un blog canaglia

Senza il mio voto

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La questione è molto semplice: se un partito prima fa una lista di scopo per l’amnistia e la giustizia, nel contempo continuando a perseguire fini quali la laicità delle istituzioni e la libertà di scelta delle persone, e poi sostiene un tizio secondo cui l’amnistia era roba da incatenarsi in parlamento, e che tra l’altro si tira dietro nientepopodimeno che una delle fondatrici del Movimento per la Vita, dove sta andando quel partito non lo capisco. Anche se è il mio partito. Anzi, forse a maggior ragione perché è il mio.
E quindi, anche se è il mio, quel partito non lo voto. Senza rancore, s’intende. Per una semplice, semplicissima questione politica.
Come dite? E’ una questione di sopravvivenza? Può darsi. Meglio non sopravvivere, allora. Davvero, meglio morire dignitosamente.
Poi, di qui in avanti, sarà tutto un vivamaria di gente che come al solito mi accuserà di non aver capito nulla. Di non essere abbastanza “laico”, politicamente parlando. Di aver dispiegato un’analisi politica non abbastanza complessa, articolata, raffinata.
Pazienza. E’ una tiritera che conosco. Ci ho fatto il callo. Ci posso convivere, insomma.
Ma il punto, ovviamente, non è questo. Il punto è che un’alleanza del genere -ancorché “tecnica”, come viene definita in queste ore- allontana i radicali dallo scopo di cui parlano. Lo scopo di cui alla lista di scopo, intendo. E per inciso pure dagli altri.
Ragion per cui, compagni, se volete sostenete pure Storace, la Tarzia e tutto il resto della combriccola.
Ma lo farete senza il mio voto.
Tutto qua.

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METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

14 Comments

  1. Sono totalmente d’accordo con te.
    Storace è uno strenuo oppositore di tutte le posizioni radicali. Tutte, una per una. E non lo è “tecnicamente”: lo è sul serio.
    E dico questo da (ex?) radicale. Col sospetto che ad essere”ex”, a questo punto, non sono io. Ma Pannella.

  2. Ma come senza rancore?! A chi ti dice che non capisci sputagli in faccia. Se vedi Pannella auguragli, in faccia, di morire al più presto. Ma che cazzo. Forse è proprio il caso che questo partito radicale muoia. Chissà se dalle sue ceneri non possa rinascere un partito che ha perso la via ormai anni fa… [con tutto l’amore possibile: se non si incazzano i tesserati chi si dovrebbe incazzare, quelli che non vogliono spendere 200€ per avere 5 minuti di mozione al congresso annuale?]

    • No,penso che il grave equivoco sia proprio qui:il PR non può morire perchè E’ GIA’ MORTO,è morto nel 1988 e da allora non esiste più.
      Al suo posto c’è ‘lui’,c’è la persona che si è impossessata dell’involucro di un partito morto e si è fatta essa stessa partito.
      Alla persona-partito non serve il consenso elettorale,che anzi rifiuta e in qualche modo teme:lo zerovirgolaqualcosa è perfetto per le sue necessità,al cui soddisfacimento bastano egregiamente i due potenti
      strumenti (R.Radicale e Lista Pannella) voluti,realizzati e programmati unicamente per la realizzazione,la celebrazione e la glorificazione della persona-partito.
      E’ tutto qui,tutto molto semplice,anche se duro da accettare:il disagio,lo smarrimento e la sofferenza nascono dal grave equivoco di fondo nel quale tanti sono ancora intrappolati.
      A mio umilissimo avviso,s’intende.

  3. Non basta, Alessa’. Devi dimetterti dal Comitato nazionale di Radicali italiani, sennò la tua scelta è per lo meno ambigua. Mai visto, infatti, un membro di un organo eletto dal congresso di un partito o di un movimento dichiarare che non voterà quel partito o quel movimento. Da elettore o da militante puoi star fermo un giro, ma da dirigente no.

  4. Non riesco a scandalizzarmi né dell’alleanza, né del tuo dissenso. Il tuo (forse tornerò ad iscrivermi, chissà) è un partito libertario.

  5. Pannella è una merda, ma non dimenticate l’intervento della Bonino quando al congresso si è spesa per appoggiare l’emendamento che impedisce a radicali italiani, in quanto tali, di presentarsi alle elezioni.
    La situazione in cui siamo finiti è merito anche di anni di complicità interessata della nostra Emmuccia.
    Francesco Spadaro

  6. condivido il post, però se c’e’ una cosa che riesce sempre a farmi ritornare simpatico pannella è il livore dei suoi critici. alcuni dei commenti qui sopra sono in perfetto stile storace (inteso come coatto, prima che come fascista)

  7. Un po’ ipocrita e da fariseo questo post. I radicali sono sempre stati così: io li disprezzo per questo; tu li hai seguiti quando facevano comodo al tuo ego.
    Non si può sputare su un metodo, quando fino a ieri l’hai difeso.

    • non direi. Una cosa è apparentarsi con chi assicura unità di vedute su alcuni temi (es. ’94 B che propose la ‘rivoluzione liberale’), cosa che, tra parentesi, non condivido, non essendo appunto un radicale, ma che posso comprendere.

      Una cosa è apparentarsi per avere il culo sulla poltrona con dei tizi che non solo non la pensano come te sui tuoi temi caldi, ma pensano proprio il contrario.

      Mi aggiungo al partito dei ‘dimetti’.

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