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Bignami dei film – Parte 2

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La scorsa settimana siamo andati forte? Siete riusciti a evitare di guardarvi l’intera filmografia di Hitchcock per rimorchiarvi il vostro compagno di corso? Non avete idea di cosa io stia parlando?

La prima parte qui.

 

STAR WARS – LA SAGA (GEORGE LUCAS)

Una cricca di ribelli tenta di opporsi alla supremazia di un dittatore asmatico. Il tutto nello spazio. Alla fine si scopre che il capo dei ribelli è il figlio del dittatore, e che l’unica donna nella galassia è sua sorella. Che sfiga.

Note aggiuntive

Non aver visto Star Wars, in realtà, può rivelarsi un’arma a doppio taglio: sarete scherniti da molti, ma se trovate una fan bòna

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Per esempio.

potete convincerla a “farvi vedere tutti i film”.

 

Curiosità: la frase più citata dell’universo, “Luke, IO SONO TUO PADRE!”, pronunciata con enfasi, non è affatto tale. In realtà la vera frase è: “No, IO sono tuo padre.” (enfasi su ‘io’, come mi suggeriscono).
E con questa mi sono definitivamente giocata la possibilità di trovare marito.

 

LA VITA E’ MERAVIGLIOSA (FRANK CAPRA, 1946)

La vita in realtà non è meravigliosa, ma potrebbe essere molto, molto peggiore.

Note aggiuntive

Altro film iper citato, una sorta di “Canto di Natale” in versione “What if…”, La vita è meravigliosa è un filmone strappalacrime, mandato il 25 dicembre, la mattina, il pomeriggio e la sera (e pure la notte). Quindi non ci sono problemi se volete vederlo.

 

QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO (MILOS FORMAN, 1975)

Dei pazzi in un ospedale psichiatrico si comportano da pazzi, poi alla fine uno ammazza un altro e scappa.

Note aggiuntive

Per dimostrare a qualcuno che avete visto questo film non occorre sapere la trama, basta dire cose tipo “No vabbè, capolavoro assoluto” o “Che poi c’era anche Christopher Lloyd, ma nessuno se ne ricorda mai”. Figurone.

 

ROSEMARY’S BABY (ROMAN POLANSKI, 1968)

Una donna partorisce il demonio. È la madre di Andrea Diprè.

Note aggiuntive

Forse non tutti sanno che Mia Farrow, per prepararsi a questo ruolo, si fece effettivamente mettere incinta dal diavolo, ma alla fine decise di non tenere il figlio perché aveva paura che Woody Allen (all’epoca suo marito) lo sposasse.

 

BLADE RUNNER (RIDLEY SCOTT, 1982)

Futuro distopico in cui esistono tipo dei robot che però sembrano esseri umani; alcuni di questi scappano dai ghetti e allora si decide di mandare Indiana Jones alla loro ricerca. Alla fine però forse pure lui è una specie di robot-essere umano.

Note aggiuntive

Sul set di Blade Runner sono successe cose stratosferiche, tipo che Ridley Scott ha litigato con tutti, ma proprio con tutti, e sono (quasi) volate le botte. Boh, niente, pensavo fosse carino farvelo sapere.

 

CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA (STANLEY DONEN, GENE KELLY, 1952)

Il disagio dei cinematografari durante l’avvento del sonoro si avverte davvero tanto. Ironia della sorte, il film è un musical.

Note aggiuntive

Diciamoci la verità: questo film se lo ricordano tutti solo perché la famosa canzone “Singin’ in the rain” la canta l’ospite ideale Alex mentre si ingroppa la povera moglie dello scrittore in Arancia Meccanica.

 

CASABLANCA (MICHAEL CURTIZ, 1942)

Uno e una durante la seconda guerra mondiale sono troppo stupidi per capire che sono fatti l’uno per l’altra, dunque lui mette lei su un aereo e va a ubriacarsi con una guardia.

Note aggiuntive

Dai, di Casablanca si sa tutto: le citazioni, Suonala, Sam, As Time Goes By, aeroporto, Ingrid Bergman, nooo, non partire, rimani con Bogart, lui ti ama, ecc. ecc.
Vi posso dire solo una curiosità che forse non sapete (il resto si trova su wikipedia): Humphrey Bogart, noto attore perennemente in impermeabile, era un po’ basso, un po’ troppo basso; dunque, per tutto il film, l’attore fu costretto a recitare coi tacchi, in modo da sovrastare la Bergman di qualche centimetro. Bella roba.

platform
Cioè, ma io dico.

IL CIELO SOPRA BERLINO (WIM WENDERS, 1987)

Angeli, angeli, angeli, che palle essere un angelo, ora divento umano e mi trombo una.

Note aggiuntive

Esiste un remake di questo film, La città degli angeli, del 1998, che merita un posto nella classifica dei film con i finali più stupidi del mondo e qualche riga di approfondimento.
In questo remake, a interpretare l’angelo insoddisfatto è Nicolas Cage, che per tutto il film mantiene l’espressione di uno al quale hanno maciullato l’intera famiglia davanti agli occhi; la donna della quale si innamora Cage è Meg Ryan, probabilmente l’attrice anni ’90 più fastidiosa dopo Andie McDowell.

