Chicco fosse Annamaria Franzoni.

            Premesso che sono completamente d’accordo con il concetto ‘io compro il prodotto xxx se lo considero buono, non se vedo yyy nello spot’, la maggior parte della gente, e la loro firma vale come la mia, non la pensa così. Altrimenti non ci sarebbe Banderas con il flauti in mano o Clooney che prepara caffè.

  3. Eh, mi piacerebbe davvero! Il problema è che Berlusconi non è come le fatine, che se smetti di crederci scompaiono!
    Non so, mi sembra il solito “realismo” radicale un tanto al chilo: sfruttiamo Berlusconi finché ci serve e poi facciamo finta che non esista, tanto alla gente che je frega?
    Non per essere autoreferenziale, ma in un precedente articolo di Capriccioli avevo commentato la raccolta firme e l’adesione di Berlusconi. con la metafora di una famiglia che prende una tigre per liberare la casa dai ratti.
    Mo’ io sarò pure ossessionato, ma a me questa tigre fa un po’ impressione.

  4. È interessante vedere come le opinioni frammentate dei ‘progressisti’ finiscano per provocare la spaccatura in 101 correnti di pensiero (e in altrettanti partiti da 0,1%). Poi notiamo con orrore che al governo abbiamo due democristiani ‘conservatori’. Tra persone che non vogliono cambiare nulla è più facile mettersi d’accordo.

  5. La tesi di Absinthe per cui i referendum sono uno strumento troppo lungo e rischioso rispetto al decreto legge non mi convince. Nel senso che certo, un decreto legge sarebbe senza dubbio molto più veloce, ma esiste oggi la reale possibilità che il governo Letta, nell’arco dei prossimi 6-8 mesi, passi la legalizzazione delle droghe, l’abolizione della Bossi-Fini e della ex-Cirielli, la riforma della custodia cautelare? E per decreto?
    Io dico che questa possibilità non esiste proprio. Forse nemmeno per una sola di queste riforme. E fra le forze politiche attualmente in grado di vincere ipotetiche nuove elezioni fra pochi mesi, non ne vedo una che metterebbe con convinzione queste cose fra le priorità da fare subito. Quindi per arrivare al decreto legge bisognerebbe fondare un nuovo partito (o “prendersene” uno già esistente), proporre queste cose in campagna elettorale, raccogliere milioni e milioni di voti, vincere le elezioni, scrivere il decreto e farlo passare per l’iter legislativo senza che venga demolito dagli emendamenti. Non mi sembra una via così rapidamente praticabile.
    Del resto il referendum si usa proprio quando ci si rende conto che una classe politica non discuterà mai certe proposte che invece l’elettorato potrebbe anche approvare. E pure se Berlusconi in persona riproponesse tali e quali i referendum radicali fra pochi mesi, io, antiberlusconiano convinto, andrei a rimetterci la firma come ho fatto con questi.
    Certo i referendum c’è il rischio di perderli, ma fa parte del gioco. Se si perde, amen, il popolo ha parlato; ci si riprova dopo qualche anno sperando che sia cambiato qualcosa.

  6. “* Quando si parla in italiano il plurale di referendum e’ referendum”

    Quando si scrive in italiano, si scrive ‘onnisciente’, prego.

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