un blog canaglia

Pussy Riots

in mondo/politica/società by

Sarà che è estate e la gente ha più tempo per protestare, ma vedere Madonna che si straccia le già scarse vesti, Amnesty che pare non pensi più ad altro, la diplomazia di mezzo mondo inorridita e scandalizzata in deliziosa sintonia con le immani mobilitazioni di popolo di questi giorni, il tutto in difesa delle tre ragazze recentemente condannate dalla giustizia russa, fa senz’altro riflettere.

Vediamo se ho capito bene: le tre giovani, esponenti del collettivo “Pussy Riots”, si sono messe a cantare in una chiesa con ritornelli tipo questo: “Shit, shit, the Lord’s shit”. Sempre secondo Wikipedia, da cui prendo le notizie dell’accaduto perchè ho seguito poco la vicenda, nel mentre della canora esibizione le fanciulle hanno preso a male parole il patriarca di Mosca accusandolo di appoggiare Putin alle elezioni.

Bene. Come sarebbe avvenuto in qualuque Paese occidentale, le ragazze sono state allontanate dalla chiesa e, successivamente, processate. La legislazione russa, da Paese asiatico qual’è, non va per il sottile e la condanna per “teppismo motivato da odio religioso” è pesante: 2 anni.

Ora, scusate, ma io non capisco cosa c’è di scandaloso in quella condanna. L’intensità della medesima è certo sovradimensionata rispetto alla gravità del fatto, ma cosa dovevano fare le autorità russe, un applauso forse, a queste ragazze che salgono su un altare bestemmiando e facendo LORO quello che sugli altari non va mai fatto, cioè politica?!?

Mi si dice: “E’ un gesto dall’alto significato morale contro un capo di Stato autoritario ed illiberale”.

Ma ne siamo davvero sicuri? No, perchè Putin sarà senz’altro un capo di Stato autoritario, ma fino a prova contraria è stato votato con libere elezioni. Sospetti di brogli? Può darsi, ma ciò non toglie che il Nostro goda di un solido consenso che, poichè fondato sulla volontà popolare, è democratico che ci piaccia o no. Come lo era quello di Berlusconi, che ci piaccia o no.

Scendendo poi nel merito dell’azione politica, ricordo in primo luogo a me stesso cose era diventata la Russia quando Yeltsin lasciò il timone all’allora giovane ex ufficiale del KGB: una totale anarchia fatta di oligarchi armati che con pochi rubli avevano rilevato fortune da favola svaligiando il patrimonio di imprese e fabbriche dell’URSS cresciuto nei decenni con il sudore dei lavoratori russi. Putin non è stato leggero, senz’altro, ma bisogna riconoscere che ha riaffermato un minino di autorità statale sul territorio, ha riacquistato aziende strategiche, ha reso nuovamente la Russia protagonista della scena politica internazionale e, soprattutto, ha reso nuovamente il Paese in grado di sfamare i suoi abitanti dopo l’ecatombe delle liberalizzazioni che tanto erano piaciute a noi occidentali “democratici”.

Mi dispiace ma, ferma restando l’eccessiva durezza della pena, non riesco a vedere nel gesto di quelle ragazze niente più che un atto di cattivo gusto, assolutamente privo di quella dignità politica che mezzo mondo gli ha attribuito. Sarebbe bastato dire le stesse cose senza bestemmiare, non da un altare ma da un palco di un comizio, magari argomentandole come si usa tra liberali. Un eventuale arresto, in quel caso, avrebbe senz’altro meritato lo sdegno di tutte le coscienze libere, la mia per prima.

Ma forse una cose del genere le Pussy Riots non lo sanno fare, e in finale neanche gli interessa. Il risultato è conseguito, lo sdegno è ottenuto, la pubblicità è sicura.

Mi piace pensare, però, che a Malatesta e agli altri miei amici libertari una protesta così non sarebbe piaciuta. Soprattutto in politica, la forma deve essere sostanza, sempre.

29 Comments

    • MINO PECORELLI, WALTER TOBAGI, ILARIA ALPI… se vuoi elencare tutti i giornalisti uccisi mentre facevano il loro mestiere, continua pure. Il mio era solo un aiutino.

