un blog canaglia

Mi dichiaro sconfitto

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Poche settimane fa ho scoperto, tramite il noto sistema web di autodossieraggio della popolazione a cui ci siamo tutti iscritti con entusiasmo in questi anni, che un mio vecchio conoscente, noto giovin fascista dichiarato stile Forza Nuova, già solerte sostenitore di affascinanti quanto innovative teorie sugli ebrei che controllano il mondo, le menzogne delle banche, il signoraggio e l’usura secondo Ezra Pound, era diventato poco prima delle elezioni un instancabile attivista per un movimento politico che non nominerò, tanto non ce n’è bisogno (suggerimento: non è Forza Nuova).

Qualche giorno fa un mio amico mi ha fatto notare un recente status postato da una conoscente comune, sintetizzabile per brevità nell’affascinante quanto innovativa categoria del “ma anche il comunismo era una dittatura”. Ho risposto al mio amico, “E allora le foibe?!1?”, e ho aggiunto “Magari ora scopri che è pure da’a Lazio”. Oh, non ci crederete.

Ieri ero in fila alla posta quando è arrivato un signore rispettabile, di una certa età, vago accento romanesco, un po’ spaesato. A Milano, in molte situazioni, se osservi bene puoi quasi percepire il rumore del plotone di esecuzione di pregiudizi caricati e puntati contro il malcapitato meridionale. Da non indigeno, di solito parteggio per la vittima: non siamo mica tutti così. Lo strano signore all’impiegato: “Sì, deve fare du bonifichi”.

Due italiani sono trattenuti in India per un omicidio in una complessa questione di diritto internazionale. L’Italia dice, potete farli venire qui per le elezioni? L’India dice, ok, però poi tornano, sì. E l’Italia fa, e certo che tornano, che c’avete preso per un paese di pulcinella?

Un cardinale della Chiesa Cattolica viene intervistato anonimamente per una trasmissione televisiva. Gli viene posta la domanda più ovvia, quella sulla pedofilia nel clero. Ci si aspetta la risposta più ovvia, quella sugli esseri umani che sbagliano e le mele marce di ogni famiglia. Affascinante e innovativo, dice: “Sono i ragazzini che spesso, nel mondo di oggi, cercano l’affettività. Cosa dobbiamo fare noi in questa situazione?”. E anche: “Cos’è una molestia? Una carezza in testa o a mezza schiena? Una a fondo schiena?”. Metterlo dentro solo un pochino? Se usi la vaselina ti abbuonano un ave maria? Solo Dio lo sa.

Io, a questo punto, mi dichiaro sconfitto. Hanno vinto i luoghi comuni.

 

(ESERCIZI DI LOGICA) Trapiantato a Milano in quasi giovane età, scrive tendenzialmente per dimenticare, cosa che gli riesce piuttosto bene. Soffre da molti anni di Sindrome di Ingegneria, diffusa ma poco conosciuta patologia psichiatrica che porta il soggetto a credere che qualunque interazione al mondo sia descrivibile con non più di quattro equazioni differenziali e a non capire perché abbia così pochi amici. Si lamenta di tutto.

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