Mc Donald’s vs. logica

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Se non sbaglio, all’università mi hanno insegnato che quando un’impresa non riesce a vendere, dovrebbe migliorare l’offerta, o almeno rendere più appetibili i suoi prodotti / servizi abbassando i prezzi. Leggo invece che la filiale giapponese di McDonald’s, afflitta da un anno intero di margini negativi, ha deciso di fare l’esatto contrario: rendere i suoi prodotti più costosi: per la cronaca, si tratta del primo aumento di prezzo praticato dalla multinazionale americana nel Paese del Sol Levante dal 2008 e sarà molto consistente (+25%). Alla Casa ci tengono a sottolineare che l’aumento è causato dal calo della domanda, e non dall’aumento dei costi (sarebbe strano, del resto, in un paese che da decenni vive in deflazione).

In Giappone Mc è gestito male: lo ammette serenamente perfino Eiko Harada, presidente ed AD, quando dichiara che la causa dei recenti insuccessi dell’azienda risiede nell’incapacità “di stupire i clienti”. Inoltre, alcuni prodotti sono talmente mal prezzati da causare disastri: il caffé a pochi centesimi ha trasformato i ristoranti in internet café, dove i ragazzini bivaccano senza ordinare nient’altro, mentre a fine del 2012 una delirante promozione sulle patatine, vendute a prezzi stracciati, ha scatenato una masnada di teenagers che nelle ore clou della giornata ne ordinavano quantità ciclopiche, intasando i locali e rendendo la vita difficile al personale ma soprattutto ai clienti a maggior valore aggiunto.

Insomma, se il cliente medio giapponese è poco affezionato al Mac, e lo usa in modo apparentemente opportunistico, gli esperti di strategia decidono di alzare i prezzi… Il management suppone evidentemente che, a fronte di un aumento di prezzo di un quarto, la domanda cali meno del 25% e che dunque l’operazione possa aiutare a rimettere in sesto, almeno temporanemente, i margini. E’ lecito dubitare delle possibilità di successo di questa “strategia”. Probabilmente la multinazionale conta sul fatto che la politica inflazionistica del governo (la cosiddetta Abenomics) produca alla fine il promesso aumento degli stipendi, che finirebbe per sterilizzare lo choc praticato sui prezzi. Che è come rassegnarsi ad un danno certo ed immediato probabilmente compensato in futuro da interventi sui salari promessi dal governo – non scommetterei sul fatto che funzionerà.

Se solo Harada ascoltasse i semplici consigli dell’uomo della strada (un lettore del Japan Times in inglese):

“Ristrutturate i ristoranti e mandate in pensione Ronald McDonald –  l’arredamento è fermo agli anni Ottanta. Rivedete il menù rendendolo più sano e gustoso. Mettete il wi fi gratuito. Trattate decentemente i dipendenti. Abbassate il prezzo della coca. Non vi azzardate ad aumentare i prezzi. Fate impresa con i vostri clienti di oggi, non con quelli che vi piacerebbe avere”.

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

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