un blog canaglia

Quando la compassione diventa vanità

in società by

La pietà è una cosa maledettamente seria.
E’ quello che distingue gli uomini dagli animali, mi verrebbe da scrivere: oppure, senza infognarmi nel dibattito specista, che distingue gli esseri umani, e basta.
Voglio dire: siamo uomini (anche, e forse soprattutto) in quanto capaci di provare pietà e compassione.
Ecco, a me pare di assistere, in questi giorni, allo spettacolo della pietà e della compassione ridotte a strumenti per dimostrare convincimenti istintivi e traballanti, colpevolmente poveri di conoscenza e pieni zeppi di un sentimento tanto precostituito da non meritare neppure il salto di qualità che dal semplice fastidio conduce all’odio.
Smettetela, per favore.
Smettete con questa ottusa galleria multimediale di “guardate cosa fanno”, spiattellata in modo indecente come un continuo schizzo di merda al solo scopo di affermare un’appartenenza così astratta da avere valore soltanto per voi stessi: come un paio di scarpe, una pettinatura, la sciarpa di una squadra di calcio.
Non fate questo, della compassione. Non trasformatela in vanità. E’ una cosa che fa tristezza, paura, schifo.
Abbiatene cura, piuttosto. Abbiate cura del fatto di riuscire a provarla. E nel frattempo, magari, fatene qualcosa. Studiate. Pensate un po’ di più a capire e un po’ meno a disegnare voi stessi come vi pare di venire meglio.
Restate umani sul serio, perdio, oltre che scriverlo.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

26 Comments

  1. Basta non leggere i blog… 😉
    Da informazione Corretta a Guerrilla Radio “guardate cosa fanno” è l’incipit di tutti.

    • A me appaiono discorsi di lana caprina… Sicuramente ci sarà qualcuno che vanitosamente si compiace dei suoi post truculenti su Gaza, ma io preferisco che una notizia venga fuori anche se diffusa per vanità, piuttosto che lasciare che i media mistifichino tutto e occultino la realtà.
      Basta distinguere fra propaganda e notizie reali.
      E per favore, Guerrilla Radio era il blog di Vittorio Arrigoni,il giornalista attivista italiano, ucciso a Gaza qualche anno fa. Se non ci fosse stato lui che scriveva resoconti giornalieri da Gaza durante l’operazione militare di Israele Piombo fuso, non avremmo saputo nulla di quello che accadeva se non dalle veline dell’esercito, perché non c’erano giornalisti nella striscia di Gaza…. E non lo ringrazieró mai abbastanza per questo.

  2. “Studiate. Pensate un po’ di più a capire…” Esatto, a capire soprattutto, perchè sono tutti bravi a postare foto drammatiche di bambini e adulti disperati, ma mai nessuno si accorge che scrive o pubblica asimmetricamente, senza capire tutti i risvolti, gli aspetti, i significati soprattutto non visibili del perchè sta accadendo in quel modo! Si tende a dare una botta, forte, al cerchio, ma nessuno si prende la briga almeno di guardare dentro la botte. Qualcuno addirittura si fa piena la bocca di aver “studiato” la storia di quei due popoli, nessuno che però lo fa contestualizzandola ai periodi storici e all’ambiente geopolitico. L’importante è suscitare clamore (ma c’è veramente la necessità di farlo così?) postando la foto del giovane padre col in braccio il bambino morto; solo quella però! tutto il resto che è dietro no. E il resto che sta dietro, parla molto più di ciò che la foto mostra. Ma i popoli sono due, le fazioni in conflitto sempre due, le armi sparate provengono da di quà e da di là, i motivi per farlo sono di una parte e dell’altra. Lo si dimentica troppo spesso. Come i veri motivi per cui da una parte le vittime sono un numero sproporzionato rispetto all’altra. Guardate più da vicino e non fermatevi agli articoli grondanti di falso pietismo; quelli servono per avere più click(s) sulla pagina web.

  3. lo troverei un post condivisibile, se non trasudasse prima ancora degli altri post di vanità, come tutti quelli del resto, che puntano sull’originalità a tutti i costi, delle idee e delle affermazioni per prime …

    • Concordo con @Stefano e aggiungo: non solo originalità a tutti i costi(il pezzo tra l’altro è molto ben scritto-come tutti quelli di Capriccioli) ma in questo caso anche brutale pregiudizio ideologico di tipica marca pannellide.

