un blog canaglia

Mah

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Facciamo che siamo comprensivi. Facciamo che il divieto di piazzare una sala con le slot machine a meno di una certa distanza delle scuole, presumibilmente ispirato alla tutela dei minori -detto che questi ultimi sono generalmente deambulanti e quindi in grado di percorrere senza difficoltà qualche centinaio di metri- abbia un senso. Facciamo che siamo supercomprensivi, e che quindi anche l’esigenza di tenere lontane le macchinette dagli ospedali -per scoraggiare dal gioco d’azzardo non tanto i degenti, si deve presumere, quanto coloro che vanno a visitarli- contenga un vago e tremolante barlume di logica. Qualcuno, però, dovrebbe spiegarmi quale sia l’esigenza di tenere le slot machine lontane dalle chiese. Proteggere dalla tentazione del gioco i fedeli freschi di confessione? Scoraggiare i parroci dal dissipare i soldi delle offerte? Sconfiggere la piaga dell’assenteismo dei sagrestani? Preservare la santità dei chierichetti?
No, perché se tanto mi dà tanto -ammesso, cosa della quale dubito, che allontanare di un tiro di schioppo una cosa che si ritiene cattiva da chi vuole farla valga a scoraggiarlo, e soprattutto, cosa della quale dubito ancora di più, che sia compito di uno stato prendersi la briga di stabilire cosa sia cattivo e cosa sia buono per i suoi cittadini- perché non distanziare le slot machine dai ministeri, dai centri commerciali, dai mercati, dagli impianti sportivi?
No. Le chiese.
Cioè: il governo -il governo, perbacco, non un comitato di gente che non ha niente da fare dalla mattina alla sera- impiega una parte significativa del proprio tempo a regolare la distanza che deve intercorrere tra le parrocchie e le sale giochi.
Se qualcuno fosse in grado di spiegare che senso abbia tutto questo non solo a un rompicoglioni come me, ma anche ad altri che pur essendo assai meno cialtroni mi paiono altrettanto perplessi, gliene sarei davvero grato.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

5 Comments

  1. E’ per via dei 30 denari. Quella storia ormai divenuta mito e leggenda.
    La mia domanda, è poi, un’altra: il crocifisso sarà esposto??

  2. Forse si pensa che i luoghi “protetti” siano frequentati da persone psicologicamente disposte a farsi abbindolare, vuoi perchè immaturi culturalmente (i giovani studenti) vuoi perchè in difficoltà e alla ricerca di facili soluzioni (i degenti di un ospedale e i loro familiari). Evidentemente i legislatori hanno ritenuto che i frequentatori delle chiese costituiscano una categoria talmente debole da non sapere resistere alle tentazioni del gioco d’azzardo.

    Ed io che ho sempre pensato ai fedeli come a persone dalla superiore forza morale!

  3. Giulio, il tuo commento è apparentemente condivisibile, ma ha anche il suo rovescio della medaglia. Fai caso a quanti creduloni esistono che diventano scaltri e accorti quando l’imbroglio non è targato Città del Vaticano. Diffidenza per la politica, per le banche, per Vanna Marchi. La chiesa ha esaurito loro l’ultima goccia dell’ingenuità. Rimane solo più l’attenzione a non farsi abbindolare da altri.

  4. io ho la risposta ed è logica COME MAI NON LO AVETE CAPITO? ………. se il fedele in chiesa ha la visione e viene pervaso dalla luce che suggerisce combinazioni vincenti , LUI esce immediatamente dal tempio sacro, entra nella sala da gioco VICINA mantenendo viva nella memoria la COMBINAZIONE , gioca vince e sbanca i monopoli DI STATO ……………..
    se invece le sale da gioco sono lontane magari dimentica, magari si scoraggia , lascia perdere non gioca e non vince e lo stato risparmia AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

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