Non si può mai dire

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Il vecchio alzò la testa è guardò la casa. Tornare a rivederla era l’ultima cosa al mondo che avrebbe immaginato. Ma non si poteva mai dire, mai. Si accarezzò la la barba bianca, pensando che in un libro o in un film la scena sarebbe stata diversa: magari la facciata sarebbe stata ricoperta di rampicanti, o resa irriconoscibile da chissà quale cambiamento. Invece era tale e quale a trent’anni prima, il che gli toglieva anche il conforto di doverla immaginare e sovrapporre a quello che vedeva.
-Cerca qualcuno?
Dal portone era uscito un uomo sulla trentina, coi capelli chiarissimi e un paio di occhiali con le lenti a giorno. Devo sembrare un barbone, pensò il vecchio. Ma il tipo non aveva l’aria diffidente. Sembrava semplicemente curioso.
-Io, be’… Io abitavo qua, una volta.
L’uomo guardò il vecchio, soffermandosi sulla pelle bruciata dal sole, i capelli bianchissimi tagliati a spazzola, la maglietta di cotone con la scritta sul davanti consumata a forza di lavarla.
-Ha l’aria di uno che torna da un posto lontano.
-Torno da un posto da cui non credevo di tornare più.
-Vuole entrare a vederla?
-Come?
-La casa, dico. Vuole entrare a vederla?
Il vecchio alzò le sopracciglia con l’espressione di chi sente diffondersi dappertutto qualcosa che ha tenuto sepolto chissà dove per un tempo interminabile. Gli occhi gli si ingrandirono, le pupille verdi diventarono liquide, il respiro si fece appena un tantino affannoso.
-No. Non credo che servirebbe.
-Anche domani, se preferisce.
-Grazie. Ma davvero, va bene così.
Il vecchio tornò a toccarsi la barba bianca, fece un cenno di saluto, si voltò come per andarsene. Poi si fermò, si girò di nuovo. L’uomo era ancora là che lo guardava.
-Ci vive da solo?
-Ci vivevo… Ci vivo da solo, sì.
Il vecchio sorrise, ed era un sorriso così triste che l’uomo coi capelli chiari si sentì trafitto da una specie di dolore sordo sotto lo sterno.
-Mi scusi. Non avrei dovuto chiedere.
-Non si preoccupi. Passa. Lei lo sa, credo.
-Dovrei. Ma non si può mai dire.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

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