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Quanto ci costa discriminare i rom

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Oggi, se non vi dispiace, vorrei dedicarmi per qualche riga all’aritmetica.
Allora, Riccardo Magi ci spiega che attualmente a Roma ci sono circa ottomila rom, corrispondenti grosso modo a mille famiglie.
Queste ottomila persone sono distribuite in 7 “villaggi attrezzati” (4.200 persone), 8 “campi tollerati” (1.300 persone), 3 “centri di raccolta” (700 persone) e circa 100 “insediamenti informali” (le restanti 1.800 persone).
Ebbene, dovete sapere (e qua potete verificarlo) che nel solo 2013 i villaggi attrezzati (altrimenti detti “villaggi della solidarietà”) sono costati ai cittadini circa 16 milioni di euro, i centri di raccolta altri 6,5 milioni e le azioni di sgombero dai campi tollerati e dagli insediamenti informali un altro milione e mezzo.
Fanno, se l’aritmetica non è un’opinione, 24 milioni di euro tondi tondi. Ripeto: soltanto nel 2013.
Ebbene, 24 milioni diviso mille fa circa 24mila. Il che significa che una politica consistente nel segregare tutte le famiglie rom in condizioni igieniche vergognose e in spazi inadeguati, o sgomberarle dai posti in cui si trovavano per portarle altrove, non è per niente gratis: anzi, è costata ai cittadini romani circa 24mila euro per famiglia.
Con 24mila euro l’anno, tanto per fare il primo esempio che verrebbe in mente a chiunque, si potrebbe pagare l’affitto di una signora casa: una casa probabilmente idonea ad accogliere una famiglia numerosa (otto persone in media), specie in una zona periferica.
A questo punto la domanda è la seguente: per quali oscure ragioni si preferisce spendere i soldi dei cittadini in questo modo, anziché dar corso a una politica dell’inclusione seria? Voglio dire: perché buttare dalla finestra tutti questi soldi per mantenere i rom in condizioni letteralmente disumane (cosa che, ne converrete, non incentiva certo il percorso verso la cosiddetta “integrazione” e la conseguente “normalizzazione del fenomeno”) anziché impiegarli in modo non soltanto più “umano”, ma soprattutto più efficace e razionale?
La risposta è semplicissima: perché la situazione attuale conviene a tutti.
Conviene a chi si aggiudica gli appalti milionari per la gestione dei servizi nei campi e conviene a chi, stante la situazione di perenne “emergenza”, può allegramente continuare a buttare benzina sul fuoco della “sicurezza”, tenendosi così ben stretto il suo patrimonio elettorale.
Ecco, nel mezzo ci sono i rom.
I rom dileggiati, insultati e maledetti, metà dei quali sono perfino cittadini italiani, che semplicemente con la loro esistenza (e con la vita di merda che sono costretti a fare) arricchiscono di denaro e di consenso la destra, il centro e la sinistra.
I rom contro i quali ci si scaglia con rabbia, astio e violenza, quelli che “non vogliono integrarsi” e che “le case prima agli italiani”; mentre la verità è che integrare i rom non conviene a nessuno, e i soldi di questa fantomatica casa che bisognerebbe dare prima agli altri li stiamo già spendendo, impunemente, anno dopo anno: roba che a quest’ora avremmo potuto dargli dei palazzi, a loro e a tutti gli altri.
Ecco, questa è l’aritmetica: questi, come si dice, sono i numeri.
Il resto sono chiacchiere, per quanto drammatiche.
E come tutte le chiacchiere il vento se le porta.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

25 Comments

  1. scusa ma …. magi era quello che è stato minacciato dal capo di un campo rom perchè parla di loro e dei soldi che girano?
    sei sicuro che i rom stiano in mezzo e non siano tra quelli che ci guadagnano?

    • Cogli un punto. L’abitudine a risolvere il problema “trattando” con i “boss” che si autoeleggono “capi” della comunità rom e fanno i propri interessi a scapito degli gli altri, anziché praticare politiche di inclusione a beneficio di tutti, è un’altra delle “cattive pratiche” delle nostre amministrazioni.

  2. Quelli che l’aritmetica non dice è se i rom vogliano integrarsi o meno.
    Perché non sarà simpatico spazzare via i campi ma nemmeno integrarli a forza.
    Comunque 7 e ½ in matematica non glielo toglie nessuno

  3. Domanda: sono curiosa di conoscere la fonte dell’informazione sulla costrizione alla “vita di merda”. Mi interesserebbe sapere in base a quali studi\statistiche il dott. Capriccioli descrive lo stile di vita dei rom una costrizione e non una scelta.