      • Si potrebbero elencare le centinaia di nomi per la Russia http://www.ifj.org/en/pages/ifj-campaign-against-impunity-in-russia/
        Citare Ilaria Alpi e Walter Tobagi è un gran bel buco nell’acqua. Sulle Pussy Riots: nessuno credo dica che non dovrebbero essere sanzionate (spasso fa parte della protesta essere arrestati). Ma anni di lavori forzati per una cosa del genere sono come tagliare una mano a chi ruba una mela. Tu passi sopra la sproporzione della pena come se fosse un dettaglio e così facendo ti perdi per strada la cosa più importante.

  1. Anche stavolta,come per il precedente post,mi trovo molto d’accordo con lei e sottoscrivo tutto.
    Mi devo preoccupare?

  2. Ho seguito troppo poco la vicenda e non entro nel merito, le chiedo però una cosa, una sola: per favore corregga quel “faciendo”, grazie!

  3. si usa di nuovo la parola anarchia a vanvera per indicare caos, totale, si badi bene . Ciò dimostra quanto l’autore conosca delle teorie anarchiche e libertarie. Altro che Malatesta e gli amici libertari…..ma come si fa a prendere sul serio un post così….Diciamo che uno che cita in maniera così sdegnosa la forma e la sostanza della politica dovrebbe almeno sapere di che cosa sta parlando.

    • Ho usato il termine anarchia nei due significati possibili, di disordine e di libertà massima, in due frasi diverse dove il contesto mi sembrava chiaro e il senso compiuto. Un’ingenuità, la mia? Forse, ma non mi pare che ciò vada inficiando il senso di quello che ho scritto.

  4. Se la sua analisi è condivisibile quasi al 100%, cosî come il suo breve ripercorrere della storia russa degli ultimi 20 anni, le posso però dire, vivendo già da molti anni in russia, che il clima è tutt’altro che buono con il nuovo mandato di Putin.
    Troppo vecchia l’ idea o l’ ideologia che ci sta dietro.
    Lenin diceva che la Russia non ha la capacità fisica per poter essere una repubblica, dove il libero pensiero circola ( e non solo lui) .
    Questa idea di stato persevera.
    Putin non è male assoluto, e se è vero che ha del seguito nella Russia, non lo ha di certo a Mosca ( ricordo che i dati ufficiali della città di mosca sono stati pubblicati molto in ritardo).
    Quando all’oggetto Pussy Riot, stupide? Mah la rabbia, e non l’azione polica, non passa dai canali di cui le parla. Una rabbia grezza e priva di analisi…e allora? Sgradevole? Si! Così come deve essere la rabbia. Le Pussy non devono esprimere un pensiero politico, ma il loro disagio e il disagio di una generazione di giovani russi, che non si vede rappresentata dal vecchio sistema.

  5. “Mi dispiace ma, ferma restando l’eccessiva durezza della pena, non riesco a vedere nel gesto di quelle ragazze niente più che un atto di cattivo gusto, assolutamente privo di quella dignità politica che mezzo mondo gli ha attribuito”

    Il Suo è un articolo senza arte nè parte.
    La frase “chiave” che ho riportto nè è un esempio.
    a) la notizia è la condanna inflitta alle 3 pussy: che caspita vuol significare con “ferma restando l’eccessiva durezza della pena”? ha una Sua opinione in merito? ritiene che urlare “merda” o bestemmiare in una chiesa o luogo di culto debba comportare une pena a due anni di lavori forzati? ritiene equa una pena diversa, che ne sò, di sei mesi? ce lo faccia sapere, così so con chi sto parlando.
    b) “un atto di cattivo gusto” mi sembra una frase della mia maestra delle elementari. Pora donna! Metteva il decoro ed il buon gusto avanti a tutto. Un peto o una parola con riferimenti, anche vaghi, a genitali / sesso / emissioni corporee la faceva arrossire fino alla punta dei capelli. Ma di cosa parla, quando parla di buon gusto? è del tutto evidente che il gesto della 3 pussy era programmaticamente di cattivo gusto! era punk! Ne comprende il senso?
    c) la sua non è – a mio parere, ovvio – nè una analisi politica (questione assai complessa) nè di costume. E’ la rappresentazione di una visione ristretta e beghina delle cose. In questo senso, finanche mariagiovannamaglie (e dico mgm, mica capperi!) ha fatto meglio di Lei, avendo quanto meno esplicitato il sistema di valori (se così possiamo dire) sui quali fonda le proprie valutazioni.
    d) domanda finale: ha solo una vaga idea di cosa siano due anni di lavori forzati? si è mai posto la domanda di cosa significhi la reclusione e quali siano le condizioni che possono consentire al Sistema di applicare tale pena agli individui?
    La Rete è importante. Le parole sono importanti. Gli individui ancora di più.

