un blog canaglia

Quindi i rom vanno eliminati fisicamente

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Io non ho alcun motivo di dubitare che gli episodi lamentati dai cittadini di Borgaro siano tutti -drammaticamente- veri; piuttosto, ho più di qualche motivo per farmi una domanda semplice: perché questi episodi accadono?
Ecco, quando si arriva ai perché cominciano i guai: i rom non si vogliono integrare, è la loro cultura, sono fatti così, sono geneticamente delinquenti, non c’è niente da fare.
Sono questi, i perché più “gettonati” delle persone; e a loro, prima che ad altri, verrebbe da chiedere: a prescindere dai problemi innegabili che, data la situazione attuale, questa gente vi provoca, su quali basi vi siete dati queste risposte? Voglio dire: ci sono degli studi in merito? Esistono delle evidenze, anche lontanamente scientifiche, che le cose stiano davvero in questo modo?
Naturalmente no. Non ce ne sono e non ce n’è neppure bisogno, perché tanto “si sa che è così”.
Quelle risposte, cioè, altro non sono che la constatazione dell’esistente: sono comprensibili perché nascono dal disappunto, dal disagio e dalla rabbia, ma la verità è che non vanno a fondo, non spiegano proprio un bel niente, a meno di non voler decidere che sia tornato improvvisamente ragionevole parlare di razze, di predisposizioni genetiche al crimine, di superiorità e inferiorità declinate su basi etniche e compagnia cantando: roba che appena qualche anno fa ha provocato conseguenze che in questa, e in qualsiasi altra sede, sarebbe mortificante dover ricordare puntualmente.
Ebbene, che certe “non risposte” se le dia la gente, che tra l’altro ha i suoi bei problemi per campare, passi.
Ma che la stessa, identica analisi provenga da chi i fenomeni dovrebbe governarli, vale a dire chiedersene le ragioni vere e cercare di risolverle alla radice, lo trovo assai meno accettabile.
In altri termini e per essere chiaro: ritengo che istituire autobus separati per i rom, a Torino così come in qualunque altro posto, non già come misura emergenziale finalizzata a guadagnare il tempo per implementare le necessarie politiche di inclusione, ma ritenendo che quegli autobus siano essi stessi la soluzione del problema, è letteralmente irresponsabile.
Perché il problema, già lo sappiamo, si inasprirà: così come si è sempre inasprito -e la storia parla fin troppo chiaro- ogni volta che la risposta della politica è stata la segregazione.
Ora, gettando lo sguardo qualche metro, qualche anno in avanti, cosa c’è all’orizzonte dopo i campi e dopo la separazione dei bus? Dove credete che conduca, questa spirale, se non all’unico esito possibile dell’esclusione definitiva, della deportazione, dell’eliminazione fisica? Ve ne rendete conto, sì, che è questo il finale ineludibile che state fabbricando?
Be’, allora abbiate se non altro la franchezza di dirlo: sostenere che i rom non possono essere integrati significa affermare, alla lunga, che vanno eliminati. Oppure estinti sottraendo loro i figli e affidandoli ad altri, che poi è un altro modo per ottenere lo stesso risultato: sopprimere del tutto un’etnia perché si è convinti che sia irrimediabilmente “tarata” in ragione di insuperabili questioni genetiche.
Coraggio, ditelo. Non siate timidi.
Poi, con calma, io vi dirò chi mi ricordate.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

47 Comments

  1. in almeno 60 anni non si sono integrati… per far sopravvivere la loro “cultura” (perchè l’etnia sopravvive anche se uno si integra!) è necessario continuare a far sopravvivere il loro sistema di vita basato su…ditemi voi!

    • Quindi stai dicendo questo: “loro sono così”. Come gli ebrei che erano avidi e i negri che sono cognitivamente inferiori? Lo stai affermando? Sicuro?

    • Non puoi confondere etnia, cultura e integrazione, altrimenti parliamo di aria fritta… La cultura sopravvive se si integra con un’altra, altrimenti parliamo di assimilazione, omologazione, melting pot. Il problema è definire cos’è “cultura” dell’etnia rom: l’accattonaggio? i piccoli furti? il nomadismo? Ma lo sappiamo poi qual è il dato culturalmente intrinseco di questa minoranza?

