un blog canaglia

Onanismo radicale

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Posso sbagliare, ma sono uno che con le persone ci parla: e a occhio e croce credo che astrattamente i radicali valgano circa il dieci per cento dei consensi. Come dite? Otto? Sette?
Ok, facciamo sette, per tenerci bassi.
Ciò significa che almeno un italiano su quindici è sostanzialmente d’accordo con i temi che caratterizzano il partito, e che quindi -ripeto, astrattamente- sarebbe disponibile a votarlo.
La questione, in concreto, è che alla fine della fiera non lo fa. E questo, per come la vedo io, è un problema del quale occorrerebbe occuparsi: perché -so che si tratta di una banalità, ma nel caso di specie sottolinearla non è inutile- con il sette per cento dei voti si potrebbero portare nelle istituzioni un sacco di persone e perseguire gli obiettivi che ci si prefiggono con maggiori probabilità di realizzarli.
Non è inutile sottolineare questa banalità, dicevo: perché nel caso dei radicali valere il sette per cento e aggiudicarsi a malapena il due non solo non è un problema, ma diventa addirittura un titolo di merito. Per la serie: siamo così intelligenti che nessuno ci capisce, siccome nessuno ci capisce ci votano sempre meno persone, e il tutto -tautologicamente- costituisce la controprova di quanto siamo intelligenti.
Poi, naturalmente, c’è il regime. Il regime che ci ostracizza, ci sabota, ci silenzia. E il fatto di essere su percentuali vicine allo zero è la dimostrazione patente che quel regime esiste e che noi siamo gli unici a combatterlo.
Il calo dei consensi, quindi, lungi dal rappresentare un problema finisce per diventare una doppia libidine, perché da un lato dimostra che la nostra perspicacia cresce e diventa di giorno in giorno più acuta, e dall’altro conferma che quanto andiamo dicendo su questo paese è incontrovertibilmente vero.
Si tratta di un labirinto, naturalmente. Di una trappola onanistica nella quale, mi spiace dirlo, siamo ormai affondati fino al collo come Tarzan nelle sabbie mobili. Si fa fatica a respirare, si annaspa, più ci si dimena più si sprofonda. Finché, dai e dai, si soffoca. E alla fine, inevitabilmente, si muore, dopo aver sperperato un patrimonio politico di valore inestimabile.
Io, per conto mio, non ce la faccio a sentirmi migliore degli altri semplicemente perché gli altri non mi cagano; né sono disponibile a giustificare il fatto che non mi caghino soltanto con il passepartout feticista del regime. Lo trovo un atteggiamento infantile, autistico, irresponsabile.
Se è vero -come credo sia vero- che un italiano su quindici sarebbe d’accordo con noi, e se è vero -com’è incontrovertibilmente vero- che quell’italiano ormai non ci vota più, dev’essere soprattutto colpa nostra.
Sarebbe il caso che ci occupassimo dei nostri errori, invece di lagnarci. Sarebbe il caso che ci rendessimo autenticamente disponibili a correggerli, invece di dare dei coglioni a tutti gli altri. Sarebbe il caso che prendessimo ancora la briga di parlare alle persone, invece di compiacerci della nostra solitudine e di raccontarci un giorno sì e l’altro pure quanto siamo bravi e quanto poco ci capiscono.
Sarebbe il caso di diventare adulti, insomma.
Dopo quasi sessant’anni, credo sia lecito aspettarselo.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

17 Comments

  1. lmi pare che a pazzia di Pannella non sia dissimile da quella di Grillo, sono entrambi profeti, lucidi nella denuncia e nella distruzione, ma ambigui nel ricostruire, ciascuno a suo modo

  2. Io penso che se i Radicali incarnassero veramente quello che vorrebbero essere, partito liberale liberista libertario, con coerenza (che si è persa da più di 10 anni ormai) e senza gli inciuci del vecchiaccio dietista, oggi i Radicali verrebbero i voti di Grillo + Ingroia + Monti > 7% Perchè un elettore stufo direbbe: pittosto che votare quelle cacche di Pd e PdL voto un partito serio, alternativo e di rottura che non ha mai rubato e ha valori, magari diversi dai miei, ma che non li ha mai traditi per opportunismo (Storace?????!?!?!!?!?)… ma l’occasione, penso, si sia persa da più di 10 anni ormai.

