un blog canaglia

Rassicuranti minacce

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Fate una prova. La prossima volta che vi manca lo zucchero suonate alla vicina di casa e chiedetele se ve ne presta un po’. Vi sorriderà, presumo. Vi inviterà ad accomodarvi mentre lo va a prendere. Poi, prima che entri in cucina, aggiungete che non avete la minima intenzione di violentarla. Dovrebbe essere un’affermazione rassicurante, no? E invece vi ritroverete a guardare la sua espressione che cambia, virando dalla cordialità al terrore.
Ecco, Grillo una cosa del genere la scrive qua (“Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano. Uscite con le mani alzate. nessuno vi toccherà“). E poi la ripete qua (sorvolando sulla grammatica, “devono arrendersi e uscire dal parlamento con le mani in alto, non le faremo niente“). Lo specifica: non vi faremo del male. Come se fosse un titolo di merito, mica una cosa scontata. Come se l’ipotesi di fare qualcosa di male a costoro fosse tutto sommato plausibile, salvo rinunciarci perché si è buoni.
Datemi retta. Provateci con le persone che conoscete. Provateci con vostro figlio, con la vostra fidanzata, con un vostro amico. Provate, nel bel mezzo di una discussione, a dire “guarda che non ti picchio”. Nel migliore dei casi vi risponderanno con una cosa tipo “e ci mancherebbe”. Nel peggiore scapperanno a gambe levate. Perché promettere a qualcuno che non gli si farà del male equivale a contemplarla, quell’ipotesi. Perché se uno non la concepisce, la violenza, non ha bisogno di annunciare che non vuole adoperarla, mentre chi dichiara che non intende avvalersene finisce automaticamente per evocarla.
Mettetela pure come volete: ma per come la vedo io se queste devono essere le rassicurazioni, quasi quasi preferisco le minacce.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

34 Comments

    • Utile a chi? A Grillo? Votare Grillo equivale ad un salto nel vuoto: non una virgola del suo programma (?) ha un senso logico e fattibile.

  1. Ineccepibile non concepire la violenza, credo però che dopo anni di meschinità e plateali prese in giro le persone possano avere voglia di vederli uscire in fila dal parlamento e di assestargli uno schiaffo sulla nuca (non troppo forte, giusto per fargli intendere che siamo vivi..il lancio del manganello o del sanpietrino sono un’altra cosa) sia forte, anche se non del tutto giustificato.
    Penso che nessuno tenda volontariamente a circondarsi di persone le cui idee sono ritenute poco sane o non condivisibili , per cui trovo l’appello di fine articolo almeno inesatto.

    • anni di meschinità e di plateali prese in giro in cui potevamo benissimo evitare di votarli. E basta con la cazzata del porcellum, c’è dal 2007 e i politici di cui ci si lamenta stan lì da 20 o 30 anni.
      A leggere certi commenti sembra quasi che la classe politica italiana sia stata cooptata dai marziani.

      • Giusto,io però mi spingerei molto più indietro con gli anni, giusto qualche migliaio, quando si è pensato bene di mettere in mano a pochi le sorti di molti.

  2. non riesco a contestualizzare questo post.
    l’m5s si muove nella democrazia ed il pacifismo ne è una sua caratteristica (come tutte le altre fazioni politiche, del resto); se poi vogliamo parlare di grillo e non del movimento, ci troviamo davanti a un personaggio “ambiguo” (con l’accezione più neutra possibile di questo termine); detto questo, sono più in allarme quando i leghisti dicono che scendono in piazza con i fucili, rispetto a grillo che urla nelle piazze di prenderli tutti a calci in culo (e ricordiamo è l’unico che va in giro senza scorta)

  3. lo stile di chi scrive l’articolo è infarcito di paura…. paura di tutto…. le nostre generazioni sono state infarcite di paure…. che non ci lasciano più spazio di sperimentare di cadere di rialzarci di sbagliare di amarci per quello che siamo … avere paura di Grillo vuol dire osservare la realtà da un buco della serratura molto ristretto o da dietro le tendine di casa vedere i passanti che attraversano la strada ma noi non usciamo per paura di essere investiti … chi non conosce il teatro forse non riesce ad osservare Grillo sotto altri punti di vista … infatti emerge poi solo il proprio condizionamento infarcito di ideologismi…. e poi quelli che paragonano Grillo ad Hitler … mi fanno sorridere … intellettualoidi che sono chiusi nelle loro case a fare congetture estreme … di quelli si che c’è da aver paura … bacchettoni e cattocomunisti inconsci … di esserlo …