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“Gnè gnè gnè io ho studiato i poeti francesi” Mavaffanculo.

Ora, il film è più o meno simile, con lui che diventa umano e può finalmente coronare il suo sogno d’amore. Ma, se Wenders faceva finire bene il film, il cuordipietra regista del remake decide che Meg Ryan deve morire (come dargli torto). Come sceglie di farla schiattare? Decide che la donna, alla quale evidentemente nel film hanno dato una laurea in medicina a causa di un tragico errore di valutazione, va a fare un giro in bicicletta e crede che andare su una superstrada a scorrimento veloce contromano e con gli occhi chiusi sia un’ottima idea. Bam. Camion, e tanti saluti a Meg Ryan. Io boh.

 

KING KONG (MERIAN C. COOPER, ERNEST B. SCHOEDSACK, 1933; PETER JACKSON, 2005)

Troupe cinematografica va a rompere i coglioni a un gorilla di 20 metri su un’isola piena di roba agghiacciante (tipo dinosauri cattivissimi e insettoni); non paga, decide di portarselo a New York. La scimmia, giustamente, scapoccia, rapisce la bionda di turno, scala un grattacielo e alla fine la contraerea la abbatte. Il regista della troupe (tutta colpa sua) si dilegua con la mossa Kansas City.

Note aggiuntive

Meglio, molto meglio la versione di Peter Jackson, checché ne dicano i cinefili, che in questo momento staranno avendo un attacco.
Curiosità: in una scena del remake, il regista e il suo aiutante stanno discutendo su quale attrice coinvolgere nel film, visto che l’ultima se n’è andata. A un certo punto l’aiutante dice “Fay?” e il regista risponde: “No, è impegnata con Cooper in un film per la RKO.”
Bam. Omaggio di Peter Jackson all’attrice Fay Wray, morta nel 2004, che, nel 1933 ha interpretato il ruolo della protagonista nel King Kong originale, prodotto dalla RKO per la regia di Cooper.
Punti rimorchio Festival di Cannes: +10000

 

L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI (DON SIEGEL, 1956)

Baccelloni alieni si sostituiscono alle persone vere. Panico generale (grazie al cazzo).

Note aggiuntive

Come al solito, di questa lista io non ho visto la metà dei film presenti, e questo è uno di quelli; oltre ad aver cercato la trama su wikipedia però, non so veramente nient’altro su questo film, se non che probabilmente uno se lo vede aspettandosi un capolavoro e poi è mega datato e gli effetti speciali sono ridicoli.
Sì, avete sentito bene. Sto sputando su otto anni di università.

 

JJ

Bignami dei film

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Quante volte vi è capitato di avere queste conversazioni imbarazzanti in cui un vostro amico/parente/animale domestico vi parla di una pietra miliare del cinema, e voi non avete la più pallida idea di cosa diavolo si tratti, avete solo un vago sentore che forse durante le proiezioni a scuola avreste dovuto stare attenti?

Quante volte avete dovuto rispondere “Ma certo” quando qualcuno, vedendo la vostra faccia impassibile, vi ha chiesto “Ma l’hai visto 2001 odissea nello spazio?” per evitare la frase, urlata, “NON HAI MAI VISTO 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO???!!”

Diciamocelo: le studentesse/studenti di cinema sono i più facilmente intortabili, se volete rimorchiarli parlando di roba che a loro interessa (provateci con uno che studia ingegneria aerospaziale). Dunque, mi propongo di aiutarvi stilando un bignami cinematografico, che vi aiuterà a dimostrare che voi, quei film, li avete visti veramente, e non “tanto tempo fa, a pezzi…”

 

IL PADRINO (FRANCIS FORD COPPOLA, 1972)

Il giorno del matrimonio della figlia, il padre della sposa, invece di ingozzarsi delle otto portate del pranzo, è costretto a stare chiuso in un ufficio a elargire favori. La mafia è veramente una brutta cosa.

Note aggiuntive

Il Padrino è il film più citato della storia del cinema, quindi ogni volta che ci sono scene di cartoni animati o altri film in cui si vedono mafiosi crivellati di colpi, padri che elargiscono favori o bucce d’arancia in bocca, assumete un’aria pensierosa e dite: “Ma questa non è una citazione da Il Padrino?” Farete comunque bella figura, anche se non è vero.

Importante: è fondamentale ricordare che quasi tutti odiano il terzo capitolo. In caso se ne parli, fa molta impressione dire una frase tipo “Beh, però Andy Garcia è magnifico.”

 

2001: ODISSEA NELLO SPAZIO (STANLEY KUBRICK, 1968)

Alcune scimmie capiscono di poter utilizzare delle ossa come corpi contundenti. Monolite nero. Luci e colori. Giove.

Note aggiuntive

2001 è di Kubrick, quindi, essendo Kubrick un cineasta dalla filmografia forse piuttosto esigua, se paragonata a quella di altri registi, si può pilotare il discorso verso un altro film del regista, che magari avete visto. La frase può essere: “No, 2001 bellissimo, eh, per carità. Però io preferisco i film di Kubrick più lineari, tipo Shining.”

