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Le note della rispettabilità

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Yevgeny Nikitin è un cantante lirico apprezzato con un background inedito: in passato ha infatti militato in una band di heavy-metal, nella quale cantava e suonava la batteria. Il corpo di Nitikin, come si conviene ad un adepto del metallo, è pieno di tatuaggi, tra i quali ce ne è uno, sulla parte sinistra del petto, che richiama una svastica. Tanto è bastato per far scoppiare una grana al festival di Bayreuth in Germania.

Giusto per precisione, in un mondo compiutamente “de-nazistificato”, un festival come quello di Bayreuth non esisterebbe nemmeno. Si tratta infatti di una rassegna di musica lirica nata nel 1876 esclusivamente per celebrare i lavori di Richard Wagner, che non fece mai mistero del suo antisemitismo e la cui opera ha costituito una forma di ispirazione per Adolph Hitler ed altre belle persone. Nel 1930, alla morte di Siegfried Wagner, ad occuparsi della macchina autocelebrativa della famiglia del celebre musicista fu Winifred, moglie (inglese) del figlio del compositore e fervente nazista (era addirittura in corrispondenza con il Führer in persona!).

Eppure, Nikitin è stato sottoposto ad una tale pressione mediatica che il 22 luglio ha “deciso” di ritirare la propria partecipazione (avrebbe dovuto prestare il suo basso-baritono nell’opera “L’Olandese Volante”). Ma come è scoppiato il caso? In un programma andato in onda il 20 luglio, il cui obiettivo era quello di realizzare un ritratto dell’artista tra heavy-metal e lirica, era incluso uno spezzone di video in cui Nikitin era ripreso a torso nudo alla batteria nell’atto di cantare. Sul lato destro del suo petto, in effetti è visibile un grosso tatuaggio che sembra rappresentare una svastica parzialmente ricoperta da decorazioni verdi e rosse: diciamo che sembra una svastica davanti alla quale sia stato posizionato un agrifoglio di quelli che si vedono a Natale…

Dopo l’apparizione del presunto (ma assai probabile) segno nazista, gli organizzatori del Festival, che, memore del brodo di coltura mefitico che lo ha generato, oggi tenta di rifarsi una vita con improbabili prove di eccellenza democratica, hanno dato di matto. Quando un giornale ha chiesto a Nitikin una conferenza stampa per giustificare i suoi tattoo, lo hanno convocato: poche ore dopo, il cantante trentottenne ha annunciato il suo ritiro. A quel punto, ha cominciato a sparare sui media una serie di dichiarazioni, una più ridicola dell’altra, tra cui:

“La foto rappresenta il tatuaggio in una fase in cui non era ancora stato completato” [per la cronaca, fosse o meno una svastica quella vista nel documentario, è certo che oggi quel segno è stato coperto, come si può vedere qui]

“Non immaginavo il livello di irritazione e di oltraggio che questi segni avrebbero procurato”

“Assolutamente, non ho e non ho mai avuto alcuna affinità o collegamento con alcun movimento neonazista o fascista”, salvo poi ammettere:

“E’ stato un grave errore, e vorrei non averlo commesso”…

Non mi sembra vi siano dubbi sulle simpatie politiche di Yevgeny Nikitin, almeno in una fase della sua vita. Sulla svastica non mi esprimo, ma la presenza, sull’altro lato del petto, di un tatuaggio che rappresenta la runa Algiz (o runa della vita), fa pensare: a quanto capisco era stata molto popolare presso i nazisti, ed è ancora molto trendy tra suprematisti bianchi ed altra feccia negli USA.

Mi fa comunque rabbrividire anche la scelta degli organizzatori di costringere Nikitin a ritirarsi: per parecchie ragioni. Innanzitutto, un tatuaggio è una scelta fatta sulla propria pelle (è il caso di dirlo!), e quindi strettamente personale e non censurabile: pur ritenendo disgustosa l’idea di avere un simile infame simbolo di morte e di oppressione scritto per sempre sulla carne, non credo che questo tipo di valutazioni riguardi gli organizzatori di un festival di musica lirica.

