Poi vi lamentate di Grillo

in internet/politica by

Piacevole incontro negli spazi comuni di un condominio, il mio, in cui molte delle famiglie mantengono dalle origini rapporti di sincera amicizia. La ragazza in questione, che lavora in un’altra citta’ da molti anni, mi racconta di un suo possibile progetto futuro che raccontera’ della morte della sinistra in Italia. Non so quale sia la prospettiva dalla quale hanno intenzione di documentare il fenomeno, ma io ne provo una, sulla scorta di un ragionamento gia’ fatto qui in precedenza.

Mi sono trovato tra le mani l’ultimo Venerdi’ di Repubblica. Gradevole copertina con una Lindsay Lohan nuda su una scala, gambe spalancate e pudenda coperte da una chitarra. Ho pensato divertito alle interviste sbavanti a Laura Boldrini realizzate dalla stessa testata, ma qui e’ grande cinema, tutto e’ concesso. Andiamo avanti.

A pagina 9 Curzio Maltese ricomincia col solito refrain della “trionfante destra neoliberista”, con un articolo intitolato “la triste fine della sinistra che parla solo di PIL e non cerca piu’ la felicita’”. Roba che non supererebbe il test di Catalano di Quelli della Notte:  banalita’ che non hanno neanche l’inutile pregio della tautologia.
Segue una gradevole girata di ombelico con contorno di superiorita’ antropologica, virgolettando apologie di fascismo ai sostenitori di Berlusconi, da parte del noto intellettuale Diego Bianchi, alias Zoro.
Continuiamo con l’immancabile allarme per Fukushima. Potete smettere, stiamo gia’ tornando al carbone senza il bisogno di altri spintoni, cosi’ vedete quant’e’ verde l’alternativa al nucleare.
A pagina 31 il punto secondo me piu’ alto di tutto il giornale: un pezzo dell’ineffabile Loretta Napoleoni, economista (sic!), intenta a spiegarci che la Federal Reserve (da lei chiamata, non so perche’, Riserva Federale) e’ una banca privata controllata dalle banche d’affari. Nel pezzo, vero capolavoro, e’ anche citato ed evidenziato in bel giallo il signoraggio, vero argomento-feticcio dei grandi intellettuali vicini al grillismo.
A pagina 34, poi, un reportage d’inchiesta da Pulitzer: tante foto di isole greche, e titoloni “Isole nel conto corrente: l’ultima idea della troika. Evacuare le popolazioni e fare cassa con le oasi. Viaggio nella Grecia che non vuole arrendersi alle follie dei tecnocrati”, un bel pezzo assolutorio in cui si punta il dito contro le immancabili colpe dei tedeschi e delle istituzioni europee in generale, evidentemente colpevoli della corsa al deficit della Grecia pre-2009, dei dati truccati dai politici greci, della corruzione rampante dell’amministrazione pubblica greca, e cosi’ via. Meravigliosa la chiusura drammatica, in un paese in cui la tv pubblica era strumento di lottizzazione come e peggio della nostra RAI: “come crede che possano informarsi gli abitanti di queste isole sperdute? Con la televisione. Bene, ora quella pubblica l’hanno chiusa”. Gombloddo neoliberista, signora mia.
A pagina 49, un altro articolo d’inchiesta di quelli cattivi: “E’ il tempo dei sindaci new age”, con una serie di passaggi su Marino e Accorinti (sindaco di Messina) che non capisci se quelli che hanno scritto vogliono prendere per il culo loro, te, o se stessi.
Il meglio, comunque, ci e’ riservato verso la fine. Un saggio storico di spessore di Pietro Ottone intitolato “Il nostro futuro? Somigliera’ all’impero romano”, in cui il Nostro sfoggia una conoscenza storica da bigino e conclude che “nell’impero romano si sono succeduti capipopolo buoni (Traiano), malvagi (Nerone), e stupidi (Caligola). Il nostro futuro somigliera’ a quel periodo storico”. Tolto lo scivolone da poveri su Nerone, vi invito a cogliere il fine parallelismo del grande giornalista/storico.

Ecco, questo e’ l’inserto che il nostro connazionale, fedele lettore del quotidiano della sinistra riflessiva, portera’ sotto l’ombrellone. Trovando argomenti di spessore, tono e conclusioni non dissimili da quelli del blog di Grillo, dove pero’ sono affermati con forza, e non detti e contraddetti in nome del fatto che nel PD han paura di farsi prendere per scemi in Europa, si chiedera’ per quale motivo non votarlo. In fondo, dicono le stesse cose. Ma lui le dice davvero.

foto

 

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

9 Comments

  1. Caro Luca, leggo sempre volentieri i tuoi interventi, ma non ti sembra di essere un po’ ossessionato dalle banalità altrui?
    Saluti

    • Piu’ che nella qualita’ degli argomenti, sembri uno di loro nella veemenza. Ma pensandoci bene e’ la stessa che hai verso chi mette la panna sulla granita. E dubito tu sia un ex consumatore di granite con la panna. E’ che sei proprio fatto cosi’.

  2. 1) Di Grillo te ne lamenti anche (specialmente) tu.
    2) che proprio tu rinfacci a Zoro “il contorno di superiorità antropoligica”…
    Ma non è che alla fine voti PD?

  3. Certo che mi lamento di Grillo. Ma lo dicevo da anni che a forza di sostenere qualsiasi cazzata purche’ funzionale/strumentale a fomentare gli animi contro “la destra” ( o meglio “contr’abberlusconi”) poi si sarebbe finiti con una roba del genere.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*