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Se saltelli muore Balotelli

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Al suo ritorno in Italia lo scorso febbraio, Mario Balotelli ha ritrovato gli stessi cori razzisti che aveva lasciato nel 2010 col trasferimento al Manchester City. Non sorprende affatto che i ricercati intellettuali che frequentano i nostri stadi, in questi tre anni, non abbiano cambiato atteggiamento verso il turbolento attaccante bresciano. Del resto, con certe menti sopraffine l’unico modo di dialogare sembra essere a colpi di squalifiche dei campi e multe alle società che si onorano di averli come tifosi. La cosa che colpisce però è il numero di persone che sostiene la seguente tesi: “Balotelli è uno stonzo e dunque i cori contro di lui non sono contro di lui perché nero, ma perché stonzo”. Questa tesi è poi condita da vari corollari del tipo: “Ma come si fa a capire se i buhhhh sono razzisti?”, “Se i tifosi sono razzisti, allora perché non fanno buhhhh nello stesso modo ad altri giocatori neri?” oppure “Allo stadio si insulta tutto e tutti e va bene così”. Un’ampia carrellata di corollari simili si trova in questo post de Linkiesta.

Una cosa che sfugge alla logica è come il fatto che Balotelli venga contestato dai tifosi perché antipatico possa in alcun modo escludere che i cori a lui diretti siano razzisti. Carissimi, il punto è proprio questo: Balotelli sta antipatico e il modo scelto per attaccarlo è renderlo oggetto di cori che si riferiscono al colore della sua pelle. Ne consegue che quei cori sono razzisti. Se non fosse antipatico non sarebbe oggetto di quei cori? Può essere, ma a me vengono in mente parecchi altri giocatori antipatici (Ibrahimovic? Cassano?), solo con la pelle più chiara, a cui non viene diretto nessun verso che ricorda quello di una scimmia. Se Balotelli continuasse a essere nero ma non fosse così antipatico, non sarebbe oggetto di quei cori, come non lo sono molti altri giocatori neri? Anche questo può essere. Io comunque ci vedo un gran bel razzismo nel usare il colore della pelle di un giocatore antipatico per schernirlo. Inoltre, il dubbio che ho sempre avuto nel caso di Balotelli è che sia sempre stato più bersagliato di altri giocatori neri in quanto primo ad essere italiano e a indossare la maglia della nazionale (per altro con grandi risultati). Come a dire, gli altri sono di passaggio, ci penseranno i razzisti di casa loro a sistemarli, questo qui invece lo dobbiamo sistemare noi.
P.S. Volevo precisare che secondo me chi trova Balotelli antipatico è un rosicone (forse pure interista). Io adoro Mario e non vedo l’ora di vederlo giocare il prossimo anno nel Milan e poi nella nazionale ai mondiali in Brasile.

 

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

25 Comments

  1. Ritengo Balotelli un campione assoluto, ma anche – giusto per essere fine – un coglione arrogante dotato dell’intelligenza di una putrella in cemento armato.
    Ciò detto, l’articolo è ineccepibile. I cori contro di lui sono certamente razzisti, perché – anche fossero dettati primariamente dal suo essere un coglione arrogante (antipatico è un eufemismo che non si può sentire) – prendono a pretesto il colore della sua pelle come strumento per insultare, ferire, discriminare.

    In effetti interista, non mi sento particolarmente rosicone.

    • L’uso della parola antipatico era ironica. Nemmeno io trovo Balotelli particolarmente furbo, infatti l’ho scelto come uno dei miei calciatori preferiti, non dei miei filosofi preferiti.

  2. Volevo precisare che secondo me chi trova Balotelli antipatico è un rosicone (forse pure interista). Io adoro Mario ”

    Questi si che sono argomenti. Anna, quando ti troveremo pubblicata su qualche rivista internazionale?

  3. Giusto per precisare in maniera antipatica: Ibrahimovic viene spesso definito uno “zingaro” in maniera non del tutto lusinghiera.

    Comunque mi sembra che l’intero mondo del calcio (quello italiano, perlomeno) si regga sul sovvertimento delle normali regole di convivenza civile: i calciatori fingono di farsi male, i presidenti delle società comprano le partite e i tifosi si menano fuori ai derby.
    Non si tratta di dare un giudizio morale, semplicemente bisogna accettare il fatto che il politicamente corretto per il calcio non vale. Ogni società ha la sua “valvola di sfogo”, noi italiani abbiamo lo stadio (e il Parlamento).

    p.s.