Stesso ragionamento vale, ovviamente, per le presunte idee politiche di Nikitin: per quanto ripugnanti, sono un problema suo. In fondo, non è stato ancora inventata una cura per la stupidità. Tanto meno per quella giovanile.

Il tutto senza contare che, nei fatti, Nikitin ha dimostrato di aver modificato il simbolo oggetto di contestazione: potrebbe anche averlo fatto per opportunismo, ma vogliamo almeno concedergli il beneficio del dubbio?

Infine, l’arte dovrebbe essere qualcosa di diverso dalla politica: non possiamo permettere alla nostra valutazione valoriale di amputare le gambe alla creazione artistica. Céline fu un collaborazionista ed un detestabile antisemita, per esempio, ma credo tutti siamo d’accordo sul fatto che bruciare nella pubblica piazza “Viaggio al termine della notte” e “Morte a credito” costituirebbe una condotta simile a quella del proverbiale marito che si taglia le palle per far dispetto alla moglie.

In effetti, la dimostrazione che l’arte è pura è dato dal fatto a Bayreuth si danno appuntamento un sacco di persone per bene -certo non si tratta di un raduno degli ex della Gestapo (non solo, per lo meno…). Eppure, proprio gli organizzatori del festival,oggi, vorrebbero chiedere ai cantanti di esibire solide credenziali democratiche prima di poter lanciare un do di petto… Che assurda ipocrisia!

Senza considerare che, sempre nell’ambito della musica classica, c’è un personaggio come Herbert Von Karajan, celebratissimo direttore d’orchestra, fortemente sospettato di aver aderito al partito nazista in Austria nel 1933. Lo stesso Arturo Toscanini, che passò quindici anni negli USA in volontario esilio, noto per le sue clamorose disobbedienze civili anti-fasciste e anti-monarchiche, aderì inizialmente al partito fascista. La lista sarebbe lunga. Ma a pagare dovrà essere, a quanto pare, solo un metallaro russo.

 

 

 

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

4 Comments

  1. Non solo Karajan. L’ attentato al cancelliere austriaco Dollfuss fu preparato in casa del celebre direttore austriaco Clemens Krauss. Il tenore Beniamino Gigli era fascista e Tito Schipa era protetto dal suo compaesano Achille Starace. E ci sarebbero ancora decine di esempi…

  2. Allora….non è permesso tatuarsi una svastica ma sono tollerati senza nemmeno troppe riserve i movimenti e partiti di estrema.
    Ah quando si dice coerenza.

  3. Non riesco a setrmete di leggere Il sogno di Talitha. Ho come l’impressione che mi sarebbe piaciuto ancora di pif9 se l’avessi letto qualche anno fa, perche9 rivedo tra le pagine quel fascino che Nihal aveva esercitato su di me quando per la prima volta presi in mano un fantasy, il tuo. Ora sto probabilmente emigrando verso altri generi, ma e8 un piacere leggere Talitha. Sono quasi a mete0, e gie0 mi chiedo se e quando Paolo Barbieri dare0 un volto a questi personaggi che io mi immagino cosec bene. L’ambientazione e8 veramente bella. Per ora non mi esprimo sulla trama, siccome non l’ho finito, ma gie0 solo il fatto che continui a leggerlo L’unica cosa che mi lascia perplessa e8 che ogni tanto ci sono delle ripetizioni, cose minime che un editor avrebbe dovuto notare e aggiustare. Niente di che comunque.Immagino che ci saranno i soliti guastafeste con le loro solite critiche distruttive, ma a parer mio gie0 solo il fatto che tramite i tuoi libri tu riesca a far sognare le persone, a portarle via di qui per un po’, e8 l’unica cosa che conta veramente.Egoisticamente parlando, spero che tu venga a Trento prima o poi.

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