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Nichi Vendola

Si è sempre froci col culo degli altri

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Si è sempre froci col culo degli altri, diceva un tale. Ma qui i veri froci invadenti sono piuttosto gli eterosessuali dichiarati, i difensori della “vita” senza se e senza ma – ma quale vita? –, insomma tutti quelli che in questi giorni se la stanno prendendo con Nichi Vendola e la sua scelta di ricorrere a un utero in affitto con il compagno Ed Testa.

Lasciando perdere il solito sudiciume cattolico, tanto sappiamo come sono fatti, quel che preoccupa sono le masse ipoteticamente laiche che si permettono di giudicare la scelta di un individuo sulla base di presunti principi universali, e che di universale hanno in realtà ben poco. Fra questi Beppe Grillo, che si dice “spaventato” dalla leggerezza (?) di Vendola e del fenomeno “low cost” tipico della contemporaneità: tutto è in vendita di questi tempi, signora mia, che schifo i ricchi occidentali annoiati che vanno a comprarsi un figlio all’estero.

“Capricci da ricchioni,” li definiva qualche giorno fa un mio amico, come se appunto il desiderio di paternità si limitasse a una semplice voglia da checca, una moda passeggera da soddisfare il prima possibile a suon di contanti. Come se l’emotività, l’interiorità, di una persona si limitasse alla sfera del consumo, e i bisogni dell’anima fossero tutto sommato elementi di secondo piano rispetto al contorno socio-economico – figurati poi quando si parla di froci. Il desiderio è, nella migliore delle ipotesi, ignorato o, nella peggiore, additato come potenzialmente pericoloso, al limite del vizio.

Così, i crociati della vita che non esitano a battersi in nome della dignità umana sono altrettanto propensi a dimenticarsi l’elemento costitutivo della nostra umanità: i desideri, i sogni, le aspettative. Tutto questo certo non semplifica la questione dell’utero in affitto, ma è una variante che non può essere ignorata quando si parla di diritti – quelli veri, non i deliri terzomondisti dei fuffologi da bar scandalizzati per le madri “in vendita”. Ci giochiamo la nostra umanità sul piano delle emozioni e dei sentimenti, non su questioni di principio.

Tutto il resto è pura ipocrisia.

Nichi Vendola, un vero leader

in politica/società by

Se crediamo che un vero leader guidi non con le parole ma con l’esempio, Nichi Vendola, in queste ore, si è manifestato come leader più che in tutta la sua precedente carriera politica.

La nascita del figlio del proprio compagno, avvenuta grazie alla maternità surrogata, è, appunto, il perfetto esempio del fatto che, in un (mi scuso per i termini) “mondo globalizzato”, una legislazione restrittiva ha effetto solo su chi non può permettersi di aggirarla andando all’estero.

Perché sia chiaro a tutti che Vendola e il suo compagno non hanno violato alcuna legge visto che a) la normativa americana concede e regolamenta la gestazione conto terzi e b) il padre biologico del bambino è il compagno di Vendola (di cittadinanza canadese). Esattamente come tutti coloro che vanno a prostitute in Olanda, ad abortire in Svizzera, a fare la fecondazione assistita in Spagna e a suicidarsi (di nuovo) in Svizzera. Tutto questo in totale sicurezza fisica e sanitaria, con il necessario conforto psicologico e, sopratutto, in un clima di perfetta normalità lontana anni luce dagli inquisitori da operetta di casa nostra.

E invece i poveri si attaccano al cazzo (scusate per la parola “poveri”, so che non siete abituati): le loro prostitute sono delle schiave, farsi le canne arricchisce la mafia, l’aborto si fa nei cassonetti o in casa di qualche macellaio (a proposito, sapevate che il governo ha depenalizzato l’aborto clandestino ma ha alzato la sanzione amministrativa da 51 a 5000 euro PER LA GESTANTE?), se non puoi avere figli prendi il numeretto e aspetti (e aspetti, e aspetti, e aspetti), e se sei inchiodato al letto, non preoccuparti che qualcuno ti porterà da bere anche se non vuoi.

Metteteci anche che se puoi permetterti passaporto e albergo qualsiasi paese al mondo ti accoglierà a braccia aperte* ma se per caso non è così ti aspettano recinzioni e mazzate.

