un blog canaglia

L’ONU, non un blogger qualsiasi

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Diciamo le cose come stanno, vi va? Se tra i miei dipendenti ce ne fosse uno che, data la natura delle sue mansioni, si relaziona spesso con i giovanissimi, e a un certo punto venissi a sapere che quel dipendente molesta i bambini con cui ha a che fare, le opzioni sarebbero due: sollevarlo dall’incarico non appena ho notizia di ciò che fa, e contestualmente riferire quello di cui sono venuto a conoscenza alle forze dell’ordine affinché procedano con le indagini del caso, oppure, per non far scoppiare uno “scandalo”, cercare di mettere tutto a tacere e trasferireo quel dipendente in una sede di lavoro diversa, possibilmente lontana, nella quale avrà nuovamente a che fare con i ragazzi.
Orbene, qualora qualcuno mi chiamasse a rispondere del mio comportamento, nella prima ipotesi potrei serenamente affermare di aver fatto tutto quanto era in mio potere per impedire che le molestie si ripetessero; nel secondo caso, evidentemente, no: anzi, se qualcuno dovesse accusarmi di essermi reso complice del birbaccione, consentendogli di continuare indisturbato a molestare i bambini, non avrebbe tutti i torti.

Questo è quanto si rimprovera alla Chiesa Cattolica sulla questione dei preti pedofili, al di là delle argomentazioni speciose, dei distinguo e delle chiacchiere che ci ammansiscono da anni. Badate: non è questione di teorizzare che tra i sacerdoti ci siano più pedofili rispetto alla media nazionale complessiva: diciamo che la media è la stessa, o addirittura che è più bassa.
Chissenefrega, tanto il problema è un altro.
Il problema è che la Chiesa, trovandosi a dover affrontare situazioni di molestie sessuali che hanno coinvolto alcuni suoi esponenti, non si è adoperata nel modo più appropriato né per consentire che venissero alla luce, né per evitare che si ripetessero: e quindi, di fatto, se ne è resa complice.

Molti di noi lo vanno ripetendo da anni, sentendosi dare dei laicisti, degli anticlericali e dei mangiapreti.
Ora lo dicono anche quelli dell’ONU, e siccome l’ONU non è un blogger qualunque, che si può tranquillamente ignorare, la Santa Sede è costretta a rispondere: il bello è che lo fa esprimendo rincrescimento per il “tentativo di interferire nell’insegnamento della chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa”.

Sarebbe ridicolo, a questo punto, ripetere per l’ennesima volta le solite domande: che relazione c’è tra la libertà religiosa e le molestie sessuali? In quale modo punire un reato, e soprattutto evitare che si ripeta, metterebbe a rischio la dignità della persona umana? Con quale coraggio parlate di rincrescimento, mentre tutto quello che dovreste fare è ammettere di aver sbagliato e chiedere scusa?

Come sempre, non è dato sapere.

Evidentemente assumersi le proprie responsabilità non rientra tra gli “insegnamenti” che costoro hanno tanto a cuore.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

19 Comments

    • Come dici? “Che io sappia”? “Spretato”? Ragazzi, qua c’è un rapporto dell’ONU. Dell’ONU, dico. Che altro ci vuole per ammettere che questi insabbiano tutto da anni? Chi lo deve dire, Cristo in persona?

      • Mi scusi, ma nomina come se fosse la Madonna l’ONU che conta rappresentanti di dittature laiche e teocratiche: Iran, Sudan, Siria, Cuba e si potrebbe andare avanti un bel po’.
        Quale autorevolezza potrebbe avere il giudizio di tali criminali?

        • Si però ‘spretato’ per un prete pedofilo è come se un poliziotto aprisse il fuoco in una scuola elementare e come punizione venisse ‘licenziato’…

          Se vuole le posso citare parecchi casi di protezione. Quello che mi farebbe pensare bene sarebbe il vescovo che va dal PM, non che imbosca il pedofilo in un convento in Africa.