    • Il rapporto tra rom e società maggioritaria è segnata da un unico sguardo distorto, quello della paura dello straniero interno. Il rapporto tra rom e non rom (gage ,da cui gaggio….) è simmetrico: gli uni per gli atri rappresentiamo l’alterita’, il diverso, ciò che fa paura. E la paura in epoca di crisi è amplificata dalla precarietà, dalle tensioni economiche, dalla povertà, dalla carenza di risorse. Il pregiudizio e il preconcetto accompagnano il rapporto con i rom, reso più difficile dalla paura recondita rispetto ai popolo senza terra, nomadi, rom, ebrei. Le sfere economiche di possibile azione dei rom si sono ridotte drasticamente ridotte nel mondo contemporaneo portando l’arte della sopravvivenza e di arrangiarsi a toccare i confini della piccola o grande delinquenza. Ciò che rende particolarmente tragica e insieme grottesca la scelta dell’ amministrazione comunale di Borgaro è la constatazione che chi dovrebbe, per mandato istituzionale, contribuire a combattere pregiudizi, degrado fisico e sociale, barriere culturali e ostacoli economici (al fine di rendere possibile, giusta e praticabile la convivenza tra società maggioritaria che alza la voce gridando giustamente le proprie difficoltà e società minoritaria silente e inascoltata, costretta a vivere in sacche di fango e morte), si arroghi il diritto di investire i denari dei contribuenti per alimentare ignoranza e sottocultura. Gli stessi soldi possono essere spesi in politiche integrative e insediative adeguate, con efficacia di certo maggiore.

  2. Sbagliato istituire un autobus separato, certamente. Sbagliato non soltanto per il concetto e le conseguenze, ma anche perchè è un gettare la spugna di fronte a una serie di abusi, creare un “ghetto” all’interno del quale si ammette che non valgono le regole dello Stato.

    Cosa avrei fatto se fossi stata il sindaco? avrei messo su quell’autobus un paio di vigili e un controllore ATM, fissi o quasi, a controllare che TUTTI gli utenti avessero il biglietto, multando o facendo scendere quelli che non lo avevano,e a garantire il rispetto della convivenza civile.

    Certo, si potrà eccepire che tanto non serve a nulla, che agli zingari non interessa se li sanzioni, perchè tanto non la pagano, e non gli puoi fare niente.

    In fondo per me sarebbe facile dire che questo sindaco e l’assessore sono razzisti, e brutti e cattivi. Vedo bene come una cosa del genere “puzzi” di segregazione razziale.

    Ma poi penso che io abito in centro, vado al lavoro tutti i giorni in bici o scooter, e se prendo l’autobus, comunque è pulito, con anziani che vanno a fare la spesa, bambini e ragazzetti che vanno a scuola, etc.

    Per questo chiederei a Capriccioli, ma senza intento polemico, solo perchè è una domanda che mi pongo anch’io: ma se fossi, per dire, un’operaio, abitassi in un quartiere un po’ periferico (penso a milano rubattino, o altri). Se ogni mattina e ogni sera dovessi prendere l’autobus per andare al lavoro, passando un’ora io più nel tragitto…se su questo bus ci fossero persone che sputano per terra, che non hanno il biglietto, che ti insultano, o che cercano di derubarti, o non so, se tutti i giorni dovessi assistere o essere vittima di questi piccoli abusi…cosa farei? cosa chiederei all’amministrazione?

    • Ciao Clo, il problema è che la soluzione che tu proponi è già stata tentata, ma è stata in seguito abbandonata a causa della mancanza di fondi strutturali (il vigile serviva altrove, l’ufficiale gtt pure). Ad ogni modo si tratta pur sempre di una pezza e non di una soluzione alla radice.

        • L’unica secondo sarebbe eliminare qualsiasi fattore favorisca (storicamente) atteggiamenti legati alla piccola criminalità. E bisognerebbe farli conoscere come etnie (parlo al plurale perché in Italia sono presenti sia Rom che Sinti) al di là dei pregiudizi, se qualcuno solo si accollasse “il rischio”.
          Il problema è che il fondo ministeriale per le politiche a favore dell’integrazione sta a 0 dal 2009 e anche prima non è che sia stato mai granché efficace, e le amministrazioni locali di sicuro non possono sobbarcarsi tutto il lavoro 🙁

