un blog canaglia

Le svolte all’indietro di Francesco

in società by

Fate il favore, leggete con attenzione il virgolettato:

Io ho rimproverato alcuni mesi fa una donna in una parrocchia perché era incinta dell’ottavo dopo sette cesarei. “Ma lei vuole lasciare orfani sette?”. Questo è tentare Dio. Si parla di paternità responsabile. Quella è la strada: la paternità responsabile

Notate anche voi qualcosa che non quadra? No? Be’, allora leggete di nuovo, perché la squadratura c’è, ed è pure bella grossa.
Voglio dire: uno prima racconta di aver rimproverato una donna colpevole di aver fatto troppi figli, e subito dopo afferma -tra l’altro ripetendolo- che la soluzione è la “paternità responsabile”.
Paternità, capite? Mica “maternità“.
Il che, per come la vedo io, significa che la “svolta” di cui parlano tutti i giornali non è che una fregnaccia, buona soltanto per mettere insieme un paio di titoli altisonanti: perché il fatto che la “paternità” possa essere responsabile i nostri amici di Santa Romana Chiesa lo vanno ripetendo da una vita, puntellandolo a forza di accorate quanto improbabili apologie del coito interrotto; mentre il discrimine autentico, quello che davvero farebbe la differenza, è il concetto di “maternità responsabile”, che costoro si guardano bene perfino dal contemplare, tanto sarebbe devastante per la traballante elaborazione teorica che hanno messo in piedi con certosina pazienza.
Se a questo aggiungete l’inquietante alzata d’ingegno di rimproverare qualcuno (nella specie, una donna) per la mancanza di responsabilità che si attribuisce a qualcun altro (sempre nella specie, un uomo), e per giunta di raccontarlo come se fosse un aneddoto divertente, contando sul fatto che nessuno si azzarderà ad alzare timidamente la mano e dire una cosa semplice come: “Santità, mi perdoni, ma se il problema è la paternità responsabile, perché invece di cazziare quella poveretta non ha fatto una bella lavata di capo a suo marito?“, il quadro è completo: le dichiarazioni di Francesco sulla procreazione non configurano una “svolta”. Neanche un po’.
Anzi, mi pare già tanto non considerarle un passo indietro.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

28 Comments

  1. Premetto che sei colui, in questo blog, che seguo con maggio attenzione e, solitamente, consenso.
    Stavolta, però, trovo il tutto molto pretestuoso, giocato su un termine.
    Sorry.

    • Un termine ripetuto due volte, da chi presta molta attenzione ai termini che usa. Esiste, naturalmente, la possibilità che si tratti di un “errore”. Ma io non ci credo, visto il livello dell’interlocutore che non è un Razzi qualsiasi. Anche perché usare la locuzione “maternità responsabile” significherebbe (quello sì) operare una “svolta” sulla consapevolezza e sulla responsabilità riproduttiva delle DONNE, e quindi perlomeno sulla contraccezione (quella vera, non i “salti nel buio”). E guarda caso quella locuzione non viene usata.

  2. Io credo che sia un banale problema di derivazione dallo spagnolo. Paternidad è genericamente usato per entrambi i genitori.

  3. il fatto è che la svolta sulla procreazione non è lì, se c’è (ed è ancora un se bello grosso). La svolta è avvenuta qualche giorno prima, quando ha detto (più o meno, parafraso) che la Humanae Vitae (cioè l’enciclica di paolo VI che parla fra le varie cose anche del problema della contraccezione) che i singoli hanno piena libertà ma è la collettività che deve pensare a una “paternità responsabile”. Credo che il passo sia questo:

    “ In un momento in cui si riproponeva il problema della crescita della popolazione, ebbe il coraggio di difendere l’apertura alla vita della famiglia. Lui conosceva le difficoltà che c’erano in ogni famiglia, per questo nella sua Enciclica era tanto misericordioso con i casi particolari e chiese ai confessori che fossero molto misericordiosi e comprensivi con i casi particolari. Però lui guardò anche oltre, guardò i popoli della Terra, e vide questa minaccia di distruzione della famiglia a causa della mancanza dei figli. Paolo VI era coraggioso, era un buon pastore e allertò le sue pecore sui lupi in arrivo. Che dal Cielo ci benedica questa sera.”

    intendiamoci, non è la svolta epocale che gli entusiasti papaboy ggentisti o ddesinistra ci vogliono propinare. è un passettino, ma sbarazzarsi della Humanae Vitae per “i casi particolari” è già ben qualcosa rispetto, per esempio a GPII

  4. Condivido pienamente, ho letto l’intervista, che ho trovato piena di contraddizioni e del solito approccio della chiesa, anche se celato dietro quella facciata di “siamo dei simpaticoni aperti noi”. “A la Miriano”, se vogliamo…

    Ha parlato di “paternità responsabile” e non di “maternità responsabile” non per caso, ma perchè è evidente che non consentono in nessun modo alla “madre” di programmare o decidere la maternità. Una donna non può usare contraccettivi.

    Peraltro, anche quelli che hanno visto in questo discorso un’apertura, al massimo fanno riferimento al metodo “billings” che è un metodo contraccettivo piuttosto delicato e certamente non adatto alle situazioni in cui ci sono troppi figli, che si verificano generalmente in parti della popolazione meno istruite (dovresti dirgli di controllare tutti i giorni la consistenza del muco vaginale per valutare se è fertile o meno…giusto quello hanno da pensare, no?).

