un blog canaglia

Pedofili a chi?

in società by

Ora, al di là di come ciascuno possa legittimamente pensarla su chi va a letto con le quindicenni, e a prescindere dalla legge che in certi casi consente di farlo se è “a titolo gratuito” mentre lo punisce quando è a pagamento, una cosa bisogna dirla: vi pare appropriato designare con la stessa parola, “pedofilo”, sia chi fa sesso con un bambino di tre anni, sia chi lo fa con un adolescente che magari è tale e quale a un adulto?
Badate: io non sto provando a insinuare che portarsi a letto una minorenne pagandola sia un comportamento tutto sommato veniale. Niente affatto, ritengo che sia una cosa odiosa.
Paradossalmente, e sottolineo paradossalmente, si potrebbe anche sostenere che uno a cui piacciono i bambini piccoli è di fatto un folle, di tal che, per quanto orribili siano gli atti che compie, non può esserne considerato del tutto responsabile: e quindi, più che in carcere, andrebbe ricoverato in un ospedale psichiatrico e curato; mentre chi approfitta dello stato di necessità, o di inquietudine, o comunque di immaturità di una quattordicenne che ha tutto l’aspetto di una donna fatta è un individuo perfettamente lucido, e per questo ben più spregevole.
Ma a prescindere dai paradossi, e comunque la pensiate, converrete con me che si tratta di due fenomeni completamente diversi: e utilizzare la stessa parola per designare due fenomeni può condurre a conseguenze abnormi.
Ad esempio: che c’entra la castrazione chimica proposta dalla Mussolini per i “pedofili” che stuprano i bambini di tre anni (rispetto alla quale tra parentesi io non sono per niente d’accordo) con quello di cui si sarebbe reso responsabile il marito? Lo dico, badate, di là della circostanza (del resto già ottimamente messa in luce da altri) che la Mussolini è la Mussolini e il marito è il marito, di tal che sbeffeggiare la prima in ragione di quello che ha fatto il secondo (tra l’altro, ovviamente, all’insaputa della prima) è del tutto fuori luogo.
No, perché la Mussolini proponeva (ripeto, secondo me sbagliando) di “castrare” i pazzi scatenati che quando vengono colti da raptus “non sono in grado di trattenersi”, mica gli individui privi di scrupoli che pagano le adolescenti.
Quindi, fatemi capire, quale sarebbe il nesso tra le due cose?
E quale logica ha, tanto per fare un altro esempio, l’abitudine di qualificare Berlusconi un “pedofilo” perché andava a letto con Ruby? No, dico, l’avete vista, Ruby? Per quanto possa essere considerato spregevole pagare una minorenne come lei, che diamine c’entra questo con la “pedofilia”?
Facciamo una cosa, vi spiace? Inventiamoci due parole diverse, ammesso e non concesso che non esistano già.
E poi usiamole in modo appropriato.
Altrimenti va a finire che nell’immaginario collettivo tutto si confonde in un mucchio unico.
Il che non è mai un bene, mai.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

15 Comments

  1. Tutto giusto e condivisibile. Resta la curiosità di come avrebbe risposto, fino a pochi giorni fa, l’on. Mussolini alla precisa domanda: “E’ favorevole alla castrazione chimica nei confronti di un uomo che avesse rapporti sessuali con una prostituta quindicenne?”. Tanto per capire chi avrebbe l’abitudine a fare “un mucchio unico”.

  2. pedofilia: Devianza sessuale che si manifesta con azioni e ricorrenti impulsi e fantasie erotici che implicano attività sessuali con bambini prepuberi.

    In tutti i dizionari da me consultati, la pedofilia si riferisce ad azioni non verso minorenni ma bensì verso individui in età prepuberale. Dal punto di vista linguistico non c’è ambiguità alcuna.

  3. chiamiamola con un altro nome, o ampliassero la legge, però che sia rispettata e non vengano usate due pesi e due misure a seconda del trasgressore. Chi pontifica sul da farsi del genere umano, poi risulta spesso il primo trasgressore di quello che detta e legifera

  4. Caro Alberto, io il primo ciclo l’ho avuto a nove anni e mezzo. Vuol dire che, secondo il tuo discorso (e non solo il tuo), a 10 anni, già uscita dall’età prepuberale, sarei stata tranquillamente “scopabile” da adulti senza che questo fosse considerata pedofilia?

    Io direi invece, Metilparaben: “facciamo una cosa, ti spiace?” Non usare due parole diverse e non mettere tante cose nel mucchio, per giustificare atteggiamenti che leciti non sono e non lo dovrebbero mai essere. E rivolta al mondo maschile dico: non nascondetevi dietro a tante parole e prendetene una così com’è e meditateci bene sopra: pedofilia. Ché vostra figlia 15enne dubito che la dareste in pasto a un vostro coetaneo, magari amico vostro, con la scusa che “tanto non è pedofilia”…

    • Nadia, non è perché fa comodo, ma è perché le cose stanno così.
      Che ti piaccia o no, sia un adolescente, che un’adolescente, possono avere rapporti sessuali consenzienti con un adulto di qualsiasi età, e sono leciti, non perseguibili.
      Può non piacerti, può essere che tu la pensi diversamente dalla norma che regola la nostra società, ma le cose stanno in questo modo.