  3. Non voglio fare polemiche, voglio solo raccontarti un episodio. L’anno scorso mia figlia ha frequentato l’ultimo anno delle scuole medie, in un istituto che potremmo definire “di frontiera”. Ovvero frequentato da molti alunni stranieri, alunni con varie difficoltà familiari, ecc. Ti posso assicurare che non ho mai visto insegnanti migliori nel confrontarsi con la diversità, nel confrontarsi con culturali lingue, usanze diverse . Con idee e progetti. Vicino alla scuola c’é un campo Rom. Gli insegnanti si sono dati da fare al massimo, lavorando anche fuori orario, il Comune ha messo soldi e servizi, la provincia ha supportato in ogni modo il progetto. Risultato, quasi tutti i ragazzi del campo sono stati bocciati. Per le troppe assenze. Non li mandavano a scuola. La domanda é, se l’integrazione talvolta non funziona, e sempre colpa delle istituzioni?

  4. Mettiamola giù semplice semplice: i bus separati sono una cazzata, almeno quanto sostenere che equivale a volerli eliminare.
    La questione è vecchia come il mondo e se ricordi prima era riferita a meridionale in generale e siciliani in particolare.

    Un popolo delinque con più frequenza quanto più vive in un ambiente inquinato da delinquenti, non è solo questione di povertà.

    Il problema è che la delinquenza è radicata nei loro rapporti sociali e familiari e che questo ne pregiudica fortemente le percentuali di successo qualsiasi tentativo di integrazione.
    Dargli la possibilità di avere una casa è solo uno degli aspetti che potrebbero fornirgli una possibilità di staccarsi da determinati rapporti sociali, ma non è affatto detto che porterebbe risultati importanti per una serie di motivi che è facile immaginare.

    Se volete che i ROM smettano di rubare occorre fare esattamente quello che andrebbe fatto per far smettere gli italiani di evadere le tasse: un taglio netto col passato, una via d’uscita per i vecchi errori e un cambio inderogabile di atteggiamento verso i successivi errori. Insomma, ok, ti abboniamo le pene per i piccoli furti, ti diamo un lavoro in prova ecc. ma al prossimo episodio ti sbattiamo in carcere e buttiamo via la chiave.

      • Certo che vi hanno accesso…. magari il problema è che non possono acquistarle. E’ il problema dei poveri e disoccupati, che viene risolto a livello di strutture sociali tramite l’assegnazione di case ad equo canone o canone agevolato. Le famose case dei PEEP.
        In realtà non penso che si facciano distinzioni e se ne hai diritto e ne fai richiesta la danno anche ad un ROM, come la danno agli extracomunitari o agli italiani in difficoltà…. disponibilità permettendo.
        Il problema è che Alessandro è molto sensibile al problema, ma evidentemente questo ne pregiudica la capacità critica.
        Nessuno confina i ROM in campi nomadi, anche loro come tutte le persone in difficoltà hanno accesso alle strutture sociali a livello di alloggio, il problema è che a loro non interessa altro che mangiare attingendo alle mense CARITAS. Per loro vivere nei campi e nelle roulotte evidentemente non è un problema così stringente.

        Potremmo vietare i campi, e costringerli a rivolgersi ai centri di accoglienza, ma se facessimo così Alessandro ci direbbe che siamo nazisti.

        Sinceramente non vedo altra soluzione se non quella di trattarli esattamente come tutti gli altri.

  5. Leggevo l’altro giorno un articolo sull’analfabetismo funzionale, cioè non vedere le implicazioni delle azioni e dei pensieri se non applicati al proprio metro quadrato di terreno. Pare che in Italia ci sia un sacco di gente con questo tipo di approccio al mondo, e nel caso dei rom si finisce sempre lì.
    Il fastidio che provocano è così enorme? Boh, io non abito in un ghetto di lusso, lavoro in una zona periferica di Milano, incontro spesso rom in giro, ma questo senso disagio e fastidio così enorme non l’ho mai provato. Anzi, ogni tanto ci parlo, con qualche ragazza che mi chiede una moneta, a provarci, si capisce che sono essere umani, identici in tutto e per tutto alle altre persone.

