un blog canaglia

Non sto con la Fornero, ma con l’italiano

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Vediamo di capirci: se siamo tutti a tavola e io dico che secondo me i bambini non devono fare gli schizzinosi quando mettono loro nel piatto una porzione di verdure bollite sto esprimendo un’opinione, sulla quale si può essere o non essere d’accordo; se invece siamo tutti a tavola e io accuso mio figlio di fare lo schizzinoso con le verdure bollite, quando quello se la mangia tutte le volte senza fiatare anche perché non gli cucino mai altro, mio figlio è legittimamente autorizzato a farsi girare i coglioni e mandarmi a cagare.
Converrete con me, però, che si tratta di due situazioni molto diverse tra loro: e che, mutatis mutandis, quello che la Fornero ha detto ieri sui giovani e sul lavoro si avvicina molto di più alla prima che alla seconda.
Dopodiché, sull’opinione della Fornero si può anche non essere d’accordo: cioè si può sostenere che i giovani non devono accettare il primo lavoro che capita loro a tiro, ma declinare ogni offerta finché non si imbattono in quella giusta. Però, abbiate pazienza, scrivere in ogni dove che secondo la ministra “i giovani italiani sono schizzinosi” significa semplicemente scrivere il falso: perché lei, al di là di ogni ragionevole dubbio, una cosa del genere non l’ha mai detta.
Non si tratta, badate, di essere un sostenitore o un detrattore della Fornero e delle sue idee sul mercato del lavoro: si tratta semplicemente di essere un sostenitore della lingua italiana e dell’onestà intellettuale.
Perché pigliare qualcuno e storpiare quello che ha detto, a prescindere dal fatto che quel qualcuno sia un alleato o un avversario, è un’operazione che non porta mai -ma proprio mai- da nessuna parte.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

61 Comments

  1. “I giovani escono dalla scuola e devono trovare un’occupazione. Devono anche non essere troppo choosy, come dicono gli inglesi, cioè io lo dicevo sempre ai miei studenti: prenda la prima, poi da dentro lei si guarda intorno. E lo fa… però bisogna entrare nel mondo del lavoro, subito, non pensare che c’è sempre un’offerta migliore che ti arriva dopo… adesso non è più così con un mercato tanto difficile, tanto diciamo debole, come quello che abbiamo un questo momento, però abbiamo visto tutti i laureati che STAVANO tutti lì in attesa del posto ideale. Non è così”. Ha detto che i giovani d’oggi sono schizzinosi? Dove, di grazia?

    • No, non l’ha detto.
      Ma, da cultore e sostenitore della lingua italiana quale ti professi (e non dubito che tu lo sia) dovresti anche ammettere, proprio per onestà intellettuale, che quando una persona, parlando OGGI, riferendosi al mercato del lavoro ATTUALE e rivolgendosi ai giovani D’OGGI, si sente di suggerir loro di non essere “schizzinosi” col primo lavoro che gli capita, è come se pensasse che invece essi lo siano.
      Semplicemente per il fatto che se io non penso che tu abbia un brutto taglio di capelli non ti dico che secondo me “dovresti” tagliarli. (come il Ministro dice che non dobbiamo essere troppo choosy).

      Io do un consiglio o suggerisco una cosa a qualcuno se penso che quel qualcuno NON stia facendo quella determinata cosa o, peggio, stia facendo magari l’esatto contrario.

      Non l’ha dunque detto esplicitamente, ma l’ha detto implicitamente. E chiunque sia un sostenitore dell’italiano o dell’onestà intellettuale in una conversazione, se ne accorgerebbe.

  2. Un ministro non può mettersi a moraleggiare così con discorsi da bar. Non è il suo compito, lei deve trovare le soluzioni economiche e istituzionali al problema. E nè lei nè nessun altro della sua generazione ha il diritto di dire ai giovani cosa devono fare. Sono loro che ci hanno consegnato questo mondo sfasciato, mentre per loro la strada era spianata.

  3. “Devono anche non essere troppo choosy ”
    A me ha dato fastidio questa frase e lei l’ha detta.
    Insomma, siamo un popolo di laureati che quando va bene fa lavoretti dignitosi, quando va male stages o lavori assurdi e mal pagati. Non solo dobbiamo accettare tutto questo, per giunta dobbiamo pure sorbirci la ramanzina del “non bisogna essere troppo choosy”?
    L’ha mai detto a sua figlia che non dovrebbe essere troppo choosy?
    Non credo proprio.
    Noi mangiamo GIA’ merda tutti i giorni senza fiatare.

    • Oggesù santissimo. Che ti abbia dato fastidio è un conto: che abbia detto un’altra cosa rispetto a quella che ieri tutti riportavano è un altro. Ma insomma, possibile che non capiate la differenza?

  4. Mi trovi perfettamente d’accordo. Sicuramente sulla parte di interpretazione linguistica. Ci aggiungo che secondo me l’analisi della Fornero è un’opinione che può essere anche condivisa sotto molti aspetti. Comunque lo si guardi il mercato del lavoro in Italia è cambiato profondamente e non sono certissimo che questi mutamenti siano stati compresi bene dalle ultime due generazioni di “giovani”.

  5. Ma se io ti vengo a dire che tu “non dovresti andare troppo per il sottile” ti potresti incazzare perché sto insinuando che lo fai.
    E avresti sacrosanta ragione.

    • Esattamente, cristo!

      Qui è il concetto di differenza tra messaggio implicito ed esplicito che deficita, non la comprensione della lingua italiana.

      E’ l’ambito semantico del concetto di INSINUAZIONE che non si sta capendo.
      O che non si vuole capire, al fine esclusivo di alimentare questo flame di lana caprina su un problema interpretativo che non sussiste.

