un blog canaglia

Tag archive

Thailandia

Cinque talenti ingiustamente sottovalutati

in mondo/talent by

Quando si pensa alle arti vengono in mente i soliti noti: il recitare, il dipingere, il cantare. Si tende, dunque, a sottovalutare una quantità molto piu´ variegata di capacità umane, a cui spesso si deve dedicare altrettanta dedizione e fatica.

Di seguito 5 talenti ingiustamente sottovalutati: alcuni di essi si sono evoluti in vere e proprie competizioni, altri restano fedeli al filone dell’entertainment o dell’arte fine a se stessa.

1 Limbo Skating
Detto anche Roller Limbo, è uno sport che prevede che la persona in questione passi sotto al ben noto bastone del limbo, con i roller skates ai piedi. Per fare questo deve assumere una posizione inclinata in avanti e allargare le gambe a 180 gradi. Mi fa male solo pensarci.

Da due anni il record di Limbo Skating è nelle mani di Gagan Satish, un bambino di Bangalore che ad oggi ha 8 anni. Gagan, nel 2014 è stato in grado di passare sotto a 39 auto, in uno spazio di 12,7 cm, coprendo una distanza di circa 70 m.
Enjoy the ride!

 

2  Gara di rutti
Detta così, sembra una cosa banale da ragazzini delle medie. In effetti, le gare di rutti (ne esistono più di quanto si creda) di solito si limitano all’esecuzione di rutti standard prolungati nel tempo e ampliati nella potenza. Piuttosto noioso. Esistono però geni esecutivi anche in questo campo, in grado di recitare intere frasi, a volte anche articolate, ruttando.
Nel 1992 a Monferrato in Piemonte si svolse una di queste gare. Finaliste due ragazze, bocciuolini di rosa. La prima, la cui memoria andrà perduta nel tempo come lacrime nella pioggia (scusate mi sono lasciata trasportare dalla poesia), riuscì ad enunciare in un rutto solo “Ali Babà e i quaranta ladroni”. La lodevolissima prova non bastò a raggiungere l’agognata vittoria al momento in cui la seconda finalista, Alessandra, riuscì anche lei in un unico “suono” a bruciare l’avversaria con un “Ali Babà e i quaranta ladroni…con un rutto!”.

 

3 Sputo del nocciolo di ciliegia
Il piccolo comune di Celleno, in provincia di Viterbo, ospita da circa 10 anni l’annuale gara dello sputo del nocciolo di ciliegia. Le categorie partecipanti sono quelle di uomini, donne e bambini.Il vincitore riceve una coppia, come nei migliori tornei, e un cesto di ciliegie.

Il recondo di sputo è di 20,30 m ed è attualmente detenuto dal signor Mauro, mentre l’ultima edizione è stata vinta da Elisa, dolce madre di famiglia, con uno sputo di 10 metri. I rimbalsi del nocciolo sono ammessi.
La ciliegia si presta pero´ anche ad un altro talento, ben più elengante: fare il nodo al picciolo con la lingua. Non ne sono sicura ma credo che questa attività sia nata, o almeno abbia subito una impennata, nel momento in cui Audrey Horne appare in Twin Peaks e si esibisce nella scena della ciliegia.
Se ci provo a farlo io, sembro una mucca ruminante però.

 

4 Penis Portrait
Ultimamente alcuni uomini si sono resi conto che il pene è una perfetta superficie mobile  in grado di produrre quadri. Meno male, oltre le gambe c´è di più, verrebbe da dire! Effettivamente, se la lunghezza lo consente, questa tecnica permette un contatto estremamente diretto e fisico con la tela, senza nulla togliere al grado di difficoltà: l’inclinazione del corpo verso la tela, infatti, non si puo´ definire del tutto ideale all’ esecuzione.

Eppure i nostri eroi, incuranti delle difficoltà prospettiche, sguaiano la sciabola in favore della madre Arte.
Sono diversi i buontemponi che si dedicano a questa tecnica: Brent Ray Fraser, australiano, muscoloso, biondo (un cliché in pratica), Il celeberrimo Pricasso, inglese residente anch’egli in Australia, e la nostra terribile vesione italiana: Penelò, presentato al pubblico dal sempre prodigo Andrea Diprè.
Spezzando una lancia in loro difesa (solo la lancia) va detto che a volte il risultato non è affatto male.