Quindi grazie mille Nichi: ci hai dimostrato meglio di chiunque altro che l’Italia non discrimina in base a religione, razza, nazionalità o orientamento sessuale ma solo in base al censo. Mi sa che è la cosa più di sinistra che hai fatto in vita tua.

*per modo di dire: mia moglie, cittadina russa trasferitasi in Italia per motivi di lavoro all’interno della stessa azienda multinazionale, è dovuta andare una volta l’anno qui per farsi prendere le impronte digitali nell’evenienza che accoltelli qualcuno.

Sul concetto di “naturale”

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di Lucia Del Chiaro

ho ascoltato il dibattito su La7 fra Casini e Vendola.

sono stata contenta di come Vendola abbia risposto alle pochezze del grigio Pierferdinando, sono contenta di quello che ha detto e di come lo ha detto.

una cosa mi ha colpito di quello che ha detto Casini, quando parlava della sua idea in merito all’adozione di bambini da parte di una coppia omosessuale.

Casini ha parlato del diritto dei bambini a vivere in una famiglia “naturale”.

e così mi è saltato l’embolo di provare a spiegare a Casini cosa è “naturale” e cosa non lo è.

è “naturale”: il bosco, la scabbia, il vaiolo, il gatto, la cicuta (e anche il gatto Cicuta, visto che ci siamo), l’amore, il fegato, la milza e le fragole e le albicocche e la primavera e la neve e la pioggia e i temporali e le frane, la formica, l’elefante, il topolino, Priska la gatta e anche Frida, il cane Bella, la cacca delle mucche, le caccole nel naso, le nuvole, il tramonto, il mare, il cianuro, il plutonio, il petrolio, il sole, le stelle, i meteoriti, i dinosauri, il gabbro, il basalto, la stella polare, le olive, il cinghiale, le scimmie, l’amicizia, la malattia, la morte, i fenicotteri rosa, le zanzare, i batteri, i peli superflui, l’erba del campo, il mese di marzo, il fischio del vento, il batticuore, il mal di testa, l’omosessualità, l’eterosessualità.

non è naturale: il treno, la nave, l’aereo, la forchetta, le medicine, i vaccini, le pistole, i fucili, i libri, le penne, la televisione, internet, gli occhiali, il gioco del calcio, i confini politici, i muri, le case, gli ospedali, le brugole dell’ikea, la cardiochirurgia pediatrica, la chemioterapia, il cappuccino al bar, l’ingegneria genetica, il teatro e il cinema, la lampadina, la sedia elettrica, le strade, le piazze, le città, la politica, l’omofobia.

Il Bene e il Male sono un pensiero
che il Creatore certo non fece
sono un nostro quotidiano affare
come per le formiche correre o rallentare

Perciò non dire: la Natura è male
se confonde terremoto e temporale
così un prato fiorito non è bene:
non ti accoglie, non ti aspetta
solamente ti contiene

(…)

Stefano Benni, Kilgore Trout

Le primarie non esistono

in politica by

Non andrò a votare alle primarie.

Le primarie non esistono. In america si, e sono regolamentate per legge. Lì vige il sistema presidenziale, e attraverso le primarie si decide il candidato che poi gli elettori potranno votare Presidente.

In Italia no. Perchè in Italia il Presidente del Consiglio non lo scelgono gli elettori. Qui vige il sistema parlamentare, e i cittadini votano i partiti per il Parlamento. Il Presidente del Consiglio lo nomina il Capo dello Stato, e il Parlamento decide se dargli la fiducia.

L’equivoco nasce con Berlusconi che diceva di essere il premier scelto dai cittadini. Non era vero. In Italia non esiste il premier. L’ambiguità è stata creata dalla legge Calderoli, che  prevede  venga inserito nella scheda il nome del Capo della Coalizione, una figura che costituzionalmente non esiste e che non è tecnicamente candidata a nulla. Sbagliò Ciampi a firmare quella legge perché, seppur tecnicamente non implica nulla, crea nell’immaginario degli elettori un potere che limita quello del Capo dello Stato. Una sorta di moral suasion al contrario.

Ha ragione Bersani a dire la data delle elezioni la sceglie Napolitano, ma perché il Presidente del Consiglio invece chi lo sceglie?

Eppure la vulgata si è estesa a tal punto che pur di far propaganda si sono inventati le primarie che sono diventate nello spot “scegli il tuo Presidente”. Non è vero. Al massimo scegli il Capo della Coalizione, ecco. Che tanto non serve a nulla.

la Bindy ha dichiarato “queste sono le prime primarie vere”. Quindi le altre volte ci avete preso per il culo?