    Per 5 milioni di euro all’anno io mi prenderei volentieri pure del negro o dello zingaro.

    • Ibra non veniva perseguitato in modo lontanamente paragonabile a Balotelli.
      Io gli stadi li frequento e non mi rassegno a questa presunta inevitabilita’ della loro barbarie. Il calcio consiste nel dare calci a una palla, non sta scritto da nessuna parte che assieme ai calci ci devono essere pure gli insulti. Poi se uno non ama il calcio e vuol considerare irrecuperabile chi lo guarda, tant’e’.
      P.S. Gli insulti a Balotelli sono una questione che va oltre lui e i suoi 5 milioni a stagione.

  4. Prendersela con il razzismo nel calcio è come pretendere di fare multe per eccesso di velocità alla 500 miglia di Indianapolis (cit.)

    • Le regole della convivenza civile valgono anche negli stadi. Dire che siamo irrecuperabili e’ certamente piu’ comodo, ma io non sono una a cui piacciono le strade comode.

    • uh, quanti calciatori gay conosci? Strana categoria la loro, un sacco di uomini e casualmente tutti etero. Ci sono politici gay, baristi gay, cantanti gay, idraulici gay, attori gay, ma calciatori no. La bomba ai neutroni deve averla inventata un fisico dopo una domenica in mezzo a una curva di ultrà.

      • no al razzismo, sì agli ultras. ho lasciato londra e LSE
        sotto esami per il derby più importante della nostra storia, per viverlo con la curva incriminata per i cori razzisti. accanto a me c’erano dei razzisti, dei fascisti razzisti e dei razzisti non fascisti. poi c’erano amici, compagni, c’erano dei neri, c’erano pure due palesemente infiltrati della polizia. verso l’inizio del secondo tempo abbiamo fatto il “forza magica Roma ooo” e la curva ha vibrato, è stato un ruggito di cui sento ancora l’eco nelle orecchie.
        abbiamo perso e intorno a me la gente piangeva. la stagione prossima, dalla seconda giornata in casa (nella prima c’è la squalifica) saremo ancora lì.

        viva gli ultras…

  5. Non si tratta di amore o meno per il calcio, e non escludo che sia “recuperabile”.
    Ma proprio perché il problema va al di là di Balotelli, ho l’impressione che il problema sia di carattere strutturale: un sistema che incita alla competitività in tutte le sue forme, non può non scadere nella violenza (anche se solo simbolica). Nel calcio l’avversario è un “altro” da distruggere, e in questo senso qualsiasi cosa diventa legittima. Se il calcio fosse solo correre dietro un pallone, ci accontenteremmo di guardare giocare i ragazzini nei parchetti. Ma non è così, poiché il calcio è una forma di violenza “controllata” e socialmente formalizzata. Allo stadio urliamo e offendiamo gli avversari, nella vita normale lasciamo il posto in bus alle vecchiette (le cose non sono così in contraddizione come sembrano).
    Per ridurre i termini di questa violenza bisognerebbe cambiare la concezione stessa del calcio, e mi sembra che non sia una cosa facile cambiare la testa delle persone. Alla maggioranza delle quali, forse, il calcio va bene così com’è. Sennò smetterebbero di guardarlo.

    • Dissento sull’idea che la competizione debba per forza portare a violenza, sia verbale che fisica. Sono sicura che alla maggioranza dei tifosi il cori razzisti non vanno bene. Io il calcio non lo lascio a quei deficienti.

  6. Ma il senso di questo articolo quale dire che lei è MILANISTA??? Credo che sia mai stata in uno stadio, credo che non abbia la più pallida idea di come si comporta il signor BALOTELLI con la sua arroganza in un campo di calcio, ora basta con questo perbenismo dell’antirazzista Balotelli è un arrogante e viene trattato come gli arroganti bianchi nè più nè meno e questo non lo stà dicendo un razzista, “LEI HA USATO NEL SUO ARTICOLO LA STESSA ARROGANZA DI BALOTELLI E QUESTO SOLAMENTE PERCHE’ LEI E’ MILANISTA? Non è questo il modo di usare la stampa sul WEB. P.S. (come ha fatto lei) e non ho nenche elencato quello che Balotelli fa nel campo per istigare i colleghi avversari. BALOTELI si comporti da uomo normale xkè nessuno gli sta contestando TUTTE LE CAZZATE CHE FA’ FUORI DAL RETTANGOLO DI GIOCO CON LA STESSA ARROGANZA!!!

