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Le Appassionanti Avventure di Zio Herzog

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Nel 1976 succede che sull’isola di Guadalupa, nelle Antille francesi, c’è un vulcano, detto “La Soufrière”, che minaccia di eruttare.

Cioè, non è che minaccia. Roba de Pompei.

Tutti si guardano in faccia: niente, tocca evacuare.

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Sembro tranquillo, eh? Infatti.

75000 persone circa devono abbandonare le proprie case, per spostarsi non sanno ancora bene dove. Una bella seccatura, certo, ma in previsione di quello che stava per succedere è un rischio che non si può proprio correre.

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Zio H. sta lavorando al montaggio di Cuore di Vetro, quando apprende la notizia: in seguito all’evacuazione dell’isola suddetta, c’è un contadino che se ne frega altamente di quello che succederà al vulcano e che decide di “io sono nato su quest’isola e morirò su quest’isola”.

Ed Lachmann e Jörg Schmidt-Reitwein, i suoi operatori di fiducia, si voltano: hanno sentito il rumore di Herzog che si alza dalla poltrona e getta il quotidiano che stava leggendo a terra, in modo molto, troppo teatrale.

“Cosa succede, Werner?”

“Fate i bagagli, ragazzi! Si parte per l’isola di Guadalupa!”

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“I WANT YOU to join ecc. ecc. daje rega’ zainetti e telecamera in mano che ci aspettano i lapilli!”

“Eh?”

“Werner, stiamo montando Cuore di Vetro, non è che possiamo lasciare il lavoro a metà perch-”

“C’è un vulcano che sta per eruttare.”

“Motivo in più per rimanere a casa.”

“Sì, ma c’è questo contadino che rifiuta di andarsene con gli altri!”

“Si vede che sa quanto costa un affitto fuori dalle Antille francesi.”

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“Confermo che un affitto in centro a Parigi è veramente ‘na roba spaventosa. Poi calcola che c’ho il gatto, che faccio, lo lascio qui? E dai.”

“Non dite idiozie! Si parte domani all’alba.”

Herzog abbandona la stanza tutto felice.

Jörg Schmidt-Reitwein si volta verso Lachmann: “Ed, dalla prossima settimana prima di fargli leggere il giornale, a turno ce lo scorriamo tutto e tagliamo via le notizie sulla gente eroica o cose del genere, ok?”

“Ci sto.”

Herzog e due non troppo convinti Lachmann e quell’altro col nome difficile e non mi va di fare copiaincolla partono per Guadalupa, rischiando di morire sotto il magma e robe simili.

Ed chiede a Werner: “Cosa succede se il vulcano erutta?”

“Uh… beh, moriamo. Cosa vuoi che succeda?”

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“Rega’, ma quella è lava?” “Io te l’avevo detto che era una pessima idea.”

Non si portano nessun altro perché nessun  altro avrebbe accettato un tale rischio. Calcola che stai su un’isola evacuata, eh.

Intervistano i contadini rimasti (alla fine erano tre), si fanno i giretti per la città e trovano uno scenario post-apocalittico, con le strade vuote, i maiali che banchettano nelle case e le televisioni ancora accese.

Herzog è contentissimo, gli altri due un po’ meno ma alla fine gli vogliono tanto bene.

In 10 giorni zio H. e compari raccolgono il materiale necessario per far sì che di quell’isola condannata rimanga un ricordo significativo.

Poi però succede che il vulcano in realtà non erutta.

75000 persone tornano nelle loro case (e spengono la televisione), visibilmente sollevate, e Herzog ci rimane malissimo perché “adesso pare tutto finto. Oh, io c’ho rischiato la vita.”

 

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

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