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Berselli

La fisica berselliana di Milena

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Non ci sarebbe bisogno di scrivere niente di piu’ di un aggiornamento a questo classico pezzo di Guido Vitiello, se si volesse commentare la deriva di Report e della sua conduttrice.

Eppure, a distanza di piu’ di tre anni dalla sua uscita, la fisica dei soliti stronzi continua indisturbata a mietere vittime. Non e’ allora, credo, solo l’euforia, l’autocompiacimento del consenso.  C’e’ la grave colpa colpa, direi, dei soliti “buoni a prescindere”, quelli che anche quando iniziava a sbarellare dovevano difenderla perche’ e’ “indipendente, professionale, dalla parte giusta, una di noi”. Perche’ e’ “di sinistra”.

Come fai a mantenere il senso della misura, il senso della ragione, a confrontare i tuoi pregiudizi stupidi e i tuoi ideologismi vetusti, quando sei circondata da tale aura di santita’? E non ditemi che la Nostra non ne coltivasse, di pregiudizi e ideologismi, gia’ da prima. E non c’entra niente il fatto che, per cacciare uno come Paolo Barnard, debba prima esserselo tirato in barca. C’erano piuttosto certi segnali, certe derive, le conclusioni di molti servizi in cui si parlava di argomenti complessi, e invece si tagliava tutto con l’accetta: i derivati presentati come il male a prescindere, le menzogne sulle municipalizzate del Sud presentate come “aziende private”, e cosi’ via.

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Ma non si poteva criticare, la Gabanelli, non si poteva mettere in dubbio. Bisognava darle, sostanzialmente, sempre ragione, a prescindere dal merito, perche’ dall’altra parte ci sono i Cattivi: Belpietro, Feltri, Studio Aperto, Minzolini – allora darle torto, farle le pulci, ma anche solo sollevare il ditino, significa indebolire lei e rafforzare loro. Loro sono i cattivi, noi siamo i buoni, non bisogna dimenticarlo mai. E infatti adesso ha dato la stura: campagne oscurantiste contro gli OGM, campagne ridicole anti-capitalismo, anti-finanza, anti-qualsiasi cosa. Ieri, un servizio in cui si menziona Moncler con molta, molta leggerezza. Si fa confusione, deliberatamente, menzionando costi di produzione e paragonandoli ai prezzi al dettaglio, si allude all’utilizzo di pratiche scorrette per la rimozione delle piume dagli animali, e cosi’ via. L’azienda risponde che le piume d’oca del servizio non vengono utilizzate per la produzione dei loro piumini, ma pare chiaro comunque che la pratica non si possa attribuire alla sola Moncler. Che pero’ subisce tutto il danno d’immagine di un metodo di fare giornalismo ormai basato solo sul suscitare l’indignazione spicciola, da bava alla bocca, e che spesso risolve tutto in una bolla di sapone.

Peccato. Pensiamoci, la prossima volta, prima di zittire il nostro senso critico in nome di qualche passeggera battaglia di parte.

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