  4. penso che le foto dei bambini morti servano sostanzialmente a dimostrare che i motivi storici o attuali delle barbarie made in west hanno sempre meno importanza. il rischio vero è che queste immagini possano trasformarsi da disgustose a noiose.

  5. Arrigoni era uno che su guerrilla radio disse (testuali parole): “gli ebrei sono ratti che escono dalle fogne”. E per questo si merita alla grandissima il paragone con Informazione Corretta.

  6. Concordo con Giuliano, dopo aver letto sia post che commenti… La vostra, di compassione, dove sta? State a pensare a quanto si possa sentire figo, informato e compassionevole X condividendo un articolo e a infastidirvi di ciò scrivendoci sopra un post da far condividere ovviamente ad altre persone di cui molte con un ego non da meno di chi credere di criticare, auto elevandovi di conseguenza a “superiori”…no comment.

  7. Gaza, su Lancet gli scienziati contro la guerra: “Crimine contro l’umanità”:
    “Noi, come scienziati e medici non possiamo tacere mentre questo crimine contro l’umanità continua”, si legge nel testo pubblicato su quello che è considerato uno dei cinque giornali scientifici di settore più prestigiosi al mondo. “Invitiamo anche i lettori a non rimanere in silenzio. Gaza intrappolata sotto assedio viene uccisa da una delle più grandi e più sofisticate moderne macchine militari del mondo”
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/23/gaza-su-the-lancet-la-lettera-degli-scienziati-contro-la-guerra-crimine-contro-lumanita/1070146/

    Che schifo questi scienziati “vanagloriosi” che amano farsi belli della loro pietà!
    Che schifo certi ‘media’ (pochini, ma meglio metterli a tacere) che hanno il cattivo gusto di far conoscere certe cose: non è opportuno, non si fa, non sta bene, non è cosa da personcine ‘laiche’ e riflessive.

    E se, insieme alla pietà, questi fatti che parlano e urlano da soli ispirassero anche rabbia? Tanta rabbia? Tantissima rabbia?
    La rabbia immensa per crimini che da sempre si compiono contro un popolo inerme nel silenzio ancor più criminale di una comunità internazionale complice?
    Va bene la rabbia, oppure no, non è elegante e magari potrebbe recare qualche disturbo ai manovratori di Gaza?

    • Durante la guerra civile spagnola (80 anni fa) europei indignati, giovani e meno giovani, corsero ad arruolarsi nelle file dei combattenti antifascisti.
      Pure se non riguardava casa loro, ci credevano, erano di poche parole e molti fatti.
      Annamarì, se ci credi prendi e vai, oppure continua a fare l’indignata da tastiera rompicazzo.

      • Esiste anche una comunità internazionale. Esiste anche un diritto internazionale. Esiste anche un Tribunale internazionale per i crimini di guerra e contro l’umanità.
        Per tutti. O NO?

  8. “Gaza, bombardamenti ed esplosioni tra ambulanze e civili” :
    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/07/23/gaza-terrore-nella-striscia-esplosioni-per-strade-tra-ambulanze-e-civili/289829/
    Guerra ad Hamas?
    Nossignori, guerra deliberata e feroce ad ambulanze e persone inermi, ammazzate per strada come insetti fastidiosi e un po’ repellenti.

    D’accordo, sto esagerando, non sta bene comunicare certe cose, certe cose si fanno ma non si dicono: hai visto mai che qualcuno possa “esagerare” con la pietà e “farsene bello”?
    Prometto che non lo faccio più, e vado di corsa dietro la lavagna.

      • Classica replica stronza di chi non ha argomenti.
        Processare all’Aia, dove c’è un Tribunale ad hoc, i responsabili di questi crimini di guerra e contro l’umanità, no?
        Applicare il diritto internazionale, che esiste, contro uno Stato sterminatore e genocida, no?