  4. Per come la vedo io invece ci vorrebbe soltanto un po’ più di senso dell’ironia. Leggendo il pezzo sembra quasi che Grillo e gli attivisti del M5S siano accampati davanti al parlamento aspettando che escano i parlamentari a mani alzate. Ora che per un certo verso (tipo sulla democrazia interna) Grillo possa far preoccupare qualcuno lo capisco, ma forzare una battuta per ipotizzare una non so quale manifestazione di violenza mi sembra un tantino esagerato. Ritornando alla signora ed allo zucchero provate a fare le stessa cosa ma non da dentro la sua cucina, da sotto al portone al citofono, e poi una volta chiesto il prestito che vi sarà gettato dal balcone “aggiungete che non avete la minima intenzione di violentarla. E state a guardare la sua espressione che cambia, virando” dall’ironico al sarcastico e attendete la risposta che sarà “vorrei ben dire da li sotto ci vorrebbe un membro di 9 metri”.

  5. “La prossima volta che vi manca lo zucchero suonate alla vicina di casa e chiedetele se ve ne presta un po’. Vi sorriderà, presumo. Vi inviterà ad accomodarvi mentre lo va a prendere. Poi, prima che entri in cucina, aggiungete che non avete la minima intenzione di violentarla. Dovrebbe essere un’affermazione rassicurante, no? E invece vi ritroverete a guardare la sua espressione che cambia, virando dalla cordialità al terrore.”
    malafede e ipocrisia….
    vorresti paragonare la vicina di casa con l’attuale classe politica??!! ridicolo!

  6. Della violenza.
    Vero è che sarebbe sbagliato e non ne condivido l’intendo usare violenza nei confronti della classe politica.
    Vero è anche che ritengo che la stessa mi abbia usato violenza nel ridurre l’Italia ad un paese nel quale trovano lavoro per lo più di figli dei soliti noti, o dove non riesco ad avere un reddito decente per poter avere un figlio o comprarmi una casa. Credo che mi venga usata violenza quando vedo il mio lavoro umiliato e sottopagato a fronte di stipendi e tenori di vita satrapini dei politici e loro clientes. Credo venga usata violenza quando si tenta di cancellare la speranza per il futuro ad intere generazioni.

    • Francesco, non me ne volere, ma la maggior parte dei miei coetanei o giù di lì la pensa proprio così. Li ho visti per 20 anni andare all’università e poi a lavorare. Se ne sono strasbattuti (non tutti, la maggior parte) della politica, anzi, magari qualcuno s’è pure sistemato leccando il culo al barone di turno o c’aveva lo zio in regione. Gli altri non votavano, non facevano attivismo, e se per sbaglio a cena tiravi fuori un argomento in odore di politica, ti zittivano e si mettevano a parlare di altro.

      Ora si sono accorti di essere nella merda, e (giustamente) se la prendono con la classe dirigente. Ignorando, però, che quella classe dirigente sta lì e combina cazzate perchè loro stavano dormendo.

  7. C’è un’altra cosa importante, nella sua retorica violenta. Lui dipinge una situazione in cui gli attuali politici stanno chiusi nel Parlamento, poi si fanno le elezioni, arrivano i grillini vincenti e li sostituiscono.

    Questa mistificazione è funzionale alla sua propaganda, perché nella realtà invece TUTTI gli attuali parlamentari (a esclusione dei senatori a vita) usciranno da quel parlamento perché semplicemente sono state sciolte le camere, e chi vi entrerà dopo le elezioni saranno i nuovi eletti, di tutti gli schieramenti, e un eletto di un partito X avrà la medesima legittimazione di stare lì di un eletto del M5S. Stessa identica.
    Nella loro retorica invece solo i loro eletti sono espressione “del popolo”, questa è una concezione molto pericolosa.