  6. Ho riletto e riletto. Allora facciamo un esempio: uno/a sceglie un percorso formativo impegnativo per fare chessò l’archeologo. Finisce e non trova lavoro. Unica cosa che trova è portare le pizze a domicilio. Secondo la Fornero deve accettare di farlo perchè una volta entrato nel mondo del lavoro, può guardarsi meglio intorno o aspirare (dall’interno) a qualcosa di meglio. Facciamo ancora un altro esempio,perchè il mondo del lavoro non riguarda solo i giovani, ma anche i padri e le madri di questi giovani ora in cigs, esosati, licenziati. UNO/A (in maiuscolo perchè sono anziani) dopo un percorso lavorativo di 10/15/20 anni anche 30 di un certo livello, si ritrovano a 50 anni senza lavoro. Quindi secondo la Fornero si dovrebbe accettare il primo lavoro che offrono , così poi dall’interno ci si può muovere meglio e scegliere. Sa, Signor Capriccioli non riesco proprio ad immaginare il salto di qualità che si possa fare da badante…forse capo di gabinetto? Inteso come proprio “gabinetto”. Gabriella (ex resp.amministrativo società con 4 filiali e 180 dipendenti)

    • Gabriella in attesa che le risponda Capriccioli se permette le rispondo io. Un padre di famiglia, o anche semplicemente un adulto single, a 50 anni, con una vita lavorativa alle spalle, avrà un pacchetto di competenze più o meno specifiche che, se ha fortuna, e se vuole darsi da fare, potrebbero aiutarlo a trovare un nuovo lavoro… salvo in casi per cui magari l’ intero settore sia in crisi, o quelle funzioni / mansioni non siano più attuali o concorrenziali. Trovandosi senza niente in mano, deve campare. E secondo lei come lo deve fare? Aspettando il prossimo lavoro non degradante, o dello stesso ‘livello’ di quello precedente? E se lo trova dopo due anni, in quei periodo che fa? Si gratta? Signora forse dovrebbe iniziare a rivedere le sue priorità, così come dovrebbero fare molti italiani. Il sottoscritto ha abbandonato la sardegna con un contratto chimico D3 e 1400 euro netti di stipendio mensile, per muovermi in Lazio (dove la vita é molto più cara) con un 5° livello impiegatizio (quindi deprecato, 1 livello intero in meno) e 150 euro in meno di stipendio. L’ ho fatto perchè in sardegna era difficile trovare un lavoro ‘di pari livello’ specialmente economico rispetto a quello che avevo. Se avessi ragionato con il suo orgoglio e il suo dubbio sul ‘salto di qualità’ (e chi ha mai detto d’ altronde che ci debba essere?) forse adesso starei fregando la mano per terra o costringendo i miei genitori a dilapidare i beni di famiglia in attesa di trovare un lavoro… Il concetto che la Fornero esprime (e mi creda, io sono un assoluto anti-Fornero) é che ad aspettare e rifiutare in attesa ‘di meglio’ ci si perde soltanto, non si ha uno stipendio, si ha un curriculum scarno che pi, quando ci si va a presentare in una azienda, viene guardato e ci si mette a ridere. Dovrebbe sapere che tutte le aziende, nel valutare i curriculum, tengono in grande considerazione quanto una persona si é tenuta occupata, quanto si é data da fare, specialmente quante esperienze di tipo diverso ha fatto nel corso della vita. Chi sta li ad aspettare il lavoro ‘degno’ perchè ha studiato e fatto sacrifici, diventa lavorativamente una ameba, senza esperienze, senza uno straccio di storico. E che figura ci fa, poi, quando si presenta al colloquio per il suo ‘lavoro perfetto’? Il problema del deprezzamento del proprio studio, e della difficoltà di trovare lavoro (sia esso il primo o uno nuovo) é sempre esistito, pur se attualmente é molto peggiorato… ma già dagli anni 80, quando ero poco più che bambino, si sente parlare dei famosi ‘laureati spazzini’ o dei ‘medici postini’. Poi magari col tempo si trova altro, si va a migliorare si spera, ma la priorità é e deve sempre essere cercare di rimanere occupati, anche facendo i badanti o pulendo scale. Altrimenti si é inutili, con una vita vuota, e si é soltanto di peso alla comunità.

      • Sono pienamente d’accordo con quello che ha scritto Alessandro e queste cose continuo a dirle alle mie figlie che si stanno laureando .E’ chiaro che per loro vorrei il meglio pero’,visti i tempi e’ giusto che si diano da fare e che ,per i primi tempi si adattino a lavori anche estranei alla loro preparazione scolastica ,continuando pero’ nel frattempo a cercare un lavoro a loro piu’ congeniale .

      • Signor Alessandro e Signora Luciana, la sottoscritta da quando è in mobilità ha continuato a lavorare 10/12 ore al giorno, senza percepire quasi nulla, perchè ho tre figli e perchè se fossi scesa dal treno del lavoro, nessuno mi avrebbe più cercata. E continuo ad andare nella mia ex azienda, dò da mangiare ai cani, apro la corrispondenza, interagisco con i commissari. Da oltre 1 anno mando curriculum in tutta Italia…di concreto mi hanno offerto di fare “Mary Poppins” (cito letteralmente) cioè la baby sitter e la cuoca, cosa che ora faccio non le dico con che miseria di compenso ovviamente a nero. Qui non si tratta di stare con le mani in mano, qui di tratta di calpestare dignità e orgoglio, cosa che si fa per necessità, qui si tratta di essere in competizione con i propri figli… e non voglio sentire UNA MINISTRA dire che “siamo o potremmo essere choosy”, quando la gente si fa in quattro per campare.

