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Nessun rimorso (Playlist #antiestate)

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Il potere consiste nel rendere le cose facili”, scriveva Bill Gates qualche anno fa.

Le benzodiazepine e/o surrogati, fanno male. Rassegnatevi. A lungo andare fanno male. La frivolezza ad ogni costo, l’euforia obbligata, non vanno bene. Poi, quando arriva il down, sono cazzi. Lo so, siete soli davanti ad uno schermo, ma in contatto con tutti. E’ un gioco/gorgo mentale, senza corporeità. Il ‘relazionale’ al di fuori di una dinamica da surrogato dell’automazione è diseconomico e marginale nell’efficacia. Come l’imperfezione e l’impacciarsi.

Cascate mozzafiato di informazioni, che hanno sempre meno significato.

Le benzodiazepine e/o surrogati, attivano e motivano la mente in un circuito cablato. Ma, a lungo andare, fanno male.

Cascate mozzafiato di informazioni, velocità adrenalinica con euforia a novanta negli stati di grazia. Negli altri un po’ meno eccelsi, invece, con l’invadente panica percezione del non avere mai abbastanza o più tempo a disposizione. Con l’organismo che comincia a fibrillare come un tossico in crisi di astinenza. Percepire il corpo degli altri diventa un problema.

Stai calmo, cerca di rilassarti.

Nella circolazione delle informazioni senza significato, la costante decisiva è la velocità. Se sei lento, attento o pesante, sei fottuto. Devi essere espulso.

Ma stai calmo, ti salvano euforia e frivolezza. Fino a quando non si esauriscono. E quindi, poi, puoi provare con le benzodiazepine e/o surrogati, tante benzo e combo, che ti permettono di tenere il ritmo per ancora qualche tempo. Poi sono cazzi. Si attiva il senso di terrore. Non più l’attivazione ‘felice’, ma quella del terrore.

Ma stai tranquillo, non ti vede nessuno. Celi impeccabilmente, nessuno lo percepisce. Sei in contatto con tutti, ma non ti vede nessuno. A questo punto come via d’uscita c’è soltanto il ‘senso di tortura’. Tu da che parte stai? Dalla parte di chi desidera torturare, o da quella in cui brami per essere tu, il torturato?

L’11 Luglio del 2012 pubblicavo il mio primo post su Libernazione e per onorare l’evento ho raccolto,  alla fine, all songs che ho citato come soundtrack di tutti i miei post, con l’aggiunta di qualcuna nuova.

Una playlist anti-estate ed anti-formista, contro l’euforia oramai standard dimensionale e la frivolezza forzata e ad ogni costo. Contro quei 5/6 pezzi della mediocrazia musicale che ci assaliranno come ‘Hit’ del periodo estivo, con picchi imbarazzanti ad agosto. Che subisci ed ascolti ovunque vai. Al bar la mattina. Al lido ed in spiaggia il pomeriggio. In macchina quando ritorni dal mare. La sera, ovunque. Dittatoriali ed ineludibili, sempre con volume a palla. Vasco, Jovanotti, Pezzali, Modà, Giusy Ferreri, finti rapper, new entry straniere a cui hanno commercialmente impacchettato divertite-vili-melodiche-immediate facilonerie orecchiabili per qualsiasi fruibilità di ascolto non protetto, pezzi disco stung stung stung con il solito ritornello pregno di allusioni sessuali che orde di lanzichenecchi euforici starnazzeranno a memoria con gli occhi di fuori indemoniati senza mai segni di cedimento. Ma tutto questo per fortuna, dura solo più o meno un mese.

Libernazione invece, ci sarà ancora. Fukuyama con la sua ‘La fine della storia’ non ha capito un cazzo. Tanto maggiore è la complessità delle cose e degli eventi, tanto più l’imprevedibile diventa l’unica legge.

In ogni caso, nessun rimorso.

Playlist – Nessun rimorso

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