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Non c’è niente da fare: quando sei per strada a raccogliere le firme e pronunci la parola “eutanasia” le persone si fermano. E se non si erano fermate tornano indietro. Si fermano e firmano. A decine. A centinaia. Roba che si forma la coda davanti ai tavoli. A volte una coda lunga così.
E’ la dimostrazione (se ce ne fosse bisogno) che certi temi vengono espulsi dal dibattito politico anche se non sono per niente minoritari. E’ la dimostrazione (se ce ne fosse bisogno) che l’adagio “lo facciamo perché ce lo chiede il popolo” è una stronzata fatta e finita, buona solo per produrre demagogia a manetta quando fa comodo.
E dire che la legalizzazione dell’eutanasia non metterebbe a repentaglio nessuno: si limiterebbe a rendere ciascun cittadino libero di sceglierla, senza obbligare gli altri a fare altrettanto.
Però, evidentemente, non basta.
Nessuno si azzarda ad affrontarlo, un argomento così. Tutti (e dico tutti) i politici (tranne i radicali, stavolta è proprio il caso di dirlo) si tirano indietro. Prendono le distanze. Distinguono. Spaccano il capello in quattro. Se ne lavano le mani.
Intanto, mentre loro ciurlano nel manico, le persone continuano a fermarsi ai tavoli. A frotte. Nonostante la crisi economica, che questi ciarlatani utilizzano come parafulmine per la loro vigliaccheria quando continuano a ripetere come pappagallini “ci sono problemi più importanti”. E allora, buoni a niente che non siete altro, com’è che le persone per strada continuano a darci retta? Com’è che non ci mandano a cagare? Com’è che non ci invitano ad occuparci di altro ma anzi ci ringraziano, ci dicono era ora, ci incoraggiano a non mollare?
Ve lo dico io, perché: perché la gente, quella che voi dite di ascoltare quando sparate le vostre fregnacce populiste, chiede di essere libera.
Libera, capite? Forse no. Forse non capite. Forse vi fa comodo non capire.
Servono cinquantamila firme, per depositare la proposta di legge di iniziativa popolare sulla legalizzazione dell’eutanasia.
Io, di questi tempi, sto in mezzo alla strada perché ne voglio cinquecentomila. Un milione.
Io sto in mezzo alla strada perché con quelle firme voglio seppellire l’insipienza, l’indifferenza, l’ottusità bovina con cui ci rendete sudditi facendo finta di non sapere quello che vogliamo.
Ci vediamo il 15 settembre, quando quelle firme le avremo contate tutte.
E poi vedremo se riuscirete a ignorarle.

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METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

2 Comments

  1. Grazie! Assolutamente d’accordo: il tema dell’eutanasia e’ prioritario in quanto universale ed è inconcebile ignorarlo in un Paese che si dichiari democratico.

  2. Quando M5S sarà al governo, le leggi di iniziativa popolare avranno l’attenzione che meritano e voi radicali potrete anche prendervene il merito, visto che ci tenete tanto.

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