  7. La ministra ha perfettamente ragione. Il problema è che uno che ha passato 10 anni della propria vita a farsi un mazzo tanto tra università e master non è proprio contento di prendere il primo lavoro che gli capita, quando detto lavoro comporta passare 4 ore al giorno a telefonare a degli sconosciuti, proponendogli di stipulare un contratto di telefonia/internet/paytv/luce/gas, per l’allettante compenso di € 300 mensili. E pensare che la propria vita potrebbe cambiare quando si passerà full-time. Sarà sempre lo stesso lavoro di merda, ma vuoi mettere quei 6-700 € al mese che ti permettono addirittura di andare via da casa dei genitori, prendendo una stanza in affitto in un appartamento condiviso in periferia?
    Sono soddisfazioni…

  8. Sono d’accordissimo con zucca violina. La fornero ha detto che i giovani italiani, non devono essere schizzinosi, ma secondo te dire che non devono esserlo, non potrebbe implicare che magari in passato lo sono stati e forse anche oggi. Ora capisco che tu come radicale devi fare sempre l’avvocato del diavolo, ma una tesi del genere detta da un ministro del lavoro non si può assolutamente accettare ed è da criticare finchè campa.

    • Non c’è nessun bisogno di fare l’avvocato del diavolo,Fornero e l’intero governo Monti sono graditissimi ai radicali:
      “un ‘felice’ incidente della partitocrazia”:così Pannella definisce il dott. Morte e la simpatica congrega che lo assiste,tenendogli il sacco aperto e badando bene che si riempia delle teste ‘giuste’:FELICE,aggettivo qualificativo.
      Infatti i pannellidi presenti in parlamento,in perfetta sintonia e accordo con quelli che tengono il sacco,hanno votato senza fiatare TUTTI i provvedimenti,TUTTE le manovre scellerate che da un anno casi abbattono sugli italiani più deboli e più indifesi.
      ‘Diavolo’? No no,il ‘diavolo’ siamo noi…

  9. A mio avviso dire “I giovani escono dalla scuola e devono trovare un’occupazione. Devono anche non essere troppo choosy, …” vuol dire che a tuo avviso i giovani “choosy” lo sono, ovviamente generalizzando.
    Poi ci si può arrampicare sugli specchi, cercare di modificare il senso della frase iniziando a parlare al passato. Ma la frase la si è detta.
    Io credo che siano proprio le generazioni precedenti a non aver colto i cambiamenti del mercato del lavoro. Noi giovani (ho 31 anni) le abbiamo colte e abbiamo dovuto accoglierle. Ci siamo dovuti adattare.
    Ci era stata raccontata la favola che avremmo avuto un lavoro migliore di quello dei nostri genitori. Ci è stato raccontato che il pezzo di carta era importate, ci sono state dette tante cose. A nostre spese abbiamo scoperto che era tutto falso. Normalmente stiamo peggio dei nostri genitori, non abbiamo nessuna certezza del futuro e il pezzo di carta fa più male che bene. Poi ci sentiamo dire che siamo mammoni, schizzinosi, snob. Forse iniziamo ad essere stufi di essere sempre insultati.
    Salvo rettifica.

    • “Troppo”: quasi tutti i commentatori ignorano disinvoltamente quel “troppo”. Che non esclude la possibilità di essere schizzinosi, ma invita a non esserlo troppo.
      I fatti, però, possono essere bellamente ignorati, quando si deve seguire una logica preconcetta e partire a testa bassa ora contro i “montiani”, ora contro i “politici”.
      Quanti sacri furori da un popolo che ha votato per un ventennio, come un gregge stolido, i governi più vergognosi di cui si abbia memoria!
      Per la cronaca,io ho studiato fisica all’università. Ho 64 anni e in tutta la mia vita lavorativa sono rimasto disoccupato per soli 15 giorni. Pur di non restare senza far niente, ho fatto per alcuni mesi il fattorino, dopo un licenziamento “per motivi economici” all’età di 35 anni. E l’ho considerato semplicemente un lavoro, senza la minima frustrazione: era quello che io, nonostante i miei studi, ero riuscito a trovare in quel momento. E allora? Dov’era lo scandalo?
      Mi sa che la cultura del lavoro senza aggettivazioni sia andata a farsi fottere. Se per un caso statisticamente improbabile un’intera generazione di italiani si laureasse in Araldica, trovereste moralmente giusto e logicamente corretto il loro furore per non trovare un lavoro all’altezza del loro curriculum?
      Il lavoro è un diritto, ma è anche un dovere; morale e personale, prima che costituzionale.
      Abbiamo avuto la possibilità di scegliere tra un sistema che il lavoro te lo garantiva (e imponeva) comunque, magari facendoti fare il guardiano dei corridoi negli alberghi, e un sistema in cui il lavoro te lo dovevi cercare, se lo volevi, e te lo dovevi conservare con le unghie e con i denti.
      Abbiamo scelto il secondo tipo e credo che ancora oggi si farebbe la stessa scelta. Se ne può discutere, ma è andata così. Be’, diamoci una regolata: il gioco lo abbiamo scelto e ora lo dobbiamo giocare. Si possono cambiare le regole, se c’è abbastanza consenso. Certo non è sufficiente frignare perché è difficile e – in certi periodi – tragico, se poi questo si rivela l’unico atto “politico”.
      E non è dignitoso fare troppo gli schizzinosi. Perché ce ne sono parecchi, troppi in giro: guardatevi intorno e non limitatevi a basarvi sulle vostre convinzioni.

  10. Esatto!!! Attaccarsi alle parole precise “devono anche non essere troppo choosy” e non riconoscere che in quella frase c’è una più o meno esplicita considerazione che secondo lei alcuni giovani italiani LO SONO, è cieco ed inutile. E non porta da nessuna parte. Siamo stamchi di lezioncine del cazzo, vogliamo il lavoro, che, (qualsiasi cosa dicano loro) è un diritto. Ed è sacrosanto essere choosy se ti sei fatto un mazzo così a studiare, hai una laurea e pure la lode, un master e ti sei fatto sfruttare agli stages e altrove. E’ giusto. Che in questo periodo storico NON si possa fare per ovvie ragioni quello lo sanno tutti gli italiani laureati che consegnano pizze o simili. Lo sapevamo già!!!!!
    E ora che abbiamo fatto l’analisi logica della frase? Che si fa?
    Scusa ma mi girano vorticosamente da ieri.
    Ora il lavoro per il lavoro, grazie.

