L’eroina della maturita’

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piccolo post canaglia in memoria di Lilli Carati

La mia generazione a stento sa chi sia, Lilli Carati, ma sicuramente, gia’ che e’ qui, sa ricorrere a Google per colmare questo gap. Una cosa, pero’, non salta immediatamente all’occhio, ed e’ la partecipazione di una delle protagoniste della commedia sexy in uno dei film piu’ stranianti della storia del cinema: Avere Vent’Anni, di Fernando di Leo. Per chi volesse, c’e’ tutto su YouTube.

Avere Vent’anni e’ un film strano, che inizia come una commedia sexy un po’ spinta e surreale, e finisce come un film exploitation. Di Leo gioca sul cinema di genere e nel 1978 sottopone due dei sogni erotici degli italiani alla ferocia piu’ assoluta – forse per provocare lo stesso pubblico della Carati e della Guida suggerendo che dietro la passione per la commedia sexy non ci sia esattamente un vitalismo positivo e gioioso, forse per suggerire che la rivoluzione sessuale non era la base di un cambiamento antropologico, forse perche’ in realta’ Di Leo e’ un bacchettone d’altri tempi e pensa che se mostri le cosce il tuo destino e’ lo stupro.

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Quale che sia la riflessione che ha portato Di Leo a girare Avere Vent’Anni, divertira’ sapere che il titolo e’ tratto da un brano del romanzo capostipite del realismo socialista francese, Aden Arabia, di Paul Nizan (“Avevo ventanni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita”). Il che, in se’, non sarebbe niente di rilevante: se non fosse che, forse per birbanteria, forse per inconsapevolezza, i solitamente grigi e prevedibili funzionari del ministero dell’istruzione hanno pensato di inserire la stessa frase come incipit di una delle tracce del Tema di Maturita’ 2012.

Chissa’ in quanti studenti hanno parlato di Lilli Carati, nella torrida maturita’ del 2012, invece che delle solite cose da funzionario cattocomunista in grisaglia che i ministeriali avevano in mente, tra il benecomune secondo Rousseau e la tecnologiaspersonalizzante secondo Hans Jonas. Per ognuno di loro, un sospiro di sollievo e di colore dedicato a un Ministero che pur nella sua mediocrita’ piccolo borghese e’ riuscito a produrre un parallelo notevole, e chissa’ quanto involontario.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

1 Comment

  1. Del film ne esistono due versioni. Anzi tre.
    Una versione non censurata per le sale che fu immediatamente ritirata e una versione censurata sempre per le sale targata 1979. Nel 2004 il film fu distribuito su supporto DVD anche in versione non censurata curato direttamente dal regista.

    Lo ritengo uno dei film più femministi che l’Italia abbia prodotto fino ad oggi. Libertà, sesso, emancipazione, violenza, innocenza, trovano sfogo e arbitrio all’interno di una sceneggiatura estremamente semplice e curata. Il finale cruento tipico di una mentalità maschilista e sessista libera l’amore e lo cancella per sempre.

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