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Legge elettorale: massì, calpestiamo la legalità!

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Sul Corriere di oggi, Michele Ainis si occupa di legge elettorale. Siccome i partiti stanno giocando a melina, toccherebbe al governo intervenire per evitare la “sciagura” di un Parlamento eletto nuovamente con il Porcellum!

La nuova legge elettorale dovrebbe essere introdotta con decreto legge, scavalcando le camere.

Una soluzione disperata, ma di speranze ormai ne abbiamo poche. Sicché non resta che la dottrina del male minore, teorizzata da Spinoza come da Sant’Agostino. È un male scavalcare le assemblee legislative? Certo che sì, anche se alle Camere spetta pur sempre la conversione del decreto: e a quel punto niente più gioco del cerino, chi vi s’oppone ne risponde agli elettori

Anis si rende conto, però, che la sua proposta ha delle obiezioni: “la prima chiama in causa l’ammissibilità dei decreti in materia elettorale, negata dall’art. 15 della legge n. 400 del 1988. Che tuttavia è una legge ordinaria, e dunque non può vincolare le leggi successive, né i decreti con forza di legge“.

E certo! La legge lo vieta, ma chissenefrega? Tanto con una nuova legge si disfa la legge precedente che non ci fa comodo: una concezione impeccabile dello stato di diritto!

C’è però un piccolo particolare che Ainis si guarda bene dal trattare. I decreti del Governo in materia elettorale non sono ammessi non solo perché lo dice la legge che vorrebbe ignorare, ma perché lo vieta la Costituzione.

L’art. 72 della Costituzione prevede infatti, per la materia elettorale, la c.d. “riserva di assemblea”.

“La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi“.

Che vuol dire? Che solo il Parlamento può approvare una legge elettorale, e può farlo solo con il procedimento legislativo ordinario, non con procedimenti abbreviati in Commissione. A maggior ragione, non può provvedere il Governo: la materia elettorale è una di quelle materie – quindi – in cui è prevista la c.d. “riserva di legge formale“.

Perché la Costituzione prevede questa limitazione? Per evitare colpi di mano da parte della maggioranza in una materia così delicata come quella elettorale. Ainis finge di ignorare la pericolosità delle conseguenze della sua proposta.

Sarebbe un precedente che potrebbe essere richiamato da qualunque Governo che – prevedendo una sconfitta elettorale – decidesse di cambiare la legge per farsene una più favorevole. Se lo facesse a ridosso dell’elezione, l’opposizione non potrebbe intervenire sulla legge elettorale nemmeno in fase di conversione del decreto (cioè, comunque, a cose fatte): una prospettiva davvero rassicurante!

Senza contare che si sta chiedendo al Governo – ed al Presidente della Repubblica che dovrebbe emanare il decreto – di violare apertamente la legge e la Costituzione, ed è impossibile (si spera) che Ainis non se ne renda conto, essendo docente di diritto costituzionale. Il tutto dalla prima pagina del principale quotidiano nazionale, il “giornale della borghesia illuminata“.

Secca ammetterlo, ma hanno ragione i Radicali: in questo Paese la legalità la si rispetta solo quando si devono mandare in galera i tossici. Santè.

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

8 Comments

  1. Non è importante se si possa fare o meno, la storia recente ci illumina su decine di provvedimenti palesemente illegittimi presi ad hoc per sanare quella e quell’altra faccenda. Se il sistema è marcio (e sono convinto che lo sia) avverrà proprio questo: un bel decreto prima delle elezioni, con Napolitano che si vedrà costretto a firmarlo per scongiurare l’ascesca del Movimento5Stelle. Quello che avverrà in seguito non è un problema, gli italiani hanno la memoria corta, purtroppo. Davvero troppo corta.

  2. Un non violento con una pistola in mano, che si trovi a scegliere se uccidere o meno un uomo che sta per far scoppiare una centrale nucleare, che fa’?

    In Italia ci sono N questioni aperte, di cui X di legalità. Una buona legge elettorale serve e chi è preposto a farla ha mostra di non potere/volere/sapere farne una. Vedo una necessità emergenziale, con una cattiva legge eleggi un cattivo parlamento e ti tieni gli altri X-1 problemi.

    • Non vedo una grande idea in questa logica, non possiamo deliberatamente e in nome di una fantomatica emergenza violare ciò che nella carta costituzionale sta scritto a caratteri ben chiari. Arrogarsi il diritto di infrangere la legge quando essa non ci piace non fa di noi una società civile, ma di disonesti.

      • La Costituzione viene violata in svariate sue parti, non ultima l’organizzazione democratica dei partiti. Con l’attuale legge, alle altre pecche non si porrà rimedio.

        Personalmente non mi aspetto un decreto sulla legge elettorale, ma se arrivasse non piangerei. Ripeto: se non risolvi quel problema, non eleggi gente che risolva gli altri.

        • Il fatto che venga violata costantemente non significa che sia corretto farlo, creare un precedente di questo tipo è senz’altro pericoloso per qualunque forma di democrazia. Daccordissimo sul fatto che da questa feccia possa nascere solo altra feccia, ma un eventuale legge elettorale elaborata/votata da questa classe politica, può secondo te essere migliore dell’attuale? Non credi forse che sarà l’ennesima fregatura per accalappiarsi più poltrone possibili alle prossime elezioni?

          • La legge elettorale sarebbe un’emergenza? E perché mai? Non che il Porcellum mi piaccia, ma perché mai dovrebbe essere sostituito per mezzo di un decreto che deve avere caratteri di necessità ed urgenza?

  3. Gran blog questo di sindacato pagano che serve un po’ ad esorcizzare alcune tesi che chiaramente si radicano nelle nostre menti, come lo stato di emergenza. Marco non ce l’ho con te ma qui tutto manca fuorché il tempo. È una menzogna colossale questa del “fate presto” ma soprattutto è un’arma pericolosa perché impedisce di fatto il contraddittorio e pone le azioni al di fuori delle critiche. I nostri antenati questo lo sapevano bene e avevano previsto delle regole speciali da utilizzare esclusivamente in guerra. Il problema è che l’ultima volta che fu dichiarato lo stato di guerra non si tornò più indietro. Per chi non lo avesse capito mi riferisco a Giulio Cesare, l’imperatore.

  4. Nota di colore: il maggior numero di preferenze tra gli eletti alla regione Lazio del PdL le ha avute FIORITO, oggi sui tg come ladro e truffatore; il maggior numero di preferenze tra gli eletti al comune di Roma le ha avute PICCOLO, anche lui agli onori delle cronache giudiziarie.

    Alfano ha dichiarato che farà una legge proporzionale con preferenze con i voti suoi, di Lega e UdC. Posso solo sperare che in qualche modo si preservi il Porcellum.

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