un blog canaglia

Ma i traditori non li ha scelti la rete?

in politica by

Anitnori, Battista, Bencini, Bignami, Bocchino, Campanella, Casaletto, Catalano, De Pin, Furnari, Gambaro, Labriola, Mastrangeli, Mussini, Orellana, Romani, Tacconi e Zaccagnini: in tutto i parlamentari del Movimento 5 Stelle che “sono fuori” dopo essere stati sfiduciati “dai territori”, o da Grillo, o da entrambi sono 18, su un totale di 163 eletti.
Cominciano a diventare tantini, no? Insomma, siamo oltre il 10%, e a quanto dicono i giornali la lista è destinata ad allungarsi.
Orbene, al di là delle tante cose che sono state dette e ridette in questi giorni sulle espulsioni dal movimento, a me inizia a sorgere il dubbio che ‘sto sistema delle “parlamentarie” con cui i grillini hanno scelto chi mandare alla Camera e al Senato non sia poi la gran figata che dicevano; prima di tutto dal loro punto di vista, se è vero -come mi pare sia vero- che grazie a quel metodo si sono ritrovati in lista (e quindi in parlamento) un manipolo di traditori infingardi che vogliono solo tenersi i soldi (per usare alcuni dei concetti espressi perfino da Grillo in persona) di dimensioni che rischiano di diventare imbarazzanti.
Il che conduce alla grande domanda: è proprio vero che quando “decide la rete” le cose funzionano meglio che in altre circostanze?
Voglio dire: la decisione “democratica” sul web, con cui costoro ce la menano un giorno sì e l’altro pure come se fosse la panacea per tutti i mali del paese, assicura effettivamente una percentuale di “riuscita”, in termini di conformità tra risultati attesi e risultati ottenuti, più elevata rispetto ai metodi decisionali “tradizionali”?
A occhio e croce, visti gli epiteti rivolti ai diciotto parlamentari che “sono fuori”, si direbbe proprio di no.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

10 Comments

  1. Ogni volta che grillo “sfiducia” un senatore in realtà sta sfiduciando i sostenitori ed elettori che hanno messo lì quel senatore. E da un punto di vista democratico questa è una roba orrenda.

  2. E’ un ragionamento privo di logica. Un tasso di espulsione alto (“Cominciano a diventare tantini” rispetto a quali standard o a quali realtà simili? mah…) può significare molte cose, non solo che la qualità nel suo interno sia bassa. Per esempio potrebbe essere dovuto a un più efficace “controllo di qualità”, magari assente negli altri partiti. Un po’ come nelle università serie e meno serie, dove il tasso di chi non passa gli esami nel primo caso è alto mentre nel secondo caso è basso. Ma ciò non significa affatto che gli studenti delle seconde siano più bravi.

      • Il “controllo di qualità” attuato dalla coppia di fatto Grillo-Casaleggio ha diversi aspetti che non mi piacciono, però rimane che non è razionale asserire che se un partito espelle diversi suoi esponenti allora il metodo con cui questi esponenti sono stati reclutati è una baggianata: forse i due elementi sono correlati però è necessario argomentare questa correlazione. In generale trovo che molto spesso il M5S venga criticato a priori e questa critica non argomentata toglie forza alle reali critiche, anzi fa il gioco della premiata coppia GC.

  3. E chi se la sente di dire che il “metodo classico” ha portato risultati migliori sulla qualità dei politici in questi ultimi anni? Va a finire che adesso siamo tutti contenti della ns classe politica?

    • sì, infatti. Almeno loro ci stanno provando. Le critiche sono più che ben accette ma se costruttive e non a priori. avete qualcosa da proporre? Per coma la vedo io alcuni degli “espulsi” hanno cambiato idea riguardo il movimento e le sue scelte e si sarebbero dovuti dimettere (o lasciare il gruppo) prima di un eventuale cacciata, altri hanno convenuto sul fatto che gli convenisse anche e sopratutto economicamente lasciare il movimento. D’altronde la loro non democrazicità (come diavolo si scrive?) è finalizzata ad avere un numero compatto di persone che si muovino in una direzione. sarebbe più consono discutere se la direzione sia quella giusta piuttosto che su come si crei il gruppo, secondo me. Detto questo sono dell’opinione che più persone decidano più è alta la probabilità che prendano decisioni sbagliate motivo per il quale sono contrario alle votazioni online. Avete qualche proposta? che ne pensate?

      • “sì, infatti. Almeno loro ci stanno provando.”

        “Detto questo sono dell’opinione che più persone decidano più è alta la probabilità che prendano decisioni sbagliate motivo per il quale sono contrario alle votazioni online. ”

        cioè. Prima ti piace il tentativo del 5S di cambiare le cose, poi ti lamenti del _modo_ in cui vogliono attuarlo. Non si tratta di decidere di usare un altro metodo, la democrazia diretta è alla base del M5S. Come dire, è come essere a favore del comunismo ma pensare che la redistribuzione della ricchezza sia una cosa sbagliata, e pochi individui devono possederla. Uno dei due pensieri esclude automaticamente l’altro.

        Io, come te, non penso che fare decidere direttamente il popolo, lo stesso popolo che vota Berlusconi da 20 anni, lo stesso popolo che invoca la forca per tutti al primo fatto di sangue, lo stesso popolo che ha portato in alto tutti i peggiori dittatori della storia, sia una buona idea. Credo che la politica debba rappresentare l’elite della società (sebbene sia difficile ritrovarsi in questa visione nell’Italia del 2014, ma un cattiva implementazione non invalida il modello), non la pancia o, peggio, la feccia. Per questo, pur riconoscendo che il M5S ha dato una bella svegliata a una politica autoreferenziale, non vorrei mai che andassero al potere.

        Mi fanno più paura di Berlusconi, perchè preferisco cento volte un bandito a una persona che fa del male pensando di essere nel giusto. Il bandito quantomeno è prevedibile, e raggiunto il suo scopo ti lascia in pace. Il fanatico è sazio solo quando tutti quelli attorno sono fanatici quanto lui.

  4. “Mi fanno più paura di Berlusconi, perchè preferisco cento volte un bandito a una persona che fa del male pensando di essere nel giusto. Il bandito quantomeno è prevedibile, e raggiunto il suo scopo ti lascia in pace. Il fanatico è sazio solo quando tutti quelli attorno sono fanatici quanto lui.”

    concordo pienamente, vedasi anche Le leggi fondamentali della stupidità umana di M.Cipolla e Stupidita’ di D. Bonhoeffer :-))

  5. forse bisognerebbe segnalare la sostanziale differenza di significato della parola “riuscita”, o anche della locuzione “le cose funzionano meglio”, nel caso in cui tali espressioni vengono applicate al tornaconto personale di grillo e casaleggio, oppure nel caso in cui si fa riferimento agli interessi del paese

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

La festa spenta

Oggi è il 25 aprile. Come sempre, ci sono manifestazioni e cortei
Go to Top