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Pierferdinando Casini

Lettera alla società civile italiana

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Cara società civile italiana,

ti scrivo queste righe perché sono molto preoccupato per te. Ricordi? Ci eravamo lasciati l’estate scorsa a Terracina ed eri così allegra e farfallona che ti si poteva fare un gavettone mentre dormivi senza che andassi su tutte le furie. Eri talmente spensierata che in spiaggia leggevi soltanto le notizie di mercato sul Corriere dello Sport e a cena ordinavi sempre almeno una doppio malto belga. Dicevi che te ne sbattevi se l’imprenditoria italiana è in crisi e che la Peroni va bene ai Mondiali o agli Europei, ma soltanto con le patatine.

Sono finiti quei tempi in cui ti dichiaravi fieramente lontana dalla politica. Una vera società civile, dicevi spesso dopo la doppio malto belga, dovrebbe scegliersi i rappresentanti, lottare per i diritti individuali, produrre cittadini e non sudditi. Poi aggiungevi: ma siccome io sono una società civile all’italiana, ordino un’altra birra perché è sabato e c’è Juve-Inter e gli interisti piagnoni devono soffrire. Ti ho sempre voluto bene nonostante la tua fede bianconera e la mia giallorossa, cara società civile italiana.

Ora però qualcosa è cambiato, qualcosa si è rotto forse per sempre: hai deciso di abbandonare l’abito di miles gloriosus di plautina memoria per indossare la giacca e la cravatta del politico di professione. Male, società civile, molto male. Capisco il tuo ego smisurato, che è sollazzato quotidianamente dalla stampa stampata e dalla stampa non stampata, di cui sei ormai paladina indiscussa; capisco pure che ti hanno ricoperto di parole del tipo “i partiti hanno chiuso, sono morti, caput: ora tocca a te”; capisco che non hai saputo resistere alla tentazione e che ci credi per davvero al cambiamento, pensi davvero di poter ristrutturare la politica. Però da te mi sarei aspettato altro. Per esempio che, dall’alto della tua storia famigliare di estrazione liberale (sì, società civile italiana, tua mamma è la società civile di cui parlavano Hobbes, Locke e Rousseau, tuo papà il liberalismo) facessi un po’ di resistenza agli appelli rivoluzionari di un Pm comunista. O che dicessi un secco no ai democratichini di democratico vestiti. O anche che ti ribellassi all’uso strumentale, catartico, che di te sta facendo il centro montiano e casiniano. Il Pdl, quello te lo sei risparmiato, ma forse soltanto perché il giorno in cui t’ha cercato avevi il telefono spento.

Si sa, società civile italiana, non tutti siamo perfetti e talvolta cadiamo nelle trappole più sciocche. Per questo, spero che tu capisca presto o tardi il guaio in cui ti stai cacciando; ma soprattutto la meschinità di coloro che ti vogliono avere per pulirsi la faccia e la coscienza. Io sono comprensivo, mi conosci, ma ce ne sono tanti altri che non lo saranno, quando, scoperto che non sei la soluzione a tutti i mali, ti scaricheranno e vorranno la tua testa. Sarebbe drammatico, società civile, perché tu sei una cosa importante per la nostra buffa democrazia.

Bene, non voglio rubarti altro tempo e la finisco qui. Dico soltanto che spero di rivederti l’estate prossima a Terracina. L’ultima partita a biliardino l’avevo vinta io e toccava a te pagare da bere.

Tuo,

Roberto

Generatore automatico di definizioni di matrimoni gay degli alleati del PD

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Sapete com’è, resistere a una cosa del genere sarebbe stato impossibile.
Istruzioni: fare refresh per ottenere nuove definizioni del matrimonio gay da parte degli alleati del PD

I matrimoni gay sono una cosa primaverile, una violenza della bravura sulla clausura

Ci spieghi pure chi sono?

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Casini dice che per il paese occorre un patto tra progressisti e moderati: il che, per carità, potrebbe pure essere.

Il punto è che, dati alla mano, i progressisti e i moderati di cui parla non sono -non possono essere- quelli del PD e quelli dell’UDC: perché i primi -che sembrano cagarsi addosso alla sola idea non dico di fare proprio, ma perfino di nominare un concetto minimamente innovativo- non sono progressisti, e i secondi -che continuano a sostenere posizioni medievali su questioni come le unioni omosessuali, le scelte di fine vita, la libertà delle donne sul proprio corpo- non sono moderati.

Conclusione: io non lo so se il paese ha bisogno di un’alleanza tra progressisti e moderati, ma se Casini ritiene che sia così dovrebbe pure farci il piacere di spiegarci chi sono.

Grazie.

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