  9. Scrivere che “il sonno della ragione produce mostri” (Francisco Goya) già la dice lunga, almeno anagraficamente. Postare poi un commento dopo tre giorni su un blog canaglia è da bradipo: è peggio che un messaggio in bottiglia, è una bottiglia senza tappo. Ma tant’è.
    Grazie Alessandro per questo post da museo della memoria, in un paese senza memoria e perciò senza futuro. Basti pensare che l’esistenza del Tribunale Internazionale contro i crimini di guerra esiste solo grazie all’impegno di “Non c’è Pace senza Giustizia” per sorridere di chi pensa che si possa usare unilateralmente.
    E’ da sempre che l’esistenza di Israele viene vista come un pericolo mortale dai regimi dittatoriali e medievali del medio oriente: ma è colpa dei dirigenti palestinesi aver accettato di vendergli il loro popolo come la carne da cannone del mondo arabo. Israele avrà pure avuto la colpa di essersi venduto l’anima per gli insediamenti, ma il si che costò la vita a Rabin avrebbe potuto dare alla luce la pace se non ci fosse stato quel no vigliacco di Arafat: “non voglio farmi ammazzare domattina”, disse.
    Per cui oggi Gaza ha una sola utopia da sognare: che le donne sostituiscano gli uomini al potere, e allora si che la pletora di figli a cui sono costrette avrà un futuro, invece di morire sui loro depositi di razzi.

    • “E’ da sempre che l’esistenza di Israele viene vista come un pericolo mortale dai regimi dittatoriali e medievali del medio oriente: ma è colpa dei dirigenti palestinesi aver accettato di vendergli il loro popolo come la carne da cannone del mondo arabo”.

      Le risponde Gideon Levy (noto sporco antisemita, scrive per Haaretz):
      “Israele non vuole la pace. Non c’è niente di quello che ho scritto finora di cui sarei più contento di essere smentito. Ma le prove si sono accumulate a dismisura. In effetti, si può dire che Israele non ha mai voluto la pace – una pace giusta, cioè basata su un compromesso equo per entrambe le parti.”
      “L’atteggiamento di rifiuto è intrinseco alle convinzioni più radicate di Israele. Qui risiede, a livello più profondo, il concetto che questa terra è destinata solo agli ebrei. Il dato di fatto più evidente è il progetto di colonizzazione. Fin dalle sue origini, non c’è mai stato una più attendibile o più evidente prova inconfutabile delle reali intenzioni di Israele.”

      Qua tutto il resto:
      http://nena-news.it/gideon-levy-israele-non-vuole-la-pace/

  10. In Italia ci sono alcuni politici e giornalisti che negli ultimi tre anni hanno denunciato 723 colpi di stato, uno più o uno meno, figurati se mi meraviglio delle idee che un israeliano può scrivere a Tel Aviv.
    Gideon Levy è tuttora libero di scrivere su Haaretz perché in Israele=Hitler hanno già scoperto i diritti inalienabili della persona, tant’è che ci possono vivere anche un milione e mezzo di musulmani, per quanto incazzati. A Gaza sono fermi al concetto di popolo, così che ogni cellula del popolo israeliano, compreso Gideon Levy, va possibilmente trucidato, e ogni palestinese deve morire da eroe o da traditore perché la sua vita non gli appartiene, è del “popolo”, comprese donne, vecchi, bambini e malati: che ci fanno quei depositi bellici sotto case, scuole e ospedali? E conosci un ebreo, magari antisionista, che vive a Gaza?
    L’innegabile imbecillità di chi detiene la superiorità militare e tecnologica sta tutta nell’arroganza che gli impedisce di capire che oggi le guerre sono soprattutto mediatiche: e qui va riconosciuta la netta superiorità di Hamas.
    P.S. – però fa piacere scoprire di non essere l’unico bradipo del web; grazie, Annamaria, prendilo come un complimento: non mi piacciono le persone che hanno sempre una risposta pronta.

    • Ce la fa a non tagliare per la tangente e a commentare, nel merito, le cose che Levy (e non c’è solo lui, s’intende) scrive?
      Lo dica chiaramente: sono balle? sono menzogne? Sono deliri di un feroce antisemita?
      Le viene il sospetto che quello che denuncia è, forse, frutto di ricerca, di conoscenza, di approfondimento?