 

OMBRE ROSSE (JOHN FORD, 1939)

Una diligenza viene attaccata dagli indiani. Ringo (un pistolero, non quello dei Beatles), cioè John Wayne, salva la situazione.

Note aggiuntive

Ombre Rosse è un film western con John Wayne, quindi vi potreste attaccare a frasi come: “Guarda, secondo me è il miglior western di John Wayne.” Se poi volete rischiarvela, potete azzardare un “E secondo me lui era anche meglio di Clint Eastwood.” (prevedere gente che alla fine della serata si lancia sedie)

 

VIA COL VENTO (VICTOR FLEMING, 1939)

Al tempo della Guerra di Secessione, una rampolla sudista sposa un ragazzino, un vecchio, Clark Gable, ma alla fine lui se ne infischia e se ne va.

Note aggiuntive

Anche Via col vento è un film citato in ogni dove. Importantissime, da ricordare, sono tre frasi:
1. “Giuro davanti a Dio: non soffrirò più la fame!” (musica di Porta a Porta)
2. “Francamente, me ne infischio.”
3. “Domani è un altro giorno.” (musica di Porta a Porta)
Ecco, se volete fare veramente i fichi potete informare tutti i vostri amici che la sigla di Porta a Porta, in realtà, è il tema principale di Via col vento.

 

METROPOLIS (FRITZ LANG, 1927)

Uno scienziato cattivo crea un robot, che sembra una tizia buona, ma in realtà è cattiva, per evitare che i poveri insorgano contro i ricchi.

Note aggiuntive

Metropolis è anche la città dove si svolgono le avventure di Superman. Se qualcuno la cita, in riferimento al supereroe, potete fare gli splendidi e dire “Io di Metropolis conosco solo il film di Lang.”, frase seguita da uno sguardo di chi ne sa.

 

LA CORAZZATA POTEMKIN (SERGEJ M. EJZENSTEJN, 1925) (lo so che si scrive in un altro modo, ma le lettere russe non riesco a inserirle in maiuscolo, dunque fatevelo andare bene)

L’occhio della madre. Gli stivali dei soldati. La carrozzella del bambino.

Note aggiuntive

Nessuno sa di cosa parli La Corazzata Potëmkin, nemmeno Ėjzenštejn. Conosciamo solo alcune scene, citate in Fantozzi. Evitate accuratamente di parlarne con i cinefili più accaniti.

Bonus: la scena incriminata, quella con l’occhio della madre ecc. si chiama “La scalinata di Odessa”. Informazione che vale almeno un sopracciglio alzato del vostro amico acculturato.

 

SCARFACE (BRIAN DE PALMA, 1983)

Al Pacino si droga, si droga, si droga, si droga ancora e alla fine muore (ma non per colpa della droga. Almeno non direttamente).

Note aggiuntive

Scarface è in realtà un remake del meno fortunato film omonimo del 1932, di Howard Hawks. Meno fortunato perché non l’ha visto nessuno: anche tutti quelli che dicono che l’hanno visto, mentono. Quelli che dicono “è molto meglio di quello di Brian De Palma” sono pazzi e mentono. E comunque non hanno visto il primo.

 

QUELLA SPORCA DOZZINA (ROBERT ALDRICH, 1967)

Seconda Guerra Mondiale: americani fomentati contro tedeschi cattivissimi.

Note aggiuntive

Tarantino s’è ispirato a questo film per Inglorious Basterds, ma secondo me non l’aveva visto nemmeno lui.

 

LADRI DI BICICLETTE (VITTORIO DE SICA, 1948)

Tristezza a palate: padre disperato ruba bicicletta per sfamare famiglia e rischia linciaggio, no perditempo, telefonare ore pasti.

Note aggiuntive

A proposito di questo film, gira il famoso aneddoto che racconta del perfido De Sica che mise mozziconi di sigaretta in tasca al bambino protagonista per farlo piangere: non è vero niente. De Sica padre era una brava persona.

 

COLAZIONE DA TIFFANY (BLAKE EDWARDS, 1961)

Audrey Hepburn fa tanto la gran dama, col cappello a falda larga e il bocchino, ma intanto è una donnaccia (letteralmente).

Note aggiuntive

Questo è un film che, come Il meraviglioso mondo di Amélie, ha rovinato generazioni su generazioni di donne. Audrey Hepburn è il mio modello, voglio essere magradiclassesvampitellatrasognataelegante ecc ecc.
Audrey Hepburn, in Colazione da Tiffany, fa LA ESCORT. È una persona triste e sola. Si attacca al primo tizio che le capita per non morire in solitudine. Ecco. Soddisfatte?

Bonus: ogni volta che qualcuno nomina questo film, c’è sempre quello simpatico che dice “Eiaculazione da Tiffany, eh eh eh!”
L’ho cercato su internet e ho trovato questo:

Eiaculazione_da_Tiffany

 

Seconda parte qui.

JJ

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