    • “La Rete è importante. Le parole sono importanti. Gli individui ancora di più”.
      Decisamente MOLTO MENO lo sono le donne ‘sorprese’ alla guida di un’auto nella moderata e per bene Arabia Saudita(quella tanto tanto cara alle grandi democrazie)che si ritrovano,in un totale ed assordante silenzio-assenso,sbattute in galera e sottoposte alla fustigazione.
      Qualcuno ne parla? Qualcuno s’indigna?qualcuno depreca? Qualcuno manifesta?
      Trattasi-evidentemente-di giusta,democratica,educativa,esemplare,edificante ‘punizione’.
      Giusto. Confesso che non ci avevo pensato. Ma adesso ho capito. Adesso è tutto chiaro.

      • che c’entra? potrei aggiungere che secondo me ai mondiali del 98 doveva giocare baggio e non del piero, ma non credo sia partita la gara di chi va più fuori tema.
        nel commento a cui risponde non viene mai magnificata la bontà delle leggi saudite.
        come direbbe di petro “che c’azzecca…”

        • C’entra,c’entra….c’entra con l’intollerabile distinguo tra guerre cattive e guerre ‘buone,giuste,eque,umanitarie e pure un tantinello sante’,tra dittatori ‘cattivi’-e Putin è tra quelli,e che schifo,che porcheria -e dittatori ‘buoni’ come,giustappunto i sauditi (ma era solo un esempio tra tanti):se poi.per di più,i sauditi NON sono dittatori,ma veri tiranni sanguinari che (altro ‘piccolo’esempio) decapitano gli omosessusli sulla pubblica piazza,fa niente,si ignora,si fischietta:sono moderati,vuoi mettere?Sanno fustigare e decapitare moderatamente…mica come quel mostro di Putin!

  6. La dignità politica del gesto deriva proprio dalla durezza del trattamento che è stato loro riservato. Queste ragazze sono state protagoniste di un’azione non-violenta in un paese le cui donne sono ormai considerate le geishe d’europa… Ben vengano le pussy riot nelle moschee, nelle chiese cattoliche e in tutti i luoghi dove la forma nasconde una vergogna.

  7. Ma sono libere le elezioni quando lo Stato è autoritario ? Sono spariti gli oligarchi ? Riguardo alla fantasiosa ricostruzione della storia russa dopo Yeltsin, se non si ha voglia di studiare o di togliersi i paraocchi, basta parlare con uno qualunque dei russi che sono qui in Italia, senza dubbio scappati da un paese in cui il benessere era troppo grande da sopportare.
    La chiesa è stata scelta per creare il clamore mediatico che poi è in effetti nato. Avessero fatto un comizio in piazza, la loro protesta sarebbe stata ugualmente repressa, senza che nessuno se ne accorgesse. Con buona pace delle anime belle che difendono Putin stando dal lato democratico della barricata.

