un blog canaglia

Se il popolo volesse il cappio

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Una domanda semplice ai parlamentari del Movimento 5 Stelle: visto che siete esclusivamente dei “portavoce”, e stante il fatto che a vostro dire la volontà popolare è l’unico parametro al quale attenersi, se un bel giorno la maggioranza degli iscritti al movimento si esprimesse in senso favorevole alla pena di morte (eventualità che, perlomeno in termini teorici, è perfettamente possibile) voi provvedereste senza indugio a presentare e a votare in parlamento una legge istitutiva della pena capitale?
Così, tanto per sapere.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

22 Comments

      • La domanda è solo una provocazione che dà per scontato che i deputati del movimento 5 stelle siano degli imbecilli non in grado di prendere una decisione autonoma dalla loro base. Io non ho una considerazione così scarsa di queste persone.

        • La domanda è provocatoria, ma non retorica e certamente una domanda provocatoria non è una cazzata, specie se induce a riflettere.
          Non è questione di credere che gli eletti M5S siano (tutti) degli imbecilli, è questione di riflettere fin dove può portarli il loop logico nel quale si sono rinchiusi.
          Se non ti piace la pena di morte, si potrebbe parlare di come si comporterebbero se al popolo venisse sottoposto il quesito se pagare o meno le tasse per esempio.
          Se vogliamo poi parlare di costituzione si potrebbe allora parlare dell’impianto istituzionale previsto dalla costituzione che progetta il funzionamento di una democrazia rappresentativa e non diretta, e di come invece il M5S aspiri a ribaltare tale concetto.

    • Una “cazzata”? Perché, non esistono quelli favorevoli alla pena di morte? E non è plausibile che esprimano la loro opinione in una votazione? Quale sarebbe, la “cazzata”?

      • Credo che sia sbagliato interpretare in modo così letterale la loro definizione di “portavoce” e di “volontà popolare”.

        Sul portavoce, ieri sera ho sentito Di Battista che diceva in modo chiaro di non essere eterodiretto, di aver sempre votato perché convinto e non per mera disciplina di partito. Perciò sono certo in ogni caso i suoi voti in parlamento (e probabilmente anche quelli degli altri parlamentari 5 stelle) rispondano innanzitutto alla sua coscienza. E che se si presentasse un caso in cui la sua coscienza dovesse divergere dalle indicazioni della base, non esiterebbe a votare in altro modo, magari dimettendosi.

        Sulla volontà della loro base.Uno dei punti fondamentali del movimento è il rispetto, oltre che degli elettori, della legalità e della costituzione. Perciò sono convinto che anche le decisioni portate in discussione sulla loro piattaforma siano sempre “nel rispetto della legalità e della costituzione”. E siccome la costituzione all’articolo 27 è molto chiara quando dice “Non è ammessa la pena di morte”, una proposta del genere non potrebbe neppure essere presentata.

        • La Costituzione è molto chiara anche all’art. 75, quando stabilisce non si possano sottoporre a referendum le leggi di ratifica dei trattati internazionali, ma Grillo vorrebbe modificare questo articolo e prporre un referendum sull’euro; c’è altrettanta chiarezza all’art. 67 sul divieto di vincolo di mandato, ma il documento firmato dai parlamentari 5S prima delle elezioni sembra non preoccuparsene Grillo stesso chiede una modifica di quell’articolo. Quindi, se il popolo lo chiedesse, cosa impedirebbe di modificare anche l’art. 27?

        • Io ho sempre sentito una interpretazione letterale della definizione di portavoce. Voto sulla piattaforma 5S: Maggioritario o proporzionale. Vince il proporzionale. I portavoce in parlamento che fanno? Sono vincolati o no a questo voto?Mi pare di avere capito di si, o sbaglio?

          Voto sulla piattaforma: Pena di morte si o no? Vince “pena di morte sì”. Che fanno i portavoce?
          Rispondere grazie. E non vale rispondere “ma la domanda sulla piattaforma non è stata fatta”. E’ un ragionamento.

      • La ‘cazzata’ è impostare un ragionamento ‘formalmente’ logico, partendo da una premessa assurda alla quale poter impiccare il Movimento.

        “Vuoi il cappio o no?” “vuoi pagare le tasse o no?” “Vuoi bruciare il vicino di casa o no?”

