un blog canaglia

Tanto vale

in politica by

Prendete un essere umano disonesto, cattivo, spregevole. Supponete che sia nativo dell’Africa centrale. E immaginate che una frotta di gente, per attaccarlo, abbia l’alzata d’ingegno di dargli del negro.
Sapete cosa pensereste? Pensereste di essere di fronte a una vergogna inaudita, a una discriminazione bella e buona, a un vero e proprio linciaggio morale: perché un conto è prendersela con qualcuno per le sue malefatte, un altro è rivolgergli un insulto razzista per una sua caratteristica fisica.
Ah, come vi indignereste. Fareste fuoco e fiamme, riempireste Facebook di invettive, ripetereste centinaia di volte che questo è un paese di merda. Che il tizio, per carità, ha le sue colpe, ma quelle colpe non c’entrano col colore della sua pelle. Che chi lo insulta in quel modo è a sua volta un essere umano disonesto, cattivo, spregevole.
Questo, fareste. E avreste ragione, ragione da vendere.
Perciò mi meraviglio, e mi meraviglio molto, quando date nel “nano” a Berlusconi: perché fate esattamente la stessa cosa.
Solo che non ve ne accorgete. Oppure ve ne accorgete ma pensate di potervelo permettere perché siete “liberal” per autoproclamazione, andate in giro con le frasi antirazziste sulle magliette e combattete puntigliosamente le discriminazioni in ogni tweet.
Ebbene, sapete che nuova c’è?
Quando date del nano a Berlusconi siete esattamente come quelli che danno del negro al signore del nostro esempio.
Se ritenete di essere migliori di quelli contro cui vi battete, provate ad esserlo veramente.
Altrimenti lasciate perdere la politica, andate allo stadio e unitevi ai buh razzisti.
Datemi retta, tanto vale.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

14 Comments

  1. “Solo che non ve ne accorgete. Oppure ve ne accorgete ma pensate di potervelo permettere perché siete “liberal”.
    Direi la seconda.
    Riferito a tutti quelli indicati e giustamente bacchettati nel post,E ANCHE (mi permetto di aggiungere) al sobrio e raffinato Mario Monti,che definisce il pur antipatico Mario Brunetta “professore di una certa statura accademica”.
    P.S Il sobrio ‘dettaglio’ di cui sopra non ha minimamente turbato il Pannella Giacinto e non gli ha impedito,dall’alto della sua nonviolentagandiana visione del mondo,di privilegiare proprio lui nella richiesta di ‘ospitalità’,in vista delle prossime elezioni:potenza della laicità!

  2. Nano non è un termine che ha connotazioni razziste (a meno che non si considerino ‘razze’ anche quelle dei personaggi del Signore degli Anelli, penso al nano Ghimli), ma è un termine che indica persone affette da forme di nanismo e quindi “diversamente alte”. La parola ha anche nel linguaggio comune un’accezione negativa, ma non esclusivamente. Se dico ad un bambino: “hey, nano”, non è offensivo. Anzi, ‘nanerottolo’ esprime affetto e dolcezza. Non ha lo stesso significato univoco e negativo che può avere l’uso di ‘mongoloide’, per esempio, che per altro mi infastidisce non poco. E’ più tipo ‘cornuto’ (laddove le corna sono un attributo fisico). Non esprime necessariamente scarsa stima disprezzo. Io SB lo disprezzo. Il mio filoellenismo mi porta ad ammirare il kalos kagathòs. Il mio ‘italianismo’ mi impone di chiamarlo “nano di *”. Probabilmente sono scorretta, cattiva, spregevole. Chiamatemi nana.

  3. Condivido completamente, ma talvolta ci cado e rido per le battute su Brunetta più che su Berlusconi, e avendo avuto problemi di statura alle elementari ed essendo stato preso in giro all’epoca capisco pienamente l’errore di questo comportamento.
    Tuttavia c’è una riflessione che farei: per Silvio la statura, i capelli e l’apparenza in generale sono fondamentali, ha un rapporto particolare con il proprio corpo e, cercando di negare l’evidenza senza accettarla, è lui stesso che si rende ridicolo su questi aspetti.