      Lei ha idea di “come” vivono-quando non sono macellati-TUTTI i Palestinesi?
      Come vivono quelli della Cisgiordania, strangolati da muri, posti di blocco ogni due metri, colonie illegali, privati della loro terra, della loro aria, della loro acqua, della libertà di esistere come esseri umani?
      Lei è al corrente che Gaza è sotto assedio-un vero assedio di tipo medioevale- da 7 anni, cioè dal momento (antecedente ai missili) in cui un voto libero e democratico ha portato Hamas al governo?
      Lei sa che anche i palestinesi israeliani sono, a tutti gli effetti, cittadini discriminati, trattati come inferiori?
      Lei sa che le punizioni collettive sono, ai sensi dell’art.33 della Convenzione di Ginevra, crimini di guerra e contro l’umanità? E che Israele NON può sottrarsi, come fa da sempre, al rispetto del diritto internazionale?

  11. Avendo fatto della conoscenza lo scopo della mia vita lo dico chiaramente: Levy? Ma quale antisemita, semmai antiisraeliano; macché balle, semmai un’opinione basata su dati parziali, cioè dati veri con valutazione di parte. Che senso ha scrivere che “…Israele non ha mai voluto la pace”, (grezzo olismo inaccettabile che fa di sette milioni di individui, di cui il 20% arabi, un unicum: abbia almeno la correttezza di distinguere i governi dai cittadini) quando il conflitto interetnico è nato durante l’Impero Ottomano, quando di Israele non esisteva neanche l’ombra? Io mi dovetti sorbire due volte, negli anni ’70, il prezioso “Israele e il rifiuto arabo – 75 anni di storia” di Maxime Rodinson per ritrovare il punto di svolta in cui l’autore, francese, passava dall’imparzialità dello studioso alla parzialità filoaraba. Lo conservo ancora, e lo mostro: 1948, “a TUTTI gli arabi la disfatta aveva inflitto un’umiliazione senza precedenti”.
    Eh, no! Non era bello che i nazionalisti israeliani non si fossero fatti sterminare dai nazionalisti arabi che li avevano attaccati; li avevano offesi nell’onore! Grazie a tale logica da sottocultura paramafiosa lo storico si schierava, per il resto del libro, con i padroni del petrolio.
    Quando andavo all’estero e qualcuno mi diceva “italiano? mafia!” capivo che era un imbecille, si figuri che effetto mi fa leggere “TUTTI i palestinesi”. Quelli che vivono meglio, anche se trattati da cittadini di serie B, stanno in Israele; quelli di Gaza hanno trasformato l’Università creata durante l’occupazione israeliana in una fabbrica di rudimentali razzi Kassam; se avessero impiegato tutti gli aiuti ricevuti per creare servizi e benessere invece che tunnel non starebbero così, ma allora gli aiuti degli sceicchi sarebbero cessati: se li vogliono devono farsi ammazzare.
    Ma qualche domanda la faccio anch’io: lei è al corrente che nessuno stato arabo, confinante o no con Israele (escluso l’Egitto) ha mai firmato la pace, meno che mai Gaza, e che perciò questa guerra è iniziata nel 1948 e non due settimane fa?
    Mi sa citare un solo esempio di un paese al mondo che, aggredito dai suoi vicini, riconsegna parte dei territori occupati con la guerra come ha fatto Israele con Gaza e il Sinai?
    E per essere chiari, Israele ha colpe enormi, a cominciare dagli insediamenti, ma l’elenco che ne potrei fare non conterrebbe le amenità della propaganda filoaraba e sostanzialmente antipalestinese. Perché i “palestinesi” non lanciano razzi sugli Hashemiti che hanno annesso la maggior parte della Palestina alla Giordania? Perché lì verrebbero fatti a pezzi, vedi Settembre Nero, altro che commozione.
    Due domande le faccio anch’io: lei pensa che se gli arabi avessero,e un giorno l’avranno, la superiorità militare su Israele, resterebbe un solo ebreo (dico ebreo, non israeliano) in Palestina? Come mai non appaiono sul web né nei TG le immagini dei campi dei milioni di rifugiati delle guerre dimenticate d’Africa?

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