        Spiacente, il Movimento non porrà mai tali quesiti ai suoi iscritti perché la sua politica è “altra cosa”: è battersi in difesa della Costituzione contro chi la vuole devastare ,per esempio; è restituire ai cittadini il denaro che TUTTI gli altri gli rubano, per esempio; è denunciare quotidianamente intrallazzi e porcherie di Palazzo, per esempio.
        Politica “altra” che non si riesce a tollerare e si tenta di esorcizzare anche con questi mediocri artifici retorici.

    • Grillo docet. Quando non si sa rispondere ad una domanda , questa viene definita una cazzata. Evidentemente Giovanni Sonego ha assimilato bene gli insegnamenti del padrone.

  1. Odiare e amare sono sentimenti, in politica occorre raziocinio e capacità di valutare persone e problemi. Non si odia l’avversario, non è una partita di calcio o una guerra, non si condividono le sue idee – questo si – ma l’amore o l’odio si riservino ad altre situazioni

  2. Il M5S finora ha votato sul blog per alcune questioni: per es. il reato di clandestinità.. i suoi parlamentari hanno poi votato in un certo modo in parlamento. Ma se sul blog l’esito fosse stato diverso – e poteva esserlo a meno che la votazione fosse falsa – i parlamentari avrebbero dovuto votare l’opposto, o tradire la volontà degli iscritti al M5S e tutto ciò che hanno sostenuto sull’essere portavoce e su quanto facciano shcifo quei politici che in questi anni hanno regolarmente tradito la volontà popolare. Sarebbe una posizione insostenibile consultare gli iscritti e poi fare compattamente il contrario. Come fare le primarie e poi nominare segretario il perdente. Come fare un referendum e poi fare l’opposto. Sarebbe esattamente il tipo di comportamento contro cui il M5S ha tuonato fino ad ora. Quindi tutti i discorsi, alcuni molto belli, per l’abolizione del reato di clandestinità, sarebbero stati scritti al contrario? significa che non pensavano davvero quelle cose? che gli argomenti che hanno usato non sono poi così validi visto che alla bisogna avrebbero sostenuto l’opposto? è chiaramente un non senso logico. Così come è senza senso e ridicolo il voto su “maggioritario” o “proporzionale”: come fosse indifferente uno o l’altro. Sono invece sistemi diversi, che danno esiti diversi, e vanno a dar vita a scenari politici diversi: non si può far politica senza una filosofia politica, senza un’idea di fondo omogenea, a guidare le proprie azioni.. non si può far politica così a tentoni, non saper scegliere e pensare che vada bene tutto e il suo contrario.

  3. Se la maggior parte del popolo fosse a favore della pena di morte, come di qualsiasi altra cosa, e se vivessimo in una democrazia, sarebbe più che giusto che tali rivendicazioni siano sia portate in parlamento che trasformate in legge. Se no spiegatemi che cazzo vuol dire democrazia, vuol dire dittatura degli eletti?

  4. Se la democrazia è il governo del popolo allora il problema non è dei rappresentanti del volere del popolo, ma del popolo stesso.
    Questa boutade strumentale indica dei problemi seri di onestà intellettuale di chi l’ha prodotta.

  5. @ jhommy dio

    no “democrazia” non è fare quello che vuole il popolo e basta.. questa è una nozione insufficiente.. perchè bisogna considerare come si consulta il popolo, cioè come si capisce cosa il popolo vuole e come si determina questo volere.. per es. il popolo vuole il cappio.. ma come ci arriva? che dati ha a disposizione un cittadino per determinarsi in un senso o nell’altro? dove stanno questi dati? sono accessibili? sono conosciuti? sono trattati in modo corretto? e come avviene la discussione su di essi e sulle diverse opzioni in campo? e quindi concretamente bisogna parlare di libertà d’espressione, informazione, stampa, giornali, tv, editoria, internet, pubblicità, rapporti con la politica, dipendenza / indipendenza, rai, conflitto d’interessi, ecc.. e poi come lo consulto il popolo? via internet? al seggio? coi banchetti nelle piazze? e come formulo il quesito? chi può votare? e come conto i voti e le astensioni? son tutte cose che contano.. gli stranieri? gli italiani all’estero? ci vuole un quorum? ecc.. e il voto è veramente libero? o ci sono fattori che lo rendono non libero? voto di scambio, cirminalità, brogli, ecc… e chi controlla tutto questo? attraverso quale meccanismo? bisogna parlare di trasparenza, di legalità, di stato di diritto, etc.. democrazia diventa subito qualcosa di etsremamente complesso da porre in atto, anche solo approssimativamente. Molto lontano dal salire su un palco e arringare le folle, o dal consultare qualche migliaio di persone su un un blog proponendo quesiti formulati in modo discutibile e poi andare in parlamento a sostenere ciò che è uscito da questo “metodo”.