    • Ahahaha. Se vuole le mando la foto della mia tessera Cuore Rossonero. Allo stadio ci vado eccome, e la cosa che mi colpisce di piu’ in genere sono i cori buzzurri (mi ricordo qualche anno fa che in curva sud parti’ un coro contro Balotelli, e non era nemmeno il derby). Il punto di questo post e’ che siete tutti liberi di contestare Balotelli, ma se lo fate insultandolo per il colore della sua pelle siete dei razzisti. Punto.

      P.S. Queste cose le dicevo molto prima che Balotelli arrivasse al Milan.

      • Il punto è che, cara la mia signorina perbenista, in italiano ed in qualsiasi tipo di contesto lei lo voglia mettere, il coretto “Se saltelli muore balotelli” non ha il benchè minimo significato razzista. E’ inconfutabile e lapalissiano il fatto che il coro per il quale lei tanto si danna la sua anima da tifosella, non ha nulla di razzista, proprio nulla. Poi può venirmi a dire che sia di cattivo gusto, incivile, volgare, immorale e quello che vuole, ma nessuno dei significati che può dare a questo coro, in nessun contesto, può essere considerato razzista.

        Le sottopongo un concetto che sono certo non capirà: l’unica forma di razzismo in tutta questa storia, non è attribuibile a chi canta questo coretto stupido, ma a chi lo definisce razzista… Infatti il definire razzista un semplice coro insultante implica che chi porta questa accusa automaticamente discrimini il signor Balotelli come non assimilabile alla comune massa e quindi lo consideri diverso, da qui si evince il tuo razzismo nei suoi confronti.

        Lo so che non ci arriverai mai, ma almeno ci ho provato, beata l’ignoranza.

  7. quante volte avrete apostrofato “sta grassona di merda” la tipa che vi taglia la strada, o “nano maledetto” il politico che vi sta sul cazzo (tra l’altro ce ne sono almeno un paio di nani maledetti da quelle parti) e così via partendo dalla caratteristica fisica preponderante. Il problema è che abbiamo talmente interiorizzato l’idea di neri, ebrei, omosessuali come minoranza “inferiore” da proteggere, mettendoci automaticamente un gradino sopra, che tutti inorridiscono ad un “guarda st’africano del cazzo”, ma nessuno batte ciglio se si dice “sti americani di merda”. Così come se scherzi sui terroni sei razzista, se lo fai sui polentoni sei ironico. Spero che se un nero mi tagli la strada sia basso, almeno potrò insultarlo in modo politically correct! Il razzismo è nell’atteggiamento, ad umiliare sono solo certi gesti. (era provocatorio non vi scagliate troppo ;)).

    • Io sono abituata a non insultare la gente per cose che non ha scelto, come l’altezza o il colore della pelle. Non chiamo Berlusconi nano ma gli dico molto peggio rispetto a quello che nella vita ha scelto di essere. Chiamatemi pure Pollyanna se credete.

  8. credo di essermi perso una delle migliori performance di Super Mario esattamente per cinque minuti. Tornavo da una corsetta al parco di Palestro, il giorno dopo leggo sul Corriere che quel coglione insieme ad alcuni amici s’era messo a sparare a salve in piazza della Repubblica. La sua fortuna è stata vivere a Milano e non ad Austin, dove i poliziotti prima gli avrebbero ridotto la macchina a un Pollock, poi avrebbero controllato se la pistola fosse a salve oppure no.

    Ce ne sarebbero di motivi per dargli dell’imbecille montato testa di cazzo, invece si insiste sul colore. Bah, prima delle partite sui maxischermi allo stadio dovrebbero pubblicare un paio tweet di spinoza, almeno quel branco di capre imparerebbe l’ironia e il sarcasmo. E pure non politically correct, possiamo pure allegare al dvd di ‘Magica XXXXX scudetto 20XX’ degli episodi di South Park.

  9. Qualcosa di questo post, non so perché, mi spinge a pensare che chi lo ha scritto sia un tifoso del Milan. Che appena passata questa meteora (perché questo è e sempre sarà qualsiasi giocatore con la testa di Balotelli o Cassano) sarà pronta a cambiare versione ed a dire che effettivamente i cori sono contro Balotelli non in quanto di colore ma in quanto testa di ca…
    Tutelato fin troppo lui ed il suo Milan berlusconiano…

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