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Legalizzare la cannabis per prevenire il “salto”

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Secondo me quello che sostengono in molti è sostanzialmente plausibile: dagli spinelli, per tutta una serie di ragioni, si può passare con relativa facilità alle droghe pesanti; tuttavia questo assunto, dal quale i proibizionisti traggono la convinzione che anche le droghe leggere debbano essere vietate, mi spinge in modo ancora più convinto su posizioni diametralmente opposte alle loro.
Riflettiamoci un attimo: se è vero che i consumatori di cannabis rischiano prima o poi di passare all’eroina o alla cocaina, qual è il rimedio più irragionevole e insensato che si possa immaginare? Sul piano psicologico, inculcare loro la balzana idea che si tratti più o meno della stessa cosa; sul piano pratico, metterli nelle condizioni di intrattenere frequentazioni assidue con chi vende le cosiddette “droghe pesanti”.
Ebbene, se ci fate caso le leggi proibizioniste come la Fini-Giovanardi, che tra i vari tipi di “droga” distinguono poco e niente, realizzano simultaneamente questi due scellerati obiettivi: da un lato suggeriscono ai consumatori (specie quelli più giovani e quindi meno informati) la grottesca idea che farsi una canna e farsi una pera siano due passatempi più o meno equivalenti, rischiando così che essi non percepiscano la differenza e un giorno o l’altro, in base al noto adagio “se tanto mi dà tanto”, decidano di provare la seconda anziché limitarsi alla prima; dall’altro fanno in modo che per comprare qualche ciuffetto d’erba i suddetti ragazzi si debbano recare dalle stesse persone che vendono l’eroina, con ciò promuovendo un’assidua frequentazione di personaggi e ambienti che aumentano il rischio del “salto” in modo esponenziale.
Ergo: se è vero, come credo sia vero, che per alcuni consumare marijuana possa essere il prologo di tossicodipendenze “serie”, occorrerebbe adottare provvedimenti di segno opposto: cioè fare in modo, specialmente a livello legislativo e sanzionatorio, che la differenza tra “droghe leggere” e “droghe pesanti” sia chiarissima a tutti, e separare i consumatori delle prime dal “circuito” che commercia le seconde.
Ebbene, secondo voi com’è possibile realizzare simultaneamente questi due obiettivi?
La risposta mi pare semplice: legalizzare la cannabis. E legalizzarla subito.
Poi delle altre legalizzazioni, di cui continuo ad essere fautore per altri motivi, si potrà discutere: ma questa mi pare urgente, se è vero che nel nostro paese 580mila giovani hanno provato a farsi uno spinello almeno una volta nella vita, e aumenta in modo preoccupante il numero di quelli che accedono a droghe ben più pericolose.
Che dite, vogliamo iniziare a proteggerli, ‘sti ragazzi? Badate, lo dico in base alle vostre stesse premesse.
Forse sarebbe il caso di farci un pensierino serio. E, per una volta, lucidamente responsabile.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

2 Comments

  1. Interessante ma poteva spiegare un po’ meglio il perché una legalizzazione preverrebbe il salto. Secondo me dire che la fini-giovanardi porta le persone a pensare che una canna equivale ad una pera mi sembra un po’ assurdo. La situazione dei fatti secondo me è un po’ diversa, con la fini-giovanardi ad uno spacciatore conveniva spacciare droghe dall’alto rendimento piuttosto che droghe leggere anche perché tutti sanno che il costo di un grammo di hashish, anche della migliore delle qualità, difficilissimamente si avvicinerà a quello di un grammo di cocaina benché di scarsa qualità; di conseguenza lo spacciatore, che è un commerciante, è portato a dire: «se tanto la pena è uguale, chi me lo fa fare a vendere marijuana che per farci 200 euro ci metto tot mentre con la cocaina riesco a farne 400 nello stesso tempo?» Non bisogna dimenticare poi che gli spacciatori non si fanno il minimo problema riguardo all’età di chi va a comprare da loro, di conseguenza le possibilità che con la scusa di una canna si avvicinino ad un ragazzino ancora non informato sono molte. Con una legalizzazione e con un minimo dirottamento delle risorse al crimine volte al controllo del rispetto della legge (per evitare situazioni simili a quelle dei tabacchini in cui a seconda della zona nemmeno loro si fanno problemi a vendere delle sigarette a 12enni come è successo a me e se fumo adesso è anche colpa di queste persone) questi fenomeni diminuirebbero notevolmente. Inoltre anche nel caso in cui un tabaccaio dovesse vendere della marijuana ad un ragazzino non avendo altre droghe non ci sarebbe comunque un salto diretto, anche perché nessuno ha mai parlato di legalizzazione di droghe pesanti. Infine con una legalizzazione si potrebbe mettere un tetto massimo al contenuto di THC, cosa che limiterebbe anche in quel caso i rischi dovuti ad un consumo.

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