  3. ci pensavo la settimana scorsa, che senza Pannella avrei votato radicale negli ultimi 15-20 anni. Invece mi è toccato votare il maggior partito della sinistra ogni volta turandomi il naso, e ogni volta il risultato era una puzza maggiore. Ma chiedergli di farsi da parte?

  4. D’accordo su tutto, in questa direzione si dovrà necessariamente ragionare dopo le elezioni. La mia speranza è che si arrivi ad una vera riorganizzazione interna della Galassia, o meglio del “Buco nero” come preferisco definirla io, a mio avviso condizione essenziale per arrivare ad un movimento di aggregazione e partecipazione, piuttosto che rimanere infangati in quello che da fuori appare come un club di un presunto elitarismo culturale. Sullo “stimateci di meno, votateci di più” ci si è sempre riso sopra, a me non ha mai fatto ridere, il fatto che le idee radicali siano condivise ma non rappresentate è una perdita non tanto per il Partito Radicale, bensì per l’intero paese.

  5. Rinaldo, ottimo commento! Simpatizzo per il M5S e per i Radicali, una sintesi della carica innovativa del primo e della sensibilità del secondo sarebbe auspicabile.

  6. Condivido tutto: un patrimonio sprecato. Forse l’essere sempre stati marginali, dal punto di vista del potere, ha garantito che il messaggio non venisse mai “annacquato”, ma dopo un po’ questo continuo spiazzare gli elettori diventa incomprensibile. L’ultima scelta – schierarsi con Storace, uno che è la nemesi di tutto ciò che è stato radicale negli ultimi cinquant’anni – non può essere spiegata in nessun modo…

  7. Patrimonio sprecato? Mah.. non so se la FUGA di persone propositive dalla galassia PR, a vantaggio di chi si è appropriato delle tue idee e, da irrealizzabili che diceva che fossero, le ha realizzate, evitando bene di farti sapere che le avevano reliazzate, non so, dicevo se possa essere una delle ragioni del tuo ottimo post. Io dico di sì…

  8. Io sono stanco di essere scavalcato dagli ultimi dei demagoghi e degli incapaci, o fatto un sacco di sbagli, non sono intelligente dicci però anche come se esce

  9. Condivido e con me tutti i compagni di Parma. Discutiamo di questo da tempo ed è ricorrente l’immagine frustrante della squadra di calcio che si allena sei giorni alla settimana senza mai giocare la domenica… E quando può, l’allenatore fa entrare in campo gocatori che mai si sono allenati o al meglio, cambia gli schemi durante la partita… Noi tutti sappiamo che molti voterebbero radicale ma la non chiarezza degli obbiettivi e il chiuderci nell’angolo con tante segate filosofiche non ci permette di comunicare ai più. Ho rivisto, ancora una volta, Mario in difficoltà su rai3 e non per sua incapacità ma per mancanza di argomenti che rispecchino una visione concreta del quotidiano. Lo stumento Radicale è da ripensare come da ripensare sono le regole interne di condivisione.

  10. …sono uno degli italiani che sarebbero (nel mio caso: spesso sono) d’accordo con voi. quantomeno abbastanza d’accordo da votarvi come il male minore; il motivo per cui non vi voto IO è il seguente: sono estremamente diffidente dell’uso che fareste del mio consenso e – confesso – estremamente deluso dell’uso che ne avete effettivamente fatto in passato, almeno in una occasione.

  11. Alessandro, ancora con ‘sti radicali?
    Pannella sembra sempre di più Jim Warren Jones, vi farà fare la fine dei seguaci del Tempio del Popolo.
    Purtroppo è dal ’94 che i radicali hanno svaccato.

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