  4. Come detto da altri, siamo davvero sicuri che si tratti di una situazione forzata?

    Voglio dire, quello che noi diamo per scontato sia un’approssimazione del miglior bene (tipo: una casa di 200 mq in centro, un’ampia disponibilità economica, abbonamento al teatro/stadio/cinema/auditorium, e via dicendo..) potrebbe non essere quello che loro vogliono, considerando la cultura e lo stile di vita.

    Posto che non so davvero se e in che misura questa sia una posizione esistente all’interno della comunità Rom, se ci fosse la tua soluzione costituirebbe decisamente un’integrazione coatta. Quindi male. O bene (per la comunità)? (l’ultima era solo una provocazione)

  5. era un po’ che non leggevo un articolo della classe “perché nessuno pensa a quei poveracci?!?!?!?” grazie mi stavo preoccupando.

    • La cosa che ti sfugge, e ti sfugge perchè sei oggettivamente stupido quindi questa risposta non ti sarà di grande aiuto, è che questo post non parla degli zingari poveracci, parla di un problema e del modo più economico di risolverlo.
      Più economico per noi, non per gli zingari.

      • Perché mi tratti male?
        Io vi porto l’acqua con le orecchie: è un articolo apposta per avere click e polemica e io collaboro.
        Inoltre il mio commento, per quanto ci abbia provato, non è fuori tema: se lavorassero il risparmio sarebbe assicurato, mentre: se dessimo loro i 24.000 euro (per la casa o quello che volete per sentirvi buoni) non avremmo risparmiato un cazzo.
        Vacci piano a sentirti intelligente che non è roba per tutti.

        • Non tutti sono forti in matematica ma tu mi ricordi molto una pianta di cactus che ho avuto per alcuni anni.
          Fammi il favore, riposati.

  6. Non capisco la soluzione:
    invece di staccare la spina all’apparato, che campa appaltatori e politici ,e tagliare la spesa cerchiamo di legittimarla nascondendoci dietro al “poveri zingari tenuti al chiodo dalla società che mercifica l’immagine”?

    Cerca di capirmi: sto facendo lo sforzo di ignorare la vocina nella mia testa che urla che uno zingaro rompipalle dovrebbe avere 24k di affitto all’anno pagato dalla comunità, mentre io prendo sotto i 30k lordi con un contratto a progetto di merda e ho dovuto sudarmi una laurea in ingegneria per questo (trascurando le 10 ore quotidiane d’ufficio, per tenerci sul semplice).

    Mi ritengo “socialista alla vecchia maniera”, nel senso che credo in una società in cui chi guadagna tanto paghi sanità, scuola e pensione a chi guadagna meno. Perchè una società con meno dislivelli è una società sana.
    Ma questo esula davvero dalla mia comprensione.

    Qualcuno m’aiuta a capire?

    • Ciao Alberto,
      credo di aver capito che 24k volenti o nolenti siano spesi comunque dallo stato attraverso gli sgomberi, Capriccioli proponeva un utilizzo diverso per una data spesa ipotizzando risultati diversi da quelli prodotti da suddetti sgomberi i quali hanno sempre lo stesso risultato, cioè la rioccupazione (più o meno abusiva). Credo.

    • Credo che il senso dell’articolo sia più o meno ‘per farli navigare nella merda spendiamo 24k annui a famiglia, quando con quei soldi potrebbero avere una vita dignitosa, quindi cui prodest?’

      Non tanto dare 24k a tutti i bisognosi, di questi tempi poi la fila dei questuanti andrebbe da Bressanone a Gela.

      • Ok, capisco.
        Però è effettivamente una spesa a fondo perduto. Mi spiego:

        le classi sociali più svantaggiate hanno già delle facilitazioni per essere integrate nel tessuto sociale, come per esempio le famose graduatorie per gli asili nidi.
        Nell’ottica dell’istruzione come ascensore sociale, potremmo anche estendere la cosa a tutto il percorso scolastico (libri compresi) a costo zero, nel tentativo di dare alle nuove generazioni di zingari un trampolino per rompere col passato.

        Solo che dubito che servirebbe: la nostra società si basa sull’autodeterminazione, che è un modo fico per dire “lavora duro e riuscirai a tirarti fuori dal fango; se invece non t’impegni, crepa” (che tra l’altro abbiamo preso direttamente dagli americani).
        La loro cultura non contempla tutto ciò, e aumentare l’assistenza sociale non cambierebbe lo stato delle cose.