    • Elena,
      nemmeno io vivo in un ghetto di lusso, ma in un normale quartiere milanese, vicino al centro. Incontro rom, anche sui mezzi. Ma uno o due alla volta, e non vivo a Rubattino o vicino a un campo nomadi. Non ho i problemi che evidentemente hanno a Torino e non conosco.
      L’analfabetismo funzionale gioca nei due sensi. Ossia, chi non ha il problema, forse non lo vede. Io ammetto di non sapere com’è, e non sapere cosa vorrei se ci fosse.
      Potrei dire anch’io che “non danno così fastidio”. Ma, ripeto, non vivo a contatto con loro (e no, scambiare due parole con una ragazza rom ogni tanto non è vivere a contatto con loro).

    • La causa scatenante, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato la rapina ai danni di una 13enne che andava a scuola, le avrebbero tagliato i capelli. I residenti denunciano vari avrebbero ti di bullismo verso bambini delle medie. Io e la mia compagna non più di un mese eravamo su quella linea, tre bambinelle rom si divertivano avrebbero ti masticare una mela e a sputarcela sulla schiena dopo che io avevo ‘difeso’ le tre bambinelle stesse da una aggressione verbale da parte di una signora rumena.
      Il fastidio che provocano è così enorme?

  6. sento parlare di campi nomadi sento dire se ci si è mai stati….allora Alessandro io ti chiedo ci sei mai stato? Hai mai parlato con loro?? Hai mai chiesto se volessero una casa al posto della “Campina” ( è così che loro chiamano la roulotte), allora si instauriamo un contraddittorio se za tirare in ballo la perdita dell’etica xké quella non verrà mai persa!!!! Io ti posso dire di esserci stato di essermi confrontato e di aver avuto risposte!!!!

    • Molti non la vogliono nemmeno una casa. Non vogliono pagare un affitto luce acqua e gas. E non è una cosa che penso io, ma che dicono le persone che con i rom ci lavorano (facevo volontariato tempo fa in un’associazione che si occupava anche di integrazione nomadi).
      Le associazioni etc cercano di fare integrare quelli che possono-vogliono farlo. Per quello si punta tanto sulla scolarizzazione dei bambini.

      • Qualsiasi sia il problema di Torino, non sarà certo segregando sempre più che si risolverà. E comunque dovrebbe essere lo stato a favorire l’integrazione, cosa che non si sogna neanche di pensare. Fa più comodo così, avere un ministero della paura sempre attivo…

      • Avere una casa e pagarci su affitto, luce, gas, acqua è qualcosa di legato profondamente alla nostra cultura. A chi è ancora legato alle tradizioni nomadi è normale che sembri una cosa fuori dal mondo. Ma se uno non vuole, fa del male a qualcuno? Al più inizierà a farlo se lo stanzi in una discarica e lo costringi ad allacciarsi abusivamente alle utenze anziché dargli la possibilità di farlo gratuitamente – magari in cambio di qualcosa.

  7. I Rom sono in Italia dal 1.400, non dalla 2a guerra mondiale.
    Io sono discendente rom, non per questo vivo in un campo, sono ormai da tante generazioni integrato che il mio ultimo parente che conosco era di fine 1800 e già aveva una casa, se pure aveva un lavoro ‘non regolare’, cioè non lavorava nè come contadino nè in una fabbrica.

    Se questi non si vogliono integrare il problema è solo il loro, non lo vogliono, semplicemente, stop, fine della discussione.

    Trattateli come tutti: dategli l’opportunità di vivere come tutti, ma come tutti fategli rispettare le leggi, chi fa crimini, a forza di galera vedrai che cambia…, o crepa.

  8. Mah… il politically correct Capriccioli ha rotto il cazzo. Dice le ovvietà e poi però non analizza i fattori e non propone soluzioni.