  8. In Russia c’è un potere non democratico e non liberale. Definirlo democratico perchè ci sono le elezioni e il consenso è ridicolo. La democrazia non è elezioni e consenso, sorry. Qualcosina di un po’ più complesso. Se fai sparire i giornalisti scomodi il consenso è fasullo, se impedisci di manifestare, malmeni i manifstanti e li arresti, com’è regolare in Russia, viene meno la possibilità del conoscere per deliberare, se ci sono fondati sospetti di brogli le elezioni sono fasulle, se non c’è libera circolazione delle idee e dibattito la dmeocrazia è una farsa. Con le dovute proporzioni esattamente come con Berlusconi: se un tycoon diventa presidente del consiglio con un maxiconflitto d’interesse questo è un vulnus alla democrazia e la democrazia è minorata. In Russia il vulnus è 100.000 volte maggiore e la democrazia non c’è. E questo potere è sostenuto dalla chiesa ortodossa, non facciamo finta di niente. Quindi le Pussy Riot con la loro brutta esibizione e pessima “canzone” hanno colpito esattamente i due obbiettivi più giusti: il potere criminale e la chiesa ancillare che lo benedice e lo difende. Un uomo che si sente offeso per le volgarità messe in scena in una chiesa ma non si sente offesso dagli omicidi dei gironalisti, dagli abusi costanti, dalle violenze e dalle forzature costituzionali che ogni giorno Putin porta avanti è sinceramente, dal mio punto di vista, un fallimento totale come uomo, un rifiuto con cui non voglio avere nulla a che spartire.
    La situazione con Putin è migliorata rispetto a prima? sì, è vero, ma si è solo passati dalla brace alla palla.. grande soddisfazione!

  9. Ma stiamo scherzando?

    Putin ha risollevato la Russia? E’ una balla colossale spacciata per analisi storica. Putin ha solo accompagnato un processo naturale di apertura al mondo della Russia con l’appoggio, tra l’altro, di ex elementi proprio dell’URSS. I militari avevano preso possesso delle proprietà “liberalizzate” perché c’è stata una rivoluzione, non perché son state liberalizzate. E la rivoluzione c’è stata perché il modello sovietico è stato un fallimento epico, industrie comprese con annessi assurdi piani di produzione gestiti dall’apparato burocratico, che però nell’articolo vengono spacciati quasi fossero un esempio per il mondo di efficienza e qualità. Ha detto bene sul sudore dei lavoratori: certo, ridotti a paghe da fame e orari da schiavo per un tozzo di pane…
    Buttarla sul discorso del “voto tramite libere elezioni” è trascurare il contesto sociale e culturale in cui la Russia a causa di quasi un secolo di regime sovietico si è trovato.

    Poi l’articolo trasuda di statalismo e ammirazione per il potere autoritario che ricorda i malinconici del Duce. In un paese civile senza interferenze religiose, le tre giovanotte avrebbero dovuto scontare come pena solo quella di violazione di proprietà privata (sì perché in uno Stato civile le Chiese sono private, non pubbliche) e vilipendio alla religione, la cui pena sarebbero i servizi sociali e/o multa salata.

  10. Non sono d’accordo. In uno stato democratico, una bestemmia in chiesa non dovrebbe equivalere ad un reato. Il fatto che, in circostanze simili, si rischierebbe di passare qualche guaio con la legge anche in Italia non significa che questo sia un destino accettabile. Senza contare che non riesco proprio a ritrovarmi nell’apologia di Putin. Quando al fare politica in chiesa, le Pussy Riot, con la loro urticante canzoncina, se la prendevano proprio con il feeling che il Patriarca ha per Putin: in qualche modo, dal loro punto di vista, hanno inteso contestarlo con le sue stesse armi, ovvero urlando dal pulpito. Il ritornello blasfemo c’è, ma il testo della canzone, per quanto sciocco e superficiale, secondo me aveva qualcosa di più: “tutti i parrocchiani si affollano ad omaggiare / la tonaca nera e le spalline dorate / il fantasma della libertà è in paradiso / mentre il Gay Pride è spedito in Siberia in catene (…) / il Patriarca Gundyaev crede in Putin / farebbe meglio a credere in Dio, piuttosto / la cintura della Vergine non può sostituire assemblee di massa / Maria, madre di Dio, protesta assieme a noi”.

  11. In effetti anche fare coming out in Russia assicura sanzioni severe e il carcere persino. La legge asiatica è quella che è, quindi di che ci meravigliamo? E perché protestare?

    Spesso certi posti ci si augura di trovarli chiusi d’agosto. Gioverebbe a chi scrive, a chi legge e all’ortografia.

