un blog canaglia

Mettendo insieme i pezzi

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Facciamo una cosa: io provo a mettere in fila il nugolo di pensieri disordinati che mi girano in testa e vediamo se ne viene fuori qualcosa.

  1. Che cosa mi aspettavo da Renzi? Niente di entusiasmante: soltanto che, dato il contesto,  potesse riuscire a fare quattro o cinque cose utili per il paese, pur nella consapevolezza che il suo mondo ideale e politico è sensibilmente lontano dal mio per un milione di ragioni che in questa sede sarebbe inutile elencare.
  2. In ragione di quanto sopra, giacché non ho mai pensato che Renzi incarnasse chissà quale epocale cambio di prospettiva nel panorama politico del paese, quello che mi aspettavo da lui non può cambiare dopo gli avvenimenti di ieri: insomma, non posso dirmi deluso semplicemente perché non mi ero mai illuso.
  3. Ci andrei piano, pertanto, a qualificare l’ascesa al governo di Renzi come una “porcata”. Non mi pare quello il problema, sia perché –com’è stato efficacemente scritto– dalle nostre parti non c’è il presidenzialismo, e finché non c’è le cose funzionano così, sia -soprattutto- perché se accettiamo di ragionare in questi termini il governo Letta era una “porcata” niente affatto diversa: e siccome, ripeto, per me Renzi non ha mai rappresentato in alcun modo il “nuovo”, non vedo perché dovrei restare deluso nel verificare che il suo operato risponde a logiche “vecchie”.
  4. Sta di fatto, tuttavia, che la possibilità che Renzi facesse quelle quattro o cinque cose la intravedevo: e di conseguenza ritenevo potenzialmente utile la circostanza che avesse la materiale possibilità di provare a realizzarle.
  5. Date le premesse, l’unico giudizio che mi sento di esprimere sulla vicenda è di ordine laicamente strategico: Renzi ha fatto bene a correre questo rischio? Gli consentirà, questa decisione, di incidere in modo significativo sulle sorti del paese? Oppure non farà altro che risolversi in un suicidio?
  6. Ieri, istintivamente, ho scritto su Facebook: “In estrema sintesi: quello che sta accadendo oggi è una delle più grosse cazzate a cui abbia assistito nella mia vita“. Poi, spostandomi su un piano diverso, ho aggiunto: “A questo punto, quasi quasi mi scuso con D’Alema per tutto quello che ho scritto su di lui negli ultimi 10 anni“. Lasciando da parte  il secondo status (via, me la darete la soddisfazione di sottolineare che ‘sto “rottamatore” è tale solo nei proclami, e poi mi taccio?), continuo a ritenere che il punto sia nel primo: la scelta di Renzi è una “cazzata”? Qua si entra in un ambito delicato, perché è vero che la valutazione del rischio di un’operazione del genere è del tutto arbitraria e soggettiva, ed è vero pure che Renzi disporrà senz’altro di elementi infinitamente più accurati dei miei per misurare la possibilità di successo di quello che fa. Ragion per cui, la mia opinione sull’argomento dovrebbe essere assai meno fondata rispetto alla sua.
  7. Senonché, spesso e volentieri le cose non funzionano così: è successo più di una volta (lascio a voi, se volete, il piacere di stilare la casistica) che gli “osservatori esterni” azzeccassero le valutazioni sull’operato di qualcuno meglio di quel qualcuno;  un po’ come capita nel calcio, quando sei in tribuna e vedi meglio quello che succede rispetto ai calciatori in campo.
  8. Orbene, dopo averci pensato qualche ora, dopo aver letto quello che sono riuscito a leggere e soprattutto dopo aver discusso serratamente con persone che stimo molto più capaci di analisi di me, continuo ad avere la sensazione che la scelta  di Renzi sia un’azzardo a dir poco eccessivo: una “cazzata”, per dirla come la dicevo ieri. Un po’ perché il parlamento è quello che è, vale a dire lo stesso che aveva di fronte Letta, e non vedo in che modo, con questo parlamento, si possano compiere riforme significative; un po’ perché le ricadute in termini di immagine su Renzi, almeno per il momento, mi paiono disastrose; un po’ perché la faccenda verrà prontamente (ancorché, ripeto, in modo assolutamente ingiustificato rispetto al nostro assetto costituzionale) sfruttata da quelli che il popolo e la casta e il palazzo e vi fate i vostri giochi, i quali mi sembrano destinati inevitabilmente (e malauguratamente, per come la vedo io) ad ingrossare le proprie fila; un po’ perché la situazione attuale mette Renzi “sotto scopa” di Berlusconi, il che non è mai una bella premessa.
  9. Nell’eventualità che Renzi abbia sbagliato, infine, non mi pare significativo stare là a discettare sui motivi dell’errore, specie se finiscono per riguardare una sfera psicologista nella quale ritengo poco utile addentrarsi: si può sbagliare per foga, per avventatezza, per vanità, per megalomania, ma si tratta, in ultima analisi, di problemi di quello che sbaglia.

Staremo a vedere, naturalmente. Non smetto di augurarmi, sia pure senza illudermi, che Renzi riesca a “navigare e non galleggiare”. Da oggi, tuttavia, ci credo un po’ (molto) meno. Disponibile come sempre a essere smentito dai fatti.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

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