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L’auto-rottamazione come presa in giro

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Dichiarazioni di disimpegno a pioggia: Veltroni, Castagnetti, forse anche D’Alema. Tutti accorrono a dichiarare che loro, probabilmente, “non si candideranno”. Molti penseranno che questa mossa serva a disinnescare la retorica rottamatrice di Renzi.

Ma non si campa in politica, specialmente quando non si e’ mai ottenuto niente nella propria vita com’e’ il caso dei Nostri, se non si ha uno spirito di auto-conservazione molto forte. Ora, e’ vero che l’unico argomento di Renzi (dato che gli altri si intuiscono a stento) e’ la rottamazione della vecchia classe dirigente. Ma e’ anche vero che e’ un aspetto sul quale Renzi, di per se’, puo’ nulla. Glielo ricordano, beffardamente, gli stessi suoi avversari, si veda qui.

Allora, quale sarebbe il mio piano se fossi D’Alema? Preso atto che la mia presenza, da sola, fa perdere al partito piu’ voti di quanti ne porta, mi farei da parte. Sicuro, ovviamente, che il mio contributo rimanendo fuori verra’ ricompensato. Come? E’ presto detto. Nell’enorme mole di cose che abbiamo deciso di non privatizzare, nell’infinito insieme di apparati ridondanti che abbiamo sempre difeso dall’accorpamento, nella miriade di enti inutili che sono sopravvissuti a ogni razionalizzazione. E come sottosegretari, ovviamente.

Qualunque sara’ il prossimo candidato premier del PD, probabile vincitore, avra’ un enorme debito da ripagare verso i suoi “vecchi”. Solo che chi mette i soldi, come al solito, sono i contribuenti.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

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