un blog canaglia

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Paola Taverna

La parte mancante

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Mi corre l’obbligo di far presente agli amici del Movimento 5 Stelle, ed in particolare a Paola Taverna, che al loro notevole spot avente per oggetto l’agognato ritorno alla lira (del quale, sia detto per inciso, ho molto apprezzato il fatto di essere praticamente immune da eventuali parodie, essendo esso stesso una parodia pressoché inarrivabile) manca una parte: quella in cui ricominciamo a stampare soldi come assatanati e già che ci siamo a fare debiti strafottendocene di pagarli, poi quei disgraziati dei nostri figli o dei nostri nipoti si trovano a doverli rimborsare al posto nostro e a quel punto arrivano altri fenomeni a raccontare loro nuove, suggestive fregnacce sui motivi della loro disperata condizione.
Non so, dev’essermi capitata una versione del video incompleta, dove trovo quella integrale?

La politica dello gnè gnè

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Non so voi, ma a me ‘sto fatto che la Taverna si sia sentita in dovere di scusarsi per aver stretto la mano a Verdini fa un curioso effetto a metà strada tra lo spaventoso e il ridicolo.
Voglio dire: ritenere che la convinzione e l’autenticità con cui si fa politica contro (nel senso “sano” del termine) qualcuno possa essere misurata dal fatto di salutarlo o non salutarlo è roba da terza elementare, e mi sto allargando.
Voi li avete presenti, i bambini che litigano e poi non si parlano più e uno si porta via il pallone e quell’altro gli fa le corna e poi, magari dopo un mese, uno dei due si avvicina per chiedere una cosa e quello gli risponde “gnè gnè“? Immagino di sì. Ebbene, voi ritenete che una reazione del genere, in ragione della sua infantile drasticità, debba essere considerata particolarmente credibile?
Io, personalmente, sono sicuro di no. Anzi, per la verità sono piuttosto convinto del contrario: che questa fregnaccia di non salutare le persone (ricordate la vicenda di Rosy Bindi?), oppure di salutarle e poi chiedere scusa come se si fosse commessa chissà quale nefandezza, invece di comportarsi in modo consapevole e determinato ma serenamente educato, siano segni di debolezza, di inconsistenza, di poca “ciccia” e tanta, tantissima fuffa.
A me, insomma, un po’ spaventa e un po’ fa ridere, che nel parlamento della Repubblica si sia arrivati allo gnè gnè.
Sinceramente, preferirei essere rappresentato da persone adulte.

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