    • Emiliano, le consiglierei di leggere questa intervista a quello che era il “pubblico ministero”dell’ex SantÚffzio
      http://www.vatican.va/resources/resources_mons-scicluna-2010_it.html

      costui intanto minimizza “ma nooo, solo 300 casi su 3000 erano di vera pedofilia, cio’e attrazione verso impuberi, il resto era magari efebofilia”. Come a dire “e vabbe’, in fondo erano ragazzini anche di 13 anni eh, tecnicamente mica e’ pedofilo chi li molesta….”

      Poi cita circa il 60% dei casi in cui si sono presi provvedimenti del tipo “non dire piu’ messa COI FEDELI e condurre vita ritirata”.
      Cioe’, invece di dirti “con quell emani zozze tu a un’ostia non ti ci avvicini nemmeno per sbaglio” gli limiti solo la cosa alla presenza di un pubblico?
      Pure da credente mi sento rivoltare.

      Solo nel 10% dei casi – quelli proprio gravissimi – c’e’ stata dimissione allo stato laicale.

      A lei sembra una cosa accettabile?
      A me leggere frasi come
      “Certo non c’è stata una condanna formale, ma se si è obbligati al silenzio e alla preghiera qualche motivo ci sarà” fa venire il voltastomaco

      A lei no?

      • Si mi fa vomitare certo.Ci mancherebbe altro.
        Magari sono un illuso ma credo che qualcosa stia cambiando all’interno della chiesa rispetto ai secoli passati.
        Se legge il mio post precedente incito la giustizia ordinaria a prendere provvedimenti (quella nazionale e non quella della S.Sede).
        Per come la vedo io un prete pedofilo oltre che la scomunica deve farsi pure la galera.
        Spero con questo post di aver chiarito la mia posizione

  1. Dico quello che ho letto su alcuni giornali ossia che a causa di comportamenti pedolfili sono strati ridotti allo stato laicale diversi sacerdoti.
    Poi se il fatto sia vero o no non posso saperlo chiaramente (se trovo la fonte la aggiungo).

    • Emiliano, qua si parla di decenni di preti pedofili trasferiti, di vicende insabbiate, di verità non dette: se la risposta è “ok, abbiamo sbagliato ma adesso stiamo facendo le cose perbene”, perché tirare in ballo la libertà religiosa?

  2. che abbiano tardivamente punito qualche criminale ( con sanzione canonica: da oggi non sei più un mago ) cosa cavolo c’entra con la enormità dei fatti denunziati ?

  3. Il discorso della libertà religiosa non lo ho capito onestamente (almeno in questo contesto).
    Però se fosse vero che stanno facendo veramente qualcosa lo vedo come un passo avanti.
    Posso concordare che sia tardivo ma secondo me è già qualcosa.
    Altro punto
    Se è vero che esiste la lista di questi preti ridotti al laicismo per pedofilia come mai non interviene la giustizia ordinaria?

  4. Per Roberto,
    la punizione tardiva di pochi criminali rispetto a nefandezze abovimenevoli è un qualcosa che purtroppo nella storia si ripete vedi il processo di Norimberga ai nazisti…una minima parte hanno pagato ed anche tardivamente.
    Che poi la cosa a me non piaccia è un altro discorso

  5. A parte che l’ONU non è Dio in terra, fortunatamente, leggere il documento e non il bigino di Repubblica potrebbe aiutare a capire perché la Santa Sede ha espresso qualche perplessità sul rapporto…

    http://vaticaninsider.lastampa.it/fileadmin/user_upload/File_Versione_originale/Rapporto_Onu_su_Vaticano.pdf

    Perché in un documento nato per verificare le azioni intraprese dalla Chiesa contro gli abusi sui minori si occupi di aborto, omosessualità – dei bambini! -, parità sociale tra i sessi, stato di famiglia e via intromettendosi in discorsi di morale, non si capisce.