    Un ragazzo rom alle medie dove frequenta mia figlia si è presentato a lezione il 3% delle volte, ma quando si è trattato di andare in settimana bianca i genitori dei ragazzi della sua classe hanno pure dovuto fare una “colletta” per consentirglielo (sempre per paura che poi magari la notizia passasse sui media come “Genitori razzisti non vogliono l’integrazione dello studente rom!”). Alla fine s’è fatto la settimana bianca. Il compagno di classe finito in camera con lui non è stato contentissimo e c’ha rimesso pure l’integrità del Nintendo… vabbè povero coglione doveva capire che finendo in camera con il compagno rom finiva così. E’ stato un’incidente, si sa, perchè dell’acqua è involontariamente finita sul dispositivo…
    Dopo la settimana bianca, non s’è più visto.
    Dai, ma di cosa stiamo parlando Capriccioli. Se io non mandassi mia figlia alle medie, dopo 3 giorni avrei i carabinieri a casa. Perchè?
    Il buonismo ha rotto il cazzo. Il doppiopesismo a rotto il cazzo. Il relativismo culturale ha rotto il cazzo. Per inciso non è che dobbiamo tollerare l’infibulazione, ad esempio, solo perchè in certe culture funziona così eh.
    Questo post ha rotto il cazzo.
    Soluzioni? Ovviamente nessuna se si deve sempre rispettare la libertà di costoro di fare un po’ come cazzo gli pare a tutti i costi. Ma se almeno i figli fossero costretti ad andare a scuola fino a 16 anni, magari non tutti, ma almeno qualcuno come Massy Biagio salterebbe fuori dal circolo vizioso del “i miei nonni vivevano così, i miei genitori vivono così, io vivo così, i miei figlia vivranno così” forever and ever again!

  9. Mi chiedevo per forza di cose: ma se il problema è genetico, sulla base di cosa si deve pensare di poter “redimere” i bambini strappati alle famiglie rom ?
    Forse che ci consideriamo anche così potenti alla stregua di una cura genica ?

    Personalmente non mi ritengo immune da timori di sorta, la mia mente, posso dire, combatte tra pregiudizio e ragione anche se nel dubbio preferisco attenermi ai fatti certi ed al pensiero che ogni persona è un mondo a sé.
    Dopodiché vorrei che, come per tutte le cose, ci si possa sedere e ragionare su ciò che si può fare affinché vengano rispettate tutte le tradizioni, le culture e la storia di ogni gruppo, etnia etcetera nella consapevolezza che i punti critici sorgono dove queste culture si intersecano per il fatto di vivere nella stessa società e nello stesso periodo.

    Io non voglio commettere l’errore di condannare a priori e nemmeno quello di pensare che i problemi da qualsiasi parte arrivino sono comunque scusabili perché altrimenti hai l’etichetta del razzista, del nazista etc.
    Perché per esperienza ho visto tutto ed il suo contrario quando si tratta di rapporti tra diverse culture. Se sbaglio, vorrei mi fosse spiegato in cosa.
    Per il resto autobus dedicati ed altre str***ate del genere fan parte di quel lato buio della natura umana alla quale un certo tipo di dominio sociale ricorre ed attinge ogni volta che ha il fiato corto.

  10. Mi è capitato spesso in paesi del nord europa, in particolare in Finlandia di incontrare persone di etnia Romanì, penso Kalè. Ben vestiti nei loro costumi tradizionali, con le loro roulotte e caravan stavano nei campeggi a pagamento dove anche noi pernottavamo e offrivano agli altri campeggiatori prodotti artigianali. Ho pensato a come una cosa del genere fosse inconcepibile in Italia, non so se per politiche/atteggiamenti nostri o per differenze culturali delle diverse tribù o per entrambe le ragioni. Poi leggo che i Finnish Kalè sono lo 0.2% della popolazione finlandese, ma il 18% degli arrestati per furti, che anche lì abbandonano la scuola spesso e volentieri e non so se sia così verò che basti avere politiche di integrazione lungimiranti per risolvere un problema che deriva dal conflitto forse insanabile di una cultura nomade che potrebbe andare bene per le steppe dell’Asia ma che non vedo come potrebbe conciliarsi con il mondo occidentale moderno

  11. caro Alessandro, vista la tua sensibilità ti segnalo il sito della Fondazione Romanì. Ho solo iniziato a leggere i commenti, ma solitamente lascio perdere perchè mi viene il prurito al naso quando sento olezzo di razzismo. Io vivo in Abruzzo e la situazione dei rom è diversa perchè sono miei concittadini regolari, ma comunque vivono nella periferia ghettizzante. Quelli che non delinquono sono molti, ma non sono integrati, bensì MIMETIZZATI visto che devono spesso nascondere le loro origini e la loro cultura fortemente legata alle tradizioni. La Fondazione parte da un concetto diverso dall’assistenzialismo (che troppe vittime ha creato) e cerca di formare cittadini attivi e partecipi sotto tutti i punti di vista (legalità, formazione, lavoro) con diverse azioni che partono dalle comunità stesse.
    http://www.fondazioneromani.it/it
    P.s. ovviamente per chi lavora per creare vera integrazione gli assalti razzisti sono pane quotidiano!

