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"Temi etici": ma quando mai?

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I cosiddetti cattolici di centrodestra chiedono al Governo Letta, noto al mondo per le scelte coraggiose al limite della temerarietà già intraprese, una moratoria sui temi etici.

Poi uno va a vedere e scopre che per temi etici si intende la legge che mira a sanzionare più duramente le aggressioni omofobe e la legge sulle unioni di fatto.

Ora, uno può pensarla come vuole sulle leggi in discussione: sono sicuro che molti dei lettori si oppongano ad una legge sull”omofobia così congegnata, per ragioni comunque molto diverse da quelle dei cattolici del Pdl (riassumibili nell”autentico principio cristiano: “I gay portino la loro croce soffrendo e quindi incassino eventuali mazzate sorridendo come Cristo in croce”).

Su una cosa però non di dovrebbe affatto discutere: le leggi sull”omofobia e sulle coppie di fatto NON SONO TEMI ETICI!!!

“Temi etici” –  se proprio vogliamo assumere questa definizione, comunque discutibile –  potrebbero essere il diritto all”aborto e la ricerca sugli embrioni umani.

Si vuole invece far passare per “tema etico” qualunque cosa circa la quale la Chiesa cattolica o le sue diramazioni politiche storcano il naso.

E” evidente che una simile definizione è del tutto inaccettabile e va rigettata di principio: se per aborto e bioetica sono state fatte enormi concessioni alla morale cattolica in termini di regolamentazione, basti pensare all”obiezione di coscienza, concedere simili limitazioni in tema di omofobia e coppie di fatto deve essere fuori discussione.

Altrimenti, si può arrivare a sostenere che i giudici che lo desiderano possano obiettare circa l”applicazione delle leggi antiomofobia, o che i funzionari pubblici possano obiettare rispetto alle pratiche di formalizzazione delle unioni di fatto.

Sarebbe del tutto inaccettabile per la stragrande maggioranze della popolazione: l”obiezione di coscienza va riveduta e limitata sui veri “temi etici” – perché è diventata il grimaldello col quale i diritti dei cittadini in quei campi vengono di fatto disapplicati – non certo estesa a macchia d”olio su temi di mera, quasi banale, civiltà.

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

1 Comment

  1. strepitoso il Grillo Quotidiano. I commenti si dividono in due categorie, i benaltristi (che dovrebbero chiedersi come mai è stato approvato diritto di famiglia, aborto, divorzio, nonostante crisi petrolifera, contestazione e anni di piombo), e quelli de ‘la potente lobby gay’, roba che Vaticano, Bilderberg e Yakuza se la fanno sotto.

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