un blog canaglia

Segnalazione di esistenza anonima

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Forse sono io, che tendo a farmi un’idea sbagliata delle cose: però, chissà perché, avevo sempre immaginato che le varie comunità hacker fossero contraddistinte da una vena anarcoide, o quantomeno antagonista, e che uno dei loro scopi -probabilmente il più nobile- fosse quello di portare all’attenzione generale istanze, questioni e notizie “scomode”, perlopiù ignorate, per non dire silenziate, dei governi e dai media “mainstream”, denunciando e scardinando le innumerevoli forme di censura quotidianamente operate dal cosiddetto “regime”.

Ebbene, forse sono io, come dicevo, che tendo a farmi un’idea sbagliata delle cose: perché attaccare con toni da moralizzatori il sito di un tizio già abbondantemente messo alla pubblica gogna dai principali quotidiani del paese mi pare un’operazione degna di un opinionista da contenitore televisivo mattutino, più che di un hacker.

Cioè, voglio dire, l’abbiamo capito bene che costui si è dopato, anche perché non fanno altro che ripetercelo in tutte le salse, con tanto di foto in lacrime, commenti autorevoli e accorate dichiarazioni della fidanzata.

Allora fatemi capire: a che pro mettergli sottosopra il sito? Per far arrivare alla gente la notizia, o piuttosto per segnalare in qualche modo la propria esistenza?

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

2 Comments

  1. non tutte le comunità hacker son contraddistinte da una vena anarcoide. Anonymous lo ha già dimostrato ampiamente in passato. Sono aria fritta.

  2. Anonymous non è coordinata. Chiunque può fare quello che vuole, per l’appunto, e dichiararsi Anonymous, entro certi limiti mooooolto ampi. Sotto condizioni del genere, un pisellone di passaggio lo becchi di sicuro: ma non puoi incolpare tutta la comunità. È uno dei limiti dell’agire anarchico.
    È un poco come l’uso della violenza: molti anarchici non l’approvano, ma questo non fa sì che chi ne fa uso non sia anarchico, al massimo è un anarchico di cui si disapprovano idee e metodi.

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