    • …ma per favore… con questa legge elettorale gli eletti non sanno stare in piazza, nn sanno fare un comizio, non sanno conquistarsi un voto in modo democratico: con la persuasione, con la dialettica in mezzo alla gente, solo comparsate televisive, sterilizzate, “aristrocratiche” con giornalisti a libro paga

      • Vale pure per gli eletti di Grillo. I comizi li fa lui, mica loro.
        E a prescindere da dove uno si conquisti i voti, in piazza o in tv (legalmente si intende, non chi li paga), ugualmente gli eletti saranno tutti espressione dei voti dei cittadini, non solo quelli di una parte.

        • Dal palco di Grillo poi prendono la parola anche i candidati (puoi verificare in rete da varie parti), e personalmente ho apprezzato molto quel che ho sentito da loro.

  8. Roman Jakobson, linguista e semiologo russo parla di comunicazione soprasegmentale per dire che le parole rimandano ad altro rispetto al loro significato corrente e letterale.
    Allora: se vogliamo criticare Grillo, liberissimi (ovvio) ma per favore… Dopo decenni di malgoverno avremo diritto alla legittima difesa. Solo Gesù ha rinunciato anche a quella

    • mi pare che Berlusconi venga crocefisso ogni volta che parla di disobbedienza fiscale o quando tratta le donne come pezzi di carne. Mi pare che la Fornero l’abbiano crocefissa quando ha usato il termine ‘choosy’ che detto in faccia a una generazione di precari non è proprio il massimo. Mi pare che la Finocchiaro l’abbiano crocefissa quando ha detto che, insomma, fare la parlamentare è un po’ più importante e delicato di fare la bidella.

      quindi bisogna contestualizzare quel che dice Grillo e fare l’analisi logica e grammaticale di quel che dicono gli altri?

  9. Non voterò per il M5S perchè sono tesserato di un altro movimento di nuova costituzione, però tengo a manifestare un grazie sincero a Beppe Grillo per averci fatto aprire gli occhi e capire che cambiare si può. Per quanto riguarda le presunte minacce, riporto le testuali parole che una molto distinta Signora di mezz’età ha rilasciato ad un TG allorquando Le è stato richiesto un giudizio sui politi” Ci vorrebbero le ghigliottine a Piazza Venezia”.

  10. Noia… Ma veramente siamo qui a lesinare sui termini? Noia… di chiacchiere se ne sono fatte anche troppe… Tutti capaci di spulciare un discorso e trovare le facezie su cui questo articolo si basa.

    Caro Capriccioli, il prossimo articolo magari, condiamolo con un po’ di contenuti… altrimenti… parliamo di aria fritta!

  11. In un certo senso Grillo ha ragione. Vedi la Grecia. Se va avanti così, tra non molto la gente inferocita assalterà i Palazzi, Grillo o non Grillo.

    • see, aspetta e spera 🙂 l’italiano e` refrattario alle rivolte, e` troppo arruffone per arrivare alla disperazione necessaria ad una rivolta armata

  12. Mi stupisce questa idiosincrasia nei confronti di Grillo: quando fa comodo è un comico, un buffone a cui non dare la minima credibilità, poi se effettivamente fa dell’ironia, arrivano i post sulla violenza insita nelle parole, sulle velate minacce… che poi è l’assunto iniziale di questo post che è sbagliato. La metafora di Grillo è già tipicamente bellica (arrendetevi, siete circondati) e sull’onda della metafora ci aggiunge “non vi faremo del male” da film western o poliziesco… L’esempio dello zucchero è quanto meno campato in aria: Grillo non parte da un assunto neutro, per poi aggiungere “non vi faremo del male”. Se già la premessa è sbagliata…

  13. Possibile che siate ancora così bendati? Ancora ad aggrapparvi a queste minchiate pur di non vedere il succo delle cose, pur di avere il vostro palco da cui esprimere sentenze fini a se stesse? In questo paese siamo a pezzi non solo politicamente ma soprattutto moralmente. Un luogo che ancora preferisce prendere botte in modo “legale”, piuttosto che appellarsi alla violenza in termini di rivoluzione. Dio mio che disgrazia…

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