      “Secondo l’ordinamento italiano, l’abuso sessuale è qualsiasi atto sessuale con un minore di quattordici anni (età del consenso), o di sedici anni quando l’adulto sia un ascendente, un genitore, anche adottivo, il convivente del genitore, un tutore o qualunque altra persona a cui il minore sia affidato per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza o custodia o che, in ogni caso, conviva con il minore. Viene considerato un abuso sessuale anche l’atto sessuale con un minore di diciotto anni quando l’adulto coinvolto è un ascendente, un genitore, anche adottivo, il convivente, o il tutore che agisce abusando dei poteri connessi alla sua posizione.”

    • Nadia, dopo aver avuto le tue prime mestruazioni, ti piaccia o no e a qualsiasi età ti arrivino, sei in grado di riprodurti. E di solito, in natura, questo è il momento in cui ciò avviene. Tutto il resto non è altro che un retaggio culturale che varia (anche di molto) di epoca in epoca e di società in società, ma la cosa serebbe perfettamente “naturale”.
      Inoltre, non consideri il fatto che i rapporti possano avvenire con un coetaneo.
      Detto questo, è un porco chi deve approfittare della propria superiorità per avere dei rapporti, di qualunque natura essa sia.

  5. E’ proprio il contrario : pedofilia deriva dal greco παῖς-paidos,che vuol dire ragazzo adolescente a differenza di παιδίον (paidion) termine volutamente NEUTRO,che indica il ragazzino proprio in età prepuberale o βρέφος (brefos) che vuol dire neonato.Il termine non a caso veniva usato durante l’antica Grecia per indicare le prestazioni sessuali che il ragazzo adolescente doveva subire dagli adulti a volte a fine educativo,a volte per ottenere dei favori che gli sarebbero serviti in futuro.Non voglio fare il professorino ma qui il termine indicato è proprio PEDOFILIA.Poi che oggi sia mutato il significato del termine non cambia la sostanza.

  6. Non credo che distinguendo le parole cambino di molto gli atti, un adulto che va con una ragazzina, che per quanto possa mostrarsi svagata, che ha atteggiamenti da adulta, che veste in modo non appropriato all’età anagrafica sia per questo adulta, quindi consapevole di cio’ che fa…..sia meno perseguibile di uno che compie atti sessuali su un bambino. Dobbiamo interrogarci un po’ tutti, su come viviamo il presente che per molti è solo apparire e non essere, che l’abito fa il monaco.
    Da genitore, mi pongo queste domande.

  7. Non entro nel merito, ma mi pare necessario precisare che gli ospedali psichiatrici sono stati chiusi decenni fa e che, per fortuna, anche gli ospedali psichiatrici giudiziari sono in via di superamento.

  8. D’accordo con il post.
    Un conto è avere un rapporto-criticabile e censurabile quanto ci pare-con un adolescente; altra cosa-a mio avviso crudele e atroce-è infierire sessualmente e sadicamente su un bambino anche piccolissimo.
    Sono due cose incomparabili che non dovrebbero essere definite con lo stesso termine.

  9. Molti si sono concentrati sulla prima parte della parola “pedofilia” (cioè pedo-), senza prendere in considerazione l’elemento “-filia” che, a mio parere, è altrettanto grave. Dal greco philía, cioè “amore”. “Amore”, non so se mi spiego. Non so come la pensiate voi, ma sarebbe bello trovare un secondo elemento più valido e appropriato per questi atti che di amorevole hanno ben poco.

  10. Fate tutti i grandi intenditori parlando di etimologia della parola pedofili e diversità di situazione psichica alla base dell’atto ma quello a cui si dovrebbe pensare davvero siamo noi i così detti “adolescenti sessualmente pronti” io rientro in questa fascia di età e benché sia fisicamente pronta, non mi sentirei per niente a mio agio a intrattenere rapporti sessuali con una persona adulta come tutti i miei coetanei che conosco.
    E bisogna farsene una ragione, se a 30-50 hai impulsi sessuali nei confronti di un adolescente non sei normale ma nemmeno giustificabile psicologicamente e allora a mio parere é ancora più grave
    E dovreste vergognarsi voi cosiddette persone mature state a sentenziare sulla maturatità sessuale degli altri col solo scopo di giustificare individui ripugnanti

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from società

Al posto di Fabo

Già si sentono i rumori di fondo dell’esercito di fondamentalisti che si
Go to Top