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Presidenta Boldrini, ci lasci in pace!

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Ora basta!  ha esclamato qualche giorno fa Laura Boldrini a margine di un convegno dedicato alla violenza sulle donne. Di cosa parlava? Di violenza domestica, di femminicidio, di colesterolo? No, no. LA Presidente (perche’ non presidentessa, non si sa) della Camera parlava del fatto che essere definita “IL presidente” e’ per lei offensivo. Con la sua solita voce afflitta, LA Presidente ha enunciato un diritto delle interessate a veder definita la loro carica al femminile, ricordando che nella vita c’e’ piu’ di un genere (ma davvero?). Bene, allora, fatto salvo che ognuno e ognuna puo’ chiedere di essere chiamato o chiamata con l’articolo che vuole, io contesto che declinare al femminile qualsiasi cosa sia una fatto positivo. Quando diventero’ Presidente Intergalattico, gradire essere chiamata IL Presidente Intergalattico. Certo, sarebbe bello avere un genere neutro oppure non avere i generi, come in inglese. Ma in mancanza di cio’, in italiano si utilizza il maschile, che fa le veci del neutro. Perche’ cara Presidente, tutte le cariche e mestieri che lei vorrebbe declinare al femminile, sono cariche e mestieri in cui il sesso di chi le ricopre non deve avere alcuna importanza. Perche’ non esiste un modo femminile di fare il presidente, l’avvocato, il chirurgo, il vigile urbano, ecc. Il fatto che esistano due (o anche piu’) generi non vuol dire che in ogni ambito dell’esistenza dobbiamo esporre il nostro come bandiera, distogliendo l’attenzione da cose ben piu’ importanti. Come che ne so, la guerra civile tra rettiliani o il rincaro della criptonite, argomenti su cui il Presidente Intergalattico deve concentrare tutta la sua attenzione.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

15 Comments

  1. la solita vecchia storia delle donne che non fanno quadrato.preferisco essere distratta dalla caparbietà linguistica della Boldrini che dall’ennesimo processo a Berlusconi.Se tu leggessi i commenti maschili alle dichiarazioni della presidententessa vedresti che forse ha colto nel segno. Le parole sono importanti,le parole sono il pensiero, i termini giusti hanno il loro peso. e se esiste la parola presidentessa perchè usare il tuo neutro presidente? mi sembra il tuo un atteggiamento molto maschile,un pò di visibilità l’avrai ottenuta ma come sempre sulla pelle di un’altra donna.

    • Per me le guerre maschi contro femmine sono finite verso la terza elementare. Io con la presidente (si definisce lei “la presidente” e non “la presidentessa”, non l’ho usato io il termine, ascoltare la registrazione prego) non ho piu’ in comune perche’ entrambe siamo dotate di ovaie. Il mio atteggiamento non e’ maschile, e’ neutro. Le cose su cui sono femminile sono altre, e molto piu’ private.

      • Per la questione presidente/ssa, trovo corretta la prima forma, anche al femminile, per una ragione grammaticale: “presidente”, participio presente di “presiedere”, ha un’unica forma maschile/femminile. “Presidentessa” è una femminilizzazione reiterata (come accadrebbe ad esempio con: “la conducentessa dell’autobus”.

  2. Signora mia ma che non lo sa? Ha proprio ragione guardi, è esatto i problemi “veri” sono altri: i peli incarniti, quel brufolo la sera prima del gran ballo e la mancanza di controllo durante il mio periodo mestruale. Si figuri se ho il tempo di pensare a un concetto così banale, e diciamolo poco femminile, come la mancanza di un vocabolario declinato ed adeguato ai tempi! Ora vado a spararmi un colpo in bocca in attesa di altri suoi esaltanti editoriali.

  3. Vabbè, mi prendo la briga di fare il bastian contrario. Fatte salve le critiche generiche al personaggio, nel merito del quale non entro, “la presidente” a me sembra un modo perfettamente consono di definire una persona di sesso femminile che presiede a qualcosa. Il maschile fa le veci del neutro quando il sesso non è indicato: se parlassimo del ruolo astratto di Presidente della Camera, diremmo certamente che “il Presidente della Camera fa questo, dice quello”, eccetera. Ma se indichiamo Laura Boldrini, il femminile è naturale e grammaticamente corretto (mentre “presidentessa” suona come un rincaro di dose superfluo); non mi azzarderei a definirlo necessario, perché su questo tema la discussione è antica e i pareri sempre discordanti, ma non mi pare comunque una cosa fuori dal mondo.

    • Io seguo l’orecchio, di mio direi la presidente ma non farei un cazziatone a chi ha un orecchio diverso dal mio. Direi il ministro, il medico, il parlamentare. Mi rifiuto di dire cose orrende tipo la ministra, la presidentessa (che Boldrini non usa, contraddicendosi), la avvocata.

      • Capito. A me sembrava comunque una richiesta legittima più che un cazziatone, ma d’accordo. En passant, fregasse a qualcuno, io direi “il medico” e “la parlamentare” e concordo sull’evitare “la presidentessa”, ma spingerei per “la ministra” e “l’avvocata” perché credo sia solo la consuetudine a farli suonare male.

        • Se non e’ un cazziatone quello…
          Il mio punto e’ che non mi piace indicare il genere quando si parla di cose che idealmente dovrebbero avere il neutro, come in inglese. Perche’ da’ la sensazione di voler sventolare in faccia al prossimo che si e’ donne, cosa secondo me dannosa (io voglio un presidente bravo, non mi interessa che sia donna).

  4. In italiano esistono le lettere accentate, e si usano quelle a prescindere dalla tabella dei codici implementata sul proprio sito.
    Per la futile questione trattata nell’articolo non mi sembra neanche necessario pensare di rispondere.

    • Io scrivo solo su computer di Sua Maesta’, dunque privi di accenti. Potrei sbattermi per usare ogni volta la mappa caratteri, ma vista la gentilezza di certi lettori, penso proprio che non lo faro’.

  5. Sua Grazia Illustrissima Imperatore Galattico,

    mi arrogo l’ardire di portare alla sua attenzione il fatto che la denominazione corretta del materiale che costituiva il mio perduto pianeta d’origine, nonchè mio unico punto debole, è Kryptonite.

    Distinti Saluti

    Kal-EL

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