  11. Significa che quando trovol’annuncio “Cercasi apprendista con esperienza” non devo prendermela e accettare un lavoro con paga da inesperto quando invece ho anni di esperienza alle spalle. Significa che quando mi dicono “hai tutti i requisiti che fanno per noi, però per ora ti facciamo un contratto di 2 mesi in 2 mesi senza contributi” devo essere felice di accettare la vantaggiosa proposta.
    Il non essere “choosy” e accettare tutto questo ha fatto si che il mondo del lavoro si sfasciasse e se continuiamo ad accettarlo presto troveremo annunci del genere “Offresi lavoro full time, si richiede il versamento di 50 euro mensili da parte vostra sui nostri conti”.

  12. Sono d’accordo con alessandro.
    Aggiungo che c’è un dettaglio non da poco. Stiamo parlando di una frase tirata fuori (ad arte) da un discorso più ampio. Stiamo parlando senza sapere davvero cosa stava dicendo e a che si stava riferendo. Mi sembra del tutto plausibile, se non evidente, che la tirata sui “giovani” non fosse riferita ai “giovani italiani di oggi”, ma fosse un discorso generale e generico su scuola e lavoro, tanto è vero che, come riporta Alessandro, immediatamente dopo aggiunge “adesso non è più così”.
    Nessuno di noi ha letto o sentito quello che la fornero stava dicendo prima, e già questo rende assurda, ai miei occhi, la virulenza di tutte queste polemiche. E’ possibile che la fornero abbia fatto la gaffe che le viene attribuita (non me ne stupirei troppo), ma mi sembra più probabile che siamo di fronte ad un epic fail di stampa ed opinione pubblica (me ne stupirei ancora meno). In ogni caso, ripeto, l’esagitazione è fuori luogo. Ed è allarmante.
    Ma dimmi se mi tocca difendere la Fornero…

  13. Insomma…. io ho studiato Architettura, ho lavorato poi per otto anni in teatro, come Tecnico, poi ho fatto l’elettricista, il pittore (imbianchino), ho fatto le pulizie in condomini, il giardiniere, meccanico di moto, attaccato manifesti pubblicitari, ecc…..
    Ora sono all’estero, lavoro come sistemista (computer, server, networks) e guadagno quasi 3.000 Euro netti, ho comprato casa e vivo bene….
    Io non mi sono posto il problema del posto da architetto… ho fatto ciò che ho trovato, mi sono guardato intorno e ho provato (e sono riuscito) a trovare sempre la via migliore.
    Lamentarsi è facile! E comodo!

  14. Alessa’, seguimi. Choosy vuol dire schizzinoso. Se la Fornero dice dei giovani che “devono anche non essere troppo choosy” è perché pensa che lo siano o no? Se pensasse il contrario non darebbe un consiglio del genere, giusto? Quindi la semplificazione “i giovani italiani sono schizzinosi”, anche se non è esattamente quello che ha detto, neanche si può considerare uno stravolgimento del suo pensiero. Mi sembra che tu con la lingua italiana sia un po’ troppo choosy

  15. E io dico che quelli che si chiamano Alessandro Capriccioli e scrivono su LiberNazione non devono dare ragione alla Fornero quando non ce l’ha. Ma non non parlo di te, eh, è un’opinione in generale. (aggiungere sarcasmo q.b.)

    Nessuno dice una frase del genere se non pensa che la situazione esista. Se tu dici che i bambini non devono essere schizzinosi, lo fai solo se pensi che lo siano. Non lo diresti mai se nel tuo mondo i bambini mangiano tutto senza fiatare, perché non si parla di non-problemi.

    Ci si può nascondere dietro l’italiano e la grammatica, ma quando la Fornero ha detto che i ragazzi italiani non devono essere ‘choosy’ c’era implicito un gigantesco “perché invece lo sono”. E quindi è giustissimo che i giovani italiani la mandino a cagare.

  16. Io credo che la Fornero su 4 volte che ha aperto la bocca ha sbagliato 10 volte frase, modo di dire le cose o mettetela come vi pare.
    Sta di fatto che parla bene lei a farci fare sacrifici, qualsiasi tipo di lavoretto quando è la prima che prende uno stipendio assurdo e quando ha già sistemato tutta la sua famiglia con cariche ben retribuite.
    I suoi figli dovevano prima aver fatto gavetta come tutti noi poveri mortali e allora si che poteva dire qualcosa.
    Si stanno comportando come Maria Antonietta quando disse al popolo “non avete il pane, mangiate li brioche” ma se non ricordo male le tagliarono la testa. Il popolo italiano è calmo e paziente ma arriverà ad un punto che si rivolterà e li non ci sarà più niente da fare per questi “poveri” politici che tanto amano prenderci per il culo.

