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Sembrava una battuta

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di Mario Di Vito

Sembrava una battuta. «Vuoi vedere che ce la fanno a perdere anche ‘stavolta?», no dai, è praticamente impossibile. Ecco, sono riusciti a fare di peggio. Perdere avrebbe avuto un senso, vincere così sarà uno stillicidio. Il centrosinistra, appena due mesi fa, aveva almeno 15 punti di vantaggio su tutti gli altri, adesso ha uno sputo più del Pdl e uno sputo meno di Beppe Grillo. E va bene che del senno di poi sono piene le fosse, ma le avvisaglie di un’ecatombe del genere erano nell’aria già da qualche settimana. Bersani è stato muto per tutta la campagna elettorale, di lui si ricorda solo una battuta (quella dello «sbranare» chi osa accostare il buon nome del Pd al pasticcio di Mps) che ha confermato i peggiori sospetti annidati nel cuore degli elettori di centrosinistra: non è che ci fa, probabilmente ci è. Una tara ereditaria, va’ a sapere, questione di cromosomi, forse. Il Pd è geneticamente inferiore.
Tanto per dire: dodici mesi fa Berlusconi era un cadavere, Monti non esisteva e Grillo galleggiava intorno al 4 percento. Tanto per ridire: il discutibilissimo Renzi avrebbe sfondato su tutti i fronti: ce lo vedete Silvio a confrontarsi con uno che potrebbe essere suo nipote? Tanto per ridire ancora: ma ‘sta storia dello smacchiare i giaguari vi è mai sembrata una cosa intelligente?
«Gli elettori non hanno capito», dicono i democratici. E hanno ragione. Gli elettori non hanno capito in senso puramente semantico. Berlusconi dice: «Vi restituisco i soldi dell’Imu. Se hai pagato 1200 euro ti rendo 1200 euro», un concetto chiarissimo ripetuto due volte in quattro secondi netti. Bersani risponde biascicando il sigaro: «Ho un documento di 48 domande su lavoro, diritti e legalità. Siam mica qui a fare come quella gente lì». Che?
Bersani ha passato quattordici mesi a inseguire i voti del centro, lasciando a Monti il compito di fare da garante ad un parlamento morto il 14 dicembre 2010, il giorno degli Scilipoti. E’ andata che non solo Monti ha tradito e si è candidato, ma i voti raccolti dal Professore sono diventati sostanzialmente inutili a bocce ferme. La sconfitta storica di Giovanni Sartori: «le elezioni si vincono al centro» scrive da decenni il più importante politologo italiano. Bene, il centro è scomparso, l’elettorato cattolico non esiste più, si sono dissolte pure le clientele. Le elezioni si vincono parlando chiaro.
A questo punto uno si aspetta una reazione. E arriva Letta, che invece di andarsi a nascondere in cima a un eremo, dice: «Questo è un voto contro l’Europa». E capisci che sì, probabilmente, a quelli del centrosinistra manca qualcosa nella famosa doppia spirale del dna.
E’ una questione numerica, messo da parte Grillo, il centrodestra ha perso il 20 percento in cinque anni. Veltroni nel 2008 subì una sconfitta bruciante e – giustamente – fu cacciato a pedate. Adesso Bersani riesce a prendere meno voti di Veltroni e quasi meno voti del centrodestra. Genio. Se vi doveste trovare insieme a lui ad un bivio tra la vita e la morte e lui dicesse «Andiamo di là», state certi che vi salverete andando dalla parte opposta.
In cinque anni di delirio, tra leggi vergogna, crisi economica e una serie di politici talmente inetti, supponenti e disonesti che manco la Corte dei Miracoli di Victor Hugo, nessuno ha saputo cogliere il malessere del paese. Nessuno ha visto che un’intera generazione stava morendo di inedia. Nessuno tranne – piaccia o no – Beppe Grillo, che ha opposto una parola semplice e alla portata di tutti («Vaffanculo») ad ogni tatticismo e a ogni Europa austera e conservatrice. Sì, è vero, il programma del Movim ento 5 Stelle è un catalogo di vaghe suggestioni probabilmente irrealizzabili, ma quello del Pd è un tomone siderale che manco chi l’ha scritto è riuscito a leggere per intero. Sì, è vero, Beppe Grillo ha atteggiamenti da dittatorucolo sudamericano, ma Bersani ha le movenze e i gesti di uno zombie di George A. Romero. Sì, è vero, Casaleggio è un personaggio assolutamente ambiguo che viaggia in un universo parallelo tra la grande madre Gaia e una futura guerra mondiale da 4 miliardi di morti, ma vogliamo parlare del Monte dei Paschi di Siena? Sì, è vero, i grillini spesso si inventano cifre e non capiscono nulla delle questioni che affrontano, ma davvero crediamo che nel Pd ci sia di meglio? Sì, è vero, gli elettori del Movimento 5 Stelle spesso sono dei fanatici, ma dall’altra parte chi vota Pd lo fa solo per disperazione, senza la minima convinzione.
Poi arriva il giorno delle elezioni, e tutto finisce in malora. Il Paese è ingovernabile, Berlusconi perde voti ma rimane lì, la protesta avanza, la sinistra è un campo desolato senza più bandiere rosse a segnare il territorio. E il Pd? Il Pd sta lì, e si accorge di aver vinto solo grazie ai voti del movimento tirolese e di Tabacci. Ripeto per il loggione: il Pd ha vinto solo grazie ai voti dei tirolesi e di Tabacci. Persino nelle roccaforti (Emilia, Toscana, Marche, Umbria) le cose si sono mes se malissimo.
Alla fine, nel giorno in cui la gente dichiara sulla scheda elettorale che di certi individui ne ha le tasche piene, arriva un deputato del Pd di Ascoli Piceno. E dice al povero cronista del quotidiano locale: «Io con voi non ci parlo perché avete scritto che puzzo», riferendosi a un vecchio articolo satirico. Adesso ha un senso il fatto che Grillo sia il primo partito del paese? Prosit!

10 Comments

  1. Un tantino lungo. Avrei messo qualche “sì è vero” in meno. Però complessivamente buono. Io voto questo.

  2. Cosa mi piace:

    – lo stile; post scritto bene, e se devo essere l’unico tra i giurati a difendere i post lunghi (probabilmente in quanto autore di papiri interminabili) ebbene lo sarò;
    – alcune parti dell’opinione;

    Cosa non mi piace:

    – un dettaglio da poco, lo butto lì come consiglio di stile, se perdoni la mia presunzione: separare i paragrafi avrebbe evitato l’effetto “muro di testo”, e i giudici fan della brevità forse avrebbero apprezzato (poi magari è colpa del copia/incolla di Capriccioli, nel caso come non detto);
    – la maggior parte dell’opinione. Ok, del Pd parliamo male (giustamente) tutti. Però davvero “se c’era Renzi”? Davvero la diagnosi è che Grillo è stato bravo a dire vaffanculo mentre il Pd è scemo a farla più lunga? Davvero “davvero crediamo che nel Pd ci sia di meglio?”? D’accordo parlar male di un partito di sfigati, ma mi è sembrata un po’ una smitragliata ad alzo zero.

    In generale sto cercando di evitare di scegliere in base alla mia opinione nel merito del post, ma sta di fatto che non l’ho trovato stimolante. Anche se imperfetto, voto l’altro.

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