  7. Lo Stato italiano e’ profondamente stupido e disfunzionale nei suoi apparati, e gli elettori italiani sono poco istruiti, poco tolleranti e civili, e votano in media con estrema stupidita’. Questo si riflette anche sull’atteggiamento riguardo i Rom. Tuttavia e’ ingenuo e sbagliato immaginare che una “soluzione” possa consistere nel dare una casa ai Rom, a bilancio invariato. Questa “soluzione” non tiene conto che la realta’ non e’ fissa e predeterminata, per cui a Roma “toccano” 1000 famiglie Rom e questo e’ un dato intangibile definito al momento della creazione del mondo. La realta’ e’ un pochino piu’ complicata, e prevede che ogni azione, specie ogni (stupida o intelligente) azione dello Stato abbia conseguenze, incentivi e disincentivi. Pagare vitto e alloggio a 1000 famiglie di zingari a Roma avrebbe la conseguenza di richiamare a Roma gli zingari di tutta l’area Schengen (opportunamente allargata dal genio di Prodi a Bulgaria e Romania) e di tutto il mondo, esattamente come la tolleranza sulle droghe richiama drogati in Olanda e nel parco di Zurigo della droga libera anche se controllata con intelligenza che per questo motivo e’ stato chiuso anni fa. Non c’e’ una “soluzione” facile ai problemi del mondo, nemmeno per 1000 famiglie di Rom a Roma. Le riflessioni sui costi sono utili ma ancora meglio sarebbe cercare di capire come gli stessi problemi sono affrontati e non risolti al 100% ma governati in maniera spesso decente e ragionevole, e con meno risorse, da Stati per molti aspetti simili all’Italia, in Europa e nel mondo civile, la cui differenza principale e’ avere una popolazione piu’ istruita e classi dirigenti piu’ sane, meno corrotte, piu’ razionali ed empiriche e meno facilone incompetenti e idealiste.

  8. L’osservazione è giusta, il problema è che se Roma come ogni altra città promettesse la casa ai Rom nel giro di una settimana diventerebbero 80.000 e allora altro che razzismo. Bisognerebbe risolverlo con una soluzione europea in cui ogni paese si prenderebbe carico della sua quota. Perchè sul fatto che debbano essere integrati non c’è dubbio; non si può permettere lo sfregio di qualsiasi norma del vivere civile all’interno di una comunità.

  9. Capriccioli, una curiosità: mentre facevi di conto, hai tentato di calcolare (prevedere) il numero di persone – sedicenti rom – che busserebbero alle porte del comune per chiedere una casa? (mi vedo Salvini cavalcare lo scandalo dei “falsi rom”).

  10. La proposta sarebbe quella di assegnare alloggi gratuiti su base etnica?
    Cioè certe etnie dovrebbero pagare le tasse e altre dovrebbero beneficiarne?
    In questo caso, se il discorso è puramente economico, a me converebbe averli io quei soldi e che gli altri, di qualsiasi etnia siano, si arrangino.

  11. Certo, spendiamo 24k annui pe chi fa una vita di merda. Ma siamo sicuri che siano i rom i primi della lista??? Io mia moglie e un figlio di 1 mese non li portiamo a casa in un anno quei soldi. Io lavoro (8 ore al giorno 6 su 7), mia moglie non più da quando si è sposata, (visto che il suo datore di lavoro ha pensato “questa si sposa, domani rimane incinta e poi mi tocca metterla in maternità”). Pago tasi ( casa fortunatamente ricevuta dai miei genitori) tari canone rai bollo auto ( macchina di 14 anni) e tutte le altre mille tasse che esistono. Se la mia vita non appare di merda come quella di un rom è perché ioip figlio non lo metterò mai a elemosinare seduto per stradabma appena potrà lo manderò a scuola, perché comunque mi obbligo al rispetto di quelle convenzioni che ritengo indispensabili nel vivere in una società (lavarsi, non rubare, etc.). Delle famiglie come la mia non frega a nessuno???

  12. e poi arriva Alemanno che griderà alla pericolosità di roma e a quanto siano necessari i militari per un nuovo potenziamento di strade sicure!la merda a fiumicino galleggia ma non se vede

  13. Si parla di rom come di disoccupati cinquantenni che nessuno vuole più, anche se questi continuano a cercare lavoro.
    Perchè sono contro i rom? a) Uno stato vive sulle tasse, da queste ricaviamo i servizi.
    I rom non pagano le tasse penso per il 98% dei casi.
    b) I rom hanno un loro modo di concepire la vita, che è estraneo allo stato di diritto, immaginate se tutti i disoccupati, sfrattati………. italiani, imitassero i rom, in sintesi chiedere un campo dove vivere con luce gas………………………………… Lo stato di diritto non potrebbe esistere. Il loro vivere è: donne e bambini a chiedere soldi e rubare, gli uomini nel campo. Questo è parassitismo. Premetto che ci sarà sicuramente una percentuale che vuole integrarsi, lavorare……….ma è una minoranza. Molti inoltre schiavizzano bambini per averne profitti economici.
    Quindi perchè io devo accettare questi parassiti della società. Ma mi domando qualè il contributo dei rom all’umanità? 0. Cosa inversa per chi di loro cerca l’integrazione

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