    • Gentile Elena, il suo commento trabocca di speranza e fiducia. Senza che sia necessario andare a sfogliarsi tutto il sito fondazioneromanì, sarebbe così gentile da enunciarci come di concretizzano queste belle parole:
      ” La Fondazione parte da un concetto diverso dall’assistenzialismo (che troppe vittime ha creato) e cerca di formare cittadini attivi e partecipi sotto tutti i punti di vista (legalità, formazione, lavoro) con diverse azioni che partono dalle comunità stesse.”
      In particolare cosa significa “cerca di formare cittadini attivi e partecipi sotto tutti i punti di vista…”?
      No sa, perchè sono sinceramente convinto anch’io che quella sia la strategia corretta (il tema “cercare di far integrare i figli romanì a scuola” andrebbe proprio in quella direzione); sono però curioso di capire come fate con chi rifiuta questo percorso e cosa significa:
      “…con diverse azioni che partono dalle comunità stesse”. A me viene in mente una scuola ad esempio all’interno della comunità con magari qualche persona romanì che sia così aperta da accettare di formarsi e formare le persone della propria etnia nei valori di cui sopra…
      Ce lo fa qualche esempio concreto?
      Grazie mille.

      PS mi sono letto con attenzione l’Azione di sitema TRE ERRE… e, guardi, con tutta la buona volontà a me è sembrato uno stilema del politichese “de noatri”. Ad esempio:

      “…La regola è stata quella di utilizzare le opportunità di partecipazione attiva per accreditare la visibilità personale e l’autorefenzialità, oppure “l’eccezione che conferma la regola”
      degli stereotipi e dei pregiudizi.”

      Suvvia non mi faccia scrivere cose poco simpatiche su quella pagina (sennò il richiamo a Tognazzi di Amici Miei viene troppo facile, quasi scontato) e ci illumini con alcuni fatti concreti che quella cartella di parole altisonanti ha generato?
      Grazie.

    • Io non so dove viva lei, ma nella mia città i rom vengono a scuola (tutti fino all’età dell’obbligo scolastico e una parte nelle scuole superiori…..io ci lavoro per cui ne parlo con cognizione di causa).
      Le azioni svolte (la fondazione è giovane…circa 2 anni) sono finora state: corsi di formazione per giovani rom laureati sul tema (ma guardi un po’) dell’integrazione e della mediazione interculturale, ossia della partecipazione attiva dei rom nella cultura dominante affinchè sviluppino una consapevolezza sui temi della legalità , del lavoro, dell’istruzione.
      ( La fondazione, il cui presidente è rom, parte dalla consapevolezza che non c’è bisogno di assistenzialismo, ma di attivo protagonismo) Un altro micro progetto è stato attivato con un centro diurno per senza fissadimora e l’Ikea che ha fornito delle stoffe che sono state usate per cucire vestiti, borse ecc dalle donne rom (brave nel cucire, visto che si fabbricano da sole i vestiti che indossano). Poi ci sono convegni, pubblicazioni, produzione di documenti specifici che interessano soprattutto chi lavora nel settore dei servizi alle persone e per chi si occupa di politiche sociali . Un altro piccolo esempio che potrei farle è che il sito stesso della fondazione è stato creato dai giovani rom professionisti che aderiscono alle iniziative.
      Per quanto riguarda le tradizioni, mi riferivo al fatto che la famiglia rom è un mondo chiuso e che “comanda su tutto”. Io per spiegarmela la paragono sempre alla famiglia contadina italiana degli anni ’50 dove l’uomo comandava (almeno doveva far vedere) e le donne mandavano avnti la baracca. Un altro elemento molto importante della loro cultura è la lingua: una lingua non scritta che segna le differenze tra rom e “gagè” (termine usato da loro per definire i non rom). Insomma le dico tutto questo perchè non voglio passare per buonista o ingenua, ma per farle capire che chi come me è impegnata nel sociale come educatore professionale, ha a cuore che il mondo cosidetto “normale” sia meno superficiale nel puntare il dito indice accusatore e tendenzioso e meno stronzo nel mostrare il dito medio ignorando di cosa si stia parlando.
      La questione è molto lunga e molto tecnica. Ripeto non ho voglia di convincere nessuno, volevo solo segnalare un’iniziativa che va contro la pessima politica ghettizzante messa in atto da decenni in Italia, omologando tutto il mondo rom. Un mondo che ha invece mille anime e di cui si conosce solo quella malata, deviante e povera. Un mondo che ha al suo interno pensi un pò anche un calciatore come Pirlo o una giornalista del tg5 come Elena Guarnieri
      Insomma l’opinione pubblica crea i mostri. Sta a noi singoli capire quanto serve tutto ciò e a chi.