    (Che poi, perché si vadano a sindacare le azioni della Chiesa e non quelle di altri Stati, o di altre comunità e organizzazioni, dove magari la pedofilia si prova persino a propugnarla come “diritto” – cercate e troverete -, non si sa)

    Quanto ai preti pedofili, e a chi li ha coperti e li copre, “è meglio per loro che li si getti in mare con una macina al collo”, diceva Gesù Cristo.

    • sbagliato. E alla grande. Il punto è che non ci dovrebbe essere nessun dialogo tra credenti e non credenti. La mia libertà finisce solo dove comincia la tua, punto. Nessuno ti impedisce di credere in qualcosa, fosse anche il flying spaghetti monster, solo non scassare i maroni a me.

      PS
      se la tua ragione sociale è proprio diffondere la tua ‘morale’ è naturale che ti facciano le pulci se i tuoi esponenti con la suddetta morale ci si pulivano gli sfinteri. Pare che gli stati africani dove la pedofilia è tollerata non vengano a romperci le palle per farci mangiare le cavallette.

  6. “Che poi, perché si vadano a sindacare le azioni della Chiesa e non quelle di altri Stati, o di altre comunità e organizzazioni, dove magari la pedofilia si prova persino a propugnarla come “diritto” – cercate e troverete -, non si sa”

    Perche’ la “Chiesa” – il Vaticano, e’ in effetti un altro Stato, con un proprio diritto, ma che ha potere, ed esercita il suo diritto, anche in altri stati. ecco perche’. Se in Svezia o Burundi (stati a caso) vogliono garantire diritti ai pedofili o minimizzare la pedofilia, si possono far pressioni all’onu per intervenire o meno, ma nel frattempo, fintantoche’ non ci vado in vacanza o a vivere, potrebbe non fregarmene meno. Invece se uno manda il figlio all’oratorio o a messa, dovrebbe poter star tranquillo che, nel suo stato “civile” in cui la pedofilia e’ condannata, simili cose non vengano scusate o occultate, per volonta di un altro stato…

  7. Se è vero quanto ho sentito alla radio, cioè che il Comitato Onu per i diritti del fanciullo ha fatto un po’ di minestrone mescolando, nell’accusa al Vaticano, il crimine della pedofilia con questioni quali omosessualità, la contraccezione e l’aborto, direi che questo minestrone è stato un errore .
    Concentrandomi comunque sulla questione più grave, quella della pedofilia, non posso che dire “era ora” e “speriamo cambino molte cose e in fretta”

  8. Stefano Moretti
    A proposito di chi rivendica la pedofilia addirittura come diritto, ecco qua un “affascinante” documento di ‘lingua biforcuta’ esercitata da qualcuno che-giustamente implacabile contro la pedofilia dei preti-rivendica, al contrario, particolare ‘indulgenza’ verso ‘altri’ protagonisti di pedofilia, definita-niente di meno-semplice ‘preferenza sessuale’ da NON demonizzare e NEMMENO perseguire. Ne riporto un passaggio:

    “In ogni caso in uno Stato di diritto essere pedofili, proclamarsi tali o anche sostenerne la legittimità non può essere considerato reato; la pedofilia, come qualsiasi altra preferenza sessuale, diventa reato nel momento in cui danneggia altre persone.
    È invece certo che criminalizzare i pedofili in quanto tali – come “categoria” – non sulla base dei loro comportamenti ma della loro “condizione”, non è ulteriormente tollerabile, e alimenta forme di psicosi sociale, e accessi di intolleranza che non costituiscono un argine alla violenza contro i minori, ma uno stimolo a una caccia agli “untori” letteralmente devastante sul piano civile o politico.”
    L’ineffabile documento è di produzione degli adepti della setta giacinta.
    Qua i link:
    http://www.interlex.it/regole/convped.htm
    http://www.radioradicale.it/scheda/105856/106343-pedofilia-internet-vecchie-ossessioni-e-nuove-crociate-org-dal-partito-radicale-e-radio-radicale-c-
    Per dare a Cesare quel ch’è di Cesare, agli ipocriti quel ch’è degli ipocriti, ai pedofili (veri) quel ch’è dei pedofili (veri).
    Buon divertimento!

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