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LISTA PD. LA NOTTE DELLA TARANTA

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“Vogliono prendermi per stanchezza. Ma devono sapere che il sottoscritto fa ballare ogni anno 200mila persone fino all’alba”. Sergio Blasi, il segretario regionale pd puglia. Annuncia le dimissioni alle 2 di notte. Al mattino le ritira. #lanottedellataranta

«E’ un manicomio!» dice l’assessore regionale del pd Fabiano Amati «Prima Blasi si dimette (le dimissioni le definisce “IRREVOCABILI”). Dopo qualche ore passa ad un comunicato di precisazione,  e sul testo del primo comunicato (pubblicato sul sito del PD pugliese) scompare l’aggettivo “irrevocabili”. Dopo qualche minuto è diventato impossibile leggere queste ‘perle’ perché il sito del PD pugliese è entrato in tilt. Sarà che nemmeno il web ha sopportato questi scossoni?»

Tutto per la composizione delle liste. “Tradito lo spirito delle primarie” motiva il Segretario.
Sarà per l’imbucamento di numerose schede false ad opera di alcuni candidati alle primarie, voci provenienti soprattutto dal tarantino, brogli cui non si sono risparmiati neppure i sedicenti renziani (ricordiamo che lo scorso anno l’attuale sindaco di Taranto aveva rifiutato di fare le primarie perchè “quelli del pd imbrogliano”)?
No, piuttosto perchè i dirigenti nazionali “hanno invaso le liste pugliesi di immigrati del nord”. Eppure come una “grande risorsa” era stato visto invece dai dirigenti regionali lo sbarco in Puglia di Anna Finocchiaro.

Gli attriti sono cominciati con l’inserimento nella lista dei 6 nomi blindati arrivati da Roma. In 4, tra cui Annapaola Concia, erano finiti in fondo, seppur in posizione elegibbile, per favorire gli eletti alle primarie. Anche se non si capisce per quale ragione Nicola Latorre invece, anche lui extraprimarie, sia da subito schizzato secondo al Senato dopo Finocchiaro. Da li parte la dura polemica anche della Concia, arrabbiata con i pugliesi che a suo dire l’avevano esclusa.

In realtà era stata solo retrocessa per far scorrere in alto e mettere al sicuro Ludovico Vico, il deputato tarantino che intercettato al telefono con il dirigente Ilva Archinà diceva di dover fare uscire il sangue a Della Seta (collega pd ufficialmente escluso dalle liste). E’, tra l’altro, la diretta conseguenza di cieche primarie su collegi provinciali che incoronano i padroni delle tessere a danno di ottimi parlamentari dal piu ampio respiro nazionale ma privi di feudo.

Alla base di questi fumi ci sono sicuramente i sondaggi delle ultime ore che vedono il pd in calo e quindi il dubbio non del tutto infondato che i seggi che si otterranno saranno in realtà meno di quelli promessi (potrebbe un accordo in extremis coi radicali farli recuperare?”).

Siamo certi che l’unanismo lapiriano avrà la meglio e, come sempre, presto saranno tutti d’accordo.

Rimane quella brutta frase del segretario pugliese contro “gli immigrati del nord”.

Che per essere un buon parlamentare non serve essere per forza pugliesi, a maggior ragione che per Costituzione ogni membro del Parlamento deve rappresentare la Nazione, non una regione.

E i pugliesi questo dovrebbero saperlo bene, tantochè gli unici a non votare l’eversivo decreto salvailva sono stati proprio parlamentari non pugliesi.
Alla fine il risultato è cio che una dirigenza sorda, prepotente e molto poco democratica, ha maturato in questi anni, e ciò che militanti finora quiescenti le hanno permesso.

Una volta gli immigrati eravamo noi.

 

aggiornamento delle 22. ecco la lista.
Esce Concia, entra Scalfarotto. #bastachesiagay
taranta2011

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