  17. Apprezzo l’acume filologico e lessicale nel suggerire una più corretta interpretazione dell’aggettivo choosy, nonchè l’appello in difesa della lingua italiana, ma trovo assolutamente fuorviante l’assunto di partenza del pezzo (che evidentemente lei condivide con il ministro Fornero, a prescindere dalla dottrina economica di riferimento): ossia che i giovani italiani si permettono il lusso di rifiutare i lavori che gli vengono offerti.
    Evidentemente, lei conosce una realtà del lavoro diversa da quella che vedo io, che pure appartengo ad una categoria assolutamente privilegiata. A me capita di vedere – con rarissime eccezioni – soltanto persone che accettano sistematicamente lavori malpagati, svolti in condizioni inaccettabili, senza tutele di sorta e con pieno disprezzo, spesso, della loro incolumità fisica e psichica. Io vedo persone che girano come trottole e accettano di prendere treni pendolari luridi agli orari più improbabili, pur di guadagnare qualche spicciolo, e se rifiutano certi contratti è soltanto perchè le spese per spostarsi e mantenersi in un’altra città sono maggiori del salario percepito (peraltro spesso in ritardo, in nero, o in altre forme che strapperebbero un mugugno di approvazione a certe figure di padroni ottocenteschi che credevamo seppellite nei libri di Dickens e invece stanno uscendo alla ribalta sempre più condendo i loro grassi sproloqui con melense dosi di paternalismo). E per quanto riguarda i lavori più massacranti, al di là delle leggende metropolitane sui panettieri introvabili, la inviterei a farsi un giretto, la mattina molto presto, sul raccordo anulare, all’altezza dell’uscita tiburtina, o sulla Palmiro Togliatti. Troverà file di giovani dell’est o del nordafrica che attendono da essere caricati – peraltro in numero sempre minore per la crisi che blocca l’edilizia – da rampanti geometri o capocantieri italiani in cerca di braccia da utilizzare per un giorno. Tra queste persone non ci sono giovani italiani, è vero, ma per un motivo: un giovane italiano costa di più e se si fa male sarà piuttosto complesso occultare l’incidente, come si fa spesso, purtroppo, nel caso di irregolari o disperati di vario genere. Dietro il ritornello delle verdure bollite rifiutate si nasconde, a mio modo di vedere, una sostanziale difficoltà a vedere le basi malate della nostra economia e a intendere le difficoltà di una generazione intera. Ma spero davvero di sbagliarmi e di aver mal giudicato il suo intervento.

    • “‘Dietro il ritornello delle verdure bollite rifiutate si nasconde, a mio modo di vedere, una sostanziale difficoltà a vedere le basi malate della nostra economia e a intendere le difficoltà di una generazione intera. Ma spero davvero di sbagliarmi e di aver mal giudicato il suo intervento.”.
      No,non si è sbagliato:l’ideologia radicale coincide con quella del ministro Fornero:un liberismo molto ‘sui generis’,un liberismo che si nutre del sangue degli altri.
      Il pignolo accanimentto formale nasce da un sostanziale consenso politico.

  18. Franco, da come ho capito a te piacere fare tutto tranne l’architetto … la mia domanda allora è una sola: “che cosa hai speso a fare soldi su soldi per fare il sistemista di computer?” Ma stiamo scherzando cribbio … le persone nascono con dei sogni, con un progetto e se io studio per diventare architetto farò di tutto per esserlo. Naturalmente se ci dovessero essere cause al di sopra delle mie possibilità rinuncerei ma non puoi dirmi studio architettura e poi mi metto a fare qualsiasi cosa e adesso guadagno 3000 euro all’estero. E’ una presa per i fondelli a quei poveretti che tanto si sono sacrificati per studiare e cercare di realizzare il proprio sogno.

  19. Questa è come la tiritera su “work” “job”. Quintalate di retorica e sofismi a buon mercato sul fatto che la Fornero aveva detto “posto di lavoro” e non “lavoro”. Quintalate stupide, perché è come dire “la salute è un diritto, il posto letto no”.
    E adesso abbiamo questa fantastica sottigliezza sulla parola esatta. Come se non ci fossero pregressi di una simile visione culturale, da maestro che sgrida gli studenti cattivi (il 36% circa).

    -se siamo tutti a tavola -> no, era una conferenza stampa. è leggermente diverso.
    io dico che secondo me i bambini non devono fare gli schizzinosi quando mettono loro nel piatto una porzione di verdure bollite sto esprimendo -un’opinione, sulla quale si può essere o non essere d’accordo- > no, era una conferenza stampa, quindi quella opinione l’hai detta davanti anche davanti a quelli che non hanno da mangiare, per dire. è leggermente diverso.
    -se invece siamo tutti a tavola e io accuso mio figlio di fare lo schizzinoso con le verdure bollite, quando quello se la mangia tutte le volte senza fiatare anche perché non gli cucino mai altro, mio figlio è legittimamente autorizzato a farsi girare i coglioni e mandarmi a cagare -> bravo, è diventato un valore a sé mangiare, a prescindere, verdure bollite. Cioè hai spostato il peso della responsabilità su tuo figlio, e non su te come genitore. Quindi si discuterà di quanto è bravo/cattivo il figlio, e non di te come genitore. Non del fatto che, a quella tavola del tuo esempio, c’hai 4 figli, e uno sul piatto non ha nulla.

    • sono completamente d’accordo con matteo pascoletti [intervento sanguigno, ma ineccepibile] e totalmente in disaccordo con l’articolo. l’italiano è una lingua difficile ma un ministro della repubblica deve saperla usare anche nei toni e nei modi opportuni. e un ministro della repubblica non può parlare fuori contesto, non sta parlando né ai suoi figli né ai suoi ex studenti: sta parlando a dei cittadini.
      da un ministro della repubblica non mi aspetto opinioni, non è suo compito darle.
      la fornero ha detto una minchiata fuori luogo e viene conseguentemente presa in giro. come capiterebbe a chiunque e in qualunque contesto.
      lo dico perché ho ascoltato la registrazione delle parole pronunciate. il tono è sempre importante. la scelta delle parole anche. saluti.

  20. Franco, ma se volevi fare tutt’altro, cosa hai studiato a fare architettura, per far spendere soldi allo stato o ai tuoi per farti studiare? E io dovrei fare lo stesso?

