un blog canaglia

Le domande di Grillo

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Ieri Beppe (nientemeno), sul blog di Beppe (nientemeno), rivolgeva delle domande a Matteo Renzi (nientemeno), sulla mancata elezione di Romano Prodi, accusandolo di avere contribuito ad affossarlo (il che è quanto meno bizzaro, visto che il M5S si è rifiutato anche solo di considerare Prodi, perché aveva avuto 3300 voti in meno di Rodotà, e quindi si poteva sostenere Rodotà, solo Rodotà, nient’altro che Rodotà, col bel risultato che tutti conosciamo).

Ma il punto non sono le sue accuse, e certo non sarò io a prendere le difese di Renzi, mi sta troppo sulle scatole.

Il punto invece è che Beppe rivolge quelle domande a Renzi, chiamandolo “Renzie” (da Fonzie, per il giubbotto da Maria De FIlippi, se  – a differenza mia – siete troppo intelligenti per capire la battuta) e chiedendo espressamente: “Può il giovane ebetino di Firenze Matteo Renzie, dimostrare che i suoi 55 parlamentari non hanno contribuito, dietro suo ordine, all’impallinamento di Prodi?”.

Ora, è un vero peccato, perché la domanda sarebbe anche interessante. Ma, come spesso succede, Grillo la pone al puro scopo di non farsi rispondere e spostare il dibattito sui suoi toni, o su qualunque altra cosa…

Se voi voleste  porre una domanda e foste interessati a farvi rispondere, chiamereste il vostro interlocutore storpiandone il nome o chiamandolo ebetino? Direi di no, voi rispondereste ad una domanda posta così? Ecco, appunto.

Non riceveremo mai una risposta da Renzi e, francamente, non mi sento di dargli torto.

Le domande di Beppe servono – come tutte le sue attività politiche – solo a una cosa, a darsi visibilità e a fare ammuina. Il resto è rumore di fondo. Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

3 Comments

  1. Dunque, ciò lo rende il meno peggio della scena politica, dato che le domande degli altri (non pervenute) come tutte le loro attività politiche servono solo a scopi meno nobili, tipo il farsi meglio gli affari propri a spese nostre.

  2. Premesso che deformare il nome dell’interlocutore mi sembra una vera stronzata, non concordo invece sulla faccenda dell’ammuina.
    ‘Ammuina’ è ciò che questo governo finge di fare.
    ‘Ammuina’ è il grottesco spettacolo di convulsioni intestine che il PD ci infligge quotidianamente, mentre “fuori” c’è gente che crepa.
    ‘Ammuina’, invece, NON è la restituzione di 42 milioni di finanziamento pubblico, che i SOLI eletti 5Stelle hanno offerto, con molta semplicità, ai cittadini stremati dalle tasse.
    Non ci voleva molto, bastava NON chiederli, quei soldi.
    Peccato che tutti gli altri, INVECE, abbiano fatto ‘ammuina’ e poi si siano seduti a tavola.

    La differenza è enorme, e non solo per l’entità della cifra(pure rilevante) ma perché per la prima volta ci viene mostrata una politica che non prende, non prevarica, non depreda, ma restituisce: denaro, rispetto, considerazione, vicinanza.
    ‘Ammuina’? Non direi.

  3. Hai capito? Te lo hanno spiegato i due commentatori qui sopra. Tu parli di peppe, ma BEN ALTRO invece… Gli altri non fanno domande. Vuoi mettere beppe che le domande le fa?
    Tu credi di poter fare un post su Beppe grillo, invece di BEN ALTRO dovevi parlare. Tipo la straordinaria semplicità con cui hanno restituito i soldi. No, dico, ma hai visto la semplicità?

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