      • Grazie per la gentile risposta
        Io vivo nelle vicinanze di Trieste che in quanto a multietnicità ed integrazione ha, diciamo, una certa storia e… no, mi duole contraddirla, ma qui da noi non tutti i rom vanno a scuola fino a 16 anni.
        Inoltre ricordo un’episodio di un paio di anni or sono
        http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2012/02/18/news/campo-nomadi-abusivo-sette-condanne-1.3191163.
        Concordo con lei che non si debba fare di tutta l’erba un fascio.
        La storia di Pirlo non la conoscevo. Me la sono andato a leggere.
        http://espresso.repubblica.it/visioni/societa/2012/05/14/news/la-vera-storia-di-pirlo-lo-zingaro-1.43098
        La sua mi sembra però la storia di una famiglia di origini sinti che si è integrata nel consorzio civile ove ha stabilito stabile dimora, con un evidente ed incontestabile successo.
        Bisognerebbe chiedere a Pirlo come mai la sua famiglia decise ad un certo punto di diventare stanziale e di accettare le regole di convivenza civile.
        Da ultimo non sapevo che ci fosse una laurea in “integrazione e mediazione culturale”, bensì che fosse un master all’interno di Scienze della formazione… in che Università si tengono i corsi?

        • Mi sono espressa male forse: i corsi di formazione riguardavano la mediazione interculturale ed erano rivolti a giovani rom laureati….
          Con questo non voglio dire che siano tanti i rom scolarizzati (altrimenti non ci sarebbe neanche nessun problema) . Volevo solo riportare esempi positivi per non screditare ciò che a volte c’è di buono. Io vivo a Pescara, cittadina dove fortunatamente non ci sono campi rom, ma i rom sono stanziali da 60 anni e dove i problemi sono differenti, ma sempre relativi a condizioni di degrado e proprio per questo è fondamentale l’istruzione.
          I repeat: non sono l’avvocato di nessuno, ma per esperienza preferisco evitare discussioni sterili basate sulla scarsa o nulla conoscenza dei problemi e anzi mi piace confrontare le opinioni con chi, anche se di opinione opposta, riesce ad esprimersi in maniera civile.
          P.S. Pirlo è sinto, come lo sono gli Orfei e lui è solo l’esempio “cardine” di chi si è integrato. Probabilmente ingegneri, insegnanti, architetti, imprenditori onesti non fanno notizia come un calciatore.
          Un esponente della cultura e della tradizione rom (a me non è simpaticissimo) che ha insegnato a Trieste è Santino Spinelli http://it.wikipedia.org/wiki/Santino_Spinelli
          P.S.2 l’articolo di cronaca neanche l’ho letto perchè chi non è razzista non crede che la bontà e la cattiveria riguardino alcune razze anzichè altre, ma che siano ovunque. Sicuro invece è che la violenza genera solo violenza.
          Ah! Già che ci sono: il nomadismo è un altro preconcetto.

        • Perchè è necessario integrarsi con le altre culture?
          Già. Perchè?
          Astraendosi dal mondo rom e digerendolo come quesito che riguarda noi tutti, mi viene da rispondere: semplicemente per compromesso.
          E’ per compromesso che faccio molte delle azioni del quotidiano, è per compromesso che accetto di stare dentro un sistema che mi da poche certezze, molti obblighi, ma anche possibilità di stare bene con i miei cari, facendo cose che mi piacciono. E quindi è vero: se in cambio non hai diritti, servizi dignitosi e rispetto dagli altri, perchè integrarsi nella cultura dominante?