    • L’alternativa è asservire l’università al mercato e alla pianificazione governativa, con rigidissimi numeri chiusi nelle varie facoltà e la chiusura di quelle che non danno sbocchi immediati sul mercato del lavoro.
      In questo modo chi si laurea avrà buone possibilità di trovare rapidamente un impiego adeguato.
      Però allora bisogna rivendicarlo con coerenza!
      Visto che così non è, non è logico chiedere come un diritto un lavoro che non c’è, soprattutto in determinati periodi.
      Non è stato stupido chi ha studiato architettura perché gli piaceva: ha fatto benissimo! Se poi non ha trovato un posto da architetto, non è colpa sua, probabilmente. E ha fatto benissimo a lavorare in altri campi dove il lavoro c’era, anche se è dovuto andare all’estero.
      Commenti del genere mi convincono che Alessandro Capriccioli ha ragione.
      Viviamo oggi, in questo paese, con queste possibilità. Cerchiamo di cambiarlo, questo paese (e questo mondo) se non ci va. Lottiamo seriamente per cambiarlo. Nel frattempo, però, mi sembra stucchevole lamentarci con tanta veemenza di in ministro che per una volta ha detto una cosa condivisibile, anche se sgradevole.
      Oppure gli architetti devono rinunciare a lavori che non siano da architetti? E chi li mantiene, nel frattempo?
      Trovo più dignitoso e realizzato un architetto che lavora da informatico all’estero di un architetto che se ne sta a casa con i genitori in uno sdegnato “sciopero” preventivo contro lavori “dequalificanti”.

  21. La filologia forneriana mi appassiona poco, ma è abbastanza logico ipotizzare che se uno invita i giovani a ”non essere troppo choosy”, è perché secondo lei evidentemente sono troppo choosy.

    Sei io ti invito, Alessandro, a vestire in modo più elegante, probabilmente è perché ritengo che tu non ti vesta in modo abbastanza elegante.

    O no?

    • Hai perfettamente ragione. Infatti, se li ha invitati a non essere troppo choosy, è perché ritiene che, almeno in una certa misura, lo siano.
      E se leggi attentamente i commenti che stanno fioccando, ti renderai conto che, almeno in una certa misura, lo sono.
      Se ti guardi attentamente intorno, lo scoprirai anche tu. Io conosco un fisico (di padre operaio!) che ha rinunciato a un posto al CERN di Ginevra perché avrebbe dovuto trasferirsi all’estero. Altri che resistono fino allo stremo pur di non abbassarsi a un’occupazione non all’altezza delle loro aspettative (intanto ci pensa la famiglia…).
      Quelli che accettano qualunque lavoro ci sono sempre stati e non è certo a loro che si è rivolta la Fornero: sono i cittadini che non interessano né ai governi, né ai commentatori dei blog.

  22. Se ha detto un’altra cosa l’ha detta male. Allora deve parlare meglio, in italiano, non è detto che tutti siano cretini e in più “inglesi”. Capisco lo sdegno di Capriccioli che vuole far intendere l’Italiano e la costruzione di una frase, mi creda, siamo ben lontani da queste sottigliezze!

  23. scusate ma devo andare a lavorare GRATIS. sapete, sono un tirocinante un po’ choosy.
    Comunque concordo con l’articolo. bisogna imparare a criticare in maniera razionale e non belare come le pecore; come poi è stato fatto nei vari commenti, a differenza di ciò che è accaduto nei social network.

  24. Io credo che faremmo bene a cavillare sull’italiano se quella frase l’avesse pronunciata mia zia. O vostra nonna. Qualcuno, insomma, che in modo disinteressato vi sta dando un semplice consiglio, o sta analizzando la situazione. Ma quella frase l’ha detta il Ministro del Lavoro di un paese in cui il lavoro, allo stato attuale, vuol dire contratti in nero, sfruttamento, contratti a progetto mascherati da full-time, e via discorrendo. E’ questo che ha dato fastidio alla gente: il candido e pseudo-innocente consiglio di Mamma Ministro che invece di impegnarsi a risolvere la disastrosa situazione in cui versa il Paese, ci consiglia di non fare troppo gli schizzinosi. O, peggio, che è talmente convinta di “stare lavorando per noi” da permettersi di dare per scontato che la situazione migliorerà, quando di segnali non ce n’è neanche l’ombra. Come a voler dire: “voi prendete tutto quello che vi capita, che nel frattempo io sistemo la situazione”.

    C’è da dire che i media come al solito hanno esagerato, in questo Alessandro ha perfettamente ragione. La frase E’ STATA decontestualizzata, su questo non ci piove. Ma, ripeto, io non mi sono sentito affatto offeso da quello che è stato detto, mi ha infastidito il fatto che a dirlo è stata proprio la Fornero.

  25. Egregio Alessandro,
    “I giovani non dovrebbero essere ansiosi di sparecchiare la tavola quando è presente un extraterrestre tricefalo senziente”.
    Perchè questa frase non è stata pronunciata? Semplicemente perchè (assieme a infinite altre frasi) pur essendo sensata è assolutamente irrilevante.
    Perchè la frase incriminata è stata pronuniciata? Perchè è stata considerata rilevante.
    Perchè è stata considerata rilevante? Sarà un processo alle intenzioni, ma mi pare ovvio che chi l’ha pronunciata ritenga i giovani troppo schizzinosi, pardon choosy.
    Poi chiaro che alla lettera il significato è semplicemente quello di un parere, peraltro alquanto banalotto e degno di mia nonna, ma fermarsi alla lettera non mi pare realistico.
    Cordiali saluti,

    Scialuppe

  26. Mi permetto di aggiungere: se un serial killer dicesse che sarebbe meglio evitare di girare nei parchi pubblici di notte da soli e disarmati, esprimerebbe solo un suo parere su cui si può essere d’accordo o meno, o solleverebbe un’ondata di giusta indignazione? Eppure non ha fatto l’elogio dell’uccisione dei passanti notturni.

  27. Bravo!
    Tanto più che la cosa appare lampante ascoltando la registrazione delle sue parole.
    Personalmente ho ravvisato un consiglio piuttosto che un rimprovero, ad essere obiettivo!
    Sia pure che ci si senta tritati dall’attuale situazione economica e quindi un poco arrabbiati ma se i giornalisti facessero giornalismo puro e meno i ‘pifferai magici’ delle coscenze di noi allocchi, si creerebbero meno ed inutili polemiche che fanno solo del male ad un paese che va visto come un malato: buone medicine ma anche un buon umore favorisce una pronta guarigione!

