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Profumo di laicità

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In merito alla questione dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole – questione di cui si è tornato a parlare grazie alle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Profumo – ci sarebbero molte cose da dire. Tuttavia, qui mi limito a segnalare e commentare quattro semplici punti, che sicuramente molti di voi hanno ben presenti ma che, a mio avviso, fa sempre bene ricordare.

1) L’insegnamento della religione cattolica in tutti i gradi di istruzione nelle scuole pubbliche è stabilito dal concordato tra lo stato italiano e la chiesa cattolica, rinnovato nel 1984 dal governo Craxi.

2) Fino al 2004, gli insegnanti di religione non erano di ruolo ma avevano un contratto annuale rinnovato dalla Curia. Con la legge Fioroni del 2003 (Fioroni, proprio lui) il 70% degli insegnanti sono passati di ruolo, mentre del restante 30% continua ad occuparsene totalmente la Curia diocesana (assunzione e rinnovo contratto).

2.1) Se un insegnante non va più a genio alla Curia, viene sostituito serenamente da un altro più aderente ai valori cattolici. Ad esempio, un insegnante separato non è buono, mentre uno appena sposato (in chiesa, chiaramente) è ottimo.

3) Gli insegnanti sono più di 25mila e costano al ministero circa 800 milioni di euro (2% della spesa totale della scuola italiana).

3.1) Come specificato sopra, fino al 2004 la Curia sceglieva gli insegnanti e il MIUR pagava; adesso, il ministero continua a retribuire il 30% di insegnanti selezionati dall’autorità ecclesiastica.

4) L’Italia non è un caso unico in Europa, dacché nella maggior parte degli stati membri dell’UE si insegna la religione. Quel che differisce di paese in paese è il metodo, che nel nostro è pressoché speculare a quello del catechismo parrocchiale.

Dati questi punti, ecco le brevi relative considerazioni.

1) Se si vuole mettere in discussione l’insegnamento della religione così come prevista dal Concordato, bisogna mettere in discussione il Concordato. Alleluia!

2) Per far ciò di cui al punto 1 bisogna impedire (non votandoli o non candidandoli – PD, mi rivolgo a te!) la rielezione di personaggi come Fioroni, o perlomeno evitare che abbiano nuovamente importanti ruoli di governo.

2.1) Il fatto che la Curia diocesana continui a selezionare il 30% degli insegnanti è una porcata (marchetta?) che deve terminare al più presto. Sono tuttavia umanamente vicino a tutti quegli insegnanti che, dopo anni di onesto lavoro, si sono ritrovati a spasso per via delle loro scelte di vita.

3) Siccome non sono un avventuroso populista, evito di dire che quei soldi potrebbero servire per ristrutturare gli edifici scolastici fatiscenti (e ce ne sono!). Non ho le competenze per stabilire se sono troppi, ma sento il dovere di pretendere che siano spesi per insegnare qualcosa di utile – ad esempio, l’ormai sputtanata ma sempre sconosciuta storia delle religioni.

3.1) Vedi punto 2.1 e mettici qualche parolaccia in più.

4) Basta col catechismo e coi catechisti, ci sono tanti laureati in scienze religiose, in antropologia e sociologia delle religioni che potrebbero essere impiegati nelle scuole di ogni grado per fare dell’Italia un paese un poco più laico, un poco meno premoderno.

Vi saluto con l’ultima perla di Paola Binetti (Udc):

Oggi abbiamo più bisogno di religione, una religione insegnata meglio e testimoniata prima di tutto con l’esempio degli insegnanti. Chi non vuole, può sempre restare fuori dall’aula.

8 Comments

  1. “Sono tuttavia umanamente vicino a tutti quegli insegnanti che, dopo anni di onesto lavoro, si sono ritrovati a spasso per via delle loro scelte di vita”
    Io no. Hanno sfruttato la loro vicinanza al potere clericale per ricevere un lavoro e uno stipendio al di fuori del merito e del controllo di un concorso pubblico (l’unico modo previsto dalla legge per diventare dipendenti pubblici in Italia, a parte l’eccezione prevista dal concordato).
    Se dopo aver leccato il culo al vescovo hanno avuto motivi per mandarlo a quel paese, ovviamente il suddetto vescovo ritirerà la regalia fatta a suo tempo.
    Si vadano a cercare da subito un lavoro sul serio, invece di cercare scorciatoie prima e lamentandosi dopo. Altrimenti potremmo dispiacerci per la Minetti che dopo essere stata omaggiata di un lavoro ben retribuito da Mr B tra poco si troverà senza quei 5000 euri al mese che le vengono dentro con poca fatica.
    Mi preoccupano di più, da cittadino italiano tassepagante, gli insegnanti di religione che, una volta entrati in ruolo, hanno divorziato, oppure hanno fatto un pupo senza sposarsi, quindi non possono più insegnare religione, ma continuano ad essere pagati perché sono di ruolo. Buon per loro, meno per il resto d’Italia.

  2. Perché modificare “religione cattolica” con “storia delle religioni”? Non sarebbe meglio lasciare la “storia delle religioni” all’interno dei programmi di storia e la religione fuori dall’aula?

    Viene dato sempre troppo credito alla religione. Tutto ciò che riguarda le religione gode sempre di uno status speciale e privilegiato.

    Se scherzo sulla squadra del cuore di qualcuno e questo si incazza, sbaglia lui perché è troppo permaloso. Se scherzo sulla religione di qualcuno e questo si incazza, sbaglio io perché sono un provocatore. Ma per piacere…

  3. “Basta col catechismo e coi catechisti, ci sono tanti laureati in scienze religiose…” Faccio solo notare che chi insegna religione nelle scuole pubbliche non è un catechista che ha “leccato il culo” al Vescovo di turno (faccio qui riferimento a un altro commento), ma, appunto, un laureato in scienze religiose che il culo se lo è fatto per 4-5 anni studiando e preparando esami…

  4. Da quando, nauseato da una scuola che non aveva saputo coinvolgere un figlio del proletariato rifiutai l’università pubblica per iscrivermi alla facoltà di autodidattica, e me ne andai in giro per il mondo (esterno e soprattutto interno a me stesso), devo essermi perso qualche storico evento universitario qui in Italia.
    VI PREGO, DITEMI CHE E’ UNO SCHERZO!: esiste veramente una facoltà di “scienze religiose”??? E come l’hanno presa tutti gli altri ossimori?

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