    P.s. Il genio che scrive concorda anche con la morte invocata per gli omosessuali dai patriarchi della Chiesa russa visto che la situazione è quella che è, oppure per quello si può inorridire a comando?

    Qualcuno di buona volontà spieghi al simpatico bloggatore il significato di democrazia. Io ho terminato i sassi da gettare negli stagni vuoti. Sentiti ringraziamenti.

  12. Chiedo scusa per l’errore di battitura:ovviamente,intendevo scrivere ‘omosessuali’.
    Grave errore,che il Nostro-con grande onestà intellettuale-ha bollato come lacuna ortografica.
    Decisamente meno grave è la richiesta di chiudere spazi di confronto a chi non è gradito.
    La morte invocata per gli omosessuali è certo brutta cosa,molto più spettacolare e creativa quella somministrata in pubblico a mezzo decapitazione:ne convengo.
    Per finire,c’è la morte-di -Stato-democratico:quella che grandi democrazie somministrano anche a invalidi e menomati mentali,meglio se di colore:pazienza se sono anche innocenti,come risulta da approfondite inchieste. Sono dettagli ‘collaterali’ che non turbano,anzi,decisamente annoiano certe grandi democrazie.

    • Cos’è il manifesto alla coda di paglia?
      I miei commenti erano rivolti all’autore dell’articolo. Detto questo non colgo il senso e la pertinenza di questo intervento. Ulteriori spiegazioni?

  13. “Ulteriori spiegazioni?”
    Post risalente al 18 agosto,ormai esaurito.
    Tema dibattuto,nella quasi totalità,tra il 18 e il 20 agosto.
    22 agosto,UN SOLO intervento (in replica ad un mio commento di 3 GIORNI ADDIETRO).
    23 agosto:@annamaria (ore 4:11)-@Meursault (ore 4:14)
    @annamaria (ore 8:07)-@Meursault(ore 8:10).
    Un caso.

    • Annamaria, vede il box lascia un commento? Ecco quello si riferisce all’articolo e non ai commenti degli altri utenti. Per quelli c’è l’opzione rispondi. E’ più chiaro? La discussione non si esaurisce quando lo decide lei visto che la pagina è ancora consultabile e i commenti ancora aperti. Devo spiegarle io il senso minimo di qualunque blog? Qui mancano i fondamentali mi sembra.
      Per quanto lei si sia spesa, non ne dubito, il suo pasticciare accorato non aggiunge niente di utile alla discussione. Io mi riferivo e continuo a riferirmi all’autore che, nel caso ancora nutra dubbi, non è lei. Passo e chiudo.

  14. Condanna eccessiva. Al massimo una multa, come sarebbe avvenuto perfino qua. Perchè il sentimento religioso dovrebbe essere tutelato mentre quello non-religioso o laico no? Perchè la bestemmia deve essere reato mentre gli insulti ad Einstein (esempio a caso) no, dato che lui è morto e non può difendersi?
    Se fossero andate ad un raduno di scettici a cantare a favore della religione e contro gli scienziati nessuno avrebbe detto niente.
    Il problema è politico (leggi “Cremlino”).

  15. Complimenti per lo sciocchezzaio. E’ il caso di farti notare che in Russia arrestano anche quelli che parlano da un palco, che quelle ragazze volevano proprio denunciare la squallida commistione fra la Chiesa ortodossa e il potere politico, che la condanna è stata pesante perché il patriarca ha chiesto una pena esemplare, che i due anni sono stati giustificati con il reato di “odio religioso” e che il caso ha creato scalpore perché si tratta di tre ragazze giovanissime, due delle quali madri di figli piccoli.
    Bearsi di essere sulla stessa sintonia di Maria Giovanna Maglie (ex giornalista della Rai che quando era a New York presentava note spese per alcuni miliardi all’anno e fu costretta a dimettersi per lo sacndalo e che in seguito ha fatto l’opnionista per L’isola dei famosi) la dice lunga sul suo sentimento “liberale”.
    E comunque, “qual è” si scrive senza apostrofo e Pussy Riot senza la “s” finale.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from mondo

Go to Top