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Taranto libera. Dai piazzale Loreto.

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IL 15 dicembre sarò in piazza a Taranto a manifestare contro il Decreto Salva Riva.

Contro un atto eversivo compiuto con il beneplacito del Presidente della Repubblica.  Manifesterò perché non può e non deve passare inosservato come fatto compiuto ed indiscutibile, la decisione del Governo che dissequestra gli impianti mortali dell’Ilva, sequestrati da un gip per fermare il disastro in corso. Mi auguro che un dibattito e una presa di coscienza si manifesti e si arrivi presto a constatare che tutta questa abilissima costruzione politica sta precipitando il nostro Paese in una spaventosa crisi di legalità.

Manifesterò da Radicale. Quale sono. Iscritta al Pd. Non per questo non mi sento membro della società civile alla quale gli organizzatori della manifestazione hanno rivolto l’appello, non volendo bandiere e simboli.

Gli organizzatori conoscono, perchè spesso condotte insieme, le posizioni e la lotta dei radicali sulla questione Taranto, da anni. Dalla legge per i limiti del benzoapyrene, al contrasto all’Aia, alle denunce su Tempa Rossa, alla decennale proposta di riconversione.

Gli stessi organizzatori della manifestazione che stanno raccogliendo ufficiali “Black list” e “white list” in un cui inseriscono i politici in base alle loro posizioni, hanno diffuso quella del voto alla pregiudiziale di costituzionalità sul decreto salva Riva in cui solo 15, tra cui tutti i deputati radicali, hanno votato contro il decreto.

Sono radicale, e sono fiera del voto dei miei compagni in aula. E ho anche apprezzato l’intervento di alcuni deputati del PD, su tutti l’on. Alessandro Bratti, che non condividendo il decreto ha provato nel miglior modo possibile a recuperarne qualcosa di utile per l’ambiente la salute e la vita.

E non capisco perchè adesso dovrei nascondere la mia bandiera. E sono contraria alle liste. Bianche nere o gialle. Rievocano uno stampo anch’esso eversivo e altrettanto pericoloso di regimi passati.

I manifesti e gli slogan che ho visto girare anche alle scorse, importanti, manifestazioni a Taranto: “Clini un tumore ti cambierebbe le idee”, “arrestateli”, “non votateli”, “vergogna”, a segnare come caccia alle streghe i volti di politici e istitituzioni,  possono banalmente trasformarsi nel preludio di nuovi piazzali Loreto. Quella banalità del male che ci descrisse Hannah Arendt.

Parteciperò da Radicale, ma non sarò dietro quei manifesti e lotterò contro quel fascismo dell’antifascismo che qui e ora rischia precipitosamente di diventare fascismo dell’ambientalismo.

ll nostro urlo deve essere vita, suscitando e governando responsabilità, speranza e dialogo.

Per prima cosa occorre diventare la proposta per evitare che nuovi Piazzali Loreto appaiano necessari, giusti, inevitabili.

Occorre mostrare che qui a Taranto è possibile (e che lo si vuole, dopo più mezzo secolo) voltare pagina, con la forza e la civiltà della nonviolenza, della ragionevolezza, della giustizia, della legalità. E non della vendetta.

Offrendo a quelli che dovranno pagare per i loro errori, contemporaneamente, la prova che saranno anch’essi chiamati a dare una mano alla così difficile costruzione del nuovo, della vita, della legge, se lo vorranno, se lo sapranno.

 

striscione manifestazione taranto
striscione manifestazione taranto
Volantino di un gruppo degli organizzatori della Manifestazione Taranto Libera 15 dicembre
Volantino di un gruppo degli organizzatori della Manifestazione Taranto Libera 15 dicembre
volantino cittadini e lavoratori liberi e pensanti
volantino cittadini e lavoratori liberi e pensanti
Volantino di Fabio Matacchiera, uno degli organizzatori della manifestazione
Volantino di Fabio Matacchiera, uno degli organizzatori della manifestazione

 

 

3 Comments

  1. Condivido il tuo post, relativamente al caso particolare.
    Sono invece sempre stato piuttosto freddo a proposito della rievocazione di piazzale loreto come paradigma del male o dell’ingiustizia o del tradimento, fai tu, paradigma che si è fatto largo nel tempo con una vigoria sospetta e interessata.
    Parliamo di un episodio avvenuto nel contesto della seconda guerra mondiale- una guerra che ha fatto 55 milioni di morti, 55 milioni di tragedie individuali, e quindi lutti traumi e dolori in proporzioni oceaniche, inimmaginabili. Tutte le famiglie sono state devastate atrocemente-anche la mia, per dire. La guerra è stata il male assoluto e piazzale loreto ne è stato un episodio tutto sommato minore che non merita nessuna enfasi speciale. E’ stato un caso di vilipendio di cadavere, certamente spregevole e condannabile, ma come ce ne sono stati migliaia e migliaia, e il contenuto simbolico ad esso associato (“gli italiani che voltano le spalle al capo che prima avevano osannato”) mi lascia piuttosto indifferente, data l’enormità e la complessità della vicenda globale.

    Peraltro contesto anche la vetusta espressione “fascismo dell’antifascismo”. Siamo dalle parti di “rossi e neri tutti uguali” oppure de “gli atei sono bigotti tanto quanto gli integralisti”. Non sta manco in piedi da un punto di vista logico. E’ un modo di valutare i fenomeni con cui puoi dire tutto e il contrario di tutto. Il fascismo è stata una cosa, l’antifascismo un’altra, al di là delle rispettive luci (quasi nessuna nel primo caso) e ombre.

    ps Non dimentichiamo peraltro che tutto è iniziato così: http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Piazzale_Loreto

  2. Chissà perchè mi viene in mente il barbaro assassinio di Gheddafi…del mostro Gheddafi,proprio lui:quello onorato e coccolato fino al giorno prima da capi di Stato a gogò (mica solo dal Berlusca) e poi massacrato con atroce supplizio medioevale,nella più assoluta nonchalance dei ‘democratici’ capi di cui sopra.
    Sentito qualcuno denunciare il crimine di guerra?
    Sentito qualcuno chiamare in causa il tribunale dell’Aia?
    Io ho sentito solo tanto silenzio:vile,compiaciuto,sporco,peloso.
    Come quello dei pannellidi (Bonino in testa):profondissimo silenzio di chi -con tutta evidenza-distingue tra atrocità cattive e atrocità buone,crimini cattivi e crimini nonviolentigandianivitadeldirittodirittoallavita.
    Non è vero,signora Di Giorgio? Trovato niente,al riguardo,sul bignamino giacinto?

  3. Capisco il problema e comunque rispetto una persona che sarà a Taranto a manifestare: però personalmente non ci vedo niente di male a rendere facilmente accessibili ai cittadini informazini su come votano i loro rappresentanti, in particolare su “questioni sensibili”, e non mi scandalizzo certo per una frase più che condivisibile: il ministro Clini, che si sta comportando da assassino in quanto complice di assassini, vedrebbe le cose in modo assai diverso se ad essere colpito da un tumore fosse lui o qualche famigliare. Stabilito che il tumore non è una pallottola, e che lo striscione non incita all’assassinio o alla violenza, non vedo proprio cosa ci sia da scandalizzarsi.
    Rispettosamente,

    Scialuppe

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