Beh allora anche stavolta. Ad esempio, metti che le vince Renzi. Bene: diventa Capo della Coalizione, vincendo contro quello che rimane il Segretario del maggior Partito di quella Coalizione. Renzi non potrà decidere né i candidati delle liste bloccate né la linea del partito. Chi gli voterebbe dunque in aula le riforme del programma presentato in questi giorni nettamente divergente da quello del Segretario?

Non può Renzi neppure esso stesso candidarsi al Parlamento, non essendosi dimesso da sindaco nei sei mesi precedenti obbligatori per farlo.

Insomma si avrebbe lo strano caso di un Capo della Coalizione che non è neppure capolista. Esattamente come ha ricordato a tutti Napolitano per Monti: ricordatevi che non è candidabile.

Perche, Renzi si?

In un Paese normale a quest’ora in piazza ci staremmo per raccogliere le firme per la presentazione delle liste, essendo abbondantemente nei sei mesi precedenti le elezioni previsti dalla legge per farlo. E invece qui non solo non sappiamo le liste, non sappiamo le coalizioni, non sappiamo la legge elettorale e prendiamo in giro la gente giocando a fare le primarie.

Generatore automatico di Pantheon dei candidati alle primarie del centrosinistra

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Istruzioni: fare refresh per ottenere nuovi Pantheon dei candidati alle primarie del centrosinistra

San Prosdocimo di Padova, Pupo, Napo Orso Capo e Freddy Krueger.

95 parole progressiste

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Sulla Carta d’intenti dei democratici e progressisti (l’impressione è che l’abbia scritta Vendola e corretta Bersani) si potrebbero dire tante di quelle cose da riempire un blog.  Ad esempio, questo è ciò che propone a proposito di libertà di scelta sul fine vita:

Su temi che riguardano la vita e morte delle persone, la politica deve coltivare il senso del proprio limite e il legislatore deve intervenire sempre sulla base di un principio di cautela e di laicità del diritto. Per evitare i guasti di un pericoloso “bipolarismo etico” che la destra ha perseguito in questi anni, è necessario assumere come riferimento i principi scolpiti nella prima parte della nostra Costituzione e, a partire da quelli, procedere alla ricerca di punti di equilibrio condivisi, fatte salve la libertà di coscienza e l’inviolabilità della persona nella sua dignità.

Voi avete capito cosa vogliono fare? A me paiono dieci righe, 95 parole, 587 caratteri di un cerchiobottismo quasi artistico: concetti in equilibrio tra il nonsenso e il pilatismo. Bei democratici, veri progressisti. Ma vaffanculo.

Casomai vi fosse passato di mente

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E le primarie del PD e quelle di coalizione e Berlusconi che forse torna e Alfano che piange perché Berlusconi forse torna e la nuova campagna di Vendola oppure Vendola oppure Vendola e il piccolo centro di Casini e Fini e MontezemoloMarcegaglia e il nuovo romanzo di Veltroni non è male e il camper di Renzi il rottamatore che qualcuno vorrebbe rottamare ma che finalmente ha fatto pace con Bersani che a sua volta ha ripreso in mano il partito e Fiorito che si vuole ricandidare perché non ha fatto niente di grave e Di Pietro l’anticapitalista che strizza l’occhio a sinistra e Grillo al 18% anzi al 21% anzi al 15% e la Minetti che forse si dimette forse no forse sì forse lo annuncia da Barbara D’Urso e Monti bis e tris e la Lega che propone disobbedienze civili contro Equitalia e Fermiamo il declino prima che sia troppo tardi e Ingroia in Guatemala o in Venezuela e qualche volta pure in Procura e Free Sallusti! e il compleanno di Putin e le telefonate di Napolitano e le camicie di Formigoni e le feste in maschera dei consiglieri del Pdl e…

Non sono impazzito, questa è l’agenda-setting del momento in uno sconclusionato ed improvviso flusso di coscienza. Vi piace questa roba? Sì? Ecco, vorrei ricordarvi che, se continua così e la questione rimane insabbiata ancora un po’, andremo a votare ancora una volta con questa legge elettorale di merda.

Tutto qui, volevo soltanto solleticarvi la memoria. Non ho altro da aggiungere, potete tranquillamente tornare a parlare di quanto è stata democratica l’Assemblea del PD.

 

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