  28. Mah!… intanto è “irritante” che un ministro italiano usi un termine inglese, come se non fosse capace di trovarne uno analogo nella lingua del paese che governa (è doveroso per il ruolo e per la formazione professionale e culturale).
    Poi nel merito della frase: 1) Un ministro NON deve fare paternali o maternali ma deve rispondere con il suo operato ai bisogni dei cittadini; 2) tecnico o non tecnico, politico o non politico, sembra che questi che ci governano usino una lente deformata per guardare la società italiana, sembra che siano completamente avulsi dalla realtà; 3) in ogni caso un ministro prima di “esprimere” un parere deve soppesare molto bene ciò che dice.

  29. A proposito della Fornero,ragazzi,provate a fare un giro dalle parti di Giilioli e del suo blog:aria diversa,eh,Gilioli picchia duro sulla sensibile e raffinata signora,si tiene lontano da erudite disquisizioni semantiche che sanno tanto di arrampicata sugli specchi e INVECE contesta le infami e inique scelte politiche della signora in questtione.
    Scrive Gilioli:
    “ecco, non sono sicurissimo che mi permetterei il lusso di tutta questa pacata tolleranza verso l’esponente più aspro e assertivo di un governo che pensa solo a tagliare il welfare alle fasce più deboli.
    ‘Té capì’,Capriccioli? #Sulatesta è lì.
    Qua la testa è bassa,ma proprio bassa,anzi,bassissima…

  30. Questi commenti sono la prova che Fornero (rottamate quel “la” che discrimina le donne) ha ragione anche nel merito. Nella forma, avendo detto “i giovani” poteva anche intendere che chi è giovane dovrebbe essere meno conservatore dei vecchi, e quel “troppo” è stato fin troppo educato.
    Nel merito alcuni giovani o giovanilisti dei commenti che qui leggo dimostrano che almeno su una cosa Bauman ha ragione: sono postmoderni, cioè sono stati privati – ma dai loro predecessori – della fiducia nella ragione, rottamata al grido di “l’immaginazione al potere!”, privati della memoria storica che è conoscenza, sospesi in una realtà virtuale dove ogni aspettativa si equivale, digiuni di etica dei diritti civili (non conoscono la differenza tra “libertà di…”. che è un diritto, e “libertà da…”, che è una conquista). Perciò sono stati portati a credere che l’art.1 della Costituzione dica “….fondata sul lavoro dipendente” e lo reclamano come un diritto civile: e se invece significasse che abbiamo il dovere di offrirlo agli altri, o almeno di crearci il proprio?
    Munito di diploma nautico, nella mia vita ho fatto il commesso di giocattoli (1 anno), l’ufficiale in marina mercantile di varie bandiere (10 imbarchi in 6 anni,), il collaudatore d’auto (2 anni), il militante politico (gratis), il velista e pescatore subacqueo (stagionale), il contadino (27 anni) e il pensionato a 459€ mensili dai 65 anni in poi, mi faccio l’orto biologico leggendo di filosofia, economia ed etica e considero Berlusconi un povero pezzente infelice. Dignita’.
    Vi aspettavo, rottamate chi vi ha insegnato a nascondervi dietro le responsabilita’ altrui. El sueno de la razon produce monstruos.