    In aggiunta, ho trovato particolarmente odioso il confronto tra il voler introdurre le teorie gender (ossia l’educazione alla diversità delle persone, e al non discriminare tale diversità) nelle scuole con l’indottrinamento nazista: forse il papa dimentica che anche la chiesa cattolica è presente in molti paesi in via di sviluppo, ma sempre a condizione che le scuole-ospedali rispettino il dettato della chiesa. E quindi ospedali e consultori per donne che però non consigliano di usare i preservativi, anche in zone ad ampio rischio HIV. Imporre condizioni per dare aiuti è una politica comune, volta a portare avanti propri ideali di democrazia/educazione/salute, una cosa che fanno gli stati (vedi USAID) ma anche la chiesa (vogliamo parlare del latinamerica?).

    Infine, con quella frase sulle “teoriegender” in realtà ha evitato del tutto di dire che cosa non gli va bene, perchè come si può dire – continuando ad apparire buono simpatico e gioviale e piacere a tutti – che siamo contro una concezione di società dove c’è posto per tutti e dove si accetta il prossimo per quello che è?

    E’ un modo di operare sottile e intelligente, fa sembrare la chiesa più aperta, più umana, ma in realtà rimane rigidamente incardinata sui dogmi che ben conosciamo, e che, a mio avviso, vanno benissimo per una religione, ma non possono trovare spazio in uno stato che si definisce laico.

  5. Ma prima di esplicitare per i termini: da quando un eminente uomo di chiesa entra nel merito del privato della sessualità procreativa di una coppia?

    “I cattolici devono fare figli ma non come i conigli”

  6. La paternidad (del lat. paternĭtas, -ātis) hace referencia a la cualidad de padre o progenitor masculino o macho. El término, por extensión, solía referirse a ambos progenitores, sin embargo en los últimos años se utiliza el término parentalidad para definir a ambos progenitores, mientras que maternidad es utilizado para referirse en exclusiva a la cualidad de madre y paternidad a la de padre.

  7. Da quando non scrivono più gli ammirevoli Sassi e Nardi, state diventando ILLEGGIBILI.
    Questo pezzo è una ridicolaggine senza confini, quindi uno con un pretesto di un termine fa una dietrologia di questa portata. La macchietta del radicale anticlericale sempre e comunque, la barzelletta del femminicidio terminologico.
    RIDICOLO.

  8. Bella analisi, Capriccioli. Aggiungiamo un altro elemento di conservatorismo, nell’uscita bergogliana: l’assenza di preoccupazione per il valore autonomo della vita della potenziale madre, al di là del ruolo di genitrice.

          • Temo di non essermi spiegata: mi riferivo alla situazione di quella signora, che rischiava seriamente la vita a causa di sette precedenti parti cesarei. Trovo notevole (ma perfettamente in linea con la tradizione) che l’unica preoccupazione espressa dall’ottimo Bergoglio sia stata nei riguardi dei possibili orfani (quindi, della Famiglia), e che non si sia sentito in dovere di sottolineare il valore a sé stante della vita della donna in questione (o forse avrei dovuto dire sopravvivenza: sarei stata più chiara), al di là del ruolo materno.

          • Daccordo. Cosi’ e’ piu’ chiara.
            Pero’ nessuna traccia della situazione clinica della donna. Io addirittura pensavo si riferisse alla sua eta’.
            Insomma…molta confusione.

          • Cosi’ “L’esposizione” è meglio comprensibile (chiara) e non Lei (animabella) è stata più “chiara”.
            Però se lo preferisci cambiamo allocuzione.

  9. Le conclusioni capricciolesche sono corrette, è oltremodo chiaro che SantaRomanaChiesa non è proprio a nessuna “svolta”, direi che la realtà dei fatti, a parte le balle papali, è perfino banale nella sua evidenza.
    Cionondimeno, anche l’analisi di Senzasperanze è più che condivisibile, simpatia per Nardi a parte, l’articolo è una delle questioni di lana caprina più pretestuose di tutta la storia della polemica inutile. Ma qua è Capriccioli che è senzasperanze.

  10. Il vero problema è che molti (forse troppi) continuano a sperare in un padre (Padre ? ) Papa (senza re, almeno apparentemente) che indossi una felpa del Che e e ri/legga il mondo cattolico con le lenti di quello social/comunista/libertario (a seconda dei punti di vista).

  11. E’ un “false friend” sul quale Capriccioli ha costruito una paranoia.
    Come gli italiani che utilizzano “argument” per intendere “argomento”… e poi si prendono il classico pugno in faccia dal ragazzo inglese di Brixton.

  12. partendo dal fatto che le loro asserzioni siano vere (non conosco lo spagnolo), quoto tommaso e dome.

    il che cancella automaticamente quest’articolo.

    magari la prox volta preparare un po di piu il lavoro prima di scrivere, e partire con ragionamenti contorti.

  13. La questione filologica non regge: la cultura ispanica è di ultrasecolare tradizione cattolica e potrebbe ben essere vero che proprio questa supremazia abbia prodotto questa estensione del termine paternità entrambe le genitorialità.

  14. L’uomo poi è di certa cultura umanistica e versato in latino e lingue romanze, quindi è poco credibile che abbia usato il termine in modo inconsapevole.
    Al contrario, proprio come Humpty Dumpy, quando usa una parola, sa esattamente cosa intende dire.
    E qui l’interpretazione di Capriccioli non sbaglia. Bergoglio intende che il padre deve indirizzare altrove il suo seme. La madre deve partorire e allattare.

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