  4. Non so, sinceramente. Io non gli ho mai dato del nano, né ho mai fatto leva su caratteristiche fisiche di qualcuno, ma credo che qualche altro epiteto lo meriti e sia doveroso. Il giudizio ( essere+aggettivo) può essere la sintesi di un ragionamento, o semplicemente la conseguenza di un agire. In un mio post l’ho etichettato, dopo aver raccontato un episodio reale, in un modo che qui non ripeto. L’aggettivo usato era sintetico di atteggiamenti e comportamenti che, se fossi io ad avere, chiunque etichetterebbe alla stessa maniera. Non è far politica, certo. Ma neanche chiudere gli occhi e la bocca davanti alla tracotanza dei personaggi politici aiuta a far politica. Sarà che non riesco a sentirmi in colpa…

  5. concordo con Meg….. come sempre si cerca di fare del moralismo bigotto, non volendo ammettere che se una persona è spregevole, come la persona in questione, nulla merita se non il nostro disprezzo, semmai sono i nani che si dovrebbero incazzare perchè sono stati paragonati a quel cialtrone, o le merde, se avessero parola, dovrebbero ribellarsi col dire che loro concimano i campi e da loro nascono i fiori da quel merdoso è nata solo la merda nella quale l’Italia sta cercando di non affogare, questo tuo scrivere si chiama “politicamente corretto” una tra le ultime invenzioni che voi bigotti moralisti razzisti falsi e coatti avete inventato per dare senso alla vostra incapacità di chiamare le cose con il loro vero nome, la vostra ipocrisia, il vostro opportunismo e la vostra maestria di stare con un piede in due scarpe. Non so chi l’abbia scritto se sto Alessandro o un altro, ma posso dirlo….. ma va a cagare

  6. Inutile esercizio di sofismo. Tra “negro” e “nano” c’é un abisso, evidentemente.

    Per esempio, non mi risulta che si sia sparso del sangue per ragioni di altezza, nella storia.

    Che poi dare del “nano” a qualcuno sia di pessimo gusto, savasandir.

  7. Questa volta sono completamente in disaccordo.
    Dire a uno negro di * significa dirgli che fa schifo perché appartiene a una determinata razza. Dire a B. nano di m* vuol solo dire che B. è una persona spregevole che oltre tutto è complessato dalla statura che cerca di nascondere portando anche i rialzi. E’ enfatizzare la sua principale caratteristica che è quella di mentire mentire mentire, dalle sue caratteristiche fisiche, altezza, pelata, età “apparente”, a tutto ciò che dice che sono solo ed esclusivamente balle. E’ proprio perchè soffre della sua statura che è così soddisfacente chiamarlo nano.
    Se fossi francese chiamerei nano anche Sarkozy (non ho idea di quanto sia alto), ma cercate su internet l’immagine “Sarkozy sgabello” quando è salito su uno sgabello per parlare al podio dopo Obama per non far notare la differenza di statura ….

  8. se è per quello lo chiamano anche Cavaliere…potrebbe essere in insulto per i veri Cavalieri.
    un pò come quando in TV il “nano” dice se il conduttore ha fatto le serali.
    di questo passo essere nano, cavaliere e aver fatto le serali saranno i connotati più dispregiativi di una persona.
    il fatto che sia un corruttore in odore di mafia non sembra essere una offesa razzista ma quasi un complimento.
    finchè ragioneremo così non vedo vie di uscita.

  9. Se il negro dell’esempio facesse di tutto per sembrare bianco, come fa il nano con tacchi, sedie rialzate e quant’altro, non ci sarebbe nulla di razzista nel dargli del negro. Ma forse i radicali sono talmente concentrati sui sofismi da non riconoscere più il sarcasmo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

La festa spenta

Oggi è il 25 aprile. Come sempre, ci sono manifestazioni e cortei
Go to Top