  31. Il commento che mi ha colpito più di tutti è stato quello di Franco, l’architetto analista di sistemi all’estero. Perdonami, Franco, ma il tuo mi sembra un fallimento più che un successo: stai facendo un lavoro sicuramente ben pagato ma lo stai facendo fuori dal tuo Paese (e mi sembra un po’ fuori luogo portare l’esempio dei 3000 euro netti quando i guadagni non li porti in Italia e quindi il mercato del lavoro è tutto diverso) e sopratutto hai fatto tanti anni di sacrifici e sforzi per studiare qualcosa che (presumibilmente) ti piaceva per cosa? Per guardare un foglio di carta appeso al muro e dirti “bé, però sono architetto”?
    Mi sembra che quando si parla di “giovani”, però, non si capisca mai bene a quale categoria ci si riferisce perché “giovane” può essere un neolaureato come può esserlo un diciottenne e allora secondo me la questione cambia. Io lavoro dall’età di 14 anni (ne ho 27 ora) perché non mi è mai piaciuto pesare sulle spalle della mia famiglia (tra l’altro parecchio disastrata): ho fatto la baby-sitter, la cameriera, la barista, la commessa, l’insegnante di inglese alla materna. Non ho mai sprecato nemmeno un minuto e non sono mai stata choosy, accettando di lavorare con orari assurdi, senza nemmeno un giorno libero, ferie, malattia, tredicesima, quattordicesima, tfr. Niente. Nessuna delle garanzie minime che pure il diritto del lavoro prevede. Ho sopportato tutto perché nel frattempo con tanti sacrifici stavo studiando. Volevo costruirmi una possibilità in più e questo, mio malgrado, me l’ha inculcato la generazione genitoriale: “studia che poi ti si apriranno un sacco di porte in più!” E studiamo! Facciamoci il mazzo. Ma che poi io, dopo 13 anni di essermi accontentata, debba con i miei bei due pezzi di carta, accontentarmi ancora di fare cappuccini e pulire i cessi, francamente, mi sembra chiedere troppo! Sarebbe così facile, per me che sono laureata in lingue, andare all’estero e trovare lavoro: ma non è quello che voglio, il mio Paese è questo, l’estero mi sta bene per le vacanze, ma io la mia famiglia e il mio futuro voglio costruirmeli qui, in Italia. E sinceramente, sentir dire dal ministro del lavoro (che non è sicuramente una poveraccia e che ha i figli tutti belli sistemati) che i giovani non devono essere troppo choosy e che quando escono dalla scuola devono accettare il primo lavoro che capita, come se loro in realtà aspettassero che il lavoro perfetto scenda dal cielo, mi fa girare le palle! Perché possiamo anche analizzare la sua frase linguisticamente e smantellarla fino all’unità minima e poi ricontestualizzarla, ma verrà fuori sempre il medesimo commento paternalistico e poco costruttivo, sulla scia di quello tristemente noto dei bamboccioni di Brunetta. E poi permettetemi di dire ai vari non più giovani che hanno commentato: i vostri tempi erano diversi, e questo non è un luogo comune, è la pura sacrosanta verità!
    Vi racconto un aneddoto che spero vi faccia riflettere: ho mandato CV per sei mesi, a qualsiasi tipo di azienda, anche se neppure lontanamente collegata ai miei studi. Una sola mi ha contattato per un colloquio di lavoro. Sono andata fiduciosa che il mio curriculum pieno zeppo di esperienze lavorative di ogni tipo e di una buona formazione mi avrebbe favorito. Il mio cv non è stato nemmeno guardato. Non è che non è stato letto, non è stato guardato proprio. Mi è stato spiegato, in una sorta di cantilena ipnotica, la validità dell’azienda, la sua forza (presunta) sul mercato. Poi mi è stato spiegato, con giri di parole assurdi e inframmezzati da parole altisonanti in inglese (che fa sempre figo) che il lavoro consisteva nell’andare porta a porta, a gruppi di 2-3, a proporre alle persone di cambiare il loro fornitore di energia elettrica. Non esattamente il genere di lavoro che mi sarebbe piaciuto fare. Ma va bene, i tempi sono brutti, la famiglia è in difficoltà economiche, facciamo finta di non avere la laurea e accontentiamoci. Quando, però, ho fatto la fatidica domanda sul compenso (perché mi rifiuto di lavorare senza prima sapere quale sarà la mia paga) con altrettanti giri di parole mi è stato detto che a seconda del mio rendimento avrei potuto guadagnare tantissimo. “Mi scusi, ma è previsto anche un fisso mensile o è solo a percentuale sui contratti?” . La sua risposta stizzita, come se avessi osato chiedere 15 giorni di ferie al mese, è stata: “ecco! questi giovani di oggi pretendono tutti il posto fisso!” Tutto ciò è molto avvilente. Il ministro del lavoro dovrebbe fare qualcosa per evitare che questi tipi di contratto vengano proposti, dovrebbe intensificare i controlli per far rispettare i termini contrattuali che, sopratutto nei lavori stagionali, non sono minimamente considerati. Dovrebbe fare il ministro del lavoro invece di sparare commenti a caso su realtà che, evidentemente, non conosce affatto. Qualcuno parlava qui sopra di dignità. Caro signor X (mi perdoni ma non ricordo come si chiama): è proprio perché ho ancora la mia dignità che sono una laureata disoccupata. Va bene accontentarsi, ma a tutto c’è un limite.

    • Su una cosa siamo d’accordo: i tempi sono cambiati. Io, partito ventenne dall’Italia (cosa che continuerò a consigliare a tutti i ventenni ), ci tornai sei anni dopo perché c’era spazio per la speranza. Feci l’obiettore di coscienza, il divorzista, raccolsi le firme che portarono a legalizzare l’aborto; insomma ci siamo capiti. Forse feci male a non occuparmi anche di economia, ma c’erano tanti sapientoni della sinistra sociologica che ne sapevano più di me, facevano loro. E si è visto.
      Ma lei, scusi, come fa a voler restare nel paese senza speranza che ha così bene descritto, e ad amarlo, perfino? Dignitoso masochismo?

      • No, non è dignitoso masochismo. È che mi è stato sempre insegnato che di fronte ai problemi non si scappa, li si affronta. Di fronte alle sfide non si getta la spugna, si combatte. Di fronte alle ingiustizie non si china la testa o si fa finta di non guardare, si compra un megafono per far sentire meglio la propria voce. Andare all’estero sarebbe la cosa più facile, ma per me vorrebbe dire rinunciare ai miei sogni e mi spiace ma non sono ancora arrivata al punto che lo schifo di questa società mi faccia credere che non ci sia più speranza per i miei sogni. E poi credo che il mondo si possa cambiare: voltargli le spalle non è un buon modo per riuscirci. E poi, mi perdoni, ma se lei e quelli della sua generazione aveste gettato la spugna in quegli anni “di fuoco”, magari oggi non ci sarebbe quella legge sull’aborto che ha rappresentato una grande conquista della società. L’Italia che ci è stata consegnata è un gran pastrocchio, ma per quanto possa amare viaggiare e vedere quanto siano fantastiche alcune realtà estere, nessun posto è come casa propria…e la mia casa si chiama Italia.

    • Concordo. Con tutto il rispetto per Capriccioli, del significato letterale della frase non mi importa proprio nulla.

      P.S.: l’ultimo contratto che mi è stato proposto prevede: collaborazione esterna, quindi ovviamente niente ferie nè malattia, retribuzione a novembre 2013 alla scadenza del “progetto”, e visto che avrò a che fare con macchinari una specifica clausola secondo la quale in caso di infortunio sollevo la controparte da ogni e qualsiasi responsabilità. Perchè il ministro del lavoro invece di dire “i giovani non dovrebbero essere troppo choosy” non dice “le aziende non dovrebbero essere troppo enslavers”?

  32. quello che ha detto la Fornero “mi sa” comunque di paternalismo e nelle occasioni pubbliche la Fornero dovrebbe parlare con il tono che compete al suo ruolo – o forse il fatto di essere lì senza essere stata eletta la fa sentire esonerata da qualsiasi convenzione? – ovvero da adulta ad altri adulti, non da pia-madre ai suoi choosy-bamboccioni cui probabilmente pensa di rivolgere la ramanzina serale davanti ad un piatto di verdure bollite. Infatti il tuo esempio è perfetto.

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