    • Eh… ma come lo spieghiamo all’uomo che il “mondo perfetto” non esiste, e che se esistesse sarebbe un inferno? E’ un concetto doloroso, molto più facile raccontargli delle fiabe… possibilmente non quelle classiche perché di solito erano troppo cruente. 🙂

  6. La domanda è molto carina, anche se mi sembra più posta in modo provocatorio che non di aperto confronto di liberi pensieri.
    Detto ciò, credo che la risposta sia insita nel concetto stesso di democrazia, anche perché l’alternativa alla democrazia è una qualsiasi forma di dittatura (che sia monarchia, aristocrazia, timocrazia, oligarchia, o altro) dove pochi decidono per molti.
    Io, in tutta onestà, credo – in questo momento, ed in Italia – che la forma più giusta di decisione sui fatti comuni, sia che il popolo indirizzi le scelte che i rappresentanti in parlamento devo adottare. Lo penso perché la politica ha dimostrato di non essere in grado di fare scelte in modo “autonomo” (e chi vuol capire ha capito) e nell’interesse del popolo che rappresenta.
    L’esempio più semplice di questa incapacità (ma ovviamente tutti quanti sappiamo che ce ne sono tantissimi altri) è stato l’acquisto degli F35 nonostante gli italiani siano contrari alla guerra, alle spese folli per armamenti, e che in Italia ci sia una crisi dalla quale ogni giorno di più si ha difficoltà ad uscire.

    • lei ha colto il problema.
      “è stato l’acquisto degli F35 nonostante gli italiani siano contrari alla guerra, alle spese folli per armamenti”
      la verità è che non è così, per nulla. In questo momento siamo in pace, per cui agli italiani non frega nulla degli armamenti. Se domani l’Austria ci dichiarasse guerra e il nostro arsenale fosse insufficiente, gli italiani infamerebbero i politici che hanno disarmato il paese, gli stessi che il giorno prima incensavano.
      Fin dai tempi dei greci, i ‘politici’ erano persone più intelligenti, più preparate, più progettuali, che dovevano guidare il popolo. Che o non ne aveva le capacità o il tempo.
      Questo è stato possibile fino a che il popolo bue era bue davvero. Un contadino dell’800 non avrebbe _mai_ potuto sostenere un dibattito politico, manco sapeva nulla dell’argomento di cui si dibatteva. Oggi è l’opposto, come esempio le cito Vannoni, qualunque panettiere si crede un medico con quattro phd. Chiaro, il panettiere dell’esempio, pur non sapendo un cazzo di staminali, ha una cultura medica infinitamente superiore al contadino ottocentesco.
      Il risultato di questo processo, a mio avviso, non è stato un innalzamento del livello della politica, ma un suo abbassamento. Al contadino potevi dire ‘ci penso io al tuo bene, tu non porre domande’. Al panettiere questa cosa non puoi dirla (a meno che il tuo nome non sia Massimo D’Alema, che nella popolarità nazionale sta tra Annamaria Franzoni e il Mostro di Firenze), però nemmeno puoi spiegargli la differenza tra un risk mitigation plan e uno stanziamento di fondi accazzo, perchè non lo capirebbe. Ergo, diventano popolari i politici che sanno esprimere il concetto ‘ci penso io al tuo bene, tu non porre domande’ in maniera indiretta, ovvero i supercazzolatori. Poi, se il supercazzolatore è anche onesto e capace, il paese va avanti. Se non lo è, beh, benvenuti nell’Italia 2014. Perchè la capacità di governare e quella di supercazzolare sono completamente indipendenti l’una dall’altra.

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