5 Ping pong show
Di tutti i talenti del mondo, questo è sicuramente il mio preferito.
Il Ping pong show è in realtà noto a tutti quelli che sono stati in Thailandia. O, in alternativa, a tutti quelli che hanno visto “Priscilla, regina del deserto”
No, non è un torneo speciale di ping pong anche se le palle da ping pong svolgono un ruolo fondamentale.
Il ping pong show è uno spettacolo erotico in cui, avveneti (più o meno) signorine thailandesi si infilano nella vagina delle palline da ping pong, per poi spararle sul pubblico.
Questo nel più semplice dei casi. Altre variazioni sul tema prevedono il lancio di freccette per colpire palloncini, la fuoriuscita di pesciolini rossi, scrivere e stappare bottiglie di birra, il tutto, ladies and gentlemen, senza mani!
Il ping pong show è piuttosto inviso ai più, in quanto, in alcuni casi, presuppone un certo grado di avviamento alla prostituzione.
Questa però non è la norma: e´ probabile che in resort turistici conosciuti per il turismo sessuale come Pattaya e Patong, possano esserci dei casi di sfruttamento.  Ma per le thailandesi stesse, il ping pong show è considerato un lavoro assolutamente normale. E’ ben pagato, ma è estremamente faticoso (bisogna allenarLa di continuo, non so se rendo), per cui chi è benestante, e magari un po´ pigra, non necessariamente lo fa. Inoltre va detto che le donne thailandesi impazziscono per l’uomo europeo e per loro lavorare in un night club rappresenta una occasione per incontrarne diversi. Uomini ai quali probabilmente in Europa molte donne pur di non concedervisi, se la farebbero chiudere.
Al di là di quello che se ne pensi, io ho avuto il piacere di assistere a un ping pong show a Bangkok (non potevo resistere alla curiosita´), e ne sono rimasta assolutamente affascinata. Credo che non ci sia traduzione letterare al mondo più calzante del ping pong show al concetto di “potere della figa”.

Buon lunedi!

 

Ich bin Canimorti

in società/ by

In questi giorni ho pensato spesso al post di Canimorti sulle secrezioni genitali della società e alla discussione che ne è seguita con un simpatico commentatore in merito alle preferenze sessuali dell’autore. A Canimorti piacciono i ladyboys, le ragazzine thailandesi con il cazzo e questo, a quanto pare, non va bene. Canimorti è un bastardo, poiché, secondo l’opinione del commentatore, implicito alla sua dichiarata passione per i transessuali adolescenti thailandesi ci sarebbe “il gioco di potere che si può esercitare su tali soggetti”.

Ora, non si tratta qui di difendere Canimorti, altresì noto tra i pochi intimi come “il Charles Manson della Val Gardena” per quella famosa strage di Altoatesini nel 1987. Parliamo di un criminale di guerra ricercato dal Tribunale dell’Aja nonché rinomato petomane, mica cazzi. Inoltre, ritengo che il commentatore-psicologo non avesse tutti i torti nel descrivere la passione per gli schiavetti ermafroditi del Siam come una malcelata fantasia di dominazione.

Posso però dire con tutta tranquillità che mi stanno sulle palle quelli che pontificano sui gusti sessuali degli altri. Attenzione, parliamo di gusti, siano nella sfera della psiche, non parliamo di atti concreti, fisici, con conseguenze sulla realtà. Per quel che ne sappiamo, Canimorti passa le domeniche pomeriggio ad ammazzarsi di seghe fantasticando di stupri di massa su minorenni asiatici dal sesso incerto. Tutto qui, il resto del suo tempo lo spende a vedere Gossip Girl. Quel maiale.

È sbagliato che Canimorti abbia fantasie tanto abbiette, legate alla violenza e allo sfruttamento di categorie umane incapaci di difendersi?

Questa domanda mi riporta alle fantasie sullo stupro. È un dato di fatto, molti uomini sognano, fantasticano di violenze sessuali di vario tipo a danno di diversi soggetti. L’idea di possedere una persona indifesa con la forza è, per tantissimi individui, eccitante. Così come ci sono moltissime donne – e forse anche uomini – che si eccitano all’idea di essere (virtualmente) stuprate. La violenza, fatta e subita, è un dato incontrovertibile della sessualità umana, e come tale emerge in continuazione dai meandri della nostra interiorità.

Tutto ciò è immorale? Facciamo davvero così schifo? Forse sì, ma sarebbe anche ora di accettare con serenità la nostra animalità di fondo. Anzi, peggio che animalità, perché noi ci mettiamo pure il carico dell’intenzione. “Siamo la canticchiante e danzante merda del mondo,” diceva un tale.

E di questa schifezza dobbiamo farci carico senza troppe ipocrisie. Siamo abbietti, let’s face it. Lo sforzo maggiore che possiamo chiedere a noi stessi è di relegare questa nostra malvagità intrinseca al mondo dell’immaginazione – ed è esattamente quello che le persone di buon senso dotate di un minimo di responsabilità fanno quotidianamente. Non usciamo per strada e violentiamo la prima signora anziana di passaggio. Al massimo, torniamo a casa a sfrangiarci l’uccello immaginando le peggio cose su quella vecchia baldracca dallo sguardo chiaramente provocante (ah, il fascino discreto della cataratta!).

L’anima puzza di marcio, ma quel che ci salva sono le scelte. Ti piacciono i minorenni thailandesi? Sogni di stuprare il cadavere di Sandra Mondaini? Vorresti cacare in faccia al tuo partner mentre questi si scopa sua madre? Benvenuto nell’umanità scricciolo, ora però tieni tutto questo dentro la tua testolina, mi raccomando non farlo uscire.

Non siamo per niente belli dentro, però possiamo cercare di non essere così brutti fuori.

Ecco, siamo tutti Canimorti.

Go to Top