  12. Chi semina indifferenza raccoglie violenza.
    I comportamenti illegali vanno perseguiti in termini di legge. Chi sbaglia deve pagare. Ma l’illegalità non si combatte con misure o “provocazioni” palesemente razziste. Come accade in tutte le grandi città del mondo, quando una linea di trasporto ha il capolinea in quartieri periferici a rischio ed i viaggiatori sono oggetto di furti o di atteggiamenti violenti, il sindaco chiede alla polizia la presenza, nelle ore critiche, di qualche poliziotto in borghese. Basta l’arresto di poche persone colte in flagranza di reato per risolvere il problema. Tutt’altra cosa è affrontare il problema del grave disagio morale e materiale in cui vivono migliaia di persone, Rom e non, costrette a vivere nelle periferie estreme, in luoghi malsani, in condizioni igieniche molto precarie, privi di ogni diritto, di qualsiasi tipo di assistenza. Si pensi semplicemente ai tanti bambini, Rom e non, che conducono sin dalla nascita un’esistenza difficile, fatta di deprivazione materiale e culturale, di emarginazione, di esclusione. Che cosa fa lo Stato, che cosa fanno le amministrazioni comunali, che cosa facciamo noi per loro? Poco o nulla. E questo poco o nulla segnerà la loro e la nostra condanna.

    • Nel merito delle ultime due righe che Lei ha scritto Le faccio presente che le amministrazioni comunali (L 90%) prestano ai ROM i seguenti servizi non a pagamento. (sottolineo non a pagamento):

      – vitto e alloggio (luce+gas invernale+gas estivo per lavarsi)
      – scuole per i bambini
      – telefonia
      – sanità gratuita (io per ticket per gastroscopia l’ho pagato 125€)

      Alla fine viene da chiedermi e dopo aver pagato la prima rata della TASI: ma di cosa stiamo parlando?

  13. Alessandro ti volevo segnalare due cose:

    1. tutti a dire apartheid con gli autobus, in realtà mi pare di capire che la notizia sia completamente diversa: non c’è nessuna segregazione o divieto ( non sarebbe anticostituzionale) ma semplicemente una linea aggiuntiva che fa fermata al campo, e l’altra che ha soppresso la fermata. Queste cose si fanno per i lavoratori di alcune aziende, si potranno a maggior ragione fare per motivi di ordine pubblico.

    2. E’ un caso però che, al di la degli xenofobi di turno, solo vs i rom si trovano puntualmente sentimenti di paura e diffidenza? Tu dici che non ci sono studi, ma ci sarà qualcosa che rende la loro situazione uguale in tutta Europa?

    2bis: stacco questo punto perchè suona un pò come “mioccuggino…” ma chiedo consulenza a te, che magari sei più esperto: anni fa vidi in televisione un signore, (brizzolato, col codino mi pare,italiano, non ricordo altro) che studiava i rom e viveva in mezzo a loro, ammirandoli e decantandone le virtù. Ad un certo punto sulla pratica del “furto” addusse qualche motivazione di tipo addirittura storico e culturale. Ricordo che al tempo mi lasciò scioccato, se trovi qualche altra notizia in merito te ne sono grato.

  14. la settimana scorsa sono passato da roma, e ho notato che la moda di mendicare con un bambino “miracolosamente” addormentato in braccio, in ambienti anche fragorosissimi e comunque – direi io, anche senza essere un pediatra – malsani, è ancora in piena auge.

    almeno Quei Bambini Specifici possono/devono essere “sottratti loro” (chiunque essi siano, ne ignoro volutamente l’etnia: non sono razzista, IO), e “affidati ad altri”?

    Tu che sei un Uomo Pubblico, chiami La Forza Pubblica quando ne vedi uno? O ti giri invece dall’altra parte, quando non ti firmi con nome e cognome?
    O non ne hai mai visto uno?
    Risultano denunce firmate Alessandro Capriccioli? Magari per omissione contro chi, dopo la tua segnalazione, non ha soccorso Quel Minore Specifico?

    Si o No?

    Coraggio, diccelo. Non essere timido.
    Poi, con calma, io ti dirò chi mi ricordi.

  15. Alla fine mi pare di capire che il dott capriccioli una volta ogni 15 giorni se ne esce con qualcosa sui rom, probabilmente perché ha capito che l’argomento è stuzzicante e genera una valanga di reply. Risponde ai primi post dopo di che si dilegua probabilmente soddisfatto di raggiunger il massimo di risposte. A lui non frega un c***o dell’argomento